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ⓘ Piano quinquennale




                                     

ⓘ Piano quinquennale

Il piano quinquennale è uno strumento di politica economica utilizzato nei regimi ad economia pianificata, ovvero nei paesi socialisti dove liniziativa economica è in larga parte gestita da enti pubblici. Un piano quinquennale individua determinati obiettivi da raggiungere in un periodo di cinque anni nei vari settori delleconomia. Gli obiettivi consistono in una definita quantità fisica di beni che dovranno essere prodotti.

                                     

1. Premessa

I piani quinquennali furono introdotti per la prima volta nellURSS sotto la guida di Stalin negli anni tra il 1929 ed il 1933. Lorgano principale responsabile della pianificazione economica quinquennale era il Gosplan. Il primo piano quinquennale sovietico favorì un enorme sviluppo dellindustria pesante, mentre sfavorì la produzione dei beni di consumo e il settore agricolo. A questo primo tentativo seguirono altri piani quinquennali, nei quali i metodi divennero di volta in volta più elaborati e sofisticati, anche grazie allintroduzione di maggiori indicatori di produttività non solo in termini fisici, al mutamento della lista delle priorità a favore dei beni di consumo, allaumento delluso di incentivi estesi anche ai dirigenti e allautonomia delle strutture locali.

Tale sistema di pianificazione economica è stato adottato anche nella Repubblica Popolare Cinese e vige ancora oggi, nonostante si sia ormai affiancata alliniziativa pubblica anche quella imprenditoriale privata. Ci sono stati esempi di pianificazione economica simile, anche se con alcune differenze, in molti altri Paesi che hanno adottato uneconomia socialista, tra cui il Vietnam.

In aggiunta a ciò, diversi stati capitalisti hanno mutuato lo strumento della pianificazione centrale, applicandolo nel contesto di una economia di mercato, impostando obiettivi economici integrati in un periodo finito di tempo, anche diverso dal quinquennio. Si trovano, così, dei "piani settennali" e dei "piani dodecennali".

Alcuni piani quinquennali non sfruttarono completamente il periodo di tempo loro assegnato: alcuni raggiunsero gli obiettivi prefissati prima di quanto previsto, mentre altri fallirono e vennero abbandonati. In URSS complessivamente ci furono tredici piani quinquennali. Il primo venne approvato nel 1928, per il periodo di cinque anni dal 1929 al 1933, e venne completato con un anno di anticipo. Lultimo si riferiva al periodo dal 1991 al 1995 e non venne completato a causa della dissoluzione dellUnione Sovietica nel 1991.

                                     

2. Unione Sovietica: La NEP e il dibattito degli anni venti

Stalin ereditò da Lenin, e mantenne, la Nuova Politica Economica NEP. Nel 1921, Lenin aveva persuaso il X Congresso del Partito ad approvare la NEP in sostituzione del comunismo di guerra, istituito durante la guerra civile russa. Nel comunismo di guerra lo Stato aveva assunto il controllo di tutti i mezzi di produzione, scambio commercio e comunicazione. Tutte le terre erano state nazionalizzate. Ai contadini era stato permesso di lavorare le proprie terre e il surplus di produzione, che eccedeva i loro bisogni, veniva poi acquistato dallo stato che imponeva le proprie condizioni; il denaro fu gradualmente sostituito dal baratto e da un sistema di coupon.

Con la NEP, lo stato controllava tutte le grandi imprese e quelle di media dimensione, mentre furono consentite le piccole aziende private che impiegavano meno di 20 persone principalmente commercianti e negozianti che rimasero fuori del controllo statale. La requisizione della produzione agricola venne sostituita da un sistema di tassazione una percentuale fissa del raccolto, e ai contadini fu consentito di vendere il proprio surplus ad un prezzo regolato dallo stato anche se furono incoraggiati ad unirsi alle fattorie statali, i sovchoz, fondati sulle terre espropriate ai nobili dopo la rivoluzione del 1917. Nei sovchoz i contadini lavoravano con un salario fisso come gli operai di una fabbrica. Il denaro ritornò in uso con lemissione di nuove banconote sostenute dalloro.

La NEP fu la risposta di Lenin alla crisi economica seguita allapplicazione del comunismo di guerra. Nel 1920, la produzione industriale e quella agricola equivalevano rispettivamente al 13% e al 20% rispetto ai valori del 1913. Tra il 21 febbraio e il 17 marzo del 1921, i marinai di Kronštadt si erano ammutinati; in aggiunta, la guerra civile russa, che era stata la principale ragione per lintroduzione del comunismo di guerra, era virtualmente vinta ed i controlli potevano venire allentati.

Negli anni venti ci fu un acceso dibattito tra Bucharin, Tomskij e Rykov da una parte, e Trockij, Zinovev e Kamenev dallaltra. Il primo gruppo, lala destra del partito, riteneva che la NEP fornisse un adeguato livello di controllo dello stato sulleconomia, e favorisse uno sviluppo sufficientemente rapido, mentre il secondo, lo schieramento di sinistra, era convinto che si dovessero accelerare i ritmi di sviluppo, e che fosse necessario esercitare un maggiore controllo statale. Fra le altre cose, la seconda fazione pensava che i profitti dovessero essere divisi tra tutta la popolazione e non solo tra pochi privilegiati. Nel 1925, al XIV Congresso del Partito, Stalin - come era solito fare nei primi tempi - rimase sullo sfondo pur schierandosi con il gruppo di Bucharin. Nel 1927, però, passò dallaltra parte, sostenendo i dirigenti favorevoli ad un maggior controllo statale.

                                     

3. I Piani

Ogni piano quinquennale trattava tutti gli aspetti dello sviluppo: beni capitali, beni di consumo, agricoltura, trasporti, comunicazioni, salute, istruzione e benessere pubblico. Lenfasi variava da piano a piano, anche se in genere era posta su energia produzione di energia elettrica, beni capitali e agricoltura. Esistevano degli obiettivi di base e degli obiettivi ottimali. Furono compiuti degli sforzi, in particolare col Terzo Piano, per spostare lindustria verso est e renderla più sicura dagli attacchi nemici durante la seconda guerra mondiale.

                                     

3.1. I Piani Il Primo Piano, 1928-1932

Stalin introdusse il Primo Piano nel 1928, ed il successo nel raggiungimento degli obiettivi fu dichiarato in anticipo, nel 1932. Stalin rese chiare le sue motivazioni nel formulare il piano quando dichiarò che la Russia era di almeno 50 o 100 anni indietro rispetto alle potenze industriali dellepoca, e che doveva industrializzarsi o "venire schiacciata". Il perno della politica economica in questo periodo fu la collettivizzazione forzata delle terre, secondo cui i possedimenti dei kulaki furono sottratti dalle istituzioni e riconvertiti in kolchoz fattorie cooperative e sovchoz fattorie di proprietà dello Stato. Queste ultime erano obbligate a vendere una quota del proprio prodotto allo Stato stesso, ad un prezzo fissato dallo Stato, perché venisse redistribuito o alimentasse un mercato i cui proventi sarebbero stati rinvestiti nelle attività industriali pesanti.

                                     

3.2. I Piani Il Secondo Piano, 1933-1937

Nonostante alcuni problemi con il Primo Piano, il governo andò avanti con il Secondo Piano quinquennale nel 1933. Questo portò a unenorme crescita nella produzione di acciaio più di 17 milioni di tonnellate, ponendo lUnione Sovietica non distante dalla Germania come una delle principali nazioni produttrici al mondo. Come successe per gli altri piani quinquennali, il secondo non ebbe un successo uniforme, non riuscendo a raggiungere i livelli di produzione raccomandati in settori cruciali quali carbone, petrolio e cemento.

                                     

3.3. I Piani Il Quarto e il Quinto Piano, 1946-1950 e 1951-1955

Dopo la seconda guerra mondiale, lenfasi fu posta sulla ricostruzione, e nel 1945 Stalin promise che lURSS, entro il 1960, sarebbe diventata una delle principali potenze industriali.

