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ⓘ Metodo Michela




                                     

ⓘ Metodo Michela

Il metodo Michela di stenografia meccanica è stato ideato nel 1862 dal prof. Antonio Michela Zucco ed è attualmente utilizzato, nella sua versione computerizzata, presso il Senato della Repubblica ed anche presso il Consiglio regionale del Piemonte, per la redazione dei resoconti stenografici.

Esso si basa sullutilizzo di unapposita tastiera formata da venti tasti, simili a quelli di un pianoforte. Ad ogni tasto è associato un segno grafico ed un preciso valore fonico. I segni grafici utilizzati in totale sono sei e si ripetono sulla tastiera secondo un preciso schema.

                                     

1. Storia

Il sistema fu messo a punto dal professor Michela dopo decenni di studi per trovare soluzioni che superassero lostacolo dei modesti mezzi tecnici disponibili nella seconda metà dell800.

Durante la XIII legislatura del Regno dItalia, Sebastiano Tecchio, che ricopriva la carica di Presidente del Senato, nominò una commissione composta dai senatori Errante, Zini e Massarani per valutare il nuovo sistema che doveva servire alla resocontazione dei lavori del Senato, ancora affidata agli stenografi manuali. Il 30 gennaio 1880 i membri della Commissione presentarono a Tecchio una relazione entusiasta e fu decisa ladozione della macchina da parte del Senato.

La macchina Michela è rimasta sostanzialmente invariata per oltre un secolo: dal 1974 è entrata in funzione una versione prodotta dalla ditta Vergoni, caratterizzata da una meccanica più moderna. Nel 1982 è entrata in funzione una versione elettronica, prima striscia decrittata della Vergoni elettronica, dai vecchi simboli, al testo alfabetico stampato in orizzontale, un enorme vantaggio con la quale gli stenografi del Senato hanno conseguito tre titoli mondiali 1983, 1985 e 1995 ai campionati di stenografia e, fino al 1996, tutti i titoli italiani. Nel 2002 è stata realizzata una versione totalmente informatizzata che, con lausilio di un pc, è in grado di produrre unimmediata trascrizione del parlato perfettamente sincronizzata con la registrazione audio digitale. Con tale macchina, ai campionati mondiali del 2009, una giovane stenografa parlamentare del Senato ha raggiunto la più elevata velocità di scrittura stenotipica tra tutti i concorrenti: 445 sillabe al minuto circa 200 parole al minuto.

Nel 1990, per consentire lutilizzo dei programmi di trascrizione assistita Computer Aided Transcription, essendo la gestione dei segni grafici da parte dei personal computer dellepoca piuttosto complessa essi sono stati sostituiti con segni letterali senza alterarne il valore fonico.

                                     

2. Tecnica e funzionamento

I venti tasti della tastiera Michela sono raggruppati in due parti o emitastiere, formate da dieci tasti, una di competenza della mano sinistra e laltra di competenza della mano destra, ognuna delle quali divisa in due zone o serie ideali: lemitastiera sinistra è formata dai sei tasti della 1ª serie segni F, S, C, Z, P, N e dai quattro tasti della 2ª serie segni R, X, I, U; lemitastiera destra è formata dai quattro tasti della 3ª serie segni u, i, e, a e dai sei tasti della 4ª serie segni n, p, z, c, s, f, speculari rispetto a quelli della 1ª serie. Luso dei tasti" F” e" S” della 1ª serie compete al mignolo della mano sinistra, luso dei tasti" C” e" Z” compete allanulare della mano sinistra, luso dei tasti" P” e" N” compete al medio della mano sinistra. Lo stesso dicasi per i tasti" R” e" X”, nonché" I” e" U”, della 2ª serie, il cui uso compete, rispettivamente, allindice e al pollice della mano sinistra. Identiche regole valgono per le serie 3ª e 4ª e per la mano destra.

La suddivisione della tastiera in quattro serie è stata concepita in funzione delle caratteristiche fondamentali del sistema Michela, che è fonico-sillabico, pertanto, ad ogni combinazione di tasti sulla tastiera corrisponde la riproduzione fonica di una sillaba. A tal fine, ogni serie è deputata a registrare una parte ben determinata della sillaba: la prima serie le consonanti o vocali iniziali; la seconda serie le consonanti o vocali intermedie; la terza serie le vocali toniche quelle su cui cade laccento e la quarta serie speculare rispetto alla prima le consonanti o vocali finali. Essendo il sistema fonico esso è in grado di registrare in forma stenografica il parlato di qualsiasi lingua basandosi sul suo suono; è pertanto possibile stenografare anche lingue non conosciute, purché si sia in grado di percepirne chiaramente i suoni. I fonemi rappresentabili sulla tastiera sono ottenuti con la pressione di tasti singoli o di loro combinazioni, secondo il seguente schema:

Considerato che per le combinazioni a tre tasti si usano tutte le dita per ciascuna serie, non saranno riportate le dita da utilizzare; nel caso della seconda e terza serie, si useranno lindice per pigiare il tasto nero o il primo tasto bianco e il pollice per pigiare contemporaneamente uno o due tasti bianchi.

Note

                                     

2.1. Tecnica e funzionamento Scrittura delle cifre

Sono previste diverse possibilità. Si può utilizzare anzitutto, il sistema numerico tipico del sistema che prevede lutilizzo dei tasti della prima serie per le centinaia, della seconda per le decine e della quarta serie per le unità con il seguente valore: F=1, S=2, C=3, Z=6, P=9 prima serie; R=1, X=2, I=3, U=6 seconda serie; p=9, z=6, c=3, s=2, f=1 terza serie. In tal caso si utilizzerà in ognuna delle tre serie in oggetto il valore numerico tipico del tasto singolo o il valore numerico di combinazioni di tasti singoli, nel caso di cifre non direttamente rappresentate, con un sistema molto simile al sistema numerico binario es: 4 =" FC”, per scrivere numeri con un massimo di tre cifre. Le cifre superiori a 999 verranno espresse con battute successive. Ad esempio, la cifra "632.199" verrà scritta in due battute: "ZIs" "FIUp".

Come sistema alternativo, si possono stenografare le cifre così come sono pronunciate.



                                     

2.2. Tecnica e funzionamento Scrittura delle parole

Come detto, ad ogni sillaba di parola corrisponde sulla tastiera Michela una combinazione di tasti. Si può avere una prima idea delle possibilità del sistema ove si tenga presente che, mentre per riprodurre le parole con una tastiera dattilografica occorre scrivere una lettera per volta, con la tastiera Michela il contenuto di una sillaba si esaurisce, come si è detto, in una battuta. Ad esempio, alle undici lettere della parole "f-e-l-i-c-e-m-e-n-t-e" corrispondono le cinque sillabe "fe-li-ce-men-te" le cinque combinazioni sulla tastiera Michela:" Fe”" SCNi”" SCe”" SZPen”" Fpe”, senza considerare le possibili abbreviazioni che, per il caso in questione, possono ridurre le battute a due soltanto FRIi SPepzs.

                                     

2.3. Tecnica e funzionamento Criteri abbreviativi

Antonio Michela Zucco, nel suo primo e conciso manuale sul sistema stenografico di sua ideazione "Stenografia Michela – Processo sillabico istantaneo ad uso universale mediante piccolo e portatile apparecchio a tastiera" op. cit., precisava:".Lerudizione di detto processo conoscenza della tastiera e dei segni dà campo allo stenografo di farsi un concetto esatto di quanto sente pronunciare per trascriverlo correttamente, ciò che si ottiene anche con certe abbreviazioni che gli suggerirà la pratica, pur conservando la fedeltà di riproduzione.”. A differenza degli altri sistemi stenografici dellepoca, lideatore non prevedeva uno specifico sistema abbreviativo, anche perché la particolare ergonomia della tastiera e la ridotta competenza di ciascun dito due tasti, già di per sé, consentivano ad un operatore sufficientemente allenato di raggiungere velocità ragguardevoli utilizzando la semplice scrittura fonetica.

Anche dopo ladozione della macchina da parte del Senato del Regno, lutilizzo delle abbreviazioni rimase piuttosto limitato: vennero introdotte solo alcune sigle per rappresentare i termini più ricorrenti in ambito parlamentare e il criterio abbreviativo delleliminazione della vocale finale per alcune parole. Occorre considerare che allepoca non era infrequente il caso che le note stenografiche venissero trascritte da soggetti diversi dagli stenografi che le avevano riprese, in alcuni casi anche in luoghi diversi e piuttosto distanti, proprio traendo vantaggio dalle caratteristiche peculiari del sistema, che nasceva come "fonografico", studiato cioè per rappresentare graficamente il suono di qualsivoglia fonema pronunciabile in qualsiasi lingua, e" meccanico” e quindi, a differenza dei sistemi manuali dellepoca, in grado di produrre strisce stenografiche perfettamente intelligibili da parte di qualsiasi operatore a conoscenza del metodo.

Si può dire che il campo delle abbreviazioni sia rimasto del tutto inesplorato quasi fino ai giorni nostri. Il cavalier Celeste De Alberti, valente stenografo del Senato del Regno, precisava ancora nel 1932, nella seconda edizione del suo "Manuale di stenografia – sistema "Michela" op. cit.: "Per istenografare colla macchina Michela non è necessario fare uso di abbreviazioni, questo lo dichiaro innanzi tutto giacché, senza soverchia fatica, si arriva a scrivere per esteso quanto un oratore, anche molto veloce, può pronunziare".

Fu solo con la partecipazione ai primi campionati di stenografia italiani e mondiali del dopoguerra che si iniziò ad avvertire limportanza delle abbreviazioni. Anche se alcuni stenografi riuscirono ad ottenere alle gare risultati eccezionali gli stenografi del Senato hanno conseguito ai campionati di stenografia tre titoli mondiali - 1983, 1985 e 1995 - e dal 1977 al 1996 tutti i titoli italiani pur abbreviando molto poco, con il passare degli anni si cominciò ad affermare in quella sede una scuola di pensiero orientata ad un uso più esteso di abbreviazioni e sigle, in analogia con gli altri sistemi stenografici mondiali.

Di seguito verranno sommariamente indicati i criteri abbreviativi più diffusi nellambito degli utilizzatori del metodo Michela.

                                     

2.4. Tecnica e funzionamento Eliminazione della vocale finale

Unabbreviazione" storica” effettuata dai" michelisti” di tutte le generazioni è quella che consiste nelleliminare lultima vocale delle parole ed assorbire la consonante dellultima sillaba nella sillaba precedente. Tale criterio abbreviativo, che deriva dalla stenografia manuale, è di facile e pressoché universale applicazione e consente di ridurre di ununità le sillabe di quasi tutte le parole. Rispetto ad altri criteri, ha il grande pregio di poter essere applicato molto rapidamente alla maggior parte delle parole, anche quelle meno frequenti.

Occorre tener presente che, perdendosi in questo modo le informazioni relative al genere ed al numero delle parole, es: con Cet = concetto\concetti le stesse andranno ricostruite in base al contesto al momento della rielaborazione del testo stenografico da parte dello stenografo o automaticamente dal computer, nel caso si utilizzi un programma di trascrizione assistita. Alcuni operatori, per evitare uninutile proliferazione di detti conflitti preferiscono utilizzare detto criterio solo per i sostantivi, gli aggettivi ed i participi passati singolari, sia femminili che maschili, indicando invece la sillaba finale delle parole plurali, anche in considerazione del fatto che in diversi casi è possibile utilizzare a tal fine la quarta serie. Ad esempio: prat = prato; pioG = pioggia; ra-gion = ragione; fi-nal = finale; cam-pion = campione; pra-ti = prati; pioG-Ge = piogge; ra-gioi = ragioni; fi-nai = finali: cam-pioi = campioni



                                     

2.5. Tecnica e funzionamento Eliminazione della vocale intermedia

Come la vocale finale, anche le vocali situate allinterno della parola possono essere in molti casi soppresse, utilizzando a tal fine la seconda serie per scrivere la consonante restante, senza che ciò comprometta la loro interpretazione. Ad esempio: in-Ctar = incitare; in-dcar = indicare; cris-pdent = corrispondente.

Tale soppressione può riguardare anche eventuali consonanti doppie successive alla vocale: in-csar = incassare; ab-bsar = abbassare.

In molti casi è possibile eliminare anche eventuali vocali doppie, a condizione che non si tratti di vocali delle cosiddette sillabe toniche o che non si comprometta linterpretazione della parola: maG-Gri-tar = maggioritario; tec-no-craz = tecnocrazia.

