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ⓘ Jesi




Jesi
                                     

ⓘ Jesi

Jesi è un comune italiano di 40 251 abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.

Posizionato lungo il medio corso del fiume Esino, è il centro più importante dellintera Vallesina, un bacino demografico di 120 000 abitanti circa.

Insieme ai Castelli di Jesi fa parte di unarea di circa 93 000 abitanti.

È una città di antiche e importanti tradizioni industriali che le hanno valso, sin dalla fine dellOttocento, lappellativo di "Milano delle Marche". A testimonianza del suo passato storico, che nel XII secolo lha vista anche piccola capitale della Respublica Aesina, conserva un centro storico con monumenti, ancora circondato da una cinta muraria del XV secolo pressoché intatta. Sin dallepoca medievale è uno dei centri più importanti e attivi della regione. È la terza città più popolosa della sua provincia, dopo il capoluogo Ancona e Senigallia.

                                     

1.1. Geografia fisica Clima

Nonostante la relativa vicinanza del mare, Jesi presenta un clima con influenze continentali.

Gli inverni sono moderatamente freddi e umidi, a volte nevosi. Tra le nevicate maggiori degli ultimi 20 anni, si ricordano quelle del dicembre 1996, del gennaio 2005 e del febbraio 2012 in tutti i casi il manto nevoso ha superato i 50 cm e addirittura si è portato intorno al metro di altezza nellultimo episodio citato. Le minime, a seguito delle ondate di gelo maggiori, possono precipitare fin sotto i -10 °C / -15 °C.

Le estati sono molto calde e spesso afose, caratterizzate da scarsa ventilazione. I temporali non sono rari e in qualche caso violenti, con rovinose grandinate ed occasionali trombe daria come quella che nellestate del 2014 ha causato ingenti danni alla periferia ovest della città. Durante le ondate di caldo africano i termometri si portano facilmente sui +35 °C / +40 °C e addirittura nel 2003 si registrarono picchi record di +43 °C. Le temperature più elevate si hanno comunque quando spira il Garbino, vento di caduta dallAppennino, assai caldo e secco.

Le stagioni mediane sono in genere miti e piacevoli, sebbene possano rivelarsi molto piovose con eventi alluvionali che interessano il corso del fiume Esino.

La nebbia è comune sia nella stagione autunnale che in quella invernale.

                                     

2.1. Storia La leggenda

La leggenda narra che Jesi venne fondata da Esio, re dei Pelasgi, qui giunto direttamente dalla Grecia nel 768 a.C. e che donò il simbolo di un leone rampante al blasone cittadino, come si legge anche su uniscrizione presente sotto ledicola recante lo stemma cittadino sulla facciata del Palazzo della Signoria. Questo mitologico sovrano fu considerato il capostipite degli Etruschi, dei Sabini e dei Piceni. La leggenda, che si è protratta nei secoli, sembra sia allorigine della storica denominazione di Jesi come "Città Regia". Verosimilmente invece Jesi fu fondata dai Galli Senoni i quali stabilirono sulle rive dellEsino il loro ultimo avamposto in quel territorio che poi venne successivamente identificato dai romani come "Ager Gallicus" e dedicarono la città a Eso il Dio Toro Celtico. Jesi Celtica aveva una grande importanza strategica perché situata sul fiume a pochi chilometri dalla costa e sulla valle dellEsino via di accesso attraverso la Gola della Rossa ai territori degli Umbri.

                                     

2.2. Storia Dominazione romana

Per oltre un secolo si verificarono molti scontri fra i Galli Sénoni e i Romani finché, a seguito della battaglia del Sentino del 295 a.C., Roma sconfisse definitivamente i popoli italici e nel 283 a.C. i Galli Sénoni furono debellati e quindi sottomessi.

I Romani stabilirono nel tempo numerose colonie; Jesi nel 247 a.C. venne trasformata nella colonia civium romanorum di Aesis e incorporata nella Regio VI Umbria. Nacque così il municipium di Aesis con una struttura urbanistica corrispondente al modello del castrum, modello sostanzialmente rimasto intatto. I Romani costruirono anche unimportante via di comunicazione, la Via Salaria Gallica, che passando proprio per Jesi la quale sembra sia stato un importante centro per il pagamento del dazio fra la V e la VI Regio collegava la Via Flaminia alla Via Salaria.

La continuità demica da allora, nonostante il susseguirsi delle invasioni, non fu più interrotta. In epoca romana Cupramontana e Planina furono i due centri vicini di Aesis, ma a differenza di questultima non sopravvissero ai saccheggi e alle distruzioni barbariche.



                                     

2.3. Storia Alto Medioevo

Con la disgregazione dellImpero Romano dOccidente convenzionalmente fissata nel V sec. d.C., Jesi venne attaccata da Odoacre e devastata. Così come nel 493, con la conquista dellItalia da parte degli Ostrogoti di Teodorico fu distrutta nuovamente. Nel 554 gli Ostrogoti furono scacciati dallItalia da parte dei Bizantini e così anche Jesi, che poi venne inclusa, con la parte settentrionale delle Marche e la parte meridionale della Romagna, in uno dei sette distretti militari dellEsarcato di Ravenna, la Pentapoli, costituita nel 585 dallimperatore Maurizio I. In seguito i Bizantini la eressero a uno dei centri principali della nuova "Pentapoli annonaria", costituita in contrapposizione a quella "Marittima", per un maggiore controllo e difesa del territorio interno della regione. Un ulteriore riconoscimento per Jesi fu lelevazione a diocesi, come conferma la menzione di un suo vescovo già nel 680.

Dal 728 i Longobardi ripresero le invasioni verso le Pentapoli quando infine nel 751, guidati dal re Astolfo conquistarono lEsarcato e devastarono Jesi. In seguito alle invasioni dei Franchi del 752-754, il loro re Pipino il Breve, conquistò i territori del vecchio esarcato nel 754, e con laccordo papale della Promissio Carisiaca li donò allautorità di papa Stefano II Orsini, creando lo Stato della Chiesa e dando quindi inizio al potere temporale dei Papi. A partire dallVIII secolo lazione dei monaci benedettini diede vita, nella valle dellEsino, ad innumerevoli abbazie. Ma la dominazione papale portò a una crisi finanziaria, sociale e culturale che spesso sfociò in varie sanguinose rivolte, che talvolta miravano a riportare il dominio dei Longobardi. Solo nel 773 lesercito dei Franchi di Carlo Magno debellò definitivamente i Longobardi. Ma le rivolte continuarono frequenti, tanto che con lincoronazione, di Carlo Magno a imperatore il 25 dicembre 800, Jesi, pur appartenendo alla Chiesa, ricade sotto la giurisdizione imperiale ed entra a far parte della nuova contea della Marca. A partire da questo periodo prende forma la struttura feudale della città. Nel 999 limperatore Ottone III riconsegna alla Chiesa di papa Silvestro II otto contee, tra cui quella di Jesi. Sullesteso territorio di Jesi sorgevano ben 29 abbazie camaldolesi e benedettine insieme a numerosi possedimenti dei conti di Jesi gli Attoni, di stirpe longobarda e quelli di altri piccoli centri. In questo modo Jesi perde ogni autonomia.

                                     

2.4. Storia Letà comunale e Federico II

Cominciarono nuovamente le furenti lotte di ribellione delle città più importanti delle Marche intere contro il dominio pontificio. Le lotte erano così numerose e insistenti che il papa dichiarò, in una bolla, le "Marche" una regione ingovernabile. Nel 1130 Jesi si erse a Libero Comune con un proprio governo autonomo, podestà, consoli e scuole di arti e mestieri. Questo fu il periodo doro della città, in cui si elaborarono gli statuti, si costruirono i palazzi del Podestà, del Comune e la Cattedrale intitolata a San Settimio e si fortificarono le mura sul tracciato di quelle depoca romana.

Durante il XII secolo e quelli successivi nobiltà locale, artigiani e commercianti sallearono fondando la cosiddetta Respublica Aesina e cominciarono la conquista del Contado, che sottrassero ai grandi feudatari laici ed ecclesiastici, più conosciuti come Castelli di Jesi. Questa espansione territoriale creò scontri furiosi con i vicini più potenti, fra i primi la repubblica di Ancona, con la quale si susseguirono lunghe e dure lotte per il possesso della valle dellEsino nel tratto che va da Chiaravalle al mare.

Il 26 dicembre 1194 nacque, in una tenda imperiale nella piazza centrale della città, lantico Foro romano, il grande limperatore Federico II, che donerà a Jesi il titolo di "Città Regia" che sanciva importanti diritti di piena autonomia, ampi privilegi sul dominio del Contado e libertà comunali che la Chiesa, con il suo alterno dominio, poté più abrogare. Jesi passò così definitivamente alla fazione ghibellina le sue fortune politiche saranno legate per anni a quelle di Federico II e dei suoi figli Enzo e Manfredi con lottenimento di privilegi imperiali seguiti da inevitabili scomuniche ecclesiastiche.

                                     

2.5. Storia Le signorie

Con la nomina nel 1353 del cardinale Egidio Albornoz a Vicario generale dei domini della Chiesa in Italia, si cercò di ricondurre tutti i comuni le signorie sotto il controllo, diretto o indiretto, dellautorità papale e furono emanate le Costituzioni egidiane che regolavano lo Stato della Chiesa. Tra il 1373 e linizio del XV secolo diverse lotte per il potere sconvolgono la regione, portando distruzione e miseria per la popolazione. Nonostante la caduta sotto il dominio papale della Romagna e di Ancona, Jesi, grazie ai privilegi imperiali, riuscì a mantenere lautonomia della sua piccola Repubblica. Tuttavia in seguito Jesi fu occupata dal vicario pontificio Filippo Simonetti, da Galeotto I Malatesta nel 1347-1351, da Braccio da Montone nel 1408, e da Francesco Sforza, di cui divenne un autentico caposaldo, tanto che nel dicembre 1433 Francesco Sforza invase il territorio marchigiano partendo proprio da Jesi. È solo nel 1447 che la Chiesa riuscì a riprendere il controllo, comprando la città.



                                     

2.6. Storia Il ritorno al Papato

Nel 1447 tornò definitivamente sotto il dominio dello Stato pontificio, pur riuscendo a mantenere qualche diritto sui territori del Contado grazie ai titoli ricevuti da Federico II secoli prima. Intorno al 1470 si diffuse nella Marca dAncona una grave pestilenza che decimò la popolazione e dal 1471 ricominciò il ripopolamento della zona con genti provenienti dallEmilia e dalla Lombardia: numerosi sono i luoghi a loro intitolati, come via dei Lombardi, Costa dei Lombardi, via Fiorenzuola.

La fine del periodo signorile, la fine della peste e la ricomposizione dellassetto comunale donarono un certo equilibrio stabile e avviarono dapprima una grande ripresa economica, demografica e soprattutto edilizia della città. A partire dalla seconda metà del Quattrocento si modificò profondamente il volto architettonico della città con la costruzione di nuove chiese e palazzi e la progressiva espansione urbanistica fuori dalla cerchia delle vecchie mura. Sono di questo periodo il rafforzamento del sistema difensivo cittadino ad opera del fiorentino Baccio Pontelli, la costruzione su progetto del senese Francesco di Giorgio Martini del Palazzo della Signoria, uno dei più bei palazzi monumentali della Marca. Accanto alla rinascita edilizia ed economica cè quella culturale: il pittore veneziano Lorenzo Lotto realizza per alcune chiese della città capolavori assoluti; Federico Conti da Verona stampa a Jesi nel 1472, una delle primissime edizioni a stampa della Divina Commedia e Ciccolino di Lucagnolo, cesellatore raffinato e maestro di Benvenuto Cellini sviluppa e perfeziona larte orafa. Verso la fine del Cinquecento loligarchia locale, costituitasi ormai solidamente in ceto di proprietari terrieri, rivendica a sé tutto il potere politico e amministrativo, potere che mantiene fino alla fine del Settecento.

Due sono i riferimenti storici più significativi da segnalare per il secolo XVIII: la trasformazione architettonica e urbanistica della città e la nascita di Giambattista Pergolesi e Gaspare Spontini, due grandi personalità nel campo della musica che si affermarono in tutta Europa.

                                     

2.7. Storia Periodo napoleonico e storia moderna

Nel 1797 le truppe napoleoniche posero fine allantico regime, ma anche al dominio sul Contado.

Nel 1808 con lannessione delle Marche al Regno Napoleonico, nella cosiddetta Repubblica romana, Jesi diviene uno dei capoluoghi di distretto del Dipartimento del Metauro. Con la caduta di Napoleone a Waterloo e la successiva Restaurazione del 1815, Jesi ritornò di nuovo sotto i papi, ma cominciò a prendere forma una concezione laica e borghese dello Stato. Nei primi decenni dellOttocento si iniziò a Jesi un graduale processo di industrializzazione con la nascita delle prime manifatture per la seta. Le vicende risorgimentali che condurranno allunità dItalia coinvolsero diversi personaggi jesini tra cui il marchese Antonio Colocci, eletto nel 1849 quale rappresentante della Provincia di Ancona allAssemblea Costituente della Repubblica romana e poi, dopo lUnità, deputato e senatore del Regno.

Il 15 settembre 1860 i bersaglieri e il Reggimento Lancieri di Milano entrarono a Jesi mentre cinque giorni più tardi, nella vicina Castelfidardo, le truppe piemontesi guidate dal generale Cialdini sconfissero lesercito papale nella Battaglia di Castelfidardo, cui seguì il plebiscito che sancì la definitiva unione delle città al Regno dItalia.

Fu una delle prime città italiane a istituire una tipografia. Nel 1969 è stata sede dun Convegno Urbanologico Internazionale promosso dallUNESCO, che lha segnalata come "città esemplare" per lintegrazione architettonica dei suoi vari strati storici. Dal 1996 in città si svolge il Palio di San Floriano, manifestazione medioevale che prevede la partecipazione di tutte le città limitrofe e dei castelli jesini. Nel 2014 Jesi è riconosciuta come Città Europea dello Sport.

                                     

2.8. Storia Simboli

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

Lo stemma deriva dalla leggendaria fondazione cittadina da parte di Esio, re dei Pelasgi, fuggito dall’Arcadia, che aveva come insegna un leone rampante. Lo stesso è anche adottato da molti degli attuali Comuni dei Castelli di Jesi, che furono un tempo soggetti alla signoria di Jesi.

                                     

2.9. Storia Onorificenze

Jesi possiede il Titolo di città dal XII secolo, testimoniato dallelaborazione degli Statuti, confermati col titolo di "Città Regia" dallimperatore Federico II di Svevia

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

Duomo di San Settimio

Fu costruito tra il XIII e il XIV secolo ad opera di Giorgio da Como, e rifatto tra il 1732 e il 1741 da Domenico Barrigioni. Della vecchia costruzione rimangono, allinterno, i due leoni-acquasantiere già facenti parte del portale della chiesa. Il campanile, che caratterizza il profilo urbano, è opera del locale Francesco Matellicani, che lo eresse nel 1782-84 ispirandosi a quello vanvitelliano del Santuario della Santa Casa di Loreto. La facciata, caratterizzata da una serliana, è stata ultimata nel 1889 su progetto di Gaetano Morichini, su iniziativa del vescovo Rambaldo Magagnini. Linterno si presenta a navata unica e cupola emisferica, secondo il gusto neoclassico dellepoca. Durante il XVIII secolo vennero aperte molte cappelle laterali arricchite con dipinti, decorazioni e arredi liturgici volute dai nobili jesini.

Convento di San Floriano

È la chiesa più importante della città sotto il profilo storico e religioso. Infatti fin dal XII secolo fu dedicata al patrono della comunità jesina e qui si svolgevano le più importanti cerimonie pubbliche tra cui, il 4 maggio, la presentazione del Palio da parte dei Castelli di Jesi in segno di sottomissione alla città. Nel 1439 venne presa in consegna dai Frati Minori Conventuali, provenienti dal convento di San Marco, che dal 1478, procedettero ad un rinnovamento interno del tempio medioevale che era a navata unica, orientato in direzione nord-sud, con ingresso sul cortile dellattuale Palazzo Ghisleri. Negli stipiti della porta dingresso sono visibili alcune pietre intagliate in stile romanico della precedente chiesa medioevale. Fu allora che la planimetria venne modificata collocando lingresso verso la piazza, con la creazione di nuove cappelle che ben presto si arricchirono di monumenti sepolcrali e opere darte, tra cui la Deposizione, la Annunciazione e la Pala di Santa Lucia di Lorenzo Lotto, realizzate tra il 1512 e il 1532 e conservate nella Pinacoteca Civica assieme ai sarcofagi e ai bassorilievi che originariamente ladornavano. Laspetto attuale è frutto del rifacimento avviato nel 1743 nel corso del quale la chiesa e il convento subirono radicali trasformazioni ad opera dellarchitetto Francesco Maria Ciaraffoni che ne progettò gli interni e lo scalone. Presenta un grande tiburio e una facciata mai completata. Linterno, a pianta centrale ellittica, è tutto impostato sulla cupola a base ovale decorata di stucchi e affreschi con le Storie di san Francesco eseguiti in stile tardo-barocco dal locale Francesco Mancini a partire dal 1851. La chiesa, sconsacrata nel 1860, divenne prima sede della biblioteca civica, poi della pinacoteca comunale e, infine, è sede del teatro studio Valeria Moriconi, dedicato allattrice jesina.

