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ⓘ Autovalutazione




                                     

ⓘ Autovalutazione

Si intende per autovalutazione il processo di valutazione della propria pratica, da parte di un Soggetto, allo scopo di migliorare le proprie modalità decisionali e gestionali, in funzione del miglioramento della qualità della propria attività. L autovalutazione funziona nella misura in cui è parte di un più ampio processo di apprendimento organizzativo.

In educazione, autovalutazione è un concetto centrale nelle prospettive pedagogiche che si muovono in una logica di ricerca - azione o di ricerca intervento e si prefiggono di realizzare, attraverso processi ponderati di riorganizzazione, la qualità del contesto educativo.

In Italia, in particolare, l autovalutazione è stata espressamente messa a tema nellambito della pedagogia istituzionale come elemento qualificante dellorganizzazione del contesto educativo e della progettazione dellattività didattica di una scuola. In ambito accademico, sempre in Italia, il tema dell autovalutazione è stato sviluppato soprattutto dal gruppo di ricerca dellUniversità di Pavia che fa riferimento ad Egle Becchi: Anna Bondioli, Monica Ferrari, Antonio Gariboldi.

In ambito europeo sono da prendere in considerazione le elaborazioni le ricerche condotte dallo scozzese John MacBeath che hanno avuto uno sviluppo recente nella metodologia di autovalutazione e sviluppo distituto MASI, diffusasi, agli inizi degli anni 2000, in Canton Ticino.

                                     

1. Autovalutazione e valutazione della qualità del contesto educativo

Il gruppo di ricerca pavese, che fa riferimento ad Egle Becchi, ha trattato la questione dell autovalutazione nellambito di un più articolato programma di ricerca e di studio che si occupa della valutazione della qualità educativa e, in particolare, della qualità del contesto educativo.

Nellambito della voluminosa produzione relativa alla valutazione della qualità educativa, risulta particolarmente importante, per un discorso sull autovalutazione, lAVSI AutoValutazione della Scuola dellInfanzia, un dispositivo elaborato dal gruppo di Pavia su richiesta del "Servizio Nazionale per la Qualità dellIstruzione", nellambito del progetto di ricerca n. 5 del 1999-2000 – Interventi speciali per la valutazione di qualità nella scuola dellinfanzia – e pubblicato nel 2001 dal CEDE. LAVSI si articola in quattro scale, che descrivono la complessa ecologia della scuola dellinfanzia, dalle proposte educative alle attività professionali, dallorganizzazione del lavoro alle condizioni per un buon funzionamento. Secondo quanto affermano gli ideatori, lo strumento intende essere una "guida per locchio", uno strumento, appunto, di osservazione e riflessione in grado di consentire ad unéquipe, con il supporto di un formatore esterno, di identificare la fisionomia di qualità di una particolare realtà educativa, di ragionare sul proprio operato e di prospettare, su questa base, cambiamenti evolutivi della propria pratica.

                                     

2. Autovalutazione e analisi metodologica dellorganizzazione del contesto educativo

Sempre in Italia, nellambito della pedagogia istituzionale, sono state sviluppate, negli anni 1990 e 2000, alcune ricerche pionieristiche sull autovalutazione nei servizi educativi per linfanzia. Tali ricerche si fondano sul presupposto che la qualità educativa di un servizio è strettamente collegata alla capacità, da parte del soggetto gestore, di attivare processi di apprendimento organizzativo. Autovalutarsi, in questa prospettiva, coincide con la capacità, da parte di unéquipe educativa, di leggere la propria pratica, in relazione allidea condivisa dai membri delléquipe di ciò che può essere considerato un buon servizio educativo, e di realizzare, in relazione a tale lettura, interventi correttivi, miranti a costruire un contesto educativo sempre più vicino allideale riconosciuto come eccellenza. In una logica di ricerca - azione, valutazione e costruzione del progetto educativo sono pensati come un unico processo ricorsivo.

Loriginalità della proposta, che si muove nellambito della pedagogia istituzionale, è quella di avere introdotto, nel processo di autovalutazione di un servizio, quella che Paolo Zanelli ha chiamato analisi metodologica della pratica educativa, condotta attraverso "analizzatori" specificamente individuati e negoziati. Il concetto di "analizzatore" è un concetto proprio della Pedagogia istituzionale, nel cui ambito si parla, a rigore, di "analisi istituzionale", intendendo, con questo termine, unindagine relativa ai" ruoli” e all" organizzazione” del lavoro, che ha lo scopo di rendere il soggetto di una pratica attore del processo che sta vivendo. Nella rivisitazione fattane da Zanelli e dal gruppo di ricerca forlivese, lobiettivo è quello di esplorare gli aspetti metodologici dellattività di costruzione del contesto educativo, attraverso analizzatori metodologici, cioè analizzatori che permettono lindagine relativa al" come” viene realizzata la costruzione del contesto educativo.