                                     

2.6. Tecnica e funzionamento Eliminazione della sillaba intermedia

In diversi casi è possibile sopprimere addirittura unintera sillaba; anche in questo caso non deve però trattarsi di sillaba tonica o di sillaba comunque significativa ai fini dellinterpretazione. Ad esempio: par-Cpant = partecipante; par-Cpar = partecipare; in-csar = incassare; eC-znal = eccezionale; eS-Gen = esigenza. suf-Cient = sufficiente

                                     

2.7. Tecnica e funzionamento Suffissi integrali

Alcuni suoni della 4ª serie possono essere utilizzati per abbreviare alcune desinenze finali piuttosto frequenti. Essi vengono definiti "suffissi integrali", poiché vengono inseriti nella sillaba come sua parte integrale e non invece in una sillaba a parte:

-b = -bile a-mab = amabile

-d = -dine a-bi-tud = abitudine

-G = -gine\-geno in-daG = indagine; al-lu-Ci-noG = allucinogeno

-et = -età se-riet = serietà; ter-ziet = terzietà

-is = -ista fon-dis = fondista; ot-tmis = ottimista

-it = -ità le-ga-lit = legalità

-m = -mento\-mente spos-tam = spostamento; con-cre-tam = concretamente.

-n = -nza par-ten = partenza

-nt = -nte fen-dent = fendente

-S = -smo\-esimo con-su-miS = consumismo; u-ma-neS = umanesimo

-v = -vole va-lev = valevole

-z = -zione con-Cez = concezione

-x = -ndo par-tex = partendo

                                     

2.8. Tecnica e funzionamento Fusione di parole

Altra abbreviazione piuttosto frequente è quella effettuata attraverso la crasi, ossia la fusione tra lultima vocale di una parola e la prima della parola seguente ad esempio: con-tril-qual = contro il quale. Questo criterio è molto applicato per le sequenze avverbio\articolo, al fine di abbreviare alcune espressioni ricorrenti.

In passato si sconsigliava un suo utilizzo generalizzato, cioè anche per le sequenze articolo\preposizione, preposizione articolata-sostantivo\verbo, a causa della difficoltà di prevedere nei dizionari dei primi programmi di trascrizione assistita tutte le necessarie entrate aggiuntive. Ad esempio: dlant-Cpaz = dellanticipazione; plant-Cpaz = per lanticipazione; llant-Cpaz = allanticipazione; clant-Cpaz = con lanticipazione; slant-Cpaz = sullanticipazione; ddant-Cpaz = dallanticipazione; dlin-se-gnam = dellinsegnamento; plin-se-gnam = per linsegnamento; slin-se-gnam = sullinsegnamento etc). Attualmente questa limitazione non ha più ragion dessere, poiché i software di trascrizione odierni sono ormai in grado, al momento dellimmissione nel dizionario di un termine dato, di suggerire allutente tutte le necessarie entrate aggiuntive create sulla base di regole prefissate.

Esempi:



                                     

2.9. Tecnica e funzionamento Utilizzo alternativo di alcuni suoni della 1ª serie

Alcuni suoni della 1ª serie possono essere proficuamente adoperati in modo alternativo cfr. Evoluzione del sistema di stenotipia Michela, op. cit.

Innanzi tutto, il suono nt di 1ª serie può essere utilizzato per abbreviare la desinenza iniziale" int-" presente in molte parole. Questa abbreviazione risulta molto utile per abbreviare le parole di una certa lunghezza oltre le tre sillabe per lasciare libera la seconda serie, che risulta così disponibile per abbreviazioni ulteriori. Ad esempio: ntli-Gent = intelligente; ntro-gtor = interrogatorio; ntnal-zaz = internazionalizzazione.

In secondo luogo, è possibile usare i suoni i e u della 1ª serie per scrivere con una sola battuta alcune sequenze di sillabe che cominciano con le corrispondenti vocali. Ad esempio: ina-dem-pim = inadempimento; inat-tual = inattuale; utent = utente.

                                     

2.10. Tecnica e funzionamento Sigle e abbreviazioni di parole ricorrenti

Nellesperienza corrente, specie in quella parlamentare, ove il sistema è maggiormente usato, sono state poi introdotte una grande quantità di sigle e di abbreviazioni per i termini più ricorrenti. Non essendo possibile unelencazione completa in questa sede, se ne riportano solo alcuni esempi: