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ⓘ Basso continuo




Basso continuo
                                     

ⓘ Basso continuo

Il basso continuo è la parte musicale di una partitura in cui è notata la linea più grave di una composizione. Esso fu regolarmente utilizzato in tutti i generi musicali vocali e strumentali a partire dallinizio del XVII secolo fino al cadere del XVIII. Nel basso continuo viene notata in forma sintetica, su un unico rigo, la parte degli strumenti ad esso solitamente destinati. Grazie anche alle indicazioni numeriche, talvolta ma non necessariamente, presenti sulle note del basso continuo, gli esecutori potevano estemporaneamente realizzare per esteso larmonia del brano mediante una successione di accordi ed altre note di abbellimento. Più esattamente i numeri indicavano gli intervalli delle note da suonare rispetto alla nota del basso. Nella pratica, altri strumenti gravi, ad arco o a fiato, potevano raddoppiare la linea del basso continuo. Il basso continuo non fu utilizzato soltanto nella pratica dellaccompagnamento, ma anche come linea-guida di una composizione per strumento a tastiera, elaborata allimpronta dallorganista o dal clavicembalista sulla base del basso numerato. È questa larte del suonare sopra al basso, già testimoniata ne Lorgano suonarino di Adriano Banchieri, in cui vengono presentati alcuni versetti per organo da intercalare al canto gregoriano, notati su un "basso in canto figurato suonabile et cantabile", e poi menzionata nei manuali di basso continuo del XVII e XVIII secolo, come si ricava, per esempio, dal titolo del trattato di Francesco Gasparini Larmonico pratico al cimbalo. Regole, osservazioni ed avvertimenti per ben suonare il basso ed accompagnare sopra il cimbalo, spinetta ed organo. Esempi di sonate sopra il basso sono i Bassi continui le Sonate a due cimbali di Bernardo Pasquini. Grazie alla diffusione nella pratica tastieristica nel corso del XVII secolo, dal secolo seguente i bassi continui divennero anche la base dei partimenti, uno strumento didattico utilizzato per insegnare i fondamenti della composizione nelle scuole di musica dei conservatori di Napoli e in altre scuole italiane dal XVIII secolo fino al XIX.

                                     

1. Storia

Luso di accompagnare voci e strumenti con lorgano nella musica da chiesa iniziò a partire dalla metà del XVI secolo con lavvento dei cosiddetti concerti sugli organi, mottetti per voci, strumenti e organo. Opere del genere, per grandi organici, a due e più cori, furono composte appositamente per particolari occasioni e sfruttare al meglio le particolari proprietà acustiche dei luoghi dove venivano eseguite. Parti di bassus ad organum sono presenti già in alcune composizioni sacre di autori come Alessandro Striggio 1587, Giovanni Croce 1594 e Adriano Banchieri 1595. Esse non avevano tuttavia alcuna funzione strutturale nella composizione dei brani e furono classificati come basso seguente o basso generale. Diverso invece è il caso dei nuovi generi musicali che appaiono allinizio del XVII secolo, come lopera, le monodie accompagnate arie, madrigali e poi cantate a voce sola, mottetti concertati a una o più voci, canzoni e sonate strumentali, in cui il basso continuo assume una funzione strutturale della composizione, necessaria allesecuzione. lo vediamo, per esempio nelle prime opere date alle stampe, come la Rappresentazione dAnima et di Corpo 1600 di Emilio de Cavalieri, nell Euridice sia di Giulio Caccini 1600, sia di Jacopo Peri 1600, nelle monodie della Nuove musiche di Caccini o nei mottetti dei Cento concerti ecclesiatici 1602 di Ludovico Viadana. Ben presto apparvero i primi trattati sulla pratica del basso continuo: Del sonare sopral basso: con tutti li stromenti e delluso loro nel conserto 1607 di Agostino Agazzari, e la Breve regola per imparar a sonare sopra il basso con ogni sorta distrumento di Francesco Bianciardi 1607.

