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ⓘ Arte cinetica




Arte cinetica
                                     

ⓘ Arte cinetica

La definizione di arte cinetica e programmata non è per nulla univoca, al contrario al suo interno si registrano differenze concettuali, metodologiche e formali come ad esempio luso della tecnologia o invece la persistenza del linguaggio della pittura, sebbene sottoposto ad una finalità cinetica, il mutamento dei pattern visivi o il loro movimento, a sua volta prodotto dallattivazione manuale o meccanica.

L arte cinetica è larte che introduce nel quadro e nella scultura il movimento, che può essere tanto reale, quanto virtuale, ottenuto cioè dallo spostamento del punto di vista dellosservatore Vasarely e affonda in alcune esperienze delle avanguardie storiche.

Il Cinetismo è consacrato come movimento dalla mostra internazionale "Le Mouvement" tenutasi nel 1955 a Parigi alla Galleria Denise René, con opere di Yaacov Agam, Paul Bury, Calder, Marcel Duchamp, Robert Jacobsen, Rafael Soto, Jean Tinguely, Victor Vasarely, che in quelloccasione redige, con Pontus Hulten il "Manifesto giallo", in cui si delinea lidea di unopera plastica concepita in modo tale "che le sue metamorfosi si effettuano in seguito allo spostamento reale dellosservatore".

Per Arte programmata si intende unopera realizzata in base a un programma di calcolo che consenta la variazione formale e cromatica delle sequenze figurali, secondo un certo ordine temporale, tra ripetizione, variazione, accadimenti casuali e combinazione dei pattern visivi.

La prima e fondativa mostra di Arte programmata definizione inventata da Bruno Munari si tenne nel 1962 al negozio della Olivetti a Milano. Voluta da Giorgio Soavi e Bruno Munari, fu presentata in catalogo da Umberto Eco. Gli artisti presenti alla prima mostra di arte programmata erano Bruno Munari, Enzo Mari, Gruppo T e Gruppo N. Nelle successive edizioni della mostra, italiane, europee e americane, si registreranno nuove presenze, tra cui Getulio Alviani e il gruppo francese GRAV.

La storia dellarte programmata e dellarte cinetica corre parallela e al contempo si intreccia. I diversi gruppi e i diversi artisti aderiranno alle "Nuove Tendenze" 1961-1968, raggruppamento internazionale con sede a Zagabria. Negli anni Sessanta lavanguardia cinetica e programmata trova importanti riconoscimenti, tra i quali: la III Biennale di San Marino "Oltre lInformale" tributa il primo premio ex aequo al Gruppo N e al Gruppo Zero; la XXXIII Biennale di Venezia dedica sale personali al Gruppo T e al Gruppo N, e ospita, tra gli altri, Soto, Bury e Alviani; nello stesso anno la "Documenta3" di Kassel registra la presenza del GRAV, nel 1966 Julio Le Parc vincerà il Gran Premio di Pittura alla Biennale di Venezia, così come Gianni Colombo nella Biennale del 1968.