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ⓘ Superbia




Superbia
                                     

ⓘ Superbia

La superbia è la pretesa di meritare per se stessi, con ogni mezzo, una posizione di privilegio sempre maggiore rispetto agli altri. Essi devono riconoscere e dimostrare di accettare la loro inferiorità correlata alla superiorità indiscutibile e schiacciante del superbo.

                                     

1. Religione

Nella dottrina morale cattolica la superbia è considerata il peccato narcisistico per eccellenza. Tommaso dAquino affermò che "Il superbo è innamorato della propria eccellenza", mentre santAgostino nel De civitate dei dichiara che "Il diavolo non è un lussurioso, né un ubriacone, né altre simili cose:è invece superbo e invidioso".

Il superbo vuole essere padrone e sovrano di sé, autonomo e indipendente da Dio e dal prossimo. Esso è uno dei sette vizi capitali, desideri ordinati verso lo spirito del male, cioè Satana, dai quali tutti i peccati traggono origine e che causano la morte dellanima. Ai Vizi capitali sono contrapposte le tre Virtù teologali Fede, Speranza e Carità le quattro Virtù cardinali. Il superbo tende a comportarsi in maniera malvagia perché ritiene di essere migliore degli altri.

La superbia viene raffigurata pure da Dante Alighieri nellopera Divina Commedia come il leone, una delle tre fiere.

                                     

2. Psicologia

Il superbo è incapace di fare autocritica, vive in isolamento, con un disprezzo cinico dellaltro, spesso si autodefinisce un giusto incompreso e perseguitato, cadendo nel vittimismo. Secondo Lacan, al culto di sè è associata una medesima pulsione psichica di tipo aggressivo, che può giungere a manifestarsi in tendenze omicide o suicide. In accordo con gli insegnamenti buddhisti, Lacan ha ritenuto lamore morboso di sè come la radice di tutte le malattie mentali. Soggetto di Frustrazione e autoesclusione sociale, il superbo è di frequente anche invidioso. Linvidia non è propria di qualcosa" di una proprietà o di una qualità particolare dellinvidiato, ma della vita o della vitalità dellaltro-da-sè, e tende alla diffamazione dellimmagine, quanto alla distruzione del suo ideale incarnato.

                                     

3. Iconografia

I simboli che nellarte accompagnano la raffigurazione della superbia sono generalmente il pavone, lo specchio nel quale a volte si scorge il riflesso di Satana e il pipistrello. Nelliconografia rinascimentale può capitare di trovarla con attributi come il leone o laquila.

Così ne descrive la figura allegorica Cesare Ripa nella sua Iconologia del 1611:

Donna bella et altera, vestita nobilmente di rosso, coronata doro, di gemme in gran copia, nella destra mano tiene un pavone et nel- la sinistra un specchio, nel quale miri et contempli sé stessa. P. 507
                                     

4. Personaggi

Quando la superbia si associa a vanterie pubbliche, la drammaturgia trae spunto per personaggi comici, tra i quali:

  • Scaramouche, personaggio ricorrente nella commedia dellarte
  • Falstaff, personaggio di tre opere di William Shakespeare
  • Rodomonte, personaggio dell Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e dell Orlando furioso di Ludovico Ariosto
  • Braggadocio, personaggio minore del poema epico The Faerie Queene di Edmund Spenser
  • Miles Gloriosus, dalla commedia omonima di Plauto;
  • Escanor il leone della superbia, dal manga The Seven Deadly Sins, i sette peccati capitali
  • Barone di Münchhausen, personaggio della omonima novella di Rudolf Erich Raspe