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ⓘ Figura retorica




Figura retorica
                                     

ⓘ Figura retorica

La figura retorica, in retorica, è, fin dalle sue forme classiche, qualsiasi artificio nel discorso volto a creare un particolare effetto. Si parla di "artificio" in quanto la figura rappresenta, soprattutto nel linguaggio poetico, una "deviazione", uno "scarto" rispetto al linguaggio comune: così le intende il maestro di retorica romano Marco Fabio Quintiliano.

Autori come il saggista francese Gérard Genette in Figure, 1969 hanno evidenziato il paradosso che implica questa definizione, in quanto anche il linguaggio comune è intriso di deviazioni e scarti, con ampio uso delle figure. Dal canto suo, il saggista bulgaro Cvetan Todorov ha sottolineato come non ogni figura rappresenti una deviazione dal linguaggio comune. Nel complesso, a dispetto del chiaro senso dello scarto che le figure portano con sé, non è facile individuare la norma espressiva rispetto a cui la deviazione verrebbe esercitata.

Fu comunque Gorgia da Lentini V secolo a.C. il primo ad individuare il ricorrere di espedienti formali nella cura della prosa ricercata, come lisocolo, lomoteleuto, lantitesi. Cicerone I secolo a.C. parlò delle figure come di lumina luci, flores fiori e colores colori, per il potere di illuminare il discorso e di attribuirgli varietà e vivacità.

                                     

1. Ruolo delle figure nel linguaggio

Sempre in Figure I, del 1969, Genette definisce la figura come "distanza tra segno e senso, come spazio interno del linguaggio". Esiste cioè, nel contesto della intrinseca ambiguità del linguaggio, esaltata nella produzione letteraria, un potenziale valore connotativo delle parole. Nelle parole di Angelo Marchese, la figura sarebbe allora "un processo di connotazione". Ad esempio, il segno vela "si rivolge letteralmente a se stesso" con funzione puramente denotativa. Ma la consapevolezza del rapporto tra vela e nave nella realtà produce la possibilità di percorrere lo "spazio interno" di cui parla Genette: in questo caso, vela è connotata da un rapporto di "parte di un tutto" con il segno nave, di modo che sia possibile retoricamente istituire un rapporto di "parte per il tutto" sineddoche.

                                     

2.1. Classificazione Classificazione tradizionale

Identificazione e catalogazione delle figure sono state fin dallantichità e fino al XVIII secolo un problema centrale della retorica. I differenti manuali redatti nel tempo, in particolare in età barocca, hanno prodotto schemi diversi e non è possibile ottenerne una versione unitaria. Anche ricorrendo a Quintiliano, è però possibile configurare le principali tipologie di figure secondo la tradizione:

  • ossimoro
  • preterizione
  • esclamazione
  • imprecazione
  • apostrofe
  • reticenza
  • prosopopea
  • cleuasmo
  • antitesi
  • interrogazione
  • figure di pensiero o di concetto, che concernono lidea o limmagine che appare in una frase, e quindi la coinvolgono per intero
  • epifonema
  • iperbole
  • litote
  • antonomasia
  • metafora
  • sineddoche
  • metonimia
  • figure di significazione o di significato o anche tropi, che vertono sul senso delle parole e sulla possibilità di modificarlo
  • figure di dizione o di parola, che vertono sulla forma delle parole
  • aferesi
  • apocope
  • crasi
  • metatesi fonetica
  • asindeto
  • sinonimia
  • epiteto
  • figure di elocuzione, che vertono sul repertorio delle parole e sulla scelta delle più adatte
  • polisindeto
  • ripetizione
  • zeugma
  • ellissi
  • figure di costruzione, che si riferiscono allordine delle parole nella frase
  • chiasmo
  • iperbato
  • anafora
  • figure di ritmo, che giocano sugli effetti fonici ottenuti mediante la ripetizione di fonemi, sillabe, parole
  • armonia imitativa
  • allitterazione
  • onomatopea

Nello specifico, Quintiliano aveva distinto tropi e figure, e queste ultime in figure di parola léxeos schémata in greco; figurae elocutionis o figurae verborum in latino e figure di pensiero schémata tês dianoías in greco; figurae sententiae in latino.

Tutte le figure venivano poi catalogate secondo il mutamento mutatio, variazione e a questo proposito Quintiliano descrive una quadripartita ratio:

  • adiectio: aggiunta di elementi linguistici, con conseguente ridondanza dellespressione;
  • detractio: sottrazione di elementi linguistici, come avviene tipicamente nellellissi;
  • immutatio: sostituzione di elementi linguistici tramite sinonimi, accrescitivi, diminutivi.
  • transmutatio: cambiamento della posizione di alcuni elementi linguistici, come avviene tipicamente nellanastrofe;
                                     

2.2. Classificazione Classificazioni moderne

Le classificazioni tradizionali sono state più volte sottoposte a critica e molteplici sono stati i tentativi moderni di classificazione. Una classificazione particolarmente originale e rilevante è quella elaborata dal grammatico francese Pierre Fontanier 1765-1844 in Les figures du discours 1827-1830.

                                     

2.3. Classificazione La classificazione di Bonsiepe

Il teorico del design e scrittore tedesco Gui Bonsiepe distinse tra figure sintattiche e semantiche. Nello specifico, egli offre questa catalogazione:

  • figure ripetitive
  • figure privative
  • figure traspositive
  • figure sintattiche
  • figure comparative
  • figure sostitutive
  • figure semantiche
  • figure contrarie
                                     

2.4. Classificazione La classificazione del Gruppo μ

Il cosiddetto Gruppo μ o Gruppo di Liegi ha prodotto il tentativo più organico di classificazione delle figure, nellopera Retorica generale, edita a Parigi nel 1970. Le figure sono definite come opere di trasformazione del linguaggio e vengono divise in:

  • metalogismi, che consistono in modificazioni logiche, cioè del valore logico di una frase nel suo complesso.
  • metasememi, che consistono in modificazioni semantiche, quindi sul piano del significato;
  • metatassi, che consistono in modificazioni sintattiche, quindi relative alla struttura delle frasi;
  • metaplasmi, che consistono in modificazioni morfologiche, quindi sul piano del significante;
                                     
  • derivato da hypotypóō, plasmo, abbozzo ha diversi significati. Come figura retorica è la descrizione, orale o scritta, di una persona, di un oggetto o
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