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ⓘ Infallibilità papale




                                     

ⓘ Infallibilità papale

Il dogma dell infallibilità papale afferma che il papa non può sbagliare quando parla ex cathedra, ossia come dottore o pastore universale della Chiesa: di conseguenza il dogma vale solo quando esercita il ministero petrino proclamando un nuovo dogma o definendo una dottrina in modo definitivo come rivelata.

Infatti, secondo la dottrina cattolica, il magistero straordinario della Chiesa, pur esercitato esclusivamente dal Papa, in certi casi non possiede il carattere dellinfallibilità qualora il Papa stesso non usi esplicitamente e dichiaratamente in modo da farlo comprendere subito a tutti i fedeli questo carisma, di cui Cristo ha dotato la Chiesa perché sia sacramento universale di salvezza. Gli insegnamenti dei vescovi invece non sono coperti dallinfallibilità papale, e difatti non sono assolutamente citati nella definizione del dogma, così come espressa dalla costituzione apostolica Pastor Aeternus, anche se la totalità dei vescovi, che sono in comunione con il papa, ha questo carisma.

                                     

1. Definizione

Il dogma dellinfallibilità papale fu definito con la costituzione dogmatica Pastor Aeternus.

Questo è il testo, tradotto in italiano, dellultima parte della Pastor Aeternus, dove si trova la definizione del dogma:

Secondo tale dottrina il papa deve quindi essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il "suo supremo ufficio di pastore e di dottore di tutti i cristiani" e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi" ; quanto da lui stabilito sotto queste condizioni "vincola tutta la Chiesa".

                                     

1.1. Definizione Fondamento scritturistico

Secondo la dottrina cattolico-romana, la nascita della dottrina dellinfallibiltà papale risale ai tempi di Gesù Cristo. Infatti, le basi bibliche di questa dottrina si trovano nei vangeli. Gesù stesso diede a Pietro il potere di "legare e sciogliere", e anche il compito di "pascere i suoi agnelli": la tradizione cattolica ha costantemente interpretato queste parole come il fondamento dellinfallibilità di Pietro e dei suoi successori. Oltre a ciò, in Lc 22.31-32 Gesù pregò affinché la fede di Pietro non venisse meno, e il motivo di questa indefettibilità nella fede sarebbe da ricercarsi proprio nel ruolo di Pietro come "confermatore dei suoi fratelli". Secondo la Chiesa cattolica, questa preghiera di Gesù è certamente efficace, quindi essa garantirebbe linfallibilità.

                                     

2.1. Storia Prime affermazioni di una infallibilità del vescovo di Roma

Il carisma dellinfallibilità della Chiesa, e del Papa, in epoca antica, è stato riconosciuto in varie occasioni:

SantIgnazio di Antiochia, morto intorno allanno 110 martire a Roma dice che i cristiani di Roma "sono puri da ogni estranea macchia". Vale a dire da ogni errore e qui si prefigura linfallibilità della Chiesa, e del suo Capo visibile, in particolare, fin dallinizio del II secolo.

Un secondo esempio viene da SantIreneo, vescovo di Lione, vissuto nel II secolo. SantIreneo riconosce la fede della Chiesa di Roma come norma per tutta la Chiesa.

Qui è chiaro che limmunità dallerrore propria della Chiesa di Roma presuppone linfallibilità del suo maestro, il vescovo, il Papa. Egli insegnava che dove cè la Chiesa cè lo Spirito Santo ed è impossibile trovare la verità se non nella Chiesa, che possiede il "carisma della verità".

San Cipriano, vescovo vissuto nel III secolo, definisce la Chiesa di Roma come la cathedra Petri e parlando degli avversari che pure volevano fare approvare le loro dottrine eretiche dal Papa, scrive:

Per san Cipriano nella Chiesa di Roma, quindi nel Papa, non può albergare lerrore. Dunque, il tema dellinfallibilità era noto, anche in epoca assai antica. Certo non era esplicitato come lo sarà dopo il Concilio Vaticano I, ma non era sconosciuto.

E ancora san Cipriano, verso lanno 250, scrive:

Un altro esempio viene da San Girolamo, vissuto nel IV secolo, il quale, richiedendo al Papa Damaso una decisione a proposito di una questione dibattuta in Oriente, scrive:

San Teofilo, successore di SantIgnazio nella Chiesa di Antiochia, diceva che come le navi si infrangono se escono dal porto ed entrano nel mare in tempesta, così gli uomini fanno naufragio quando abbandonano la "cattedra di verità".

Dunque la Chiesa era ritenuta, fin dalle origini, "cattedra della verità", dove non poteva albergare lerrore. fonte



                                     

2.2. Storia Lantefatto

Pio IX nel 1854 aveva proclamato ex cathedra il dogma dellImmacolata Concezione di Maria. Esso stabilisce che la madre di Gesù, fin dal suo concepimento, non fu macchiata dal "peccato originale". Questa proclamazione dilacerò le coscienze di alcuni cattolici perché nonostante quanto affermato nel "Pastor Aeternus" citato sopra fin dai tempi della chiesa primitiva la materia di fede era tipicamente definita dai Concili e non dal Papa. Si ricordi ad esempio il Concilio di Nicea, in cui la divinità di Cristo viene definita in assenza del vescovo di Roma, ed anzi con una scarsa partecipazione da parte dellOccidente. Le polemiche riguardavano in alcuni casi loggetto della proclamazione LImmacolata Concezione, ma soprattutto la liceità da parte del papa di proclamare dogmi di fede senza il Concilio dei vescovi. Occorre osservare che linfallibilità papale "ex cathedra" venne approvata dal Concilio Ecumenico Vaticano I grazie al forte sostegno dellArcivescovo Luigi Natoli.