                                     

3. L autovalutazione in ambito europeo

In ambito europeo, sono da segnalare i contributi dello studioso scozzese John MacBeath, basati sul presupposto che, in unottica di ricerca - azione, il miglioramento della qualità educativa degli istituti scolastici possa essere realizzata solo attraverso il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei diversi attori a tutte le fasi del processo di valutazione. Di qui, la proposta di una metodologia centrata sull autovalutazione, supportata da consulenti esterni che svolgano il compito di facilitatori. Le proposte di John MacBeath hanno ispirato, verso la fine degli anni 1990, il Progetto Pilota della Commissione Europea Quality Evaluation in School Education, che ha coinvolto 101 istituti in 18 paesi europei. La metodologia dell autovalutazione proposta da John MacBeath è, poi, stata sviluppata nel Canton Ticino, dando vita, allinizio degli anni 2000, alla metodologia di autovalutazione e sviluppo distituto MASI.

Una rassegna su approcci e pratiche di auto valutazione delle competenze nella formazione degli adulti è presentata dalla ricerca sullo stato dellarte realizzata nellambito del progetto europeo "Vintage" - online tool for self eValuatIoN of key competences in adulT AGE - Reference: 527349-LLP-1-2012-1-IT-GRUNDTVIG-GMP - attraverso un esame on desk delle soluzioni di auto valutazione in Italia, Austria, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Svezia. Questa ricerca costituisce la base pratica e scientifica, a supporto del disegno di un framework di auto valutazione delle competenze chiave fondato sullanalisi della letteratura sul tema, su altri progetti e pratiche in uso in ambito europeo. Il framework di auto valutazione "Vintage" è stato testato attraverso sette sessioni parallele di focus group, nei sei Paesi partner del progetto, coinvolgendo circa cento esperti e operatori del settore a livello europeo. La procedura "Vintage" offre unopzione alternativa ai test knowledge based a scelta multipla utilizzati per valutare le competenze. Un ruolo attivo viene assegnato a chi si auto valuta, chiamando in causa il senso di responsabilità, le abilità di riflessione e auto valutazione. La procedura si ispira alla prospettiva del Lifelong Learning, intendendo offrire uno strumento per il miglioramento e lo sviluppo personale, e non solo per finalità puramente selettive e professionali. Il framework "Vintage" pone il proprio focus sul comportamento reale di una persona nel dimostrare in un contesto reale, o attraverso la ricostruzione di un contesto reale in una particolare situazione, al fine di auto valutare il livello di padronanza e la qualità della propria performance. Si tratta di un processo che richiede il coinvolgimento e la partecipazione di chi si auto valuta, una buona dose di riflessione, chiamando in causa meta competenze tipiche del processo di auto valutazione e particolarmente adatte a un contesto di apprendimento destinato ad adulti. Coinvolgendo ladulto nel processo di auto valutazione, in modo attivo e responsabile, contribuisce ad aumentare la motivazione le competenze stesse di autovalutazione secondo una prospettiva coerente con il Lifelong learning.

1) La prima fase del processo consiste nello scegliere la competenza, fra le otto competenze chiave indicate per il Lifelong Learning dalla Commissione Europea 2007, da cui iniziare lauto valutazione;

2) si procede quindi a identificare il livello di padronanza della competenza selezionata, scegliendo uno fra cinque scenari possibili, ciascuno dei quali corrisponde, secondo una logica tassonomica, a livelli corrispondenti di padronanza:

  • posso spiegare, posso insegnare.
  • posso migliorare, posso estendere,
  • posso fare se guidato in situazioni note,
  • posso combinare, posso progettare anche in situazioni non note,
  • posso fare, posso scegliere in situazioni note,

3) Una volta identificato il livello di padronanza, si procede alla scelta di uno fra cinque dei cluster della competenza scelta. Uno scenario, corrispondente al cluster scelto, viene proposto a supporto dellauto valutazione, indicando una situazione reale ma generica abbastanza affinché chi si auto valuta possa riconoscervi la propria esperienza e sulla base della situazione proposta richiamare alla mente e ricostruire la propria performance.

4) Nel passo successivo chi si auto valuta è guidato a prendere nota e a riflettere sulla propria esperienza e sul proprio comportamento agito servendosi del portfolio Vintage. Fra gli altri aspetti rilevanti della procedura "Vintage", questo mette in luce limportanza e la rilevanza riconosciuta, nella prospettiva del Lifelong Learning, ai repertori di esperienze maturate sia in contesti formali, non formali o informali.

5) un set di domande di controllo guida lutente ad assegnare un valore in una scala da 1controllo di base a 5 ottimo controllo, a quattro qualità del comportamento agito:

  • Riflessività
  • Efficacia
  • Autonomia
  • Auto controllo

Le quattro dimensioni indicate si riferiscono allesercizio, nellazione, del pensiero critico, della creatività, delliniziativa, della capacità di soluzione dei problemi, dellassunzione dei rischi, della capacità di prendere decisioni e della gestione delle emozioni, che qualificano lespressione della competenza.

6) La stessa procedura deve essere ripetuta per ciascun cluster della competenza, per ottenere un risultato completo e un profilo di competenza. Il risultato dellauto valutazione di ciascuna competenza è la descrizione di un profilo di competenza, che risulta dalla combinazione del livello di padronanza e dal valore assegnato alle diverse qualità della competenza per ciascun cluster.

Una descrizione completa e aggiornata del progetto "Vintage", dei report e dei risultati di ricerca, dei prodotti e dei materiali realizzati, è disponibile sul sito ufficiale del progetto "Vintage"