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ⓘ Oria




Oria
                                     

ⓘ Oria

Oria è un comune italiano di 14 951 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia.

Situata in territorio collinare nel Salento settentrionale, presenta insediamenti umani già nel Neolitico come testimoniano i rinvenimenti rupestri presso la grotta di SantAnna. Secondo Erodoto fu fondata dai Cretesi con il nome di Hyria, fu secondo Strabone sede del basileum e quindi capitale politica dei Messapi. Nel I sec. a. C. divenne municipium romanum battente moneta propria. La città è nota per la sua ricchezza archeologica, per il suo centro storico di impronta medioevale ricco di viuzzole e scalini, per il Castello Svevo di Federico II a forma di vascello, per la fiorente comunità ebraica attiva per tutto il I sec. d.C. Dalla fine del XVI secolo è sede dellomonima diocesi.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Oria è collocata sulle più elevate alture di un cordone collinare di antiche dune fossili nel nord Salento, che le conferiscono una posizione dominante sulla circostante pianura salentina. Laltezza massima con 166 metri s.l.m., è raggiunta dal Colle del Vaglio sulla cui sommità è costruito il castello. E percorsa dellantica via Appia tra Brindisi e Taranto dista 35 km da Taranto, 32 km da Brindisi e 45 km da Lecce.

                                     

1.2. Geografia fisica Idrografia

Il territorio di Oria, rispetto a quello dei comuni limitrofi, è da sempre interessato da fenomeni sorgentizi e di ruscellamento superficiale. Sono presenti alcuni corsi dacqua per lo più a carattere stagionale, i principali dei quali sono il "canale Pezza dellabate" ed il Canale Reale, entrambi sgorgano infatti da alcune risorgive localizzate ai margini delle suddette colline; dirigendosi prevalentemente verso sud, infiltrandosi nel terreno e continuando il loro percorso in maniera sotterranea nelle aree carsiche, la più importante delle quali, situata nei pressi del santuario di San Cosimo alla Macchia, in contrada Case Grandi, è localmente nota come La Vora ; non si esclude, quindi, che il loro percorso sotterraneo possa captarne le acque addirittura in direzione delle coste del mare Ionio, distante pochi chilometri. Nella parte settentrionale del territorio oritano scorre per un breve tratto il ben più noto Canale Reale che nasce a Villa Castelli e sfocia nel mare Adriatico nei pressi della Riserva naturale statale Torre Guaceto Nellagro circostante la città di Oria, è da sempre numerosa la presenza di pozzi dacqua dolce; specie nella pianura settentrionale, dove le acque piovane attraversano gli strati superficiali del terreno, nella pianura a sud della città, lassenza di strati argillosi e laffioramento in superficie di terreni calcarei, permeabili, porta le acque a una profondità maggiore.

                                     

1.3. Geografia fisica Clima

Oria ha un tipico clima mediterraneo, con estati calde ed inverni miti, ma non sono rari i fenomeni di gelo notturno e giornate in cui la temperatura non supera i 6-7 gradi a causa dellinfluenza di aria fredda proveniente dai Balcani, così come destate la temperatura, a causa del vento di scirocco, può toccare i 39-40 gradi nelle ore più calde del giorno.

                                     

2. Storia

La fondazione di Oria, secondo Erodoto, avvenne quando un gruppo di cretesi naufragò lungo le coste salentine non lontano da Oria. I cretesi scelsero il colle più alto per iniziare la costruzione della città in quanto da lì potevano ben controllare tutto il territorio circostante. Diedero a tale città il nome Hyria.

Durante lVIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con gli altri centri messapici che con le città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse allapice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con lindebolire sia i Messapi che i Tarantini. Nel 272 a.C. Taranto e di lì a poco i Messapi finirono nella sfera dinfluenza di Roma; Oria non perse però la sua importanza. Nell88 a.C. divenne municipio romano.

Tra lVIII e il X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio è dovuto alle scuole della sua comunità ebraica. Tra i più noti maestri di Oria Amittai, il nipote Amittai ben Shefatiah e il medico Shabbetai Donnolo. Donnolo, grazie al suo sapere e alla sua perizia non comune, anticipa larchiatra, figura tipica del basso Medioevo. Amittai, Shefatiah, Amittai ben Shefatiah, Shabbatai ben Abraham Donnolo e Ahimāz ben Paltiel hanno prodotto una cospicua mole di fonti utili alla ricostruzione del pensiero mistico, della filosofia e della mentalità ebraica tra IX e X secolo. La presenza ebraica favorì i commerci con lImamato fatimide, avendo avuto contatti con i loro correligionari egiziani e nordafricani in Sicilia.

In seguito la città fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi nei pressi del centro abitato città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini. Nel corso del IX-X secolo fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. Limperatore Ludovico II nell867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città e ci furono numerose vittime.

NellXI secolo si assistette allascesa dei Normanni: nel 1062 fu conquistata da Umfredo dAltavilla. Federico II espropriò e ampliò a partire dal 1225 la fortificazione normanna, stabilendo lobbligo per nobili, possidenti, ecclesiastici e comunità sia urbane che rurali di contribuire alla manutenzione del castello di Oria. La città si ribellò a Manfredi, subì lennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche alleroico Tommaso dOria.

Sotto il dominio degli Angioini Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata dal condottiero Giacomo Caldora. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

Alle soglie del 1500 Oria dovette subire nuovi assedi; celebre laspra resistenza contro gli spagnoli che assediavano la città, salvata secondo la leggenda dal patrono san Barsanofio e dal valore di tutti i cittadini. Da questo momento in poi la città fu infeudata a diverse famiglie: nel 1572 san Carlo Borromeo alienò il feudo al vescovo di Cassano; per poi passare agli Imperiali di origine genovese. Dopo il XVI secolo cominciò anche un lento declino dellantica città, soprattutto a causa dello sviluppo del borgo di Francavilla Fontana. Nel corso del Settecento a cura del Principe Michele Imperiali, Marchese di Oria e Principe di Francavilla, vennero restaurati alcuni monumenti della città, tra cui Porta Manfredi.

Nella seconda metà dellOttocento, nonostante la propaganda post-unitaria, non mancarono a Oria voci contrastanti lunità: per citare solo un esempio negli atti di polizia contro associazioni e atti contro lo Stato, figurano parole oltraggianti la persona del re in casa di Luigi Lombardi. Vi furono anche altri atti di presunte riunioni sovversive in cui parteciparono cittadini oritani e dei paesi limitrofi. Il 21 settembre del 1897, la città venne investita da un potente ciclone che danneggiò gran parte dei monumenti antichi.

Durante le guerre mondiali il comune ha versato il suo contributo alla Patria: furono molti infatti gli oritani morti combattendo.



                                     

2.1. Storia Simboli

Lo stemma di Oria è al colle verde dazzurro ai leoni doro coronati affrontati, al castello doro, merlato, turrito di tre e finestrato di nero, sovrastato dal serpente di verde e dalla colomba volante dargento tenente un ramo dolivo al naturale.

Presso la chiesa di San Francesco di Paola vi è una statua quattrocentesca del patrono di Oria, san Barsanofio, che tiene in mano una riproduzione di questo stemma. Quindi lo stemma cittadino era utilizzato almeno da tale periodo, ciò non esclude che sia stato utilizzato anche precedentemente ma non sappiamo la modalità di tale uso, in ogni caso ad oggi la raffigurazione più antica rimane questa. Il leone e il serpente erano presenti anche in un antico mosaico raffigurante un leone che aveva tra le fauci un serpente, segnalato nel XIX secolo presente nel palazzo vescovile che oggi è andato perduto o comunque non se ne ha più notizia.

                                     

2.2. Storia Onorificenze

Con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 1º ottobre 1951, ad Oria è stato conferito il titolo di città in riconoscimento della sua storia plurimillenaria.

Dal 2012 la città è Bandiera Arancione, prestigioso riconoscimento del Touring Club Italiano.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Castello Svevo di Federico II di Svevia

Considerata limportanza strategica del territorio di Oria che divideva spesso con diverse sfumature di dominio i territoribizantini da quelli dei goti, pur senza prove archeologiche si deve presumere lesistenza di un primo nucleo fortificato già inetà altomedievale. In seguito XI secolo, vi dovette essere una qualche forma di difesa/controllo dellabitato e del territorio effettuato dai normanni che infeudarono la città. Numerose modifiche subì il maniero in età federiciana 1225-1227, al punto che generalmente viene denominato "castello svevo"; alcune fonti locali vogliono che lo stesso Stupor mundi edificò il castello, in realtà è più realistico pensare che Federico II lo ampliò e lo modificò. Altre importanti modifiche furono effettuate nel periodo angioino, a cui vanno riferite le torri cilindriche dette "del Salto" e del "Cavaliere". Loriginario mastio normanno-svevo fu pesantemente riadattato, come daltronde tutta la struttura, anche nel corso del XV-XVI secolo adattandolo alle nuove esigenze difensive, nate con ladozione delle armi da fuoco, e dotandolo quindi di numerose cannoniere in parte ancora oggi visibili. Infine è stato oggetto di integrazioni, restauri e ricostruzioni tra Ottocento e Novecento: nel 1897 il castello fu devastato dal ciclone che investì la città di Oria.

Numerose volte il castello ha dovuto resistere ad assedi, come quello di Manfredi, o agli assalti di Giacomo Caldora 1433 e di Pietro de Paz 1504 che non riuscì a prendere la rocca.

Il castello fu anche luogo accogliente per re, principi e cavalieri; oltre agli invitati al matrimonio di Federico II, ricordiamo che vi sostarono la regina Maria dEnghien 1407, il suo sposo Ladislao re di Napoli 1414, la principessa Isabella di Chiaromonte e il re Ferrante dAragona 1447; un episodio molto importante per lepoca è la partenza di Alfonso II da Oria per liberare Otranto dai turchi 1480. Anche in tempi recenti è stato meta di personalità e studiosi italiani e stranieri quali:Maria Josè di Savoia, Margaret dInghilterra, il cardinale Eugène Tisserant, principi di casa dAsburgo, Theodor Mommsen, Paul Bourget, Ferdinand Gregorovius ed altri ancora.

Il 15 dicembre 1933 il Comune di Oria cedette il Castello alla famiglia Martini Carissimo, ricevendone in cambio Palazzo Martini, poi adibito a Sede Municipale. I Martini Carissimo restaurarono il Castello con lausilio dellarchitetto Ceschi. In considerazione dello sforzo profuso dalla famiglia Martini Carissimo, il Re dItalia Vittorio Emanuele III, volle conferire a questa famiglia il titolo di Conti di Castel dOria.

Il Castello di Oria, dichiarato Monumento Nazionale, è stato venduto il 2 luglio 2007 alla società Borgo Ducale srl per 7.750.000 euro.



                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Porta degli Ebrei

Nota anche come Porta Taranto perché da qui ci si dirigeva verso la città ionica, è una delle 3 porte della città una delle quali non più in situ. La porta, che conduce alla giudecca della comunità ebraica di Oria, dà accesso ad un quartiere medievale tortuoso, di piccole case, botteghe, balconcini nascosti. Alle spalle della porta degli Ebrei, posta in piazza Shabbetai Donnolo, si sviluppava la fiorente comunità ebraica, nota in tutto il Mediterraneo medievale, che giunse al suo culmine durante il IX secolo. Al centro della volta troviamo uno scudo araldico in pietra il cui stemma non è più visibile, ai lati due stemmi più piccoli raffiguranti gli emblemi della città. Al di sopra è posta la statua dellImmacolata.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Porta Manfredi

È detta anche Porta Lecce o degli spagnoli perché da qui entrarono gli spagnoli dopo un lungo assedio. La forma attuale della porta la dobbiamo a Michele III Imperiali, che probabilmente trasformò o ricostruì una già esistente porta. Era sormontata da tre statue, due delle quali abbattute dal ciclone del 1897 e la terza rimossa nel 1958 perché pericolante. Erano presenti anche 3 stemmi, probabilmente appartenenti alla precedente porta ivi presente; dei tre stemmi è rimasto solo quello di Oria seppur in pessime condizioni.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Torre Palomba

La torre "Palomba" è una torre cilindrica situata alle spalle della basilica cattedrale; è un probabile resto della fortificazione messapica, anche se per la sua continuità fino ai giorni nostri e la sua posizione centrale è molto probabile che fu modificata ed utilizzata anche in periodi successivi; è anche denominata "carnara" poiché fino al XVIII secolo servì come ossario.

                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Basilica cattedrale

Lattuale cattedrale oritana fu voluta dal vescovo Castrese Scaja, che nel 1750 ordinò la demolizione della precedente chiesa medievale edificata nella prima metà del XIII secolo e fece costruire la nuova cattedrale di gusto barocco; a sua volta probabilmente la struttura medievale poggiava su un tempio pagano.

Durante la edificazione della cattedrale barocca, su progetto dellarchitetto napoletano Giustino Lombardi, due colonne di marmo verde furono acquistate per 8000 ducati dal re di Napoli per abbellire la cappella della Reggia di Caserta e finanziare il nuovo progetto. La facciata è in carparo locale.

Nei recenti lavori di restauro delledificio sacro sono venute alla luce la cripta dei Vescovi sotto il presbiterio, ossari ed un vasto ipogeo dove è ora presente un presepe permanente. Dal 1992 la cattedrale di Oria è anche basilica.

                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Domenico

La chiesa di San Domenico risale al 1572 progettata dallarchitetto Saverio Amodio e fu eretta dai padri domenicani che giunsero ad Oria nel 1282, stabilendosi nellantico Calogerato di San Basilio, dentro le mura cittadine. Lattuale chiesa, ebbe i maggiori rifacimenti nel XVIII secolo. Linterno è a croce latina con pregevoli altari barocchi seicenteschi di scuola leccese. Sono inoltre presenti alcune tele di valore, in particolare quella di san Domenico, titolare della chiesa. Nel convento annesso, troviamo un chiostro. La chiesa fu eretta parrocchia il 22 agosto 1947 dallamministratore apostolico della diocesi, Ferdinando Bernardi.

                                     

3.7. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Francesco di Paola

La chiesa di San Francesco di Paola fu costruita nel 1580 insieme allattiguo convento, provvisto anche di un orto, come si osserva da alcune carte della città del 600, come quella del Centonze. La chiesa attuale si sviluppa sopra la cripta di San Barsanofio dove si conserva il sacello che, dall890 al 1170, conservò le reliquie del patrono. Questa chiesa risulta ancora oggi molto importante: qui i nuovi vescovi indossano i paramenti sacri prima di entrare in città; infatti la chiesa si trova appena fuori le mura molto vicina alla porta degli ebrei. Allinterno è di particolar pregio la statua in pietra del santo patrono, e una di Madonna con Bambino entrambe del XV secolo. Sono inoltre presenti pregevoli altorilievi raffiguranti scene del presepe e alcune tele. Allesterno incastonato nella parete della chiesa troviamo materiale di reimpiego medievale. Annesso si trova il Convento dei frati minimi paolotti. Fu eretta parrocchia il 1º ottobre 1976 dal vescovo Alberico Semeraro.



                                     

3.8. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa e il monastero furono eretti per volere della baronessa Filippa di Cosenza nel XIV secolo. Lo stemma sulla facciata, raffigurante un leone rampante, sovrastato da una tiara papale, riproduce larma di papa Paolo II. Allinterno sono presenti numerose pitture murali medievali, raffiguranti santi, seppur in pessimo stato; in una di tali pitture si riconoscono san Benedetto e san Barsanofio. Loriginaria costruzione romanica fu inglobata in un grande complesso barocco qual era il monastero dei padri celestini, edificato nel XVII secolo. Nel 1912 il monastero dei Celestini fu abbattuto per dare spazio allattuale scuola elementare "Edmondo De Amicis". Quasi contemporaneamente fu abbattuto un portico di sedici archi antistante alla chiesa: secondo la tradizione qui avveniva il "Ballo di San Giovanni", che si svolgeva nella notte tra il 23 ed il 24 giugno cui conveniva tutta la popolazione del circondario; tale usanza fu vietata nel XVI secolo sotto il marchesato dei Borromeo, in quanto ritenuta immorale. Oggi rimane solo la chiesa, che attualmente non è adibita al culto, venendo utilizzata come auditorium o come spazio espositivo negli ultimi anni durante il periodo estivo ha ospitato la mostra dei Palii del Torneo dei Rioni, secondo i bisogni della parrocchia della basilica cattedrale, che ne è proprietaria.

                                     

3.9. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa e monastero di San Benedetto

Lattuale chiesa, dedicata a Maria Santissima del Ponte, risale al 1850. Lannesso monastero delle Benedettine della Congregazione Cassinese è occupato dallorfanotrofio Antoniano Femminile e venne costruito nel XVII secolo sullarea del monastero molto più antico di San Barbato fatto erigere nel 1123 dalla principessa normanna Costanza dAltavilla.

                                     

3.10. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa San Francesco dAssisi

La chiesa di San Francesco dAssisi secondo la tradizione popolare ricorda il passaggio da Oria del santo dAssisi. Lattuale costruzione è di periodo barocco, coeva della cattedrale. In origine doveva essere una chiesetta basiliana, dedicata alla Madonna di Costantinopoli. Intorno al 1219 nei pressi di quella chiesetta basiliana fu fondato un cenobio dallo stesso san Francesco dAssisi, di ritorno dalla Palestina. Nel XV secolo la chiesa, con lannesso convento francescano, venne ricostruita dal principe Giovanni Antonio Del Balzo Orsini, per poi essere nuovamente rifatta nel XVIII secolo. Allinterno si conservano le reliquie del beato Francesco da Durazzo antico protettore di Oria che si festeggiava nella domenica in Albis ed una Pietà litica del XV secolo che era conservata nella chiesetta rupestre della Madonna di Gallana. Sul fianco delle chiesa si trova il cenotafio del principe Giovanni Antonio Del Balzo Orsini, che edificò la chiesa quattrocentesca prima dellattuale barocca. Ospita il Premio Letterario Internazionale Il Pozzo e lArancio, nato nel 2005. Fu eretta parrocchia il 22 agosto 1947 dallamministratore apostolico Ferdinando Bernardi. È stata ristrutturata negli anni cinquanta e nel 2004-2005, quando sono stati riportati alla luce resti della chiesa quattrocentesca.

                                     

3.11. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesetta Santa Maria al Tempio

Tra le numerose chiesette sparse nel centro cittadino, ricordiamo quella di Santa Maria al Tempio. Alcune tradizioni la vogliono di frequentazione e fondazione templare, dato il nome della piccola chiesa; il che può essere veritiero dato che è probabile che qui ad Oria vi fosse un presidio di templari. Si ha notizia della chiesa di Santa Maria del Tempio nel 1542 in occasione di un matrimonio in essa celebrato. Potrebbe comunque trattarsi, della sinagoga della ricca comunità ebraica di Oria, che nel XVI secolo si occupava prevalentemente di prestito di capitali ad interesse. Le informazioni diocesane risalgono agli inizi del XVII secolo, quando viene ricordata con il titolo di "Ecclesia Sanctae Mariae del Tempio" nel libro delle visite pastorali. Il 10 maggio 1602 il vescovo di Oria, monsignor Lucio Fornari, si reca nella chiesetta di Santa Maria del Tempio e la trovandola decenter ornata, tuttavia priva di altare, per cui ordina un altare portatile ed una croce per potervi celebrare la liturgia cristiana. Sempre dai documenti relativi alla visita pastorale sappiamo che la chiesa nullus habet redditus.

                                     

3.12. Monumenti e luoghi dinteresse Cripta di San Mauro

La cripta di San Mauro è attualmente localizzata al di sotto dellaltare del santuario di SantAntonio da Padova. Il luogo di culto fu probabilmente utilizzato in un primo momento alto Medioevo dai monaci basiliani officianti con rito greco, e poi con la conquista normanna - avvenuta nel 1055 - fu utilizzato dai monaci benedettini. I monaci basiliani dedicarono ledificio a san Basilio e in seguito i benedettini lo dedicarono a san Mauro. Dimenticata, fu riscoperta da un pastorello nel 1660 e subito il canonico oritano Lucio Riccardia volle edificarvi sopra una chiesa. Nel corso del XVII secolo fu poi utilizzata oltre che come luogo di culto e come ossario dai frati alcantarini che avevano preso possesso della chiesa soprastante e dellannesso monastero. La forma della cripta è rettangolare. Allinterno, seppur in pessime condizioni, sono ancora visibili alcuni affreschi: quello centrale rappresenta san Mauro, alla destra vi è la cosiddetta Madonna del Melograno, di ottima fattura, mentre a sinistra vi è un affresco più piccolo che raffigura il Cristo coronato di spine, la Madonna di Costantinopoli e san Giuseppe.

                                     

3.13. Monumenti e luoghi dinteresse Santuario di San Cosimo

Il santuario di San Cosimo alla Macchia è sito a circa 5 km dalla città di Oria. È un importante centro cultuale legato ai Santi Medici, compatroni di Oria, e la cui importanza valica i "confini" del Salento. Il santuario attuale fortemente ristrutturato nel corso del Novecento e degli ultimi anni la facciata del santuario porta la data del 1900, in realtà ha probabilmente inizio nel corso nel IX secolo quando era presente una piccola chiesa di monaci basiliani. Un cimitero medievale risalente a tale periodo è stato messo in evidenza sotto parte dellala ovest dellattuale chiesa. Edificio probabilmente connessa ad un villaggio o casale medievale oggi scomparso, così come appare nelle guide topografiche e archeologiche. Dal XVIII secolo ad oggi il complesso è stato interessato da forti modifiche, che rendono ormai invisibile la conformazione originale del santuario. Connessa al santuario è presenta un musei con gli ex voto dei fedeli. Tale santuario è rivestito di tale importanza poiché in Oria risiedono numerose reliquie dei Santi Medici. Solenni festeggiamenti sono previsti ogni anno il quinto giovedì dopo Pasqua, durante le cosiddette Pirdunanzi. Interessante la presenza del museo etnografico, il primo, per numero di oggetti conservati, dellItalia Meridionale.

                                     

3.14. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa Madonna di Gallana

Tale chiesetta è situata a circa 5 km dalla città in direzione Latiano lungo lantico percorso della via Appia. Probabilmente tale chiesa era già presente durante il periodo tardo-antico, al suo interno inciso su un muro è stato trovato un antico gioco romano. Nel periodo medievale le fonti citano il casale dove sorge la chiesa come Gallano. I racconti della chiesa si fondono tra storia e leggenda. Una leggenda riferisce che la chiesa fu fondata da tale Galerana moglie di Carlo Magno e consacrata da ben 22 vescovi tra cui San Turpino; unaltra leggenda narra che una moglie devota pregasse qui il ritorno del marito partito per le crociate. Caratteristica architettonica della chiesa è la presenza di due cupole in asse, elemento che ne colloca la costruzione nel periodo altomedievale. Ospita interessanti affreschi, tra cui una Deesis raffigurante Cristo Pantocratore presente sul catino dellabside, nonché una Annunciazione, probabilmente parte di un ciclo di affreschi riguardanti la Madonna.

                                     

3.15. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa Madonna della Scala

Altra importante chiesa rupestre è quella della Madonna della Scala; insediamento altomedievale molto prima dellanno 1000 è situata a 3 km da Oria sulla via vecchia per Manduria sullarea di un antico casale rupestre del quale faceva parte leremo basiliano di SantUstino SantAgostino o San Giustino. La datazione anche qui è incerta ma alcuni elementi riconducono ledificio sacro al XIII-XIV secolo. Allinterno sono presenti affreschi dellApocalisse e il dipinto di fattura locale della Madonna della Scala.

                                     

3.16. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Lorenzo

Laspetto attuale risale al XVII secolo ma esisteva una chiesetta di età precedente la cui intitolazione risultava alla Madonna delle Grazie. Allinterno è conservata una tela raffigurante una Madonna con Bambino e leffigie del santo romano Lorenzo martirizzato su di una graticola. Secondo la tradizione da qui il vescovo che doveva prendere "possesso" della diocesi oritana, partiva su un cavallo bianco per entrare nelle mura cittadine, non prima di essersi fermato nella cripta di san Barsanofio dove sorge lattuale chiesa di San Francesco di Paola. Annesso vi è un piccolo monastero che ha ospitato anche unesigua comunità monastica.

                                     

3.17. Monumenti e luoghi dinteresse Il Sedile

Il Sedile si trova in piazza Manfredi, edificato intorno al 1700 da Michele III Imperiali, è un tipico esempio di eleganza in stile barocco. Ha una pianta quadrata e sulla sommità porta le statue dellantico feudatario san Carlo Borromeo e del patrono san Barsanofio. Anticamente fu sede dei Decurioni e Seggio dei Nobili mentre attualmente è info point turistico.

Palazzo Martini

Palazzo Martini, situato nel cuore del centro storico di Oria, sullo spiazzo popolarmente denominato "sobbra Santa Croci", in riferimento allantica presenza della Chiesa dedicata alla Santa Croce di Gerusalemme fatta edificare - di fronte allattuale Palazzo Martini - dal potente abate gesuita oritano Nicola Carbone, confessore della Regina di Spagna nel 1770. Il palazzo è un classico esempio dellarchitettura barocca del XVIII secolo. Nella parte alta delledificio è presente lo stemma della città, infatti ha ospitato il Comune fino al 1985. Oggi è utilizzato per mostre ed incontri ufficiali; inoltre attualmente ospita il museo e Centro di documentazione messapica

Palazzo vescovile

Il palazzo vescovile, sorge sullantica acropoli messapica, nel Basileum è stato rinvenuto uno dei più antichi mosaici dellEuropa occidentale datato intorno al V sec. a.C. raffigurante un leone alato, costruito con ciottoli provenienti dalla zona macedone. Lattuale palazzo fu costruito dallarcivescovo di Oria Gian Carlo Bovio tra il 1564 e il 1570; al suo interno sono presenti elementi architettonici relativi a colonne e capitelli di epoca greca e romana.

Di particolare interesse sono alcune colonne marmoree, una colonna di età classica con una figura di arciere a cavallo, alcuni fregi e particolari architettonici dellantica chiesa romanica. Inoltre allinterno troviamo pregevoli soffitti affrescati attribuiti a Pellegrino Tibaldi della scuola di Raffaello.

                                     

3.18. Monumenti e luoghi dinteresse Parco Montalbano

Ai piedi del castello si sviluppa parco Montalbano, sede di numerosi eventi cittadini. Costituito in stile italiano settecentesco. passeggiando lungo il percorso naturalistico è possibile ripercorrere le mura del castello svevo e ammirare il belvedere. Nel parco sono inoltre in cui sono presenti i resti della città bizantina.

                                     

3.19. Monumenti e luoghi dinteresse Parco Oria-Lorch

Creato su colle Impisi, sito tra le contrade Frascata e Sottoparabita ora via Frascata e via Curtatone e Montanara presenta varietà botaniche tipiche della macchia mediterranea e una zona archeologica con i resti tombali della comunità ebraica del I sec. d.C.

                                     

4.1. Società Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2014 nel territorio comunale si registrava la presenza di 259 stranieri regolari 103 maschi e 156 femmine pari circa all1.7% della popolazione totale residente. La più grande comunità è di gran lunga quella rumena.

Si riportano le nazionalità più rappresentate:

  • Regno Unito: 14
  • Romania: 94
  • Albania: 51
                                     

4.2. Società Religione

La fede religiosa più diffusa a Oria è quella cristiana cattolica; inoltre la città è sede vescovile della Diocesi di Oria.

                                     

4.3. Società Scenni Crištu

Plurisecolare rito quaresimale, unico nel suo genere, che vede la discesa del settecentesco simulacro di Cristo Morto dallistituto di San Benedetto alla basilica cattedrale oritana a partire dal primo giovedì di marzo, fino al mercoledì santo, quando Cristo Morto scenderà assieme alle altre statue dei Misteri. Il numero dei giovedì è naturalmente vario, essendo strettamente collegato alla Pasqua che è una festa mobile.

                                     

5.1. Cultura Aree archeologiche

  • Scavi archeologici in Parco Montalbano - alle pendici del Castello età messapica e bizantina
  • Parco archeologico urbano di Piazza Lorch età messapica
  • Area archeologica sottostante il sagrato della cattedrale non visibile
  • Parco archeologico Pasculli - presso il municipio età messapica
                                     

5.2. Cultura Biblioteche

  • Biblioteca e Archivio Comunale "De Pace-Lombardi" - c/o Municipio, via Epitaffio nº1
  • Biblioteca e Archivio Diocesano "Alessandro M. Kalefati" - c/o Palazzo Vescovile, piazza Cattedrale nº9
                                     

5.3. Cultura Musei

  • Museo Etnografico Salentino, presso Santuario di San Cosimo alla Macchia. È il più grande museo etnografico dellItalia Meridionale, contenendo oltre cinquemila oggetti risalenti dal XVII al XX secolo.
  • Centro di Documentazione Messapica, presso Palazzo Martini;
  • Museo dellOlio e delle Tradizioni-Frantoio Ipogeo; proprietà privata.
  • Collezione "Martini Carissimo", presso il Castello Svevo;
  • Museo Archeologico "Francesco Milizia", presso Biblioteca Comunale;
  • Museo Diocesano, presso Palazzo Vescovile;
                                     

6. Economia

Le principali attività presenti ad Oria per il settore agricolo sono lolivicoltura anche biologica, con la produzione di olio doliva DOP, la viticoltura e la coltivazione di mandorli, gelsi e altri alberi da frutta.

Il settore industriale, oltre che per gli oleifici e gli stabilimenti vinicoli con impianti di imbottigliamento, si caratterizza per la presenza di aziende di produzione di materiali per ledilizia, di ebanisteria, di erboristeria e di sartorie industriali.

                                     

7. Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Gemellaggi

Oria è gemellata con:

  • Sarteano
  • Lorch
  • Miekinia
  • Novoli
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