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ⓘ Charles Ponzi




Charles Ponzi
                                     

ⓘ Charles Ponzi

Charles Ponzi, nato Carlo Ponzi, è stato un truffatore italiano.

Registrato allanagrafe con il nome di Carlo Pietro Giovanni Guglielmo Tebaldo Ponzi, tra i molti nomi che adottò per mettere in atto le sue operazioni ci sono Charles Ponci, Charles P. Bianchi, Carl e Carlo. Emigrato negli Stati Uniti, divenne uno dei più grandi affaristi truffatori della storia americana. Divenne famoso per aver utilizzato su larga scala una tecnica da lui stesso ideata. Le sue truffe ebbero una notevole risonanza sui mezzi dinformazione, che denominarono la tecnica da lui adottata "Schema Ponzi".

                                     

1.1. Biografia Origini e formazione

I primi anni della vita di Ponzi sono difficili da ricostruire, anche a causa della sua propensione a inventare e abbellire gli eventi. Nato a Lugo, in provincia di Ravenna, il 3 marzo del 1882, trascorre ladolescenza a Parma, dove in seguito trova un impiego alle Poste. Si iscrive da lì a poco allUniversità La Sapienza di Roma. Si inserisce in un giro di studenti che considerano il periodo universitario come una "vacanza di quattro anni"; Ponzi li segue in giro per bar e teatri. A un certo punto, a corto di fondi, abbandona luniversità e si imbarca per Boston.

                                     

1.2. Biografia Lemigrazione in Canada e negli Stati Uniti

Secondo quanto riportato dallo stesso Ponzi, arriva negli Stati Uniti nel 1903 con soli due dollari e cinquanta centesimi in tasca, dopo aver perso in scommesse tutti i risparmi di una vita durante il viaggio in nave. Impara presto linglese e trascorre gli anni seguenti facendo alcuni lavoretti lungo la East Coast. Alla fine trova impiego come lavapiatti in un ristorante, dove la notte dorme sul pavimento. Riesce a farsi promuovere cameriere, ma viene presto licenziato per piccoli furti e perché imbrogliava i clienti sul resto.

Nel 1907 si sposta a Montréal Canada, dove diventa consulente del Banco Zarossi, giovane banca fondata da Luigi "Louis" Zarossi per gestire i risparmi degli immigranti italiani che arrivano in città. Zarossi garantisce un tasso dinteresse del 6% sui depositi, doppio del tasso corrente, e questo consente una crescita molto rapida della banca. Ponzi scopre che in realtà la banca versa in gravi difficoltà economiche, a causa di alcuni prestiti immobiliari sbagliati, e che Zarossi riesce a pagare gli interessi non attraverso gli utili realizzati sul capitale investito, ma utilizzando i depositi dei nuovi correntisti. La banca alla fine fallisce e Zarossi fugge in Messico con gran parte del denaro.

Ponzi rimane a Montréal e, per qualche tempo, vive nella casa di Zarossi, aiutandone la famiglia. Avendo intenzione di ritornare negli Stati Uniti, cerca di racimolare i soldi per il viaggio. Alla fine, mentre si trova negli uffici di uno degli ex clienti di Zarossi, trovando un libretto di assegni incustodito, ne stacca uno intestandoselo per $423.58 e falsifica la firma di uno dei direttori della compagnia. Scoperto dalla polizia, che aveva notato le ingenti spese effettuate subito dopo la riscossione dellassegno, Ponzi, mostrando i polsi, si dichiara colpevole. Finisce in una prigione del Québec, dove trascorre tre anni come detenuto numero 6660. In una lettera dice alla madre di aver trovato lavoro come "assistente speciale" di una guardia carceraria.

Dopo il rilascio, nel 1911, decide di ritornare negli Stati Uniti, ma si trova coinvolto in un progetto di immigrazione clandestina di italiani. Viene scoperto e trascorre altri due anni in un carcere di Atlanta. Diventa traduttore della guardia carceraria, che stava intercettando le lettere del famoso gangster Ignazio "the Wolf" Lupo.

                                     

1.3. Biografia Lideazione dello "schema Ponzi"

Liberato, Ponzi torna a Boston, dove incontra una ragazza italiana, Rose Gnecco, che ne rimane affascinata. Benché Ponzi non racconti a Rose del suo passato in carcere, la madre invia alla ragazza una lettera in cui descrive il passato burrascoso del figlio. Nonostante questo, Rose decide di restare con Ponzi, con cui convola a nozze nel 1918.

Nei mesi successivi Ponzi si occupa di diversi affari. Scrive una "Guida del commerciante", una sorta di vademecum per promuovere i rapporti commerciali. La guida contiene le pubblicità e gli indirizzi di una serie di inserzionisti, di tutti i generi merceologici. Il volume viene spedito agli interessati, su richiesta. La Guida passa pressoché inosservata, finché alcune settimane dopo Ponzi riceve una lettera da una società spagnola che chiede informazioni in merito al volume. Dentro la busta cè un Buono di risposta internazionale IRC, che Ponzi non aveva mai visto prima. Chiede allora informazioni e scopre qualcosa che gli può permettere di fare molti soldi.

La busta conteneva un buono da cambiare col francobollo da applicare alla risposta. E, dato il diverso costo della vita in Spagna rispetto agli Stati Uniti, il buono spagnolo valeva di meno del francobollo americano. I buoni hanno un costo diverso in ciascun Paese ma il loro controvalore in francobolli è lo stesso dappertutto. Gli accordi postali internazionali prevedono che il destinatario non possa utilizzare i francobolli della nazione del mittente, né il mittente può, nel proprio paese di residenza, acquistare i francobolli del paese estero di residenza del destinatario. Bisogna utilizzare i buoni internazionali, che hanno la funzione di pagare i costi postali tra due persone che vivono in stati diversi, con un diverso costo della vita.

Ponzi capisce che se riceve i buoni da un paese dove costano di meno, come la Spagna o lItalia, la sola transazione può generare un profitto. 100 buoni possono originare 100 francobolli, ma se un buono spagnolo costo in dollari = 10 centesimi è cambiato negli Stati Uniti con francobolli da 15 o 20 centesimi luno, ecco che il profitto è del 50% o del 100%. Lalta inflazione del Primo dopoguerra aveva diminuito il costo dellaffrancatura in Italia in dollari statunitensi. Quindi, acquistando i buoni in Italia e scambiandoli con francobolli statunitensi, era possibile guadagnare sulla differenza.

Il sistema è dunque: inviare soldi in Italia; far acquistare da un mandatario gli IRC; farglieli inviare negli USA; scambiare gli IRC con francobolli statunitensi; vendere i francobolli. Ponzi sostiene che il saggio di profitto realizzabile, tenuto conto delle transazioni e dei tassi di cambio, è del 400%. Inoltre questa forma di arbitraggio non è illegale in quanto tale. Ponzi incoraggia amici e colleghi a scommettere sul suo sistema, promettendo loro un tasso di rendimento sugli investimenti del 50% in 90 giorni.

Costituisce una società, la Securities Exchange Company, per promuovere il suo sistema. Alcuni investono e sono ripagati come promesso. Si sparge la voce e gli investimenti cominciano ad affluire a un tasso crescente. Ponzi assume degli agenti e paga provvigioni molto generose.

Nel febbraio 1920, il capitale di Ponzi ammonta a $5.000, una somma abbastanza cospicua per il tempo. A marzo ha 30.000 dollari. Ponzi inizia ad assumere altri agenti per raccogliere fondi dal New England e dal New Jersey. Chi investe denaro nella compagnia in quel periodo guadagna moltissimo e questo incoraggia altri a investire i propri fondi. A maggio Ponzi ha raccolto 420.000 dollari e inizia a depositare il denaro nella Hanover Trust Bank. Una volta che il suo deposito fosse diventato grande abbastanza, spera di poter prendere il controllo della banca. Riesce nellintento. A luglio arriva ad avere diversi milioni. Le persone ipotecano le proprie case e investono nella compagnia tutti i loro risparmi. Molti reinvestono nella compagnia tutti gli utili. Ponzi incamera fondi a tassi favolosi, ma unanalisi finanziaria avrebbe potuto mostrare come in realtà la compagnia fosse in forte perdita. Nonostante questo, fino a quando i soldi continuano ad affluire a tassi crescenti, è possibile per Ponzi remunerare gli investitori ai tassi promessi.

Ponzi inizia a vivere nel lusso: compra un palazzo con laria condizionata e una piscina riscaldata, fa viaggiare sua madre dallItalia in prima classe in una nave da crociera di lusso.



                                     

1.4. Biografia I primi sospetti, le frodi e larresto

Cominciano ad avvertirsi i primi segnali del fallimento finale: un rivenditore di mobili, che ne aveva venduti alcuni a Ponzi quando questi non poteva permettersi di pagare, lo cita in giudizio per il dovuto. Ponzi vince la causa, ma le persone cominciano a chiedersi come egli abbia fatto da nullatenente a diventare un milionario in così poco tempo. Alcuni investitori decidono così di ritirare i loro fondi dalla Securities Exchange Company. Ponzi li remunera profumatamente e la corsa alluscita dalla compagnia si esaurisce. Di fatto, il 24 luglio 1920, il Boston Post pubblica un articolo positivo su Ponzi e il suo schema, che riesce a fare incetta di fondi come mai prima dallora. In quel periodo Ponzi riesce a raccogliere 250.000 dollari al giorno. Ma uno dei redattori del Post, non convinto, ingaggia un investigatore per fare luce sulla società di Ponzi. Frattanto, la Securities Exchange Company è sotto sorveglianza anche dello Stato del Massachusetts, e Ponzi incontra gli ispettori proprio il giorno della pubblicazione dellarticolo. Ponzi conta di distogliere temporaneamente i funzionari dai libri contabili della società offrendosi di sospendere la raccolta durante le indagini. Lofferta di Ponzi seda momentaneamente i sospetti degli ispettori.

Ponzi nel frattempo è in cerca di unidea per poter uscire dalla trappola dorata in cui si è cacciato, ma il tempo scorre veloce. Il 26 luglio il Post inizia la pubblicazione di una serie di articoli che pongono seri dubbi sulle operazioni della sua macchina per far soldi. Il Post contatta Clarence Barron, noto analista finanziario, per esaminare lo schema di Ponzi. Barron osserva che, nonostante i rendimenti fantastici realizzati dalla Securities Exchange Company, Ponzi non sta investendo nella società. Lanalista nota poi che le attività della Securities Exchange Company avrebbero dovuto mettere in circolazione 160.000.000 di Buoni di risposta internazionale, mentre ne risultano in circolazione solo 27.000, le Poste statunitensi affermano che non ci sono stati acquisti ingenti di buoni né in patria né allestero. Inoltre, se è vero che il margine lordo di profitto nella compravendita di ciascun buono è enorme, gli overhead le spese generali che occorre affrontare per gestire lacquisto e il successivo riscatto di tutti i buoni, ciascuno di valore estremamente basso se preso individualmente, sono tali da erodere gran parte dei profitti.

Gli articoli causano unondata di panico tra coloro che hanno investito nella compagnia. Ponzi risarcisce $2.000.000 in soli tre giorni alla folla assiepata davanti al suo ufficio. Ponzi esce tra la folla, discute con le persone, offre caffè e ciambelle le rassicura dicendo che non hanno niente da temere. Molti cambiano idea e lasciano i loro risparmi presso di lui. Frattanto, i dirigenti delle Poste annunciano un cambiamento nei tassi di conversione postale, il primo da prima dellinizio della guerra. Tuttavia, nellannuncio viene dichiarato che i nuovi tassi non sono dovuti a nessuno schema posto in essere da individui o società al fine di lucrare sulle differenze nei tassi di cambio.

Ponzi accumula denaro, ma solo aumentando le passività. Ad un certo punto, in unottica truffaldina la cosa più logica sarebbe stata quella di trasportare il denaro fuori dagli USA, dove le autorità non sarebbero riuscite a recuperarlo. Ponzi invece resta fermo e continua a rimborsare gli investitori. Vuole sembrare il più onesto possibile e, stando alla sua autobiografia, spera sempre di riuscire a utilizzare il tesoro accumulato per iniziare un commercio legale che avrebbe generato rendimenti tali da permettergli di rimborsare gli investitori e far arricchire tutti.

Nel frattempo, Ponzi aveva assunto un agente pubblicitario, un certo James McMasters, il quale presto diventa diffidente dei discorsi senza fine di Ponzi sui buoni, visto anche il fatto che Ponzi era sotto inchiesta. Va al Post, al quale dichiara che Ponzi è finanziariamente un folle. Il giornale gli offre cinquemila dollari per la sua storia ed esce con un articolo in prima pagina il 2 agosto in cui si sostiene che Ponzi è irrimediabilmente insolvente e sullorlo della bancarotta. Il 10 agosto gli agenti federali irrompono nella società ne ordinano la chiusura, assieme alla Hanover Trust Bank. Non viene trovato alcuno stock consistente di buoni.

Il Post continua i suoi articoli. In uno di questi vengono mostrati la fedina penale di Ponzi e i primi piani del suo volto sorridente scattati durante larresto in Canada. Il 13 agosto Ponzi viene arrestato. Tra i suoi capi daccusa si contano 86 frodi. Nonostante tutto, molte persone credono ancora in Ponzi se la prendono con gli ispettori federali che hanno indagato su di lui. Circa 40 mila persone avevano investito milioni nella società di Ponzi. Secondo le stime finali si tratta di circa 15 milioni di dollari 140 milioni di dollari ai prezzi del 2006.

                                     

1.5. Biografia La prigione, gli ultimi anni e la morte

Il 1º novembre 1920, Ponzi è dichiarato colpevole di frode postale e condannato alla pena di cinque anni da scontare in una prigione federale. Viene rilasciato dopo tre anni e sei mesi. Viene condannato ad altri nove anni dalle autorità del Massachusetts.

In attesa del processo di appello, paga la cauzione e una volta libero si trasferisce in Florida, dove, sotto falso nome Charles Borelli, organizza una nuova truffa del genere scam. Compra dei terreni a 16 dollari lacro, suddivide ogni acro in ventitré lotti e vende ciascun lotto a 10 dollari, promettendo agli acquirenti rendimenti favolosi.

Le autorità della Florida si accorgono presto dello scam organizzato da Ponzi e lo arrestano per frode, condannandolo ad un anno di reclusione. Ancora una volta, il 3 giugno 1926 Ponzi esce su cauzione e scappa in Texas, dove, rasatosi i capelli e fattosi crescere i baffi, cerca di imbarcarsi su un nave mercantile diretta in Italia. Ma il 28 giugno viene scoperto e catturato nel porto di New Orleans. Scrive un telegramma al Presidente Calvin Coolidge chiedendo di essere espatriato, ma la sua richiesta viene rifiutata e Ponzi viene rispedito a Boston per finire di scontare la sua pena.

Nel frattempo, gli ispettori governativi stanno cercando di ricostruire i bilanci di Ponzi, per capire quanto denaro avesse raccolto e dove fosse andato. Ma una stima precisa non è mai stata raggiunta. Ponzi viene rilasciato il 7 ottobre 1934, dopo aver scontato sette anni di carcere. È immediatamente espatriato e ricondotto in Italia, non avendo mai ottenuto la cittadinanza statunitense. Alluscita della prigione una folla inferocita lo attende. Prima di andarsene dice ai giornalisti lì presenti: "Cercavo guai, e li ho trovati." Rose, la moglie, rimane a Boston e chiede il divorzio.

In Italia, Ponzi tenta di replicare diverse volte lo schema, ma senza fortuna. Tornato a Roma, si guadagna da vivere come traduttore dinglese. Dal 1939 al 1942 lavora nella compagnia aerea L.A.T.I., per gestire i rapporti con Rio de Janeiro: ottenne il lavoro grazie allintercessione del cugino Attilio Biseo, pilota daerei personale del Duce e ideatore delloperazione S. Ma, durante la seconda guerra mondiale, il Brasile entra in guerra contro lAsse e Ponzi perde il lavoro.

Trascorre gli ultimi anni di vita in povertà a Rio, sbarcando il lunario con lavoretti. Nel 1948 ha un ictus, che gli provoca unemiparesi sinistra e la perdita parziale della vista. Muore in un ospedale per poveri a Rio de Janeiro lanno dopo, il 18 gennaio 1949. Lascia un manoscritto incompiuto intitolato: The Fall of Mister Ponzi La caduta del signor Ponzi.

                                     
  • Lo schema Ponzi è un modello economico di vendita truffaldino ideato da Charles Ponzi che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino
  • Charles Ponzi truffatore italiano inventore dello schema Ponzi Ennio Ponzi rugbista a 15 italiano Giuseppe Ponzi geologo e politico italiano del
  • Tra il 1939 e il 1941 lavorò, in qualità di direttore commerciale, Charles Ponzi inventore dell omonimo schema: ottenne il lavoro grazie all intercessione
  • Il funzionamento di questi mutui è assimilabile a quello di uno schema Ponzi I mutui ninja sono stati resi popolari dal film Wall Street: Money Never
  • dei Bellacourt, che viene spesso vista indossare una tiara. Dopo che Charles Ponzi l ha lasciata all altare all età di 11 anni, al culmine del picco sessuale
  • Fu a Roma che scrisse le sue prime sceneggiature per i registi Maurizio Ponzi I visionari, 1968 e Bernardo Bertolucci Strategia del ragno, 1970 e
  • imminente ritorno dietro alla cinepresa per un film dedicato alla storia di Charles Ponzi e al suo schema truffaldino e si sapesse che fosse impegnato nell avanzata
  • carabinieri, regia di Maurizio Ponzi 1986 Superfantozzi, regia di Neri Parenti 1986 Noi uomini duri, regia di Maurizio Ponzi 1987 Io e mia sorella, regia
  • 1967 Charles Ponzi truffatore italiano Lugo, n.1882 - Rio de Janeiro, 1949 Charles Currey, velista britannico n.1916 - 2010 Charles Guiraist
  • Weber Diretto da: Scritto da: Interpreti: Walter Brooke, Hume Cronyn Charles Ponzi Elmer Davis se stesso - Narrator Coleen Gray, Jonathan Harris