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ⓘ Barbato di Benevento




Barbato di Benevento
                                     

ⓘ Barbato di Benevento

Parlare di san Barbato vuol dire in primo luogo parlare dellorganizzazione ecclesiastica beneventana tra VI e VII secolo e, quindi, della conversione della gente longobarda alla fede cattolica.

Della vita di san Barbato non si conosce niente prima del suo irrompere improvviso sulla scena politica-religiosa della Benevento della seconda metà del VII secolo. Fu detto lapostolo del Sannio per la magnifica opera episcopale spiegata dal 20 marzo 663 al 19 febbraio 683 S. De Lucia.

Eletto vescovo di Benevento nel 664, è presente al concilio di Roma indetto da papa Agatone nel marzo del 680.

Personaggio di grande cultura e prestigio, s. Barbato esercitò la sua influenza su tutta lItalia Meridionale, che versava in uno stato di profonda crisi religiosa, ne riorganizzò le diocesi sia sul piano disciplinare sia su quello morale e culturale, guidando personalmente le chiese che risultavano prive di Pastori, come, probabilmente, quella di Telesia.

Unì alla chiesa beneventana quella della desolata Siponto con la basilica dellArcangelo San Michele nel monte Gargano, il 30 gennaio del 668; e come vescovo della metropoli gli sottopose le chiese vescovili di Bovino, Ascoli e Larino. Resse la sua chiesa per 18 anni ed 11 mesi.

Il 30 gennaio del 668, il papa Vitaliano, per premiare lopera pastorale di s. Barbato, volle unire alla Chiesa Beneventana le diocesi di Bovino, Ascoli, Larino e Siponto; da questultima dipendeva la basilica sul Monte Gargano, eretta in onore di s. Michele, già eletto patrono di Benevento nel 492.

S. Barbato è ricordato per aver convertito i Longobardi al Cristianesimo, i quali benché fossero battezzati adoravano ancora gli idoli come la vipera doro e gli alberi sacri.

Nel luogo dove fu tagliato il noce delle streghe, il Santo fece erigere un tempio con il nome di S. Maria in Voto, ma gli fu dedicata una Chiesa a Benevento ed a Salerno.

Il 19 febbraio del 683, s. Barbato morì, sotto il papa s. Leone II 682-683.

Ai nostri giorni le reliquie di s. Barbato riposano in parte a Montevergine ed in parte nel Duomo di Benevento, dove furono riposte dal cardinale Orsini nellanno 1687.

Viene oggi ricordato e festeggiato il 19 febbraio ed è, inoltre al patrono di Benevento, santo di Cicciano NA, Castelvenere BN, Casalattico FR, San Barbato AV e Valle dellAngelo SA. In questo giorno, a Castelvenere, suo paese natale, si tiene la tradizionale" Festa del Tuono”, una gara pirotecnica fra tre abili fuochisti.

                                     

1. Agiografia

Una leggenda, da collocarsi tra i primissimi anni del IX secolo e trascritta in un codice della biblioteca capitolare di Benevento, redatto alla fine del XII secolo, parla del culto della vipera, del noce ritenuto sacro e delle superstizioni dei Longobardi.

Si parla in esso dellassedio di Benevento, da parte dellImperatore bizantino Costante, si ricorda il nome del santo sacerdote "Barbato" che promette la liberazione, purché il duca ed i Longobardi si convertano alla religione cristiana e confidino in Dio e nella Vergine che prega per loro.

LImperatore levò il campo e Barbato fu eletto vescovo.

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