In quel periodo gran parte delle zone industriali dellURSS europea erano state devastate dalla guerra. Ufficialmente, 98.000 fattorie collettive erano state saccheggiate e devastate, con la perdita di 137.000 trattori, 49.000 mietitrebbie, 7 milioni di cavalli, 17 milioni di capi di bestiame, 20 milioni di maiali e 27 milioni di pecore. Era stato distrutto un quarto di tutti gli equipaggiamenti in 35.000 fabbriche e stabilimenti; oltre a 6 milioni di edifici, compresi 40.000 ospedali, in 70.000 villaggi e 4.710 città il 40% degli alloggi urbani, che lasciarono 25 milioni di senzatetto; circa il 40% delle ferrovie erano state distrutte; ufficialmente erano morti 7.5 milioni di militari, e 6 milioni di civili, ma, forse, morirono complessivamente circa 20 milioni di persone in confronto alle 250.000 vittime degli USA. Nel 1945 lattività mineraria e quella metallurgica erano al 40% dei livelli del 1940, la produzione di corrente elettrica era scesa del 52%, la ghisa del 26% e lacciaio del 45%; la produzione di cibo era al 60% dei livelli del 1940. Dopo la Polonia, lURSS fu la nazione più colpita dalla guerra. La ricostruzione venne ostacolata dalla cronica mancanza di manodopera causata dallenorme numero di vittime sovietiche nella guerra. Oltre a ciò, si aggiunge che il 1946 fu lanno più secco dal 1891, e il raccolto agricolo fu particolarmente povero.

USA e URSS non furono in grado di accordarsi sui termini di un prestito statunitense per aiutare la ricostruzione, e questo fu un fattore che contribuì alla rapida escalation della Guerra Fredda. LURSS ottenne comunque delle riparazioni di guerra dalla Germania, e fece sì che le nazioni dellEuropa Orientale effettuassero dei pagamenti per ricompensare la loro liberazione dai nazisti da parte dei sovietici.

Nel 1949 venne fondato il Comecon Consiglio per il mutuo aiuto economico, che legò assieme le nazioni del blocco orientale.

Un terzo dei capitali del Quarto Piano venne speso in Ucraina, territorio importante per la produzione agricola e industriale, che era stata una delle zone più devastate dalla guerra.

Nel 1947 cessò il razionamento del cibo, ma solo nel 1952 la produzione agricola poté superare appena i livelli raggiunti nel 1940. La produzione industriale nel 1952, invece, fu quasi doppia rispetto al 1940.



                                     

3.4. I Piani Il Sesto Piano, 1956-1960

Il sesto piano fu portato avanti da Nikita Khrushchev, dopo la morte di Stalin nel 1953. Tra le politiche del sesto piano troviamo la Campagna delle terre vergini, la riforma salariale 1956 - 1962, la creazione di paghe minime e lincremento della produzione di beni di consumo.

                                     

3.5. I Piani Il Piano Settennale, 1959-1965

A differenza degli altri, questo piano durò 7 anni. Fu approvato durante il ventunesimo congresso del Partito Comunista dellUnione Sovietica, nel 1957. Si trattò sostanzialmente di un riesame del piano precedente.

                                     

3.6. I Piani LOttavo Piano, 1966-1970

Lottavo piano comportò il raddoppio della quantità di cereali esportati.

                                     

3.7. I Piani Il Nono Piano, 1971-1975

Gli scambi commerciali furono favoriti dal miglioramento delle relazioni con gli USA; il reddito medio aumentò del 4.5% su base annua. Rispetto al piano precedente, gli investimenti per lintroduzione dei primi elaboratori aumentarono del 420%. Nonostante ciò, per la prima volta i risultati economici fissati dal XXIV Congresso del Partito non furono raggiunti in molti settori, come nel settore agricolo, dove la produzione di grano fu mediamente di 70 milioni di tonnellate inferiore allobbiettivo prefissato dal Gosplan. In generale, la crescita industriale fu del 43%.

                                     

3.8. I Piani Il Decimo Piano, 1976-1980

Il Decimo Piano quinquennale, approvato durante il XXV Congresso del PCUS del febbraio 1976, conferma il cambio di priorità economiche, già iniziato nel 1972, sostituendo allo sviluppo dei consumi personali e dellindustria leggera, sostenuto da Aleksej Nikolaevič Kosygin, lo sviluppo dellindustria pesante in particolar modo il settore energetico, della difesa, dellagricoltura e lo sfruttamento delle "terre vergini" della Siberia, sostenuto da Leonid Ilič Brežnev. Nelle intenzioni di Brežnev questo piano doveva produrre un surplus di energia che poteva essere esportata allestero, grazie al clima di distensione internazionale cominciato appunto nel 1972, in cambio di tecnologie che avrebbero aumentato la produttività delle industrie stesse creando un circolo virtuoso. Si era prevista una crescita industriale del 36%, ma in realtà si arrivò solo al 24%.

                                     

3.9. I Piani LUndicesimo Piano, 1981-1985

Durante lUndicesimo Piano quinquennale, lURSS importò una cifra intorno alle 42 milioni di tonnellate di grano allanno, quasi il doppio rispetto al Decimo Piano quinquennale e tre volte di più che durante il Nono Piano quinquennale 1971-75. La gran parte di questo grano venne venduto dallOccidente; nel 1985, ad esempio, il 94 percento delle importazioni di grano sovietiche provenivano dal mondo non socialista, con gli Stati Uniti che vendettero 14.1 milioni di tonnellate. Comunque, lexport totale sovietico verso ovest fu sempre quasi allo stesso livello dellimport, ad esempio, nel 1984 lexport totale verso lOccidente fu di 21.3 miliardi di rubli, mentre limport fu di 19.6 miliardi di rubli.

                                     

3.10. I Piani Il Dodicesimo Piano, 1986-1990

Il Dodicesimo Piano iniziò con lo slogan uskoreniye, "accelerazione" dello sviluppo economico rapidamente abbandonato in favore di un motto più vago, perestroika "ricostruzione" e finì con una profonda crisi economica ed un calo di produzione che coinvolse, praticamente, tutti i settori delleconomia sovietica.

La Legge sullimpresa di stato del 1987 e i decreti successivi circa il khozraschyot e lauto-finanziamento in vari settori delleconomia sovietica, miravano alla decentralizzazione delleconomia pianificata.

                                     

3.11. I Piani Il Tredicesimo Piano, 1990-1991

Sarebbe dovuto durare fino al 1994, ma a causa del collasso dellURSS durò solo un anno.

                                     

4. I piani quinquennali al di fuori dellURSS

  • La Germania nazista utilizzò lo strumento dei piani quadriennali, indirizzati il primo alleliminazione della povertà e il secondo della disoccupazione.
  • Il Nepal, pur non avendo un governo comunista, utilizzò una serie di piani quinquennali dal 1956 al 1990.
  • La Repubblica del Vietnam, pur avendo uneconomia di mercato, utilizzò, per il suo sviluppo economico, piani quadriennali o quinquennali si veda Economia del Vietnam. Dopo la riunificazione del 1976, il governo socialista ha adottato piani quinquennali.
  • La Repubblica Popolare Cinese utilizza tuttoggi i piani quinquennali, giunti al dodicesimo con il lustro 2011-2015.
  • LIndia utilizzò i piani quinquennali fin dagli anni cinquanta, quando si sviluppò un forte movimento socialista. Successivamente i piani furono modellati per meglio adattarsi ad una economia di mercato.
  • La Corea del Sud adottò un piano quinquennale nel 1960, durante il governo di Chang Myon, nella seconda repubblica. Il piano non fu portato a termine a causa del colpo di Stato militare di Park Chung-hee del 18 maggio 1961.
  • LArgentina durante il primo governo di Juan Domingo Perón, tra gli anni quaranta e cinquanta varò due piani quinquennali.


                                     
  • servizio. La classe Tashkent venne ordinata nell ambito del secondo piano quinquennale ed avrebbe dovuto comprendere dieci navi. La prima unità venne ordinata
  • Al - Khelaïfi viene nominato presidente del club. Al - Khelaïfi presenta un piano quinquennale con lo scopo di portare la squadra di Parigi in cima alla Francia
  • affrontare l inevitabile deficit commerciale. Il Piano Monnet 1946 - 1950 fu in effetti il primo piano quinquennale francese per la modernizzazione e la ricostruzione
  • Cheongnyangni e Gyeongju l 11 aprile 1942. Nel 1961 in seguito al primo piano quinquennale del governo, venne realizzata una gronda ferroviaria da Mangu a Seongbuk
  • Nel 1932 pubblicò Tempo, avanti romanzo stenografico dedicato al piano quinquennale in cui descrisse la costruzione di un polo industriale, e nel 1936
  • produzione, al mondo. Costruita e attivata nel 1936 nel corso del secondo piano quinquennale dell Unione Sovietica come centro alternativo di industria pesante
  • esteri sovietico Litvinov. L assemblea inoltre confermò il terzo piano quinquennale e modificò lo statuto per adeguare le regole di accesso al partito

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