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ⓘ Laserdisc




Laserdisc
                                     

ⓘ Laserdisc

Il laserdisc è stato il primo standard di videoregistrazione su disco ottico, creato nel 1978.

Nelle applicazioni home video i dischi erano sola lettura. Alla vista consiste in un disco di materiali plastici simili a quelli di un Compact Disc, dal quale differisce nelle maggiori dimensioni paragonabili a quelle di un disco in vinile a 33 giri. Il formato ha avuto una scarsa diffusione in Europa. In Italia tra il 1990 e il 1998 uscirono circa 300 titoli. Lultimo fu Titanic nellottobre 1998. Con lavvento del CD, la tecnologia venne abbandonata, ma videogiochi con lo stesso principio di funzionamento continuarono a uscire sotto forma di DVD game.

                                     

1. Storia

La tecnologia sottostante il Laserdisc fu inventata da David Paul Gregg nel 1958 nellambito del Progetto Reflective Optical Videodisc System della Gauss Inc. Durante gli anni sessanta, la Music Corporation of America cercò di trovare una soluzione per rendere redditizi i film che teneva in magazzino. Il progetto della Gauss andava in quella direzione e per questo motivo limpresa cinematografica acquisì la società di ricerca e i relativi brevetti. Nel 1969 ridenominò il sistema con il termine Disco-Vision. Nel 1972 avvenne la prima presentazione. Quasi contemporaneamente la Philips presentò un proprio progetto di supporto ottico rivolto alla produzione cinematografica, il Video Long Player VLP, il quale sarebbe stato letto da un riproduttore denominato Magnavision. Successivamente, tecnici e legali delle due società si incontrarono e si arrivò alla decisione di unire gli sforzi per produrre un unico sistema. Secondo laccordo, la MCA avrebbe messo a disposizione i suoi magazzini e prodotto i dischi attraverso la sua controllata MCA DiscoVision, mentre la Philips avrebbe sviluppato il riproduttore.

Il 13 dicembre del 1978, presso la sala da ballo del Regency Hotel di New York, avvenne la prima presentazione del Discovision e del suo primo lettore, il Magnavox Magnavision VH-8000 della Philips. Pochi giorni dopo, esattamente il 15 dicembre, tre negozi di elettronica di Atlanta ebbero lonore di poter vendere i primi esemplari di DiscoVision e di Magnavision. Nonostante fossero passati sei anni dalla prima presentazione da parte della MCA, il progetto nasceva con un difetto principale: quello di essere uscito dopo molta attesa e con una tecnologia troppo avanzata. Il risultato fu che il numero di lettori a disposizione era troppo basso rispetto alla domanda, come è dimostrabile dalle vendite del primo giorno in cui i 25 lettori vennero venduti senza problemi a 745 Dollari di allora. I primi DiscoVision non funzionavano correttamente le due imprese si accusarono reciprocamente. La MCA accusò la Philips di applicare restrizioni eccessive allo standard DiscoVision e suggerì alla società olandese di rendere il suo lettore più tollerante alle specifiche. La Philips, allo stesso modo, ribatté che il Magnavision era rispettoso degli standard e che il problema era dato dai dischi di scadente qualità prodotti dalla MCA. Il rapporto fra le due società si incrinò agli inizi del 1979, quando uscì sul mercato il riproduttore della Pioneer.

Già nel 1977 la MCA aveva iniziato a pensare anche al mercato giapponese e aveva avviato trattative con la Pioneer Electronics allo scopo di far produrre loro un lettore DiscoVision, denominato Laser VideoDisc da cui LaserDisc e LaserVision. Quando uscì sul mercato giapponese il primo lettore DiscoVision della Pioneer, il PR-7820, la sua caratteristica principale era quella di leggere senza difficoltà i Discovision prodotti dalla MCA, mostrandone per inciso la loro scadente qualità. Con lo scopo di aiutare le vendite di dischi sul mercato statunitense, in difficoltà per la casualità con cui ogni titolo poteva essere riprodotto su Magnavision, la Pioneer lanciò un nuovo riproduttore DiscoVision, il VH-1000. La Philips, che in collaborazione con la Sony stava applicando le tecnologie laser al progetto Compact Disc, dopo aver contestato la MCA per avere concesso alla Pioneer le specifiche DiscoVision, ridusse il proprio impegno in quel mercato e sparì agli inizi degli anni ottanta, non prima di aver tentato di rilanciare la linea di produzione con una nuova versione del Magnavision, la VH-8005, che utilizzava un telecomando. La perdita secca che la Philips ricevette dal progetto fu in parte compensata dai numerosi brevetti nellambito della produzione dei dischi ottici, molti dei quali sono gravati sui DVD per un certo periodo.

Durante il 1979, sulla base di accordi con gli altri studi di produzione, la MCA iniziò a distribuire i loro film con la dicitura MCA DiscoVision. Per evitare che la MCA potesse essere considerata casa di produzione di tutti i film in Discovision, gli studios ricorsero a diversi stratagemmi, il più semplice dei quali era specificare la distinzione fra produttore e distributore in Discovision. Un film prodotto dalla Warner veniva etichettato come Warner Bros. on MCA DiscoVision. Nei due anni successivi i due lettori della Pioneer riscossero un notevole successo tantè che il sistema rapidamente fu identificato come LaserDisc, piuttosto che come DiscoVision. Nel 1981, la MCA si adeguò etichettando la propria produzione come MCA Videodisc. Quando la società venne acquistata dalla Universal, questultima aggiunse il proprio nome alla etichettatura. La Universal non cambiò soltanto letichettatura, ma cercò di migliorare la qualità del prodotto eliminando il pan & scan, che fino a quel momento aveva caratterizzato quasi tutti i titoli in Laserdisc, e inserendo tracce audio in digitale.

Nel corso del 1980, MCA e IBM unirono i propri sforzi nella Discovision Associates da notare la mancanza della V maiuscola in Discovision che ebbe il compito di sostituire la MCA DiscoVision nella produzione degli MCA Discovision poi MCA Videodisc. Anche la nuova società, però, non parve in grado di offrire la qualità e la quantità necessaria a rendere il Laserdisc un investimento produttivo e pertanto chiuse nellottobre 1983. La Pioneer nel 1981 aveva acquisito dalla Discovision Associates in alternanza gli impianti di produzione di dischi. A metà degli anni Ottanta, la società giapponese assunse il pieno controllo del mercato, sia di dischi sia di riproduttori, acquisendo i diritti di produzione dei primi dalla Universal. Alla Philips e alla società cinematografica rimasero alcuni brevetti sul formato dei dischi. Nel 1989, la Pioneer acquistò i brevetti della società olandese che gravavano sul Laserdisc.

Luscita del più versatile ed economico DVD a metà degli anni novanta ha portato alla progressiva uscita di scena della più costosa e complessa tecnologia del Laserdisc. Molte caratteristiche "particolari" nate con il Laserdisc, come la presenza di molteplici lingue, dei sottotitoli, dei commenti audio, di materiale addizionale e di gallerie di immagini hanno influenzato il modo odierno di realizzare le "special edition" dei DVD.

                                     

2. Caratteristiche tecniche

Il Laserdisc contiene i dati video in formato analogico, anziché numerico digitale come è normale oggi, e più tracce audio in formato analogico e digitale. Il video viene modulato in frequenza e registrato così senza compressione in video composito. Può essere registrato su entrambi i lati ed è in grado di contenere circa 50 minuti di video a lato.

Il video era registrato nei diversi formati video PAL, per lEuropa, e NTSC, per il resto del mondo in massima parte Stati Uniti e Giappone con i diversi aspect ratio tipici della cinematografia. Laudio è immagazzinato in diversi formati sia analogici che digitali. Tra quelli digitali il Pulse Code Modulation 16 bit a 44.1 KHz come il CD, il Dolby Digital immagazzinato sul supporto in modulazione di frequenza e detto AC-3 RF, differente e meno compresso di quello del DVD, e il DTS unicamente a bitrate intero e non dimezzato come quello usualmente presente nei DVD.

Ne furono realizzate due tipologie:

  • CLV Constant Linear Velocity: può contenere più dati, ma non consente la moviola e il fermo-immagine.
  • CAV Constant Angular Velocity: ruotando a velocità angolare costante giri al minuto costanti consente le funzioni non consentite dal CLV, ma al costo di una minore durata di registrazione possibile.
                                     

3. Videogiochi

Dopo le prime applicazioni nel campo delleducazione e della formazione, i laserdisc interattivi vennero utilizzati anche per realizzare videogiochi, che allepoca vennero chiamati anche "lasergiochi" o laser game. Per poter interagire con il giocatore, i laserdisc da gioco devono supportare effetti come fermo immagine o moviola, e soprattutto laccesso rapido casuale, ovvero la possibilità di saltare in tempi brevissimi da un punto allaltro della registrazione. Infatti, a differenza di un videogioco tradizionale, in un lasergioco il giocatore non muove veramente oggetti sullo schermo, ma le scene possibili sono già tutte registrate sul disco, e leffetto delle azioni del giocatore non è altro che far apparire luna o laltra scena. In compenso la qualità dellimmagine è di livello cinematografico ed era quindi immensamente superiore a quella dei videogiochi tradizionali contemporanei. Fin dalla loro introduzione, ci fu grande interesse e si videro grandi potenzialità nello sviluppo dei lasergiochi; ma, per la limitatezza dellinterazione, e anche per il loro costo elevato, non si ritenevano destinati a sostituire i videogiochi tradizionali.

Il primo videogioco arcade basato su laserdisc venne presentato alla fiera AMOA di Chicago dellottobre 1982: si trattava di Astron Belt della SEGA, uno sparatutto su sfondi cinematografici di fantascienza. Tuttavia, per regioni tecniche, i produttori rimandarono lintroduzione del gioco negli USA e lo testarono limitatamente in altri mercati come quello europeo. Appena 6-7 macchine di Astron Belt vennero distribuite anche in Italia dalla Zaccaria. Il vero fenomeno dei lasergiochi esplose poco dopo, nellestate del 1983, con Dragons Lair, unavventura fantasy con animazioni della Don Bluth Animation, che dal punto di vista del software costò il doppio di un videogioco ordinario e al giocatore costava 2 o 3 monete per partita, ma che negli USA ottenne un successo pari quasi a quello di Pac-Man. Sullonda del successo di Dragons Lair, alla fiera AMOA dellottobre 1983 vennero presentati ben 13 lasergiochi.

Tra i primi titoli arcade pubblicati ci furono:

Alcuni titoli, tra cui lo stesso Astron Belt, non si basano puramente sulle immagini preregistrate su videodisco, ma sovrappongono a queste delle immagini di grafica computerizzata tradizionale, creando un videogioco in tecnica mista. Mentre il laserdisc genera gli scenari animati di sfondo, elementi piccoli come lastronave del giocatore le astronavi nemiche vengono mossi liberamente sullo schermo dal computer.

Al contempo apparvero in commercio anche lasergiochi casalinghi, sebbene i lettori di laserdisc domestici non ebbero diffusione significativa in tutto il mondo; il primo titolo giocabile su laserdisc fu Murder, Anyone?, che diede inizio alla serie Mystery Disc, una specie di telefilm giallo con svolgimento influenzato dai giocatori, simile al gioco da tavola Cluedo.

I lasergiochi scomparvero poi dal mercato come tutta la tecnologia laserdisc, ma videogiochi con lo stesso principio di funzionamento continuarono a uscire sotto forma di DVD game.



                                     
  • VHS e laserdisc e nel 2002 come doppio DVD. Le due versioni su supporto ottico si differenziano tra loro per i contenuti speciali: il laserdisc contiene
  • Regno Unito, ed è stato pubblicato su diversi supporti, videocassetta, laserdisc e DVD. Esiste una versione audio CD con lo stesso nome ma che non contiene
  • acquista la produzione di Laserdisc Lo stesso anno la vecchia MCA DiscoVision diventa indipendente dal vero marchio laserdisc Viene istituita anche la
  • è stato pubblicato anche in laserdisc dalla Pioneer il laserdisc giapponese contiene più brani rispetto al laserdisc statunitense pubblicato nel 1982
  • the World VHS, Laserdisc 1984 Synchronicity Concert VHS, Laserdisc DVD 1986 Every Breath You Take: The Videos VHS, Laserdisc DVD 1992 The
  • del film. Il laserdisc Criterion del 1987 di Blade Runner di Ridley Scott fu il primo presentato in questo formato. I primi due laserdisc della Criterion
  • videocassetta memorie ad accesso diretto disco in vinile dischi ottici Laserdisc Interno di un audiocassetta Stereo 8 Musicassetta Compact Cassette e microcassetta
  • dall album Elton John: appare in The Very Best of Elton John Laserdisc VHS, DVD Love Songs Laserdisc VCD, VHS, DVD e Rocket Man: The Definitive Hits DVD
  • canale statunitense Disney Channel e nel corso dell anno distribuito su Laserdisc e VHS per il mercato domestico. Il 16 gennaio 2001 fu realizzata la versione
  • alcuni brani, ed è stato pubblicato su diversi supporti, videocassetta, laserdisc e DVD. Il video non contiene l intero spettacolo, sono state escluse delle
  • e Dragon s Lair della Cinematronics. Entrambi i titoli utilizzavano i Laserdisc per salvare i video utilizzati nel gioco, consentendo una qualità visiva