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ⓘ Battaglia del fiume Erac




                                     

ⓘ Battaglia del fiume Erac

La battaglia del fiume Erac, fiume tuttora non identificato che scorre nella pianura ad occidente della penisola di Crimea, gettandosi nel Mar Nero, fu una battaglia combattuta nel Regno del Bosforo Cimmerio, nel 375, dallesercito degli Unni, appoggiati da un contingente di Alani sottomessi precedentemente, contro una coalizione di barbari di stirpe germanica, e Gepidi, aiutati da barbari di stirpe iranica, fino ad allora pacificamente coabitanti un vasto territorio compreso tra i fiumi Volga, Don e Danubio. Gli Unni, disponendo di una cavalleria eccezionale e di arcieri superiori a quelli nemici, con una tattica di combattimento fino ad allora ignota in occidente, finirono per sterminare e soggiogare gran parte dei popoli barbari - stanziali e nomadi – che fungevano da "stato cuscinetto" al di là dei confini di Roma e del territorio da essa controllato. Da questo momento inizia ledificazione del regno Unno, il cosiddetto Impero delle Steppe, e, contemporaneamente, il declino inesorabile dellImpero romano, invaso da una marea inarrestabile di barbari che evitarono la schiavitù, ma che vennero spinti verso occidente dalla travolgente avanzata unna.

                                     

1. La collocazione del campo di battaglia

Tuttora non è identificato il luogo in cui effettivamente si svolse la battaglia, in quanto non è noto con assoluta certezza a quale corso dacqua odierno corrisponda il fiume Erac. Pare comunque accertato che il fiume corrisponda ad un corso dacqua compreso tra il corso del fiume Dnepr e del fiume Dnestr. Alcuni lo identificano col Tiligul. La confusione è ingenerata dal fatto che, a differenza della storiografia romana, assai curata e particolareggiata, la fonte storiografica principale per le vicende che concernono i regni romano-barbarici sono storici barbari "latinizzati", come il goto Giordane, che visse alla corte di Costantinopoli un secolo dopo lo svolgimento della battaglia.

                                     

2. Le cause che portarono allo scontro

Lo storico Giordane non accenna alle cause che indussero la migrazione ad occidente degli Unni. Essi occupavano la regione tra i fiumi Tarim e Talas tra l800 a.C. ed il 30 a.C., quando furono cacciati dai cinesi verso il Lago Balqaš, e di qui, sparpagliatisi in ampie regioni limitrofe. Tra il 60 d.C. ed il 130 d.C. erano stanziati a cavallo dei monti Urali, e tra il Pamir ed il lago dAral. Nel 370 d.C. attraversarono il Volga, travolgendo gli Alani e spingendosi verso la Crimea ed il Caucaso, dove si scontrarono per tre volte coi Goti.

I movimenti le date sono approssimativi, ma ricostruibili in base alle cronache cinesi, indiane, persiane e greco - romane. La causa della migrazione in sé pare da esser ricercata nellesaurimento dei pascoli, il che avrebbe generato una probabile carestia). Lo storico goto Giordane 500 - 570 è la principale fonte a nostra disposizione per poter delineare un quadro, seppur lacunoso, di quanto accadde tra lanno della comparsa in Europa degli Unni e lanno della caduta dellImpero romano dOccidente convenzionalmente, nel 476. Ma Giordane visse due secoli dopo gli eventi narrati, Inoltre, la sua visione era partigiana era un goto ed era al servizio dellimpero romano dOriente. Infine, la sua opera, la Getica, è ampiamente tratta da una precedente e purtroppo perduta opera storica, la Historia Gothorum, di Flavio Aurelio Magno Cassiodoro 483 – 581, certamente anchessa di parte, essendo stato - il nonno dellautore - uno dei membri della delegazione diplomatica bizantina alla corte di Attila nel 448 tale delegazione era - in realtà - composta da agenti segreti della corte di Bisanzio che portava con sé un ingente quantitativo doro per assoldare sicari al fine di assassinare Attila in persona; la congiura venne scoperta le relazioni diplomatiche tra Unni e Bizantini si guastarono definitivamente. Altri storici che descrissero gli Unni furono Ammiano Marcellino 330 d.C. – 395 d.C. e – primo fra tutti – Claudio Tolomeo 100 d.C. – 175 d.C. Questa battaglia, però, è citata dal solo Giordane.