Chiesa di San Marco

Sorge poco fuori dalla cerchia delle mura, fa parte di un complesso monastico di clausura. Venne eretta in stile Gotico nel XIII secolo e presenta una facciata tripartita aperta da un ricco rosone in cotto sormontante un portale marmoreo. Linterno è diviso in tre navate da pilastri ottagonali che reggono volte a crociera. Vi si conservano alcuni affreschi trecenteschi, superstiti del ciclo pittorico che originariamente decorava la maggior parte delle pareti della chiesa, che ritraggono il "Transito della Madonna", la "Madonna di Loreto", la "Crocifissione" e l"Annunciazione". Le pitture murali hanno dato luogo ad alcune difformità di attribuzione, ma i restauri hanno permesso di chiarire la matrice di scuola riminese degli affreschi ricondotti a Giovanni e Giuliano da Rimini e ad artisti di ambito fabrianese. Nel corso dei restauri effettuati il secolo scorso 1854-1859 dallarchitetto Angelo Angelucci e dai pittori Silvestro Valeri di Perugia e Marcello Sozzi di Roma, si è provveduto a completare la decorazione della volta e dei sottoarchi, oltre che degli arredi lignei.

Chiesa dellAdorazione

Sorge nella centrale Piazza della Repubblica. Venne eretta nel 1585 per la Confraternità dei Poveri e della Morte. Divenuta collegiata nel XVIII secolo, venne interamente rifatta in stile tardobarocco. Dal 1940 è consacrata allAdorazione perpetua della Carestia. Allinterno sono conservate tele di Claudio Ridolfi, Filippo Bellini, e Domenico Luigi Valeri.

Chiesa di San Giovanni Battista

Ledificio risale al XIII secolo, quando si iniziò ad urbanizzare quella parte di terreno, detta di Terravecchia, appena fuori dalla primitiva cerchia muraria. Ricostruita interamente dai frati Apostoliti alla fine del Cinquecento, nella seconda metà del Seicento venne ristrutturata e portata a nuova veste dai Padri Filippini, i primi e quasi gli unici ad introdurre il barocco nelle Marche. Presenta una sobria facciata, ma ha un interno con stucchi nella particolare coloritura bianco-oro. Vi si conservano varie opere darte, fra cui licona del" Sangue Giusto”, affresco del 1333 attribuito a Pietro da Rimini.

Chiesa di San Nicolò

È ledificio più antico della città di Jesi, documentato fin dal XII secolo. Le originali forme romaniche vennero rimaneggiate nel XIV secolo con laggiunta di elementi gotici. Linterno, a tre navate absidate, presenta una prevalenza di volte a crociera costolonate sostenute da pilastri compositi; rimandano invece a forme romaniche le navate laterali introdotte da archi a tutto sesto. Degli affreschi realizzati nella prima metà del XVI secolo non rimangono in loco che poche, illeggibili, tracce. Da San Nicolò proviene tra laltro laffresco di Pietro da Rimini raffigurante" San Francesco” 1333, conservato alla Galleria Nazionale di Urbino, e L Icona del Sangue Giusto, conservata presso la chiesa di San Giovanni Battista. La decorazione esterna del complesso absidale presenta una successione di archetti pensili a goccia. Di estrema semplicità è la facciata a due spioventi al cui centro si apre un portale ad arco senese in marmo policromo e ghiera in laterizio a spina.

Santuario della Madonna delle Grazie

Originaria del XV secolo ma con il campanile del XVII secolo e rifatta del XVIII secolo, custodisce allinterno limmagine della Madonna della Misericordia, affresco quattrocentesco attribuito ad Antonio da Fabriano.

Chiesa di San Pietro

Di origini medioevali, ricostruita nel XVIII secolo ad opera dellarchitetto Mattia Capponi, con facciata coronata da due campaniletti.

Ex orfanotrofio femminile

Con lannessa chiesetta, rappresenta un esempio di edilizia "illuminata" della seconda metà del XVIII secolo, dellarchitetto romano Virginio Bracci.

Chiesetta del Sacro Cuore

Già parte del monastero delle Benedettine di SantAnna, a cui è dedicata, ha una pianta centrale del XVIII secolo, ha il prospetto su corso Matteotti obliterato dal fronte dellex convento rifatto in forme di palazzo civile dalla famiglia dei Marchesi Mereghi nella seconda metà del XIX secolo. Linterno intatto a pianta ellittica ospita saltuariamente degli eventi socio-culturali

Cappella di San Bernardo

Già cappella del Palazzo Pianetti "in Porta Valle", presenta un interno settecentesco di stile rococò ricco di stucchi tipicamente mitteleuropei, recuperata dopo essere stata adibita a deposito di carbone, ospita periodicamente esposizioni e manifestazioni culturali.

Chiesa di San Savino resti

Di epoca altomedioevale, a poca distanza dalla "nuova" costruita alla metà del XVI secolo.

Chiesa di Santa Maria del Piano

È unex chiesa abbaziale, fuori dal centro storico lungo la strada per Macerata, che conserva allinterno antiche vestigia delle sue origini.



