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ⓘ Gran Premio del Sudafrica 1977




Gran Premio del Sudafrica 1977
                                     

ⓘ Gran Premio del Sudafrica 1977

Il Gran Premio del Sudafrica 1977 è stata la terza prova della stagione 1977 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa sabato 5 marzo 1977 sul circuito di Kyalami. La gara venne vinta da Niki Lauda su Ferrari; per il vincitore si trattò della tredicesima vittoria. Precedette sul traguardo Jody Scheckter su Wolf-Ford Cosworth e Patrick Depailler su Tyrrell-Ford Cosworth.

La gara fu funestata dalla morte del commissario di pista Frederik Jansen van Vuuren, investito dalla Shadow di Tom Pryce, che a sua volta fu colpito al capo dallestintore che lo steward trasportava, perdendo anchegli la vita. Inoltre fu lultima gara per Carlos Pace, che morirà in un incidente aereo due settimane dopo.

                                     

1.1. Vigilia Aspetti tecnici

La Brabham affidò a Carlos Pace la versione B della BT45. La nuova versione aveva nuove sospensioni e un cambio a 6 marce fornito dallAlfa Romeo. La Ferrari presentò un modello 312 T2 con un nuovo alettone, con i radiatori riposizionati e con un nuovo disegno delle prese daria.

                                     

1.2. Vigilia Aspetti sportivi

La March sostituì Ian Scheckter infortunatosi a una gamba in una gara proprio in Sudafrica con Hans-Joachim Stuck, già impiegato dalla scuderia britannica in 35 gran premi tra il 1974 e il 1976. Vennero iscritte anche due March private: una per Boy Hayje dalla RAM che nel 1976 aveva presentato delle Brabham private, laltra dalla Chesterfield Racing per Brett Lunger. Il primo mancava dal Gran Premio dOlanda 1976, mentre Lunger dal Gran Premio degli Stati Uniti dAmerica-Est 1976, corso con la Surtees. La Copersucar decise di impiegare il solo Emerson Fittipaldi.

Nella settimana precedente la gara il circuito fu teatro di alcune sessioni di prove libere. Il tempo migliore venne fatto segnare da John Watson su Brabham-Alfa Romeo con 115"10.

Fu lultima volta che il team Stanley-BRM riuscì a qualificarsi e a concludere la gara con il vecchissimo telaio modello P 201.

                                     

2.1. Qualifiche Resoconto

Nelle prime prove libere il tempo più rapido venne fatto segnare da Niki Lauda in 115"61, precedendo Mario Andretti e John Watson. Il giorno seguente, in quelle ufficiali, il tempo migliore fu di Tom Pryce su Shadow in 131"57, davanti a Lauda e Hans-Joachim Stuck. La giornata fu caratterizzata dalla pioggia, che alzò di molto i tempi dei corridori.

Nella seconda giornata di prove del giovedì la pista fu asciutta e James Hunt su McLaren conquistò la terza pole stagionale, con 115"96, precedendo Carlos Pace e Niki Lauda. Hunt ottenne il tempo nella parte finale della sessione, sfruttando la scia di alcune vetture che lo precedevano. La Brabham contestò il tempo attribuito a Pace, indicando in 115"94 il suo tempo migliore, inferiore a quello di Hunt. Inoltre il tempo del britannico non era stato segnalato dai vari centri di cronometraggio delle scuderie.

Niki Lauda nella sessione ufficiale scontò problemi di aderenza, dovuti a gomme e sospensioni, che non gli consentirono di ripetere il tempo delle prove libere del mattino. Anche Mario Andretti, su Lotus fu penalizzato dalla rottura della pompa dellolio, non potendo prendere parte agli ultimi trentacinque minuti delle prove.



                                     

3.1. Gara Resoconto

Scattato dalla pole position, James Hunt riuscì a tenere il comando della gara, seguito da Niki Lauda, Jody Scheckter e Patrick Depailler. Carlos Pace, complice un problema al cambio, scalò in quinta piazza, con alle spalle Jochen Mass e Mario Andretti.

Al settimo giro Niki Lauda sorpassò James Hunt e prese il comando della gara. Nel frattempo Ronnie Peterson fu costretto al ritiro per un problema allalimentazione e Hunt andò in crisi con le gomme, tanto che venne passato da Scheckter al giro 18. Nello stesso giro Carlos Reutemann passò Mario Andretti conquistando il settimo posto.

Alla fine del 21º giro, Renzo Zorzi fu costretto a parcheggiare la sua Shadow sulla linea del traguardo, davanti ai box, per problemi al serbatoio della benzina. Mentre il pilota italiano usciva dallabitacolo, le perdite di combustibile provocarono un pericoloso focolaio di incendio. Zorzi si mise in salvo lestamente; al contempo due giovani commissari attraversarono il rettilineo del traguardo, estintori alla mano, per spegnere il fuoco. La corsa nel frattempo continuava come se niente fosse non esisteva ancora la safety car e non era stata esposta la bandiera gialla e sopraggiunsero sul traguardo le vetture di Hans-Joachim Stuck, quella di Pryce e quella di Jacques Laffite, i quali non videro i commissari a causa della conformazione a dosso del rettilineo. Stuck mancò di pochissimo limpatto con il primo inserviente, mentre il secondo, uno studente sudafricano di appena 19 anni, Frederik Jansen van Vuuren, venne colpito in pieno dalla macchina di Pryce. Il corpo del malcapitato inserviente risultò talmente dilaniato ed irriconoscibile che non fu possibile identificarlo sul posto: la direzione di gara dovette radunare tutti i suoi colleghi e identificarlo per esclusione. Inoltre gli operatori sanitari, disgustati, si rifiutarono categoricamente di effettuare ulteriori accertamenti sul corpo.

Limpatto era stato di media entità per la macchina di Pryce, che aveva riportato il distacco del musetto. Tuttavia lestintore rilasciato da van Vuuren nel momento dellimpatto colpì la testa di Pryce. Leffetto fu devastante: il peso dellestintore quaranta libbre, circa una ventina di chilogrammi, moltiplicato per la velocità della vettura che, in quel tratto, era di circa 275 km/h, si tradusse in una forza durto di diverse centinaia di chili, che si abbatté sulla testa dello sfortunato pilota, disintegrando il casco, sfondando il cranio e provocandogli anche una parziale decapitazione. Pryce morì allistante. Per avere unidea della violenza dellimpatto, si pensi soltanto che lestintore, dopo aver colpito Pryce ed aver divelto il roll-bar della vettura, rimbalzò e fu proiettato successivamente al di sopra delle tribune che costeggiavano la pista, atterrando su una vettura nel parcheggio del circuito.

La Shadow di Pryce ormai praticamente già cadavere, proseguì senza guida la sua corsa, diminuendo leggermente la velocità, sbandando sulla destra, uscendo di pista e strisciando contro il guard-rail, mentre la Ligier di Jacques Laffite, che non aveva ancora capito quel che era accaduto, la superava. In prossimità della curva "Crowthorne", infine, la Shadow rientrò in pista dopo aver urtato contro luscita per veicoli demergenza e centrò in pieno la vettura di Laffite che stava curvando, trascinandola con sé contro le reti di protezione, dove terminò la sua corsa. Laffite, fortunatamente, pur se scioccato dallincomprensibile e tragico evento, non riportò conseguenze.

Il pilota gallese fu estratto dalla vettura e, pur essendo ormai morto, fu trasportato verso lospedale in autoambulanza. Passarono diverse decine di minuti prima che i due fatti lincidente al commissario e quello di Pryce fossero ricollegati e si capisse quindi leffettiva causa del tragico fatto.

La corsa comunque proseguì e Niki Lauda continuò a dominare la gara, mentre più dietro si scaldò la lotta per il settimo posto tra Reutemann, Andretti e Watson. Largentino fu autore di un testacoda dopo un contatto con Andretti e venne passato dai due e da Vittorio Brambilla. Il monzese tentò poi lassalto a Watson, ma senza successo.

Al 48esimo giro Carlos Pace fu costretto a una sosta ai box, che lo fece precipitare al quattordicesimo posto. Ora la classifica vedeva in testa Niki Lauda, seguito da Jody Scheckter, James Hunt, Patrick Depailler, Jochen Mass, John Watson e Vittorio Brambilla.

Alla sessantaseiesima tornata Hunt sbagliò un doppiaggio e consentì a Depailler di passarlo dopo un bel duello fianco a fianco. Niki Lauda, che stava dominando la gara, fu costretto invece a rallentare. Un pezzo della vettura di Pryce, la parte superiore del roll-bar, si era infilata sotto la fiancata e aveva danneggiato il radiatore dellacqua sinistro della sua Ferrari che, lentamente, perse circa i due terzi del liquido refrigerante. Con il propulsore ormai surriscaldato, il vantaggio di Lauda scese vistosamente ma laustriaco riuscì a vincere anche se tagliò il traguardo a motore spento. Secondo fu Scheckter, terzo Depailler. Vittorio Brambilla tentò fin lultimo giro di passare Watson, ma i suoi sforzi per artigiliare un punto furono vani.

In testa al mondiale andò Scheckter, mentre secondo, a due, punti era Lauda. Per il pilota austriaco fu la prima vittoria dopo il rogo del Nürburgring. Watson conquistò il suo primo giro veloce nel mondiale, per il motore Alfa il primo dal Gran Premio di Spagna 1951.

Fu lultima gara di Formula 1 in cui riuscì a qualificarsi e a partire una BRM. La squadra, passata di proprietà di Louis Stanley nel 1975 e ridenominata Stanley-BRM, fu costretta a gareggiare con il vecchio modello P 201-B,una vettura che aveva debuttato ben tre anni prima, perché il nuovo modello P 207 non era competitivo.