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ⓘ Il ladro (film 1956)




Il ladro (film 1956)
                                     

ⓘ Il ladro (film 1956)

Il quasi quarantenne musicista Christopher Emmanuel Manny Balestrero campa e mantiene la sua famigliola moglie e due figli suonando la notte il contrabbasso nellorchestrina dello Stork Club di New York, un club molto esclusivo. Rientrando a casa una mattina dinverno apprende che la moglie Rose necessita di cure dentarie che costeranno trecento dollari, somma che la famiglia non possiede. Così nel pomeriggio, prima di andare a trovare sua madre, passa dallagenzia di assicurazioni per informarsi se e come potrà ottenere un prestito di pari importo sulla sua polizza vita.

E qui cominciano i guai. Le impiegate dellagenzia credono di riconoscere in lui la persona che, nel luglio precedente, aveva rapinato lagenzia portandosi via duecento dollari. Ottenuta la risposta affermativa, Manny se ne va dalla madre ma intanto la polizia del quartiere è stata avvisata, cosicché la sera, al rientro a casa e prima ancora che possa aprire la porta, due agenti in borghese lo invitano a salire in auto per recarsi alla stazione di polizia. Qui, dopo un breve interrogatorio, viene portato presso due altri esercizi commerciali rapinati precedentemente, presumibilmente dallo stesso individuo, ed i relativi titolari, pur con qualche titubanza di uno di loro, lo riconoscono. Un esame della calligrafia stampatello con la quale Manny scrive sotto dettatura le stesse parole scritte dal rapinatore su un foglietto sporto allimpiegata di sportello in occasione della rapina allagenzia assicurativa rivela, secondo gli agenti, una significativa somiglianza, ma il colpo finale glielo dà il riconoscimento, fra altre cinque persone scelte a caso, delle due dipendenti, avvenuto nei locali della stazione di polizia. Manny viene schedato e posto in guardina mentre la famiglia, in forte apprensione non sapendo ove egli sia, cerca disperatamente di rintracciarlo telefonando ad ospedali e commissariati: apprenderà la situazione il cognato, venuto a casa di Manny con la madre di lui e la sorella per dare assistenza alla povera Rose. Ludienza preliminare del giorno successivo stabilisce la data del processo di lì ad un paio di settimane e la cauzione per la libertà condizionata in 7.500 dollari, somma ben lontana dalla disponibilità finanziaria di Manny. Tuttavia, appena entrato in cella, Manny viene liberato, in quanto il cognato ed altri hanno raccolto la somma necessaria per la cauzione.

Lavvocato O Connor, cui si rivolgono su suggerimento di amici, chiede loro di cercare le testimonianze che attestino ove egli trascorse il pomeriggio del 14 luglio, quando fu rapinata lagenzia. Recatisi presso la pensione che allora li aveva ospitati per le vacanze, rammentano che quel pomeriggio Manny, causa la pioggia, laveva trascorso giocando a carte con altri tre clienti della pensione, i cui nomi ed indirizzi vengono prontamente reperiti dai registri della medesima. Ahimè, la visita allindirizzo dei primi due si rivela una cocente delusione: il primo è deceduto da due mesi ed il secondo si è reso irreperibile da tempo. Rose comincia a dar segni di squilibrio. La prima udienza del processo si svolge con lescussione delle testimoni dellagenzia assicurativa, che non risulta molto favorevole allimputato, ma lintervento maldestro di un giurato durante linterrogatorio di una di loro da parte del difensore di Manny manda tutto allaria: la giuria viene ricusata ed il processo deve ricominciare in altra data con altra giuria. Intanto però Rose va fuori di testa, si autoaccusa di essere la causa dei guai della famiglia per la sua presunta incapacità di risparmiare e diviene apatica ed insensibile tanto da dover essere ricoverata in una clinica psichiatrica.

Nellattesa della ripresa del processo però, il vero colpevole di nome Daniel tenta un altro colpo in un drug-store della zona ma gli va male: il commerciante reagisce, lo blocca e chiama la polizia che lo trae in arresto. La notevole somiglianza con Manny colpisce uno degli agenti che aveva arrestato questultimo, il quale decide di indagare in proposito. Il confronto con le solite impiegate dellagenzia assicurativa è positivo e Manny viene scagionato da ogni accusa. Ma Rose non dà segni di miglioramento neanche alla notizia che tutto si è risolto per il meglio e rimane in clinica: una didascalia sullo schermo avvisa che di lì a due anni Rose sarebbe guarita e tutta la famiglia vive ora felice in Florida.

                                     

1. Cameo di Hitchcock

Diversamente da altri film il regista non "firma" lopera con una sua rapida comparsa ma fa precedere la pellicola da un suo breve prologo, probabilmente perché la storia è vera.

                                     

2. Produzione

Il film fu prodotto da Alfred Hitchcock per la Warner Bros. Pictures; produttore associato Herbert Coleman.

Sceneggiatura

La Warner aveva acquistato la notizia per un trattamento cinematografico e aveva affidato la sceneggiatura a Maxwell Anderson e a Angus MacPhail.

Riprese

Hitchcock incominciò a girare il film nel mese di marzo 1956.

                                     

2.1. Produzione Soggetto

Il soggetto fu tratto da un fatto realmente accaduto che il regista lesse il 29 giugno 1953 su Life Magazine raccontato dal giornalista Herbert Brean col titolo A Case of Identity.

Il 14 gennaio 1953 Christopher Emmanuel Balestrero, musicista di contrabbasso dello Stork Club di New York, viene fermato di fronte a casa ed incriminato per aver compiuto alcune rapine a mano armata nella zona circostante. Nonostante la sua proclamazione dinnocenza viene arrestato e processato ma nel corso degli eventi il vero colpevole tenta un altro colpo e viene catturato: la sua cattura scagiona linnocente musicista.

                                     

2.2. Produzione Cast

Hitchcock pensava di aver trovato nella bionda Vera Miles lerede di Ingrid Bergman e di Grace Kelly le affidò la parte della moglie. Durante le riprese i lavori furono interrotti per consentirle di sposare Gordon Scott, interprete di Tarzan in ben sei film.

Henry Fonda fu scelto per la parte del protagonista. La sua interpretazione è definita dai critici "magistrale" perché, malgrado fosse già un attore molto famoso, riuscì a rendersi "neutro", "anonimo", un "uomo qualunque", in cui lo spettatore facilmente può identificarsi. "Poche volte lo spettatore ha sofferto come quando, dinanzi ai suoi occhi, Henry Fonda annaspa nel terrore con lo sguardo colmo di una straziante vergogna."

                                     

2.3. Produzione Riprese

Hitchcock incominciò a girare il film nel mese di marzo 1956.

                                     

2.4. Produzione Luoghi degli esterni

Le riprese furono effettuate a New York presso lo Stork Club dove il protagonista lavorava, la casa in cui abitava nella 78ª strada, lUfficio delle Assicurazioni Prudential nella Victor Moore Arcade, il tribunale le celle dove era stata imprigionato a Manhattan e al Queens; nella Edelweiss Farm a Cornwall, dove i Balestrero trascorrevano le vacanze estive; a Ossining al Greenmont Sanatorium dove la moglie era stata ricoverata per curare la depressione.

                                     

3. Accoglienza

La stampa cinematografica ritenne, a torto, che Hitchcock avesse imboccato la strada del neorealismo, del cinema-verità. Il pubblico rimase disorientato per la scelta del bianco e nero e per la completa assenza di situazioni umoristiche.

                                     

3.1. Accoglienza Il giudizio di Hitchcock

Hitchcock si attiene strettamente al fatto di cronaca e questo gli farà dire, in seguito, che il suo film non fu dei più riusciti proprio a causa di questa dicotomia: lesigenza della finzione filmica in contrasto con quella, impostasi dal regista, di una stretta aderenza alla cronaca avrebbero reso il film una specie di documentario non riuscito.

                                     

3.2. Accoglienza Temi

  • i limiti della giustizia umana: lapparato giudiziario, dalla polizia al sistema giudicante vero e proprio, appare come una macchina inesorabile che travolge lindividuo colpevole o innocente che sia. I testimoni credono di aver visto ciò che invece non è. Una delle impiegate dellagenzia si rifiuta persino di guardare laccusato e, dopo averlo fatto di sfuggita, non fa che ripetere ciò che dicono le colleghe: finiscono con riconoscere prima Manny come colpevole e poi, come se niente fosse, anche quello vero. Gli investigatori sono frettolosi e superficiali il confronto calligrafico è al limite del ridicolo ed i giudici poco inclini a prestare la dovuta attenzione.
  • il caso decide il destino di un individuo
  • il cattolicesimo e i richiami alla fede: quando il regista mostra il povero Manny sgranare la corona del rosario durante il processo, quando la madre, di fronte alla sua disperazione, lo esorta a pregare e infine quando, poco dopo, la dissolvenza dellimmagine del Sacro Cuore che lui sta guardando apre alla scena risolutiva, il tentativo del vero colpevole di fare un altro colpo, che lo libererà dal terribile incubo.
  • linnocente non riesce a dimostrare la propria estraneità al fatto delittuoso di cui è accusato e come in Laltro uomo e in Il delitto perfetto luomo da solo non riesce a vincere il male, a modificare il proprio tragico destino.
  • la degradazione di un individuo che subisce la detenzione: larresto, la spoliazione degli oggetti personali, le impronte digitali, le manette, il carcere, il processo. Il tema è affrontato da Hitchcock fin da Il pensionante, Ricatto, Omicidio!, Il caso Paradine ; Io confesso ; alla fine della carriera è ripreso in Frenzy.
  • il doppio: il protagonista ha un sosia.


                                     

3.3. Accoglienza Tecnica cinematografica

La fotografia in bianco e nero, con i giochi di luci ed ombre, rende molto bene il senso di oppressione che grava sulla vittima e sulle persone a lui care.

Il film ".prima di essere una lezione di morale è in ogni momento una lezione di messa in scena."

Ecco alcuni esempi:

  • Balestrero sta pregando in casa davanti a unimmagine del Cristo mentre la polizia ha arrestato il vero colpevole: sullo schermo i primi piani dei due uomini, spazialmente lontani, si sovrappongono così il caso ha sovrapposto i loro destini; quando materialmente si incontrano in fondo al corridoio del commissariato i loro profili si contrappongono e dalluno allaltro passa un muto lungo sguardo.
  • Quando la moglie sta impazzendo scaglia una spazzola contro il marito che resta leggermente ferito alla fronte: il regista mostra solo lavvio del lancio e il risultato, lo specchio frantumato che riflette il volto di lui scomposto e deformato.
  • La macchina da presa entra attraverso lo spioncino della cella, segue i passi nervosi del detenuto, esce, la porta si apre e la guardia informa che è stata pagata la cauzione: linquadratura isola lincredulità degli occhi enormi e spalancati, intrappolati nella feritoia.
  • La macchina da presa fa tesoro delle limitazioni imposte dallo spazio di manovra, corridoi angusti, mobili addossati ai muri: ".stringe sui volti e, dunque, accresce la nostra impressione di soffocamento."
  • Dopo la cattura del vero ladro, Balestrero negli uffici della polizia incontra le impiegate dellagenzia che lo avevano in precedenza erroneamente riconosciuto come autore del reato che hanno persino vergogna di guardarlo negli occhi. Subito dopo, scortato dagli agenti gli passa accanto il vero colpevole e Balestrero si rivolge a lui ricordando, in modo emozionato ma forte, che a causa sua la moglie è in una clinica psichiatrica.
  • La vergogna del protagonista ammanettato è rappresentata dallo sguardo basso che vede solo il pavimento, le gambe dei poliziotti e una serie di piedi che salgono sul cellulare.
  • Nellautomobile della polizia Balestrero non riesce a vedere dove sta andando, e scorge dei due ispettori che lhanno arrestato spalle, profili, occhi nello specchietto retrovisore.
  • Continuamente torna limmagine delle sbarre e della gabbia: quando Balestrero va allassicurazione, inconsapevole della prigione che di lì a poco lo attende, al bancone, lui e limpiegata sono separati da una grata le cui sbarre proiettano sul suo viso sinistri presagi.
  • Il destino che attende Balestrero viene prefigurato nella sequenza iniziale in cui, appena uscito dal locale notturno dove lavora, egli incrocia due poliziotti che sembrano disporsi ai suoi fianchi, come faranno in seguito le guardie carcerarie.
  • Dopo che il poliziotto gli ha preso le impronte digitali Balestrero si guarda le mani inchiostrate; le riguarda poi in cella ripulite e inermi, poi i palmi si stringono in pugni di impotente ribellione.
  • Quando il detenuto entra in cella e si siede spossato sul pagliericcio appoggiandosi al muro, il muro sembra girare davanti alla macchina da presa in un crescendo di angosciosa vertigine.

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