                                     

3. La battaglia

La battaglia venne, con ogni probabilità combattuta nella primavera del 375, al massimo entro lestate, poiché nel corso di quellanno, gli Unni occuparono tutta lattuale Ucraina e nel corso del successivo anno 376 d.C. occuparono tutta lattuale Bessarabia fino alle Bocche del Danubio la foce del fiume. Non sono noti i particolari della strategia, né quelli della tattica. Però, a grandi linee, essi possono esser desunti dalla ricostruzione storica delle battaglie che gli Unni sostennero coi Romani, a cominciare dalla Battaglia dei Campi Catalaunici di ottantanni successiva 451 a quella dellErac. Dopo aver investito i Sarmati e gli Alani, stanziati tra il Volga ed il Don, nel 330 – 340 d.C., gli Unni, attaccarono il regno ostrogoto sito attorno allodierna Azov" Palude Maeotide” ed in Crimea, cancellandolo letteralmente dalla storia ed uccidendo il re ostrogoto Ermanarico 360 d.C. Leredità ostrogota venne raccolta dal pronipote di Ermanarico, il giovane Vitifero Vithimiris, che venne sconfitto altre due volte prima di morire sul campo di battaglia dellErac. I barbari coalizzati, da ex alleati, sapevano bene che dovevano impegnarsi in un tipo di combattimentomolto diverso da quelli fin qui attuati contro lImpero. I barbari possedevano una fanteria, leggera e pesante, lenta e poco compatta, mentre lorda unna, mobilissima, possedeva soltanto unefficientissima cavalleria. Gli scontri tipici della cavalleria unna consistevano in fulminei attacchi a sorpresa, fingendo la ritirata per poi rilanciare lattacco con piccoli gruppi di esperti arcieri a cavallo. Il momento critico sfruttato dagli Unni era quando, al momento della finta ritirata, la fanteria nemica si scompaginava e si lanciava allinseguimento credendo di aver vinto lo scontro. In quellattimo, la cavalleria unna tornava indietro ed annientava il nemico colto letteralmente di sorpresa. Gli Unni erano pressoché privi di fanteria. La sterminata pianura ucraina costituiva il campo di battaglia ottimale per lesercito unno. Sicuramente, gli Unni volevano battersi in campo aperto e far così in modo di avvantaggiare la loro cavalleria. Difficilmente, questo vantaggio tattico si sarebbe concretizzato presso le rive di un fiume, che, in primavera, poteva anche aver allagato il territorio limitrofo per le esondazioni stagionali.

La coalizione germanica costituiva la fanteria pesante armata di spade lunghe e corte, asce, mazze, pugnali. Era composta da Ostrogoti, Turcilingi, Sciri, Rugi, Ermunduri, Alamanni ed Eruli. Incerta è la presenza di contingenti di Vandali che pure occupavano parte della pianura ucraina attorno al fiume Pryp"jat. La cavalleria leggera, armata di arco e dardi, era, invece, data da alcuni contingenti di Visigoti, mentre quella pesante, assai più numerosa, faceva perno sugli Alani e sui Sarmati armati di giavellotto. Infine, la fanteria leggera era incentrata sui Gepidi. In tutto, gli effettivi dei coalizzati non superavano i 54.000 uomini. Gli Unni, coi pochi contingenti alani asserviti, assommavano a non più di 38.000 uomini.

Con ogni probabilità, gli Unni misero in atto lusuale tattica della cavalleria, e la fanteria nemica si trovò nel mezzo del fiume Erac con entrambe le sponde occupate dai nemici. I contingenti unni che avevano finto di ritirarsi, al galoppo, occuparono la riva destra del fiume, mentre i contingenti unni che non avevano ancora attraversato il corso dacqua rimasero sulla riva sinistra, ed i nemici furono presi tra due fuochi e bersagliati di dardi e di giavellotti. Ne seguì una carneficina a danno della fanteria e della cavalleria germanica, che furono letteralmente sterminate.



                                     

4. Storia e conseguenze posteriori

Gli Ostrogoti, gli Alani, i Sarmati, gli Eruli, i Turcilingi, gli Sciri, i Rugi ed i Gepidi superstiti furono asserviti agli Unni, mentre i Roxolani e gli Iazigi scomparvero dallEuropa. Gli Unni iniziarono ad attaccare limpero persiano dei Sasanidi a partire dal 390 d.C. ed a fornire mercenari agli imperi romani; furono collocati nelle fortezze di confine, come a Salsodia, sul basso Danubio. I Visigoti, nel 376 d.C. cercarono scampo in territorio romano, dove, a causa duna serie di soprusi subiti, assediarono Marcianopoli e si scontrarono coi romani nella Battaglia dei Salici, fino ad infliggere la sconfitta da cui iniziò il declino dellimpero, nel 378 d.C. ad Adrianopoli. I Vandali, assieme ai Franchi, agli Svevi, ai Sassoni, ed ai Longobardi vennero respinti oltre il fiume Elba dove rimasero in pace per un quarantennio. Solo nel giorno di capodanno del 407 d.C. essi vennero spinti ad attraversare il fiume Reno nella zona tra Spira, Worms e Mogontiacum Agri Decumates, il che diede il colpo di grazia allimpero romano doccidente. Gli Unni attaccarono direttamente i Romani solo dopo il 440 d.C.