Indietro

ⓘ Guglielmo II di Germania




Guglielmo II di Germania
                                     

ⓘ Guglielmo II di Germania

Guglielmo II di Prussia e Germania è stato il terzo e ultimo imperatore tedesco e il nono e ultimo re di Prussia. Guglielmo II rimase sul trono con entrambi i titoli dal 1888 al 1918.

Il suo regno fu contraddistinto dal riarmo, soprattutto navale, e da una politica estera che portò la Germania ad allontanarsi sempre di più, oltre che dalla Francia, anche dal Regno Unito e dalla Russia. Guglielmo II abbandonò il sistema bismarckiano e attuò una politica estera contraddittoria, accompagnata da iniziative personali che lo misero in contrasto soprattutto con il Cancelliere Bernhard von Bülow.

Conservatore, era un convinto sostenitore del militarismo e della tradizione monarchica prussiana. Si considerò sovrano assoluto per diritto divino fino alla morte.

Per lappoggio dato allAustria nella sua politica nei Balcani e per lassenso dato allapertura delle ostilità della Germania contro la Russia nel 1914, è considerato fra i principali responsabili dello scoppio della prima guerra mondiale. Dopo la sconfitