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ⓘ Giovanni Barbareschi




                                     

ⓘ Giovanni Barbareschi

Giovanni Barbareschi è stato un presbitero, partigiano e antifascista italiano, prete delle Brigate Fiamme Verdi e medaglia dargento della Resistenza.

                                     

1. Biografia

Dopo l8 settembre 1943, assieme a Teresio Olivelli, Carlo Bianchi, David Maria Turoldo, Mario Apollonio, Dino Del Bo, partecipa agli incontri che porteranno alla fondazione del giornale Il Ribelle. Il giornale delle Brigate Fiamme Verdi esce quando può per 26 numeri, facendo correre ai suoi sostenitori grandi rischi sia per stamparlo sia poi per distribuirlo: infatti uno dei tipografi, Franco Rovida, e lo stesso Teresio Olivelli finiranno la loro esistenza in un campo di concentramento. Oltre a questa attività si impegna con il gruppo scoutistico cattolico le Aquile randagie e con lO.S.C.A.R. nel compito di portare in salvo in Svizzera ebrei, militari alleati e ricercati politici.

Il 10 agosto 1944 va dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, pregandolo di andare ad impartire la benedizione ai partigiani uccisi in piazzale Loreto, ma il cardinale gli ordina di andare lui stesso, benché ancora diacono. Tre giorni dopo 13 agosto viene ordinato sacerdote dal cardinale Schuster e celebra la sua prima messa il 15 agosto; la notte stessa viene arrestato dalle SS mentre si sta preparando per accompagnare in Svizzera degli ebrei fuggitivi. Resta in prigione fino a quando il cardinale non ne ottiene la liberazione e, quando in seguito si presenta a lui, il cardinale si inginocchia e gli dice:

Passa qualche giorno e don Barbareschi parte per la Valcamonica, dove si aggrega alle Brigate Fiamme Verdi e diventa cappellano dei partigiani. Dopo essere stato arrestato viene portato nel campo di concentramento a Bolzano Durchgangslager Bozen, da dove riesce a fuggire prima di essere trasferito in Germania; ritornato a Milano diventa il "corriere di fiducia" tra il comando alleato ed il comando tedesco durante le trattative per risparmiare da rappresaglie le infrastrutture milanesi. Dal 25 aprile 1945, su mandato del cardinale Schuster, si adopera per evitare rappresaglie contro i vinti e con lavallo dei comandi partigiani e alleati opera per salvare il maresciallo Karl Otto Koch, il generale Wolff e il colonnello Dollmann il quale il 4 marzo 1948 gli offrirà il suo diario personale come ringraziamento per avergli salvato la vita.

                                     

1.1. Biografia Dopoguerra

Ritorna allattività pastorale e allinsegnamento, è assistente della FUCI Federazione Universitaria Cattolica Italiana nella Diocesi di Milano, è tra i fondatori della Fondazione Giuseppe Lazzati e fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Monsignor Andrea Ghetti-Baden. Grande amico di don Carlo Gnocchi, lo aiuterà nella sua opera e diventerà il suo curatore testamentario; lo aveva conosciuto il 17 marzo 1943, alla stazione di Udine, mentre rientrava in Italia con gli alpini reduci dal fronte russo. Fino allultimo si è impegnato in modo attivo perché non si dimentichi cosa hanno significato gli anni della Resistenza in Italia.

                                     

1.2. Biografia Ultima intervista al cardinale Martini

Il Corriere della Sera.it, edizione del 9 ottobre 2012, ha reso pubblico un video, del 24 luglio 2012, nel quale don Giovanni Barbareschi intervistava il cardinale Carlo Maria Martini, per la ricorrenza del 50º anniversario dallapertura del Concilio Vaticano II. Il cardinale, nelloccasione, ebbe a dire tra laltro: "Mi pare che don Barbareschi, che stimo e apprezzo da tanti anni come patriarca, sia in diocesi rappresentante della tradizione e questa sia unoccasione per rendergli omaggio. Grazie. La ringrazio anchio e sono felice di incontrarla qui".

                                     

2. Onorificenze

  • Croce al merito della Repubblica
  • Attestato di merito 1955 da parte della Comunità ebraica di Milano.
  • Riceve la Medaglia dOro del Comune di Milano, detto Ambrogino doro, nel 2011