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ⓘ Glossolalia




Glossolalia
                                     

ⓘ Glossolalia

La glossolalia, dal greco γλώσσα, lingua e λαλέω, parlare, indica il "parlare in altre lingue"; più precisamente, per glossolalia si intende: la pronuncia di ciò che può essere o una lingua esistente ma ignota a chi parla, o le parole di un linguaggio mistico sconosciuto, o semplici vocalizzi e sillabe senza senso; a volte appare come parte di un rito religioso.

Ad esempio nel Cristianesimo, il "parlare in varie lingue", o polilalia termine che in seguito ha assunto il significato di eccessivo parlare, è considerato un dono di Dio per mezzo dello Spirito Santo: come descritto negli Atti degli Apostoli, nella Lettera ai Romani e nella Prima lettera ai Corinzi, è uno dei santi doni dello Spirito dati da Dio ai fedeli, con significative variazioni dal giorno di Pentecoste a oggi. La glossolalia è anche incorporata in altre fedi religiose come componente delladorazione.

                                     

1. Contesto e termini

Dal punto di vista del contesto cristiano, glossolalia è un termine scorretto, proveniente dal linguaggio della scienza contemporanea quindi un neologismo per descrivere una esperienza religiosa di coscienza fenomenologica, nella quale lo stesso linguaggio umano viene rivelato come completamente scollegato dalla parola, e dove le profondità della comunicazione umana sono rivelate come spirituali - in un modo che è profondo, trasformante, e discordante con la visione del mondo degli scettici e dei realisti ovvero i "non credenti" in termini religiosi. Nel contesto di questa esperienza di gruppo, il ministero di Pietro era un messaggio di comprensione e fratellanza, che offriva agli ascoltatori una scelta tra speranza e salvezza o incredulità e disperazione.

                                     

2. Punto di vista psicologico

Da un punto di vista psicologico, il primo studio scientifico della glossolalia venne compiuto dallo psicologo svizzero Théodore Flournoy pubblicò nel 1900 il caso della signora Hélène Smith. Nel 1927, G.B. Cutten pubblicò il libro Speaking with Tongues: Historically and Psychologically Considered, che fu considerato uno standard della letteratura medica per molti anni. Come Emil Kraepelin, psichiatra tedesco, che aveva mostrato nel 1906 lanalogia del linguaggio prodotto durante i sogni e il linguaggio schizofrenico, egli collegò la glossolalia al linguaggio prodotto nella schizofrenia e nella psicosi isterica. Nel 1972, John Kildahl assunse una differente prospettiva psicologica nel suo libro The Psychology of Speaking in Tongues. Egli affermò che la glossolalia non era necessariamente un sintomo di malattia mentale e che i glossolalisti soffrivano di meno per lo stress. Egli osservò comunque che i glossolalisti tendevano ad avere maggior bisogno di figure autoritarie e sembravano avere più crisi nel corso della loro vita. Nicholas Spanos descrisse la glossolalia come unabilità acquisita, per la quale non è necessaria alcuna trance Glossolalia as Learned Behavior: An Experimental Demonstration, 1987.

                                     

3.1. Visione cristiana del parlare in più lingue Lingue nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento, il libro degli Atti degli Apostoli racconta di come "lingue di fuoco" scesero sulle teste degli Apostoli, accompagnate dalla miracolosa capacità di parlare in lingue a loro sconosciute, ma riconoscibili da altre persone presenti come lingue native:

Il racconto del miracolo di Pentecoste specifica quello che è avvenuto ; riferimenti più precisi si hanno nella Prima lettera ai Corinzi, dove lApostolo prende posizione verso la glossolalia come era praticata a Corinto. Pur non disapprovandola, e anzi annoverandola tra gli altri "doni dello Spirito" 1 Cor 12, 1-30 egli ne prende prudentemente le distanze con una velata critica e un ammonimento:

E conclude con una precisa disposizione:

Sembra che lo stesso fenomeno si manifestasse anche a Cesarea:

e ad Efeso:

In ogni caso si descrive in termini molto simili una comunicazione, stabilita tra coloro che parlavano in lingue e gli uditori, secondo modalità il cui supposto agente doveva essere lo Spirito Santo. È notevole, in tutti i casi in cui viene menzionato il parlare in lingue, limplicito rivolgersi a non credenti o stranieri, secondo appunto quanto detto dallApostolo: "le lingue non sono un segno per i credenti ma per i non credenti".



                                     

3.2. Visione cristiana del parlare in più lingue Glossolalia cristiana in epoche successive

Fenomeni di glossolalia sono attestati, anche se non vi è certezza al riguardo, in Asia Minore dopo il 155 con Montano le sue profetesse. In Francia, i profeti camisardi, allepoca delle dragonnades inizi del XVIII secolo hanno forse conosciuto momenti in cui parlavano in lingue.

                                     

3.3. Visione cristiana del parlare in più lingue Glossolalia cristiana contemporanea

In epoca più recente vè stato chi ha affermato di avere assistito di persona alla preghiera, alla profezia o al canto in lingue, o di aver sperimentato personalmente il fenomeno. Questultimo ha assunto particolare importanza nel determinare alcuni tratti del movimento pentecostale e del movimento carismatico: la convinzione che i doni degli apostoli continuino a persistere nel mondo moderno forma infatti un punto fondamentale della dottrina pentecostale e carismatica. Alla luce di brani della prima lettera ai Corinzi 14, 2.4-5.15 e della lettera ai Romani 8, 26, entrambi i movimenti ritengono che la glossolalia sia una forma di preghiera più libera e più ispirata perché generata da una particolare condizione di abbandono allopera dello Spirito Santo. Nel 1911 a Kristiania, in Norvegia, si tenne il primo Congresso dei "glossolali", ma è stato soprattutto a partire dalla metà degli anni sessanta che il fenomeno ha fatto presa presso altre denominazioni confessionali. Alcuni cristiani sostengono che questa glossolalia religiosa comprenda, almeno in alcuni casi, una vera e propria lingua ispirata dallo Spirito Santo: espressioni in una lingua sconosciuta sia a chi la parla sia a chi lascolta. Lopinione che la glossolalia sia una manifestazione autentica dello Spirito Santo è tenuta in gran considerazione soprattutto nelle denominazioni Evangeliche e Fondamentaliste conservatrici, ma è presente anche nel Cattolicesimo.

In sintesi, i Cristiani carismatici hanno individuato tre diverse attività che caratterizzano la glossolalia.

  • La terza attività, "la preghiera nello spirito", si riferisce al summenzionato caso del "canto in lingue", quando un credente usa la glossolalia come mezzo di preghiera con vocalizzi, lallazioni, sillabazioni o semplici cantilene, secondo la "via dellinfanzia spirituale" descritta da Teresa di Lisieux e ancor prima dalla Bibbia in Romani 8, 26
  • Il "segno delle lingue" si riferisce alla xenoglossia, in cui chi parla comunica in una lingua esistente ma a lui ignota.
  • Il "dono delle lingue" si riferisce alla credenza che lo Spirito Santo talvolta comunichi un messaggio in una lingua "mistica" che non può essere immediatamente capita e richiede interpretazione.
                                     

4. Glossolalia non cristiana

Anche altri gruppi religiosi non cristiani hanno praticato delle forme di glossolalia.

Il primo esempio storico è quello dellOracolo di Delfi, dove una sacerdotessa del dio Apollo chiamata pizia, parlava con suoni strani, ufficialmente perché lo spirito di Apollo parlava in lei; una possibile spiegazione è lalto livello di gas naturali presenti nelle sorgenti dietro il tempio.

Alcuni testi magici gnostici del periodo romano recano scritte delle lettere senza senso come "t n d d." ecc. Si ritiene che queste possano essere delle traslitterazioni del tipo di suoni emessi durante la glossolalia.

Nel XIX secolo lo spiritismo si sviluppò in una religione a sé stante, grazie allopera di Allan Kardec, e il fenomeno fu visto come una delle manifestazioni auto-evidenti degli spiriti. Gli spiritisti sostenevano che alcuni di questi casi erano in realtà casi di xenoglossia quando si parla in una lingua che non si conosce. Comunque, limportanza che gli viene attribuita, così come la loro frequenza, sono molto diminuite da allora. Gli spiritisti odierni considerano il fenomeno senza senso, in quanto non trasporta alcun messaggio intelligibile ai presenti.

La glossolalia è stata osservata anche nello sciamanesimo e nella religione Vudù di Haiti; può essere spesso prodotta dallingestione di droghe allucinogene o di enteogeni come i funghi psichedelici.

Gli scettici scartano questi casi come semplici episodi di trance, autoipnotismo o estasi. Infatti linterpretazione dei testi glossolalici è affidata di volta in volta agli adepti del rito in questione che non basano la loro traduzione su regole condivise. Nessun caso di glossolalia ha rivelato a tuttoggi verità non esprimibili in altre lingue. Da questo dipende lo scetticismo attuale, non solo da parte della scienza, ma anche da parte di tutte le altre religioni diverse da quella del parlante. In musica moderna contemporanea, alcune cantanti di gruppi della scena dark londinese degli anni 80, appartenenti alla casa discografica 4ad, hanno inciso canzoni in glossolalìa, soprattutto Elisabeth Frazer dei Cocteau Twins e, in alcuni pezzi, Lisa Gerrard dei Dead Can Dance.