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ⓘ Norma giuridica




Norma giuridica
                                     

ⓘ Norma giuridica

Una norma giuridica, in diritto, indica un insieme di regole che concorrono a disciplinare la vita organizzata. Dal punto di vista linguistico essa si costituisce di un precetto e di un testo, da non confondere luno con laltro, avente la capacità di determinare, in maniera tendenzialmente stabile, lordinamento giuridico generale.

                                     

1. Descrizione

Una norma è una proposizione volta a stabilire un comportamento condiviso e i valori presenti allinterno di un gruppo sociale. Essa è finalizzata a regolare il comportamento dei singoli appartenenti al gruppo, per assicurare la sua sopravvivenza e perseguire i fini che lo stesso ritiene preminenti.

In linea generale, la norma giuridica viene assimilata a una "regola di condotta", ovvero a un comando, che impone allindividuo un determinato comportamento. Il carattere "coattivo" della norma giuridica è, dunque, imprescindibile. Questo elemento centrale della norma giuridica contribuisce in modo determinante a differenziarla da altri tipi di norme, come quelle morali o religiose, che appartengono a una sfera non coattiva. Lindividuo è libero o meno di assecondare un comando religioso o morale. Può sentirsi perfino obbligato a farlo, ma tale obbligo non è generalizzabile.

Affini alle norme giuridiche vere e proprie possono considerarsi quelle regole che appartengono più alla sfera morale, ma che, quando sono inserite in disciplinari di ordini professionali o di associazioni di produttori, possono prevedere anche sanzioni in caso di violazione.

                                     

1.1. Descrizione Caratteristiche

Le caratteristiche fondamentali di una norma giuridica sono:

  • relatività: la norma giuridica è relativa perché varia nel tempo e nello spazio, cioè allinterno dello Stato stesso e da Stato a Stato. Il diritto di uno Stato infatti non è sempre uguale a sé stesso, ma si modifica nel corso del tempo per effetto delle trasformazioni della società.
  • bilateralità: in quanto la norma riconosce un diritto a un soggetto e in contrapposizione impone un dovere o un obbligo a un altro soggetto;
  • generalità: in quanto non è riferita a un singolo soggetto ma si riferisce a una pluralità di soggetti, ovvero a tutti coloro che si trovano nella situazione disciplinata;
  • novità: in quanto ogni norma viene emanata per regolare un comportamento che fino a ieri si riteneva non dovesse essere regolato, oppure allo scopo di modificare un regolamento di quel tale comportamento già esistente;
  • astrattezza: in quanto la norma fa riferimento a unipotesi astratta e non al singolo caso concreto;
  • coattività: la norma giuridica è coattiva in quanto deve essere rispettata obbligatoriamente e la sua inosservanza viene punita applicando una sanzione al trasgressore;
  • esteriorità: oggetto della disciplina dovrà essere lazione esterna del soggetto, non gli stati psichici interiori.
  • positività: in quanto la norma è predisposta da unautorità lo Stato;
  • imperatività o coazione: in quanto accanto a una norma che contiene un precetto, esiste una norma che prevede la sanzione;

Gli atti o fatti da cui scaturiscono le norme giuridiche costituiscono le fonti del diritto, e, più esattamente, le fonti di produzione giuridica. Va detto che, in senso lato, possono considerarsi norme anche quelle che mancano dei caratteri della generalità e astrattezza, le quali, peraltro, non sono prodotte da fonti del diritto ma con atti giuridici in virtù di poteri dalle stesse attribuiti. La norma non va in nessun caso confusa con la legge. Mentre la legge è un atto, la norma è la conseguenza di questo. La legge è una delle fonti del diritto, la norma è diritto. La norma è un comando che si ricava dallinterpretazione delle fonti del diritto. Le norme sono solitamente desumibili da una formulazione linguistica scritta al fine di conferire alla stessa un alto grado di certezza e durevolezza nel tempo.

Diverse dalle norme giuridiche, che prescrivono comportamenti vincolanti per il diritto, sono le norme etiche, morali, sociali, che vincolano solo nel cosiddetto foro interno della coscienza ovvero sotto il profilo meramente sociale, di pura cortesia. In sintesi si può definire "norma giuridica", una prescrizione generale e astratta che identifica ed enuncia gli interessi vigenti in un gruppo sociale e appresta le procedure per la loro tutela e il loro concreto soddisfacimento e della quale, pertanto, deve essere garantita losservanza.