                                     

2.3. Storia La proclamazione

Per affermare questo diritto Pio IX convocò un concilio che doveva sancire questa sua scelta. Il meccanismo era chiaro: se si dubitava del fatto che un papa potesse decretare anche senza un Concilio, questa potestà poteva essere sancita agli occhi dei dubbiosi proprio da un Concilio che confermasse il dogma dellinfallibilità del papa ed anzi la sua assoluta supremazia in materia di fede. In passato ci furono invece concili che destituirono addirittura dei papi, ma occorre ricordare che si era nel periodo storico della restaurazione dellassolutismo, e il papa guardava a Napoleone III.

Questo dogma fu definito nel 1870: per proclamarlo fu convocato un Concilio, il Vaticano I, il 18 luglio 1870, poi sospeso il 20 settembre in seguito alla presa di Roma che segnò la fine del potere temporale dei papi, e non venne più concluso: ma il decreto sullinfallibilità del papa era ormai approvato.

Il dogma, voluto fortemente da papa Pio IX su prevalente ispirazione dei Gesuiti, suscitò le proteste degli ambienti laici del tempo e anche di una parte di quelli religiosi. Benché fortemente avversato dalla curia romana, esisteva infatti un cattolicesimo liberale tanto che una significativa minoranza dei padri del Concilio prevalentemente francesi e tedeschi preferì abbandonare Roma per non dare voto contrario al momento dellapprovazione, pur non sottraendosi allaccettazione del medesimo una volta approvato. Invece una piccola parte di vescovi dellEuropa centrale fuoriuscì dalla Chiesa di Roma dando vita allo scisma vetero-cattolico, basato sul rifiuto del dogma dellinfallibilità.

                                     

2.4. Storia Reazioni e conseguenze

Come per il dogma dellImmacolata Concezione, proclamato dallo stesso Pio IX nel 1854, esso non è accettato dalle altre confessioni cristiane, sia per ragioni teologiche sia perché esse non riconoscono lautorità del papa. Alcune chiese in particolare quelle evangeliche reputano anzi che lo stesso istituto papale non sia in accordo con le Sacre Scritture.

La proclamazione del dogma costituì il fondamento teologico della scomunica già impartita a Vittorio Emanuele II e ai liberali italiani nel 1855, che si era trasformata in attiva opposizione politica dei cattolici al Regno dItalia con il Non expedit nel 1868, attraverso la scomunica comminata per la partecipazione al voto e allattività politica.

                                     

3. Critica teologica

Tra i teologi critici dellinfallibilità papale troviamo Aleksandr Alekseevič Kireev, Hans Küng, Brian Tierney e August Bernhard Hasler, un discepolo di Küng.

Nel commentare la formula dellinfallibilità Bernhard Hasler parlò di "vaghezza" e "indeterminatezza" della formula ex cathedra in modo che "quasi mai si può dire quali decisioni debbano essere ritenute infallibili":

Una critica ulteriore avanzata allinfallibilità papale consiste nelleresia monotelita di Onorio I, considerata eretica dalla stessa Chiesa.

                                     

4. Applicazioni dellinfallibilità

La questione dellapplicabilità del dogma dellinfallibilità nei confronti dei pronunciamenti papali, è dibattuta. Secondo alcuni, finora, una sola volta il pontefice avrebbe fatto uso dellinfallibilità ex cathedra per definire un dogma. Nel 1950 papa Pio XII ha definito il dogma dellAssunzione della Vergine Maria, usando delle parole "tecniche", cioè solenni ed esplicite, che non lasciano spazio a dubbi o discussioni dottrinali:

                                     
  • Enciclica Lista dei papi Habemus Papam Infallibilità papale Organizzazione della Chiesa Cattolica Papa Re Primato papale Profezia sui papi Papa della Chiesa
  • Chiese vetero - cattoliche rifiutarono immediatamente la dottrina dell infallibilità papale col risultato di incappare nella scomunica da parte della Chiesa
  • Immacolata Concezione di Maria Enciclica di Papa Pio IX, 1854 9. Infallibilità papale quando parla ex cathedra in materia di fede e di costumi Concilio
  • ottobre 1865. Sciaffusa, Hurter, 1866 - versione digitalizzata Sull infallibilità papale alcune riflessioni. Monaco di Baviera, Oldenburg, 1870 Aristotele:
  • non essendo del tutto favorevole alla proclamazione del dogma dell infallibilità papale non votò contro la sua approvazione. Il 24 novembre 1871 fu trasferito
  • sensibilità, maturata soprattutto dopo la proclamazione del dogma dell infallibilità papale Alessandro V, con Giovanni XXIII Cossa, per cinque secoli fu
  • Compilatio Decretalium. Ha sostenuto la dottrina emergente della Infallibilità papale e la setta degli Umiliati. È stato uno degli insegnanti di Bernardo
  • Chiese vetero - cattoliche rifiutarono immediatamente la dottrina dell infallibilità papale col risultato di incappare nella scomunica da parte della Chiesa
  • spunti polemici sono dati dal fatto che l autore contesta il dogma dell infallibilità papale l errore cronologico e logico che mina alle fondamenta l equivalenza

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