                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

Palazzo della Signoria

Uno dei più imponenti palazzi pubblici delle Marche, fu costruito tra il 1486 e il 1498 dallarchitetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Palazzo Colocci

Antica residenza gentilizia dei marchesi Colocci, presenta una facciata lineare in laterizio e portale bugnato che dà accesso ad un ampio e scenografico scalone, sorretto da colonne, forse su disegno del Vanvitelli. Così come appare nel ventunesimo secolo, il palazzo è la risultante di una serie di interventi realizzati nei secoli XVI e XVII. La trasformazione settecentesca ha occultato la fisionomia rinascimentale delledificio, ricostruibile soltanto da qualche fonte darchivio. Il piano nobile conserva i soffitti a padiglione, come quello del salone delle feste decorato da affreschi illusionistici. Di antichissima origine, la famiglia Colocci discende dalla gens Actonia di stirpe longobarda, stanziatasi nella valle dellEsino intorno allanno Mille. Nel palazzo hanno vissuto gli ultimi discendenti di Amerigo Vespucci. Allinterno il palazzo ospita la Casa Museo Marchese Adriano Colocci Vespucci.

Palazzo Balleani

Sorge in piazza Federico II, accanto al duomo ed è un esempio di rococò locale, venne realizzato a partire dal 1720 su disegno dellarchitetto romano Francesco Ferruzzi. Sulla facciata, dagli spigoli arrotondati, è una caratteristica balconata rococò con ringhiera in ferro battuto sorretta da quattro possenti telamoni, realizzata nel 1723 dal ravennate Giovanni Toschini. Linterno colpisce per la ricchezza delle sale con i soffitti dai leggeri stucchi dorati, eseguiti da diversi artisti, tra cui i decoratori Giuseppe Confidati, Antonio Conti, Marco dAncona, Orazio Mattioli e il pittore Giovanni Lanci.

Palazzo Ripanti

Si estende per tutto il fronte meridionale di piazza Federico II e costituisce un complesso residenziale tra i più vasti della città. Il nucleo originale, risale al XV secolo e venne ampliato successivamente fino a congiungersi con lattuale facciata che prospetta sulla piazza. Il palazzo passò nella seconda metà del XIX secolo alla Curia vescovile che lo ha adibito prima a seminario diocesano e sede del Museo diocesano.

Palazzo Ricci

Sorge sullarea della "Rocca pontelliana", con il prospetto posteriore che dà sulla piazza della Repubblica e sul quale si eleva una facciata neoclassica, ricavata a seguito della demolizione del torrione meridionale della Rocca. Fu voluto dal conte Vincenzo di Costantino Ricci che ne affidò lesecuzione, nel 1544, a Guido di Giovanni da Bellinzona e Pierantonio di Baldassarre da Carena. I lavori vennero terminati nel 1547 dai costruttori jesini Guido di Giovanni e Giovanpietro di Beltrani. Il palazzo si caratterizza per la facciata a bugnato con pietre tagliate a forma di diamante, sullesempio del palazzo dei Diamanti di Ferrara e del più vicino palazzo Mozzi di Macerata, realizzato pochi anni prima, e al quale il Ricci si ispirò probabilmente per la sua residenza jesina. Completa ledificio un porticato a sei arcate che alleggerisce la struttura.

Palazzo Comunale

Sorge sullarea della "Rocca pontelliana", di fianco a Palazzo Ricci, con il prospetto posteriore che dà su piazza della Repubblica presentando un fronte assai severo. Di origini rinascimentali, venne ristrutturato dallarchitetto Mattia Capponi. Allinterno conserva la sala del sindaco con decorazioni a fresco neoclassiche, opere di Felice Giani.

Palazzo Honorati-Carotti

Di origine rinascimentale, è stato ristrutturato e ampliato più volte a partire dal 1703, dopo lacquisto, da parte di Bernardino Honorati 1692-1716 del palazzo del marchese Silvestri. Verso la metà del secolo, Giuseppe Honorati 1692-1769 affidò i lavori di sistemazione allarchitetto romano Virginio Bracci, supervisore per la sacra congregazione di San Luca. Il palazzo venne completato alla fine del Settecento. Il palazzo presenta una facciata neoclassica con mattoni a vista. Dal cortile interno si innalza un scalone donore, sorretto da pilastri e colonne finemente scanalate, che conduce alle ampie sale superiori dalle ricche decorazioni ora barocche, come la galleria dingresso, ora rococò, nelle gallerie del primo e secondo piano che danno sulle mura e nella saletta ovale, e infine decorate con pitture neoclassiche attribuibili al fabrianese Luigi Lanci, come la sala delle feste. Nel palazzo era conservata una collezione di dipinti e una ricca biblioteca di famiglia, avviata sotto Giuseppe Honorati e giunta al massimo del prestigio alla fine del Settecento con il vescovo Bernardino. Il palazzo, di proprietà comunale, è sede della pretura.

Palazzo Pianetti "in Terravecchia"

Fu costruito alla metà del Settecento ed è un esempio di rococò italiano. La lunghissima facciata è aperta da cento finestre, mentre sul lato posteriore vi è un giardino allitaliana. Allinterno è ospitata la pinacoteca con alcune pitture di Lorenzo Lotto: Visitazione 1530, Annunciazione, Madonna col Bambino e santi, San Francesco che riceve le stimmate 1526, San Gabriele, Annunciata 1526 e il suo capolavoro, la pala di Santa Lucia davanti al giudice 1532. Vi sono custodite, inoltre, epigrafi funerarie, terrecotte robbiane, vasi da farmacia e ceramiche.