                                     

2. Analisi strutturale

La più semplice struttura della prescrizione è "A deve B", laddove A è un soggetto, il destinatario della prescrizione, mentre B è loggetto della prescrizione, il comportamento dovuto da A. Questa formula identifica quindi la norma giuridica con il comando imperativo. Gli studi del grande giurista Hans Kelsen, dimpostazione antimperativistica, ribaltano questa concezione della norma e pongono la sanzione in posizione centrale; secondo questa nuova concezione la formula può essere riscritta come "se A, deve essere B", ove A rappresenta lazione illecita, mentre B configura la sanzione che ne consegue. In questo modo Kelsen vuole asserire che il fatto illecito A è considerato tale solo perché lordinamento giuridico ha predisposto una sanzione B per esso e a esso conseguente. Come detto, questa formula stravolge le vecchie concezioni della norma e per questo è fra i temi principali di dibattito fra i giuristi. Oggi il significato di norma si è peraltro ampliato, precisamente in due direzioni: attraverso labbandono del significato di "normativo" come prescrittivo precettivo, imperativo e attraverso la rinuncia al carattere della normalità. Infatti nel linguaggio giuridico "norma" non viene più utilizzato solo per indicare proposizioni prescrittive, ma anche permissive e attributive; tantè che sono state "scoperte" nuove norme chiamate appunto permissive negano gli effetti di norme imperative precedenti, quindi danno il permesso esclusivo e momentaneo di fare una cosa prima impedita da unaltra norma, attributive attribuiscono un potere, privative tolgono un potere.

Anche riguardo al significato principale, quello appunto di norma come prescrizione, va rilevato che la forza prescrittiva non è esplicata con uguale intensità da tutte le norme giuridiche: esistono infatti norme incondizionate, poiché lobbligo a cui è sottoposto il destinatario non è subordinato al verificarsi o meno di una condizione, e norme condizionate, nelle quali lobbligo è invece subordinato a una condizione. Esistono inoltre norme strumentali che prevedono un comportamento non buono in sé stesso, ma buono al raggiungimento di un dato scopo, e norme finali, che stabiliscono il fine che deve essere raggiunto ma non i mezzi, che sono quindi lasciati alla discrezione del destinatario. Esistono inoltre le direttive, norme non obbliganti ma soltanto accompagnate dallobbligo di tenerle presenti e di non discostarsene se non per motivi plausibili.



                                     

3. NellUnione Europea

Va tenuto presente che nel diritto dellUnione Europea si parla invece di direttive con riferimento ad atti degli organi comunitari che gli stati membri hanno lobbligo di recepire con leggi ordinarie nazionali e che, in alcuni casi, possono anche produrre effetti diretti negli ordinamenti degli stessi pur in assenza di recepimento.

Alcuni tipi di norme:

  • norme di conflitto, sono disposizioni strumentali non finalizzate alla disciplina materiale del rapporto giuridico ma alla risoluzione di controversie aventi come oggetto situazioni non totalmente interne. Esse agiscono in maniera indiretta richiamando la norma straniera. Loggetto delle norme di conflitto sono le fattispecie stesse che presentano elementi di estraneità. Dunque la norma di conflitto ha la funzione di individuare la legge diritto secondo la legge di riforma italiana n. 218/1995 applicabile. In tal senso la concezione di norma di conflitto può essere bilaterale richiamo di un ordinamento straniero o unilaterale richiamo del diritto del proprio ordinamento interno.
  • norme dispositive, che integrano o sostituiscono una volontà che sia stata dichiarata in modo incompleto o insufficiente, sicché possono sempre essere derogate dalla diversa volontà delle parti, a differenza delle norme imperative che sono inderogabili.

Un discorso a parte meritano le raccomandazioni, che non sono vere e proprie norme in quanto non danno origine a un obbligo di uniformarsi a una statuizione ma, più propriamente, a un obbligo secondario, cioè quello di prendere le misure necessarie allattuazione di un obbligo primario. Le raccomandazioni sono tipiche del diritto internazionale non adatto ai soggetti di minore età.

                                     
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