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ⓘ Autorità internazionale dei fondali marini




Autorità internazionale dei fondali marini
                                     

ⓘ Autorità internazionale dei fondali marini

La International Seabed Authority è un ente intergovernativo con sede a Kingston, Giamaica, fondato per coordinare e controllare tutte le attività connesse ai minerali presenti nei fondali marini internazionali oltre i limiti delle giurisdizioni nazionali. Larea interessata riguarda la maggior parte degli oceani della terra. LISA è unorganizzazione indipendente fondata originariamente dallOrganizzazione delle Nazioni Unite.

                                     

1. Storia e funzione

Dopo non meno di dieci riunioni preparatorie succedutesi negli anni, lISA tenne la prima seduta inaugurale in un paese ospite, la Giamaica, il 16 novembre 1994, giorno in cui lente entrò in funzione.

Il 24 ottobre 1996 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dellAssemblea generale delle Nazioni Unite.

Alla data del 1º maggio 2009 lISA conta 158 membri, composti da tutti i partecipanti alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. LItalia ne fa parte dal 13 gennaio 1995.

Esistono due organi principali per stabilire gli indirizzi politici e regolare lattività dellISA: lAssemblea, dove sono rappresentati tutti i membri, e un Consiglio di 36 membri eletti dallAssemblea. I consiglieri sono scelti con una formula studiata per ottenere una rappresentanza delle nazioni equamente suddivisa tra vari gruppi, tra i quali quelli che si occupano di prospezione mineraria dei fondali marini e quelli che estraggono sulla terraferma minerali che si trovano sui fondali. LISA tiene una riunione annuale, che solitamente dura due settimane. La quattordicesima riunione si è svolta a Kingston nel maggio/giugno 2008.

LISA stipula contratti con società private e pubbliche e altri enti autorizzandoli ad esplorare, ed eventualmente sfruttare, le risorse minerarie di aree specifiche dei fondali marini profondi. È stata istituita anche unImpresa che funga da operatore minerario proprio dellISA, ma sinora non si sono fatti passi concreti per metterla in funzione.

                                     

2. Attività correnti

LISA ha un bilancio annuale di 5.8 milioni di dollari che crescerà a 6.3 milioni di dollari nel 2009 e 2010, e impiega circa 35 persone. Nel giugno 2008 lAssemblea dellISA ha eletto per acclamazione il ghanese Nii Allotey Odunton, già deputato nella Segreteria Generale sin dal 1996, alla carica di Segretario Generale per quattro anni a partire dal 1º gennaio 2009. Odunton è succeduto a Satya Nandan di Fiji, che ha lasciato la carica dopo tre mandati di quattro anni, dopo essere stato il primo Segretario Generale dellISA sin dal 1996.

Il sistema esplorativo previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e diretto dallISA è entrato in funzione nel 2001/2002 con la firma di contratti della durata di 15 anni con sette organizzazioni che avevano fatto richiesta per condurre esplorazioni sui noduli polimetallici in specifiche aree dei fondali marini. Nel 2006 è stato aggiunto alla lista un ente tedesco.

Attualmente gli otto contraenti sono:

  • Yuzhmorgeologya Federazione Russa
  • Interoceanmetal Joint Organization IOM
  • China Ocean Minerals Research and Development Association COMRA China
  • Il Governo Indiano
  • Il Federal Institute for Geosciences and Natural Resources Germania
  • Il Governo della Repubblica di Corea
  • Deep Ocean Resources Development Company DORD Giappone
  • Institut Français de Recherche pour lExploitation de la Mer IFREMER France

Tranne una, tutte la aree attuali di esplorazione sono nella zona Clarion-Clipperton, nellOceano Pacifico a nord dellequatore, a sud e sud-est delle Hawaii. Laltra area la sta esplorando lIndia, e si trova nel Bacino Centrale Indiano dellOceano Indiano.

Ogni area è limitata a 150.000 km 2, e metà di questarea deve essere ceduta di nuovo allISA dopo otto anni. Ogni contraente deve fare un rapporto annuale sulle attività condotte nellarea assegnatagli. Sino ad oggi, nessuno ha manifestato il serio intento di iniziare uno sfruttamento commerciale.

Nel 2008 lISA ha ricevuto due nuove richieste, provenienti per la prima volta da ditte private con sede nel Pacifico in nazioni insulari in via di sviluppo, per lautorizzazione a ricerche di noduli polimetallici. Le ditte in questione, finanziate dai rispettivi governi, sono la Nauru Ocean Resources Inc. e la Tonga Offshore Mining Limited. Tuttavia, in assenza del consenso necessario su complicati problemi tecnici sollevati da queste richieste, la Commissione Legale e Tecnica dellAutorità ha deciso di rimandare la decisione al 2009.

La principale realizzazione legislativa dellISA ottenuta sinora è stata ladozione, nel 2000, di regolamenti di controllo dellesplorazione dei noduli polimetallici. Queste risorse, conosciute anche come noduli di manganese, contengono quantità variabili di manganese, cobalto, rame e nichel. Si tratta di masse della dimensione di una patata, distribuite su tutti i fondali oceanici, ma principalmente nellOceano Pacifico centrale, e con alcuni depositi anche nellOceano Indiano.

Nellagosto 2002 il Consiglio dellISA iniziò a lavorare su unaltra serie di regolamenti concernenti solfuri polimetallici e croste di ferromanganese ricche di cobalto, materiali che, oltre al cobalto, sono ricchi di ferro, zinco, argento e oro. I solfuri si trovano attorno a sorgenti calde di origine vulcanica, soprattutto nellOceano Pacifico, mentre le croste di trovano nelle dorsali oceaniche e altrove in varie località di tutto il mondo. Nel 2006 il Consiglio decise di separare la regolamentazione dei solfuri da quella delle croste, dando priorità ai solfuri. La maggior parte delle sessioni del 2007 e 2008 sono state dedicate a questo argomento, ma molti problemi sono rimasti irrisolti. I principali sono: la definizione e configurazione dellarea da assegnare ai contraenti per lesplorazione, la tassa di concessione da pagare allISA, e come affrontare eventuali casi di rivendicazione su aree comuni. Nel frattempo, la Commissione Legale e Tecnica ha ottenuto progressi sulle croste di ferromanganese.

Oltre al lavoro legislativo, lISA organizza incontri annuali su vari aspetti dellesplorazione dei fondali marini, con particolare riguardo alle misure necessarie a proteggere lambiente marino da qualsiasi conseguenza dannosa. I risultati di questi incontri sono diffusi tramite pubblicazioni. Studi condotti per vari anni sullarea mineraria chiave del Pacifico Centrale hanno prodotto uno studio tecnico su biodiversità, gamma delle specie e migrazione dei geni nella zona abissale dei noduli del Pacifico, considerando in particolare come prevedere e affrontare le conseguenze dellestrazione mineraria in fondali profondi. Un incontro tenuto a Manoa, Hawaii, nellottobre 2007 ha stabilito i principi giustificativi le linee guida per costituire delle aree riserve di riferimento nella Zona Clarion-Clipperton, dove lestrazione dei noduli sarebbe proibita per mantenere intatto lambiente naturale. Nel più recente incontro, svoltosi a Chennai, India, nel febbraio 2008, si è trattata la tecnologia di estrazione dei noduli polimetallici, con particolare riferimento allo stato attuale delle conoscenze e sfide future.

Nel 2006 lISA ha istituito un Fondo di Dotazione per sostenere ricerche scientifiche marine svolte in collaborazione nellarea dei fondali marini internazionali. Il Fondo permetterà a scienziati e tecnici esperti, provenienti da nazioni in via di sviluppo, di partecipare a ricerche organizzate da istituzioni nazionali e internazionali nelle profondità marine. Nel febbraio 2008 è stata lanciata una campagna per identificare i partecipanti, stabilire una rete di enti cooperanti, e cercare ulteriori finanziamenti per accrescere liniziale dotazione di 3 milioni di dollari fornita dallISA.

Contrariamente alle speranze iniziali che le estrazioni minerarie sui fondali marini avrebbero generato notevoli guadagni sia per le nazioni impegnate nello sfruttamento che per lISA, sinora non è stata sviluppata nessuna tecnologia per raccogliere minerali dai fondali marini a costi competitivi con lestrazione mineraria sulla terraferma. Fino a poco tempo fa, lopinione comune era che potrebbero essere necessari vari decenni prima di poter raccogliere minerali in modo economico dalle profondità oceaniche. Inoltre, gli Stati Uniti, che possiedono alcune delle tecnologie più avanzate in questo campo, non hanno ancora ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e quindi non sono membri dellISA.

Più recentemente, invece, varie ditte che adesso operano in acque territoriali di Papua Nuova Guinea, Fiji e Tonga, hanno mostrato un nuovo interesse per lestrazione di minerali in mare profondo, con particolare riguardo a croste di ferromanganese e solfuri polimetallici. Papua Nuova Guinea fu la prima nazione al mondo a rilasciare licenze di esplorazione commerciale per enormi depositi di solfuri presenti sui fondali marini; la licenza fu data alla Nautilus Minerals nel 1997. La nuova politica del Giappone riguardo agli oceani sottolinea la necessità di valorizzare idrati di metano e depositi idrotermali allinterno della zona economica esclusiva del Giappone, richiedendo che queste risorse siano commercializzate entro i prossimi 10 anni. Il Segretario Generale Nandan ha esposto questi sviluppi nel suo rapporto annuale allISA nellaprile 2008; inoltre ha anche riportato che sono in fase di crescita sia la domanda che i prezzi di cobalto, rame, nichel e manganese. Questi sono i metalli principali che si dovrebbero ottenere dallestrazione sui fondali marini. Nandan ha anche notato che le tecnologie in fase di sviluppo per lestrazione in mare aperto potrebbero essere adattate a scavi minerari nelle profondità marine.

Recentemente cè stato un notevole interesse nella possibilità di sfruttare le risorse dei fondali del Mar Glaciale Artico, delimitato da Canada, Danimarca, Islanda, Norvegia, Russia e Stati Uniti. Le parti di fondale marino non appartenenti a questi stati ricadono sotto la giurisdizione dellISA.

                                     

3. Controversia

Gli scopi precipui e lautorità dellISA sono stati messi in dubbio da nazioni che si oppongono alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e che sono scettiche sugli impegni multilaterali degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono lunica grande potenza marittima che non ha ratificato la Convenzione; i principali argomenti addotti per opporsi alla ratifica sono che lISA è inutile e il suo funzionamento è difettoso. Nella sua forma originale, la Convenzione conteneva alcune clausole che si prestavano a critiche. Ad esempio:

  • obbligo di divulgare le tecnologie acquisite "technology transfer".
  • uso delle somme raccolte per distribuzione della ricchezza oltre che per lamministrazione dellISA;
  • obbligatorietà di richieste di permesso, compensi e tasse sullestrazione mineraria dai fondali; divieto di raccolta senza il permesso dellISA;

A causa di questi motivi, gli Stati Uniti hanno insistito per modificare la Convenzione, ottenendo nel 1994 un accordo sui metodi di applicazione Agreement on Implementation che riduce la portata di queste clausole e dunque modifica i poteri dellISA. Nonostante le variazioni apportate gli Stati Uniti non hanno ratificato la Convenzione, e quindi non sono membri dellISA, anche se inviano ai meeting delle delegazioni in qualità di osservatori. Il 31 ottobre 2007 il Comitato per le Relazioni Estere del Senato degli Stati Uniti ha raccomandato la ratifica 17 voti a favore contro 4 contrari; non è però ancora stata stabilita la data in cui il Senato al completo dovrà decidere.



                                     
  • fondo marino internazionale la Convenzione di Montego Bay istituisce un apposito organismo, l Autorità internazionale dei fondali marini tale Autorità è
  • ausiliarie sulle organizzazioni internazionali Autorità internazionale dei fondali marini Banca mondiale WB Centro Internazionale delle Scienze e Tecnologia
  • patrimonio comune dell umanità ed è amministrato dall Autorità Internazionale per i Fondali Marini dell ONU. A seguito della ratifica della Convenzione
  • Authority Autorità Internazionale per i Fondali Marini che ha la responsabilità di controllare le attività minerarie sottomarine in aree internazionali Il
  • a capo della Rappresentanza Permanente a New York e dal 1º aprile 2015 è stato anche accreditato presso l Autorità internazionale dei fondali marini
  • istituzioni create sono il Tribunale Internazionale del Diritto del Mare e l Autorità internazionale dei fondali marini International Seabed Authority
  • dragaggio dei fondali è un intervento di rimozione di fanghi, sabbie e altri materiali depositati nei fondali di un fiume o di una zona marina e avviene
  • La zona archeologica, nel diritto internazionale marittimo, è quella area marina la cui ampiezza non può superare le 24 miglia 34 km dalla costa o più
  • di ormeggio per imbarcazioni fino a 60 m di lunghezza. Fondo marino sabbioso. Fondali in banchina da 2, 00 a 5, 00 m. Posti barca: 200 in acqua 250
  • intervento molto rapidi nei confronti dei prelievi marini condizionati questi anche dalle condizioni meteo - marine avverse, le caratteristiche delle sabbie
  • nostri giorni, ovvero i bassi fondali dell approdo: il semplice prolungamento dei moli poteva assicurare al più dei fondali tendenti ad insabbiarsi profondi