Il basso continuo, concepito come elemento strutturale della musica nelletà barocca, permane nella sua funzione pratica nelle composizioni del periodo classico, soprattutto nella musica sacra, ma anche nelle sinfonie e nei concerti, fino agli inizi del XIX secolo, e ancora nei recitativi secchi dellopera buffa. Esempi del suo impiego nel XIX secolo sono assai rari, ma la prassi persiste regolarmente nella musica sacra da concerto o da chiesa, come vediamo nelle messe di Beethoven, Franz Schubert e Anton Bruckner, che hanno parti di basso continuo per lorgano. Carl Maria von Weber racconta che, nella quaresima del 1812, alla corte di Dresda poté ancora ascoltare lultimo tiorbista della storia suonare il basso continuo con lorchestra: Johann Adolph Faustinus Weiss 1741-1814, figlio cadetto di Sylvius Leopold Weiss, il grande liutista contemporaneo di Johann Sebastian Bach.

                                     

2. Esecuzione del basso continuo

La parte del basso continuo consiste in una linea di basso notata su un unico pentagramma. Le note possono essere corredate da numeri e alterazioni posti sotto o sopra le note per indicare con quali accordi esse debbano essere suonate. I numeri indicano perciò con quali rivolti o inversioni degli accordi si debbano porre sopra la linea del basso. Per quanto riguarda i dettagli, la realizzazione del basso continuo è normalmente lasciata alla sensibilità e allesperienza dellesecutore: in generale non esistono regole o obblighi particolari circa il numero di note che formano gli accordi. La dicitura tasto solo indica che per un breve periodo, di solito fino al termine della sezione, larmonia non vada rinforzata da note alla mano sinistra, comera duso, al fine di ottenere una sonorità meno intensa. Per quanto riguarda il basso continuo allorgano si conoscono indicazioni di registrazione, soprattutto in relazione allaccompagnamento della musica sacra italiana del XVII secolo, come per esempio quelle del Vespro della Beata Vergine 1610 di Claudio Monteverdi.

Il numero e il tipo di strumenti che costituiscono il gruppo o sezione del basso continuo non sono normalmente prefissati dal compositore. Gli strumenti del continuo possono variare a seconda dellambiente, del genere, dello stile e dellepoca del brano. Nel gruppo del continuo viene abitualmente incluso almeno uno strumento capace di suonare accordi, come il clavicembalo, lorgano, il liuto, la tiorba, la chitarra o larpa. Inoltre, vi si può icnludere un certo numero di strumenti in grado di suonare note gravi, come il violoncello, il contrabbasso, il violone, la viola da gamba o il fagotto. Di norma nelle esecuzioni moderne si adoperano più frequentemente il clavicembalo e il violoncello per le musiche strumentali e profane, come ad esempio lopera e la cantata, e lorgano per la musica sacra. Tali scelte sono facilmente contraddette da tutta una gamma di soluzioni testimoniate nei documenti, che variano e si adattano a un numero di situazioni infinitamente più variegato di quanto si possa immaginare.

Lesecutore del basso continuo su strumenti a tastiera organo, clavicembalo, o altri strumenti comunque in grado di eseguire accordi, realizza un basso continuo suonando, oltre alla nota di basso indicata, le note necessarie per formare un accordo completo al momento dellesecuzione. La notazione del basso numerato o cifrato o figurato, descritta successivamente, è soltanto una linea-guida che affida alla competenza del continuista la possibilità di concertare sapientemente il brano con le altre parti vocali e strumentali. Le edizioni di musica pratica dallOttocento fino alla metà del Novecento fornivano agli esecutori la parte del basso continuo realizzata per esteso sul normale sistema a due pentagrammi per strumento a tastiera, eliminando quindi la necessità di improvvisare la parte. Tuttavia, a partire dalla seconda metà del Novecento, si è assistito ad uninversione di tendenza: con il sorgere e il rapido diffondersi delle esecuzioni storicamente informate, si è imposta tra gli esecutori la consuetudine di improvvisare al momento la realizzazione del basso continuo, cercando di ricostruirne la prassi sulla base dei trattati del XVII e XVIII secolo.

La notazione numerica qui sotto descritta non è una convenzione rigidamente accettata da tutti i compositori. Soprattutto nel XVII secolo i numeri erano spesso omessi, qualora il compositore pensasse che laccordo fosse ovvio. I primi compositori, come Emilio de Cavalieri, Giulio Caccini, Claudio Monteverdi e altri, specificavano laltezza precisa delle note darmonia con luso di intervalli composti come 10, 11, 12 e 15. Successivamente, però, si usarono di norma soltanto le cifre indicanti gli intervalli dalla seconda fino alla nona.

                                     

2.1. Esecuzione del basso continuo Numeri

I numeri indicano la distanza in gradi della scala delle note da suonare sopra quella data nel basso. Per esempio:

Qui la nota al basso è un Do, ed i numeri 4 e 6 indicano le note disposte ad una quarta e ad una sesta dal Do, quindi Fa e La.

I numeri 3 e 5 vengono abitualmente tralasciati anche se non sempre, vista la frequenza con cui ricorrono. Ad esempio:

In questa sequenza la prima nota è priva di numeri: il 3 ed il 5 sono stati omessi. Bisognerà quindi suonare le note ad una terza e ad una quinta di distanza, ovvero un accordo in stato fondamentale. La nota successiva ha un 6, che indica una nota ad una sesta di distanza: il 3 è stato omesso. Lultima nota è accompagnata da un 7: anche qui, il 3 ed il 5 sono stati omessi. Questa sequenza equivale a:

Lesecutore decide autonomamente, anche in base al tempo ed alla densità della musica, in quale ottava suonare le note se elaborarle ulteriormente.

A volte, anche altri numeri vengono omessi: un 2 o 42 indicano, per esempio, 2-4-6.

A volte cambiano i numeri su una nota tenuta del basso. In questo caso i nuovi numeri sono scritti nel punto della battuta in cui devono essere suonati. Nel prossimo esempio la linea superiore è una linea melodica non è parte del basso numerato:

Quando la nota del basso cambia ma laccordo rimane fermo, si scrive una linea orizzontale della lunghezza necessaria:



                                     

2.2. Esecuzione del basso continuo Alterazioni

Quando unalterazione è presente senza alcun numero, si suona un intervallo di terza e di quinta, con la terza alterata. Ad esempio:

Da suonare così:

A volte lalterazione è posta dopo il numero.

In alternativa, una croce posta accanto ad un numero indica che tale nota debba essere alzata da un semitono. Un altro metodo per indicare ciò consiste nel disegnare una linea attraverso il numero stesso. I seguenti tre esempi, dunque, indicano tutti la stessa cosa:

                                     

3. Utilizzo nella musica contemporanea

A volte il basso continuo viene utilizzato dai musicisti classici come una forma abbreviata per indicare gli accordi, anche se non è generalmente usato nelle composizioni musicali moderne. Anche nella notazione per fisarmonica si usa un tipo di basso continuo. Luso odierno più comune per la notazione è quello di indicare i rivolti; in questo caso, spesso, al posto del rigo musicale si indica semplicemente la nota fondamentale in stile inglese unita al numero del rivolto. Ad esempio, un accordo di Do nel rivolto di quarta e sesta verrebbe scritto come C 4 6 {\displaystyle C_{4}^{6}}.

I simboli del basso numerato possono anche essere utilizzati insieme ai numeri romani nellanalizzare larmonia funzionale; questuso viene detto romano numerato. Laccordo di cui sopra, se la tonalità di base è quella di fa maggiore, sarà pertanto indicato come V 4 6 {\displaystyle V_{4}^{6}}.

                                     
  • Recitativo: Gottlob der Drache liegt, per basso e continuo Aria: Gott schickt uns Mahanaim zu, per soprano, oboe e continuo Recitativo: Was ist der schnöde Mensch
  • suche mit Verlangen, per basso organo obbligato e continuo Recitativo: Mein Mahl ist zubereit, per soprano, basso archi e continuo Arioso: Komm, Schönste
  • des Purpurs Majestät, per basso archi e continuo Aria: Mein Jesus soll mein alles sein, per tenore, oboe, archi e continuo Recitativo: Gott stürzet
  • Recitativo: Gott gab uns ein Gesetz, per basso e continuo Aria: Wir waren schon zu tief gesunken, per tenore, violino e continuo Recitativo: Doch muSte das Gesetz
  • Lelio Basso Varazze, 25 dicembre 1903 Roma, 16 dicembre 1978 è stato un avvocato, giornalista, antifascista, politico e politologo italiano. Lelio
  • e continuo Aria: Was die Seele kann ergötzen, per flauto, archi e continuo Recitativo: Und wie ich jederzeit bedacht, per basso oboi e continuo Aria:
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