Arco Clementino

È un arco trionfale eretto nel 1734, su progetto dellarchitetto Domenico Valeri, in onore di papa Clemente XII degli Orsini. Fu un gesto di omaggio verso il pontefice che si era reso benemerito per labolizione del dazio sul grano e la sistemazione della strada che collega Nocera Umbra con lAdriatico e che venne chiamata, da allora, "Clementina" lattuale Statale 76. Larco costituisce il punto focale del lungo asse prospettico e scenografico del corso settecentesco intitolato a Giacomo Matteotti.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

Mura di Jesi

La cinta fortificata, tra le meglio conservate dellintera regione, racchiude il nucleo medievale della città, di compatta forma trapezoidale, per un perimetro di circa 1.5 km. Vennero erette nel XIV secolo sul tracciato delle più antiche mura romane, rappresentando il simbolo della libertà comunale. Nel XV secolo vennero quasi totalmente ricostruite fa eccezione la parte detta del "Montirozzo" ad opera degli architetti militari Baccio Pontelli e Francesco di Giorgio Martini. Sono costituite da alti muraglioni cortinati con beccatelli, rinforzati da torrioni e aperte da sette porte: ne restano aperte solo quattro. La conformazione delle mura varia in rapporto alla morfologia del terreno che presenta livelli di quota differenziati, dalla pianura 66 m s.l.m. alla collina 96 m s.l.m. Le mura della parte meridionale, racchiuse tra il Torrione Rotondo e il Torrione di Mezzogiorno costruito nel 1454, erano fiancheggiate da un fossato, successivamente interrato, e si presentano "basse", caratterizzate da semplici cortine verticali con beccatelli e caditoie. Si fanno più alte e imponenti sul versante orientale, poste sui pendii, che hanno cortine rafforzate con scarpata per una maggior difesa contro le armi da fuoco. Sulla parte più alta, quella nord-occidentale, che si apriva sul prolungamento della città "nuova", la cosiddetta "Addizione di Terravecchia", sorgeva la Rocca Pontelliana, eretta su progetto di Baccio Pontelli, appunto, a partire dal 1487 e già demolita nel 1527, lultimo torrione di fianco lArco del Magistrato venne smantellato nel 1890.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Vie e piazze

Piazza Federico II

È la storica piazza più importante della città. Tutta racchiusa da edifici nobiliari e dal duomo. Sorge sul luogo del Foro romano, allincrocio fra il cardo e il decumano massimi. Sono state ritrovate anche le fondamenta degli edifici che la cingevano, come quelle del teatro, delle terme e della cisterna. Dopo le devastazioni barbariche vi sorse la prima cattedrale cristiana di Jesi, forse sulle fondamenta di un precedente tempio pagano. Il giorno di santo Stefano del 1194, sotto un grande padiglione appositamente eretto, nacque limperatore Federico II. Per ricordare san Floriano, in età comunale, tutte le genti e i cittadini dei comuni sottomessi si riunivano ogni anno il 4 maggio in questa piazza per rendere omaggio alla città con i propri gonfaloni detti palli e festeggiare il patrono. La festa si chiamò palio di San Floriano. La conformazione odierna è quella assunta dal luogo durante il XVIII secolo. Chiude la piazza una caratteristica balaustra, realizzata nel 1758 dal bolognese Gaetano Stegani, architetto della legazione di Urbino. La fontana–obelisco è opera di Raffaele Grilli e di Luigi Amici artefice delle leonesse.

Piazza della Repubblica

Questo spazio quadrangolare costituisce il centro vitale della città e vi si affacciano importanti edifici, il retro del palazzo comunale, la chiesa dellAdorazione, palazzo Magagnini e il teatro Pergolesi, mla maggiore istituzione culturale di Jesi. Larco del Magistrato, una volta affiancato dal torrione della scomparsa rocca Pontelliana, dintroduce al cetro storico medioevo-rinascimentale. Venne sistemata urbanisticamente a partire dalla fine 600 quando si iniziò a costruire sullarea detta di Terravecchia. Dalla piazza inizia il centralissimo corso Matteotti.

Corso Matteotti

È la via principale di Jesi, centro vitale e passeggiata cittadina ove si affacciano negozi e trovano sede studi privati. Aperta nellarea detta di Terravecchia a partire dalla fine del XVII secolo divenne il luogo dattrazione della nobiltà locale dove impiantò le nuove, più spaziose, dimore adattate al gusto dellepoca. Questa rettilinea prospettiva urbanistica in gran parte settecentesca inizia da piazza della Repubblica e termina con larco Clementino.

Piazza Pergolesi

Sorge a metà di corso Matteotti, di fronte il santuario delle Grazie. Era un atico spazio pubblico di difese militari del Borgo di Terravecchia. La piazza attuale, definita nel XVIII secolo ha subito continue trasformazioni. Sul lato occidentale sorge la chiesa di San Nicolò e al centro il monumento a Giambattista Pergolesi realizzato in stile liberty nel 1910 su disegno del carrarese Alessandro Lazzerini.

                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Teatro Pergolesi

Già della Concordia, venne costruito nel 1790, in unarea occupata da piccole botteghe in Piazza della Repubblica, allora "della Morte", ceduta dal Comune alla Società della Concordia nel 1790. Fu inaugurato nel 1798, in piena occupazione francese, con due opere del Cimarosa, La Capricciosa corretta e Il Principe Spazzacamino, che vennero cantate dal soprano pesarese Anna Guidarini, madre di Gioachino Rossini, in un teatro disertato dalla nobiltà jesina per paura di rappresaglie da parte dei giacobini. Nel 1883 il teatro cambiò nome, perdendo quello originale della Concordia e assumendo quello del musicista jesino Giovanni Battista Pergolesi; venne poi ceduto definitivamente dalla Società al Comune nel 1933.

                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Teatro studio Valeria Moriconi

Il teatro studio inaugurato nel maggio 2002 ha sede nei locali dellex-chiesa che fin dal XII secolo era dedicata a san Floriano, compatrono della città. Allinterno di essa vi si sono tenute le più importanti cerimonie pubbliche tra cui, il 4 maggio di ogni anno, la presentazione del Palio da parte dei Castelli di Jesi in segno di sottomissione alla città. La chiesa fu sconsacrata dopo il 1860 e divenne sede della biblioteca e pinacoteca comunali. Le decorazioni tardo barocche creano una sorta di scenografia permanente. La progettazione del nuovo allestimento per il teatro studio è stata affidata allarchitetto milanese Italo Rota. Il 15 novembre 2005, il teatro studio è stato dedicato alla scomparsa attrice jesina Valeria Moriconi nel giorno del suo compleanno.

                                     

4. Società

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4 022 persone. La nazionalità maggiormente rappresentata in base alla percentuale sul totale della popolazione residente è quella romena:

  • Romania 973 2.39%
                                     

5. Cultura

Biblioteche

  • Biblioteca Planettiana
  • Biblioteca diocesana Pier Matteo Petrucci

Musei

  • Museo civico archeologico di Jesi e del territorio
  • Museo Federico II Stupor Mundi.
  • Studio per le arti della stampa S.A.S.
  • Pinacoteca civica e galleria di arte contemporanea
  • Museo diocesano Jesi
                                     

6. Economia

Agricoltura e viticultura

Nel territorio comunale e nei dintorni viene coltivato il verdicchio dei castelli di Jesi.

Artigianato

Per quanto riguarda lartigianato, Jesi è rinomata per la lavorazione del rame, finalizzata alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, che spazia dal vasellame alle anfore, oltreché per la lavorazione della pelletteria.

Servizi finanziari

La Banca delle Marche S.p.A., o brevemente Banca Marche, fondata nel 1994 con sede legale ad Ancona, dal 22 novembre 2015 in liquidazione coatta amministrativa, è stato il principale ente creditizio della città e della regione. Dal giorno successivo è stata rifondata, come Good Bank, con la nuova denominazione di Nuova Banca delle Marche S.p.A., in breve Nuova Banca Marche con la "parte buona" della vecchia banca, che ha la sede sociale a Roma e, come in precedenza, la Direzione Generale in città.

                                     

7. Sport

Tennis

Sono presenti diversi campi da gioco presso il Circolo Cittadino e il Magic Tennis Academy, questultimo è centro federale.

Golf

In città è situato un piccolo campo destinato al golf, composto da 3 buche e con un Par di 10 colpi.

Pugilato

I ragazzi della Pugilistica Jesina partecipano alle gare regionali e nazionali e si allenano presso la palestra del PalaTriccoli.

Biliardo

Molto diffuso e praticato il gioco delle boccette con bar e circoli che partecipano ai vari campionati della FIBIS.

                                     

7.1. Sport Città Europea dello Sport 2014

La città di Jesi è stata ufficialmente proclamata Città europea dello sport per lanno 2014 dallAssociazione delle capitali europee dello sport. Il riconoscimento è stato conferito il 6 novembre 2013 al sindaco Massimo Bacci a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo.

                                     

7.2. Sport Scherma

La storia sportiva di Jesi è legata al Club scherma Jesi, in particolare nella disciplina del fioretto, che le permette di essere la città più medagliata al mondo nella storia delle Olimpiadi con un palmarès che annovera 23 medaglie, di cui 14 doro, 3 dargento e 6 di bronzo. Da Montreal 1976 Jesi porta continuamente atleti alle Olimpiadi, da Los Angeles 1984 a Londra 2012 uno o più atleti di Jesi salgono ininterrottamente sul podio più alto. La città è rappresentata dai campioni olimpici Stefano Cerioni, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali diventata nel 2012 latleta italiana con il maggior numero di medaglie doro vinte alle Olimpiadi ed Elisa Di Francisca, tutti allievi del maestro Ezio Triccoli a cui è stato dedicato il locale palazzetto dello sport. Il Club, fondato nel 1947, è stato insignito del Collare doro del CONI dal presidente Giovanni Malagò il 13 dicembre 2014.

===Calcio==% La squadra principale della città è la Jesina, che ha disputato anche un campionato di Serie C1 nella stagione 1984-1985 e diversi campionati della vecchia Serie C e C2, attualmente milita in Serie D. Numerose squadre minori, rappresentanti ognuna diversi quartieri e ceti della città presenziano nei campionati minori marchigiani. Ecco la situazione del calcio jesino per la stagione 2019-20:

  • Jesina - Serie D 4º Livello - Colori sociali: Bianco-Rosso - Fondata nel 1927
  • Spes Jesi - Terza Categoria 9º Livello - Colori sociali: Verde-Bianco - Fondata nel 1945
  • Aurora Jesi - Terza Categoria 9º Livello - Colori sociali: Rosa-Blu - Fondata nel 1955
  • Largo Europa Jesi - Seconda Categoria 8º Livello - Colori sociali: Giallo-Nero - Fondato nel 1975
  • Borgo Minonna - Prima Categoria 7º Livello - Colori sociali: Blu-Granata - Fondato nel 1978
  • Junior Jesina - Terza Categoria 9º Livello - Colori sociali: Bianco-Rosso-Blu - Fondata nel 2006

La EDP Jesina, rappresentante il movimento calcistico femminile della città, durante la sua storia è stata impegnata nel torneo di Serie A, categoria nella quale ha militato per una stagione nel 2016-17. Ecco la situazione del calcio rosa jesino per la stagione 2019-20:

  • EDP Jesina - Serie C 3º Livello
                                     

7.3. Sport Calcio a 5

La Jesina C5 ha raggiunto in passato la promozione in Serie A nella stagione 1996-1997 disputando, in quanto vincitrice del proprio girone, i play-off scudetto. Nel 1997 nasce una nuova società, lAcli San Giuseppe C5, squadra dellomonimo quartiere che nel 2009-2010 ottiene la promozione al campionato nazionale di Serie B vincendo la Coppa Italia Nazionale di Serie C, categoria che manterrà fino alla rinuncia avvenuta prima del 2012-2013. È presente anche il settore femminile con le ragazze della E.D.P. Jesina. Ecco la situazione del calcio a 5 jesino per la stagione 2019-20:

  • Jesi C5 - Serie C1 4º Livello
  • MMSA Giovane Aurora - Serie D 6º Livello
  • E.D.P. Jesina - Serie C Femminile 3º Livello
                                     

