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ⓘ Ullambana




Ullambana
                                     

ⓘ Ullambana

La festa buddhista di Ullambana cade annualmente alla fine della stagione dedicata al ritiro meditativo del Sangha, ed è dedicata ai morti, agli antenati, agli esseri negli inferni Naraka e ai Preta.

Attualmente la festa viene celebrata in tutta lAsia Orientale e nel Sud-Est asiatico il quindicesimo giorno del settimo mese del calendario buddhista, nella seconda metà di agosto.

                                     

1. Lorigine le fonti

Lorigine della festa deriva dal Ullambanasūtra, dove Maudgalyāyana, uno dei più importanti discepoli del Buddha Gautama Siddhartha, messosi alla ricerca della madre morta la trova, grazie ai poteri meditativi, rinata come Preta, dotata cioè di una bocca e un collo strettissimi e tormentata da una fame insaziabile. Inoltre, ogni qual volta portava un boccone alla bocca, questo si trasformava in fiamme ardenti. Chiestone il motivo al Buddha, questi spiegò che la causa era dovuta al fatto che in una precedente vita non aveva dato cibo in elemosina a dei monaci, accumulando così karma negativo. Interrogato su come salvare la madre, il Buddha rispose che sarebbe stato opportuno stabilire una festa in cui accumulare meriti positivi e devolverli agli spiriti degli inferni, sprofondati là proprio per aver accumulato demeriti nelle loro vite precedenti.

Oltre all Ullambanasūtra, altro testo canonico sullo stesso argomento è il Sutra sullofferta delle ciotole di cibo per ringraziare del bene ricevuto cinese: 報恩奉盆經 baoen fengpen jing, tradotto in cinese tra il 317 e il 420. Tra i commentari a questi sutra spicca quello di Zong Mi intitolato 盂蘭盆經疏 Yúlánpénjìngshū 830 circa.

Tra la letteratura non religiosa spicca il Da Mujianlian mingqian jiu mu bianwen 大目犍連冥間救母變文, Mahamaudgalyayāna salva sua madre, testo scritto nella redazione finale verso l800, ma risalente sicuramente a qualche secolo precedente. Si tratta di letteratura in lingua quasi vernacolare, molto vicina ai canovacci dei cantastorie itineranti o gruppi teatrali. Si sofferma particolarmente sulle sofferenze nellinferno Avīci e sullavventura di Maudgalyayāna nel regno dei morti.

                                     

2. I riti

Su queste basi scritturali si basano quelli che sono le tradizioni e i riti della festa di Ullambana: ci si reca nei monasteri buddhisti, si fanno donazioni al Sangha nel buddhismo fare doni è atto meritorio per sé e ancor più se il ricevente è degno moralmente, si imbandiscono pranzi vegetariani e si liberano animali. In varie località si fanno sfilare statue del bodhisattva Ksitigarbha e i monaci recitano l Ullambanasūtra. In varie tradizioni si imbandiscono tavolate fuori dalle case per gli spiriti sconosciuti, attirandoli la sera con lumini, mentre si fanno offerte in casa allaltarino dei propri antenati. Altri lumini galleggianti si liberano lungo i corsi dei fiumi per ingraziarsi quanti sono morti per annegamento.

La festa è buddhista in quanto basata sulla legge karmica, ma non è rivolta allottenimento per sé o per gli altri di una immediata liberazione nel Nirvana, piuttosto in un alleviamento delle pene e nella speranza di una rinascita più favorevole per un futuro cammino che porti alla liberazione con i propri sforzi. Nello stesso tempo è una festa in onore e a favore dei propri familiari deceduti, cosa che la rese automaticamente bene accetta anche in ambienti confuciani.

In Cina dalla dinastia Tang in poi si cominciò a celebrare anche, nella stessa data, una festa taoista in onore dei morti, nota come 中元節 zhōngyuánjié.

A differenza della festa di Qingming 清明節 Qīngmíngjié - quando si venerano solo i propri antenati e sono i vivi a presentarsi nei cimiteri e nei templi ai morti - si considera che nella notte della festa di Ullambana siano i morti, non solo i propri antenati, a far visita ai vivi.