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ⓘ Marsilio da Padova




Marsilio da Padova
                                     

ⓘ Marsilio da Padova

Marsilio si trovava a Parigi quando si sviluppò la lotta tra Filippo il Bello, re di Francia, e il Papato. Tutto ciò, assieme al vivace contesto culturale in cui si muoveva, lo portò alla compilazione della sua opera maggiore il Defensor Pacis, lopera cui deve la sua fama e che influì moltissimo sia sul pensiero filosofico-politico contemporaneo che su quello successivo.

A Parigi sperimentò una monarchia decisa ad accrescere il proprio potere e la propria autorità su tutte le forze politiche centrifughe del momento ivi compresa la Chiesa di Bonifacio VIII. Diventato consigliere politico ed ecclesiastico di Ludovico il Bavaro lo seguì a Roma nel 1327 in occasione della sua incoronazione imperiale e qui fu nominato dallo stesso Ludovico vicario spirituale della città. Lincoronazione imperiale avvenne ad opera del popolo romano anziché del papa inaugurando, così, quella stagione dellimpero laico che Marsilio vagheggiava e che avrebbe aperto la strada alla laicizzazione dellelezione imperiale e alla cosiddetta Bolla dOro 1356 di Carlo IV di Boemia.

Con la Bolla dOro fu eliminata ogni ingerenza del papa nellelezione imperiale diventando così un fatto esclusivamente tedesco. Fu ancora con Ludovico quando questi si ritirò, dopo il fallimento dellimpresa romana, in Germania dove rimase fino alla morte avvenuta tra il 1342 e il 1343. È del periodo immediatamente antecedente la sua morte la compilazione di alcune opere minori tra cui spicca il Defensor Minor, un piccolo capolavoro. Si può definire lopera di Marsilio come il prodotto di tempi in cui confluiscono la virtù del cittadino, il nazionalismo francese e limperialismo renano-germanico.

                                     

1. Defensor pacis

Il Defensor pacis difensore della pace, scritto nel 1324 è la sua opera più conosciuta in cui, fra laltro, tratta dellorigine della legge.

Il suo fondamento era il concetto di pace, intesa come base indispensabile dello Stato e come condizione essenziale dellattività umana. Si tratta di unopera laica, chiara, priva di retorica, moderna e per alcuni versi ancora attuale. La necessità dello Stato non discendeva più da finalità etico-religiose, ma dalla natura umana nella ricerca di una vita sufficiente e dallesigenza di realizzare un fine prettamente umano e non altro. Da questa esigenza nascono le varie comunità, dalla più piccola alla più grande e complessa, lo Stato. Ne deriva la necessità di un ordinamento nella comunità che ne assicuri la convivenza e lesercizio delle proprie funzioni. Per Marsilio questa esigenza ha caratteristiche prettamente umane che non rispondono a finalità etiche ma civili, contingenti e storiche. Alla base dellordinamento cè la volontà comune dei cittadini, superiore a qualsiasi altra volontà. È la volontà dei cittadini che attribuisce al Governo, Pars Principans, il potere di comandare su tutte le altre parti, potere che sempre, e comunque, è un potere delegato, esercitato in nome della volontà popolare. La conseguenza di questo principio era che lautorità politica non discendeva da Dio o dal papa, ma dal popolo, inteso come sanior et melior pars. In questa ottica egli proponeva che i vescovi venissero eletti da assemblee popolari e che il potere del papa fosse subordinato a quello del concilio.

Marsilio pone il problema, che tratterà anche nel Defensor Minor, del rapporto con il Papato e con i suoi principi politici costruiti.

Il giudizio di Marsilio sulla chiesa come istituzione è molto negativo e lo manifesta con la crudezza di linguaggio che gli è solita quando affronta largomento dei rapporti fra lo Stato e la Chiesa. Lo scalpore suscitato da questa opera obbligò Marsilio a fuggire presso limperatore Ludovico il Bavaro, con il quale scese in Italia nel 1327-1328.

                                     

2.1. Opere minori Defensor minor

Il Defensor minor composto attorno al 1342 si colloca fra le opere minori di Marsilio da Padova, ma si distingue per la sua importanza. Si differenzia dal Defensor pacis per essere unopera più propriamente teologica mentre laltra è prevalentemente politica.

Lo studio condotto nel Defensor Minor riguarda la giurisdizione civile ed ecclesiastica, la confessione auricolare, la penitenza, le indulgenze, le crociate, i pellegrinaggi, la plenitudo potestatis, il potere legislativo, lorigine della sovranità, il matrimonio e il divorzio.

                                     

2.2. Opere minori Tractatus de iurisdictione imperatoris in causis matrimonialibus

Il Tractatus de iurisdictione imperatoris in causis matrimonialibus che Marsilio compilò in occasione del divorzio di Giovanni di Moravia e Margherita di Tirolo-Gorizia si trova nellultima parte del Defensor Minor.

Attorno al 1341 le relazioni tra i coniugi Giovanni di Moravia e Margherita del Tirolo erano tanto insostenibili che la sposa preferì fuggire. Intervenne lImperatore, imparentato con la sposa, e progettò il matrimonio tra la fuggitiva e Ludovico di Brandeburgo ma a ciò ostavano il precedente matrimonio e alcuni legami di sangue.

                                     

2.3. Opere minori Tractatus de translatione Imperii

Il Tractatus de translatione imperii è unopera che niente aggiunge alla fama derivatagli dal Defensor Pacis anche se ebbe una certa diffusione in Europa.

Si può considerare questo trattato come una storia sintetica dellImpero dalla fondazione di Roma fino al secolo XIV.

                                     

3. Modernità di Marsilio

In Marsilio lo Stato è concepito come prodotto umano, al di fuori da premesse teologiche quali il peccato o simili. È fortemente affermato il principio della legge quale prodotto della comunità dei cittadini, legge dotata di imperatività e coattività oltre che ispirata ad un ideale di giustizia. Questo ideale di giustizia deriva dal consorzio civile, lunico soggetto che può stabilire ciò che è giusto e ciò che non lo è. Per Marsilio luomo deve essere inteso come libero e consapevole.

Nel Defensor Pacis appare diffuso un costituzionalismo affermato fortemente nei confronti sia dello Stato che della Chiesa. È tra i primi studiosi a distinguere e separare il diritto dalla morale, attribuendo il primo alla vita civile e il secondo alla coscienza. Marsilio è sempre un uomo del suo tempo, saldamente ancorato nella sua epoca, il Medioevo, ma con intuizioni che ne fanno un uomo nuovo, anticipatore per certi versi del Rinascimento. La definizione del nuovo concetto di Stato, autonomo, indipendente da qualsiasi altra istituzione umana o, a maggior ragione, ecclesiastica è il grande merito di Marsilio.

Anche nella Chiesa viene affermata una forma di costituzionalismo contro il dilagante strapotere dei vescovi e dei papi. È ancora l universitas fidelium a prendere, attraverso il Concilio, ogni decisione riguardante qualsiasi materia di ordine spirituale. Il nostro autore non teme di scagliarsi contro la Chiesa, a negare il primato di Pietro e di Roma, affermare la necessità del ritorno del clero a quella povertà evangelica tanto cara ad alcune sette riformiste di cui lui certamente conobbe e comprese il pensiero. Lotta contro la Chiesa ma solo per conservarne o rivalutarne il più vero, autentico e originario contenuto e significato. Quasi riformista e conservatore nello stesso tempo, riformista là dove è contro la corruzione dilagante nella Chiesa di quel periodo, conservatore là dove accetta la necessità di un ordine costituito, della religione, della morale, intese nel senso più puro.

La modernità di Marsilio consiste anche nel metodo della sua trattazione e della terminologia che usa, sempre stringata ed esaustiva, aliena da qualsiasi di quelle forme di retorica che era caratteristica degli autori medievali.