7.4. Sport Pallacanestro

Tra gli sport di vertice a Jesi cè la pallacanestro. La squadra locale è lAurora Basket Jesi, che milita nel campionato di Serie B. Il massimo risultato ottenuto dalla società jesina è stato la promozione in serie A1 nel 2004, oltre che una vittoria nella Coppa Italia di Legadue nel 2008. Disputa le proprie gare al PalaTriccoli. Dal 2006 è tornata ai propri colori sociali originari, arancioblu, dopo che, per motivi di sponsor, per diversi anni aveva adottato i colori gialloverdi. Ecco la situazione del basket jesino per la stagione 2019-20:

  • Aesis 98 Jesi - Serie C Silver 5º Livello
  • Titans Jesi - Promozione 7º Livello
  • Aurora Basket Jesi - Serie B 3º Livello
  • New Basket Jesi - Prima Divisione 8º Livello
  • Taurus Jesi - Serie C Silver 5º Livello
                                     

7.5. Sport Pallavolo

La Pieralisi Jesi ha disputato 9 tornei di Serie A1 disputando anche 2 finali scudetto ed è riuscita a vincere la Challenge Cup di pallavolo femminile 2008-2009 a livello europeo. La città ha inoltre ospitato la fase finale della Campionato mondiale per club FIVB 1992 pallavolo femminile. Ecco la situazione del volley femminile jesino per la stagione 2019-20:

  • Libertas Jesi - Prima Divisione 7º Livello
  • Pieralisi Jesi - Serie B2 4º Livello

Il Volley Club Jesi negli anni ottanta e nei primi anni novanta ha disputato diversi campionati di A2 sfiorando la promozione nel massimo campionato con in panchina il futuro tecnico della nazionale italiana Julio Velasco. Ecco la situazione del volley maschile jesino per la stagione 2018-19:

  • Volley 2000 Jesi - Prima Divisione 6º Livello
  • Volley Club Jesi - Serie C 4º Livello
                                     

7.6. Sport Rugby

Il Rugby Jesi 70 ha raggiunto il suo punto più alto giocando nella Serie B. La società dispone anche di un ampio serbatoio giovanile ed è riconosciuta come Centro di Formazione Federale. Ecco la situazione della palla ovale jesina per la stagione 2019-20:

  • Rugby Jesi 70 - Serie B 3º Livello
                                     

7.7. Sport Ciclismo

Jesi è stata sede di arrivo di tappa del Giro dItalia nel 1985.

Jesi è stata sede di arrivo di tappa della Tirreno-Adriatico nel 2019.

Jesi è stata sede di partenza e di arrivo di tappa del Giro Rosa nel 2014

                                     

7.8. Sport Tennis

Sono presenti diversi campi da gioco presso il Circolo Cittadino e il Magic Tennis Academy, questultimo è centro federale.

                                     

7.9. Sport Golf

In città è situato un piccolo campo destinato al golf, composto da 3 buche e con un Par di 10 colpi.

                                     

7.10. Sport Pugilato

I ragazzi della Pugilistica Jesina partecipano alle gare regionali e nazionali e si allenano presso la palestra del PalaTriccoli.

                                     

7.11. Sport Arti marziali

Non mancano in città diverse associazioni sportive che si occupano di arti marziali. Sono di fatto presenti tutte le specialità grazie al Karate Team, al Judo Samurai ed alla polisportiva Libertas che include tra i suoi programmi anche la disciplina del Taekwondo.

                                     

7.12. Sport Atletica

Il campo polisportivo Cardinaletti è dotato di una pista di atletica in tartan con 6 corsie e di tutti gli altri strumenti necessari per svolgere tutte le attività di atletica leggera. Qui si svolgono gli allenamenti degli sportivi dellAtletica Jesi.

                                     

7.13. Sport Pattinaggio e ginnastica artistica

Presso il polisportivo Cardinaletti sono presenti una pista anulare per pattinaggio corsa 400 m x 7 m, omologata per gare nazionali e internazionali ed una pista di pattinaggio piana 50 m x 25 mt.

                                     

7.14. Sport Biliardo

Molto diffuso e praticato il gioco delle boccette con bar e circoli che partecipano ai vari campionati della FIBIS.

                                     

7.15. Sport Tiro a segno

In città vi è un poligono per gli amanti del tiro a segno. La più antica associazione sportiva della città viene fondata il 10 febbraio 1884 ed inizia le attività il 30 settembre 1888. Nel 2014 dispone di 10 linee di tiro a 10 metri, 6 a 25 metri e 10 a 50 metri. In Italia si posiziona tra le prime quindici Sezioni. Il 29 dicembre 2014 ha presentato al palazzo dei convegni il libro dei 130 anmi.

                                     

7.16. Sport Arbitri di calcio

LAIA Jesi è composta da 127 arbitri e 11 osservatori. Lattuale presidente è Riccardo Piccioni. La sezione svolge corsi di formazione per nuovi arbitri nei mesi di dicembre e marzo. Il miglior fischietto jesino nei tempi recenti è stato Alessandro Marinelli, assistente arbitrale per la CAN A e B.

                                     

7.17. Sport Impianti

  • Stadio Pacifico Carotti - 5.000 posti circa
  • Campo di Calcio San Sebastiano
  • Campo di Calcio Mosconi
  • Palestra Stefano Filonzi - 250 posti circa
  • PalaTriccoli - 4.000 posti circa
  • Palestra San Sebastiano Primo Novelli
  • Campo di Calcio Giordano Petraccini
  • Palestra Carbonari
  • Polisportivo Cardinaletti - 1000 posti circa
  • Palestra Giannino Pieralisi - 100 posti circa
  • Campo da Rugby - 400 posti
  • Campo di Calcio Boario Paolo Pirani
  • Bocciodromo comunale Leonello Rocchetti - 400 posti
  • Palazzetto della Scherma Lamberto Magini - 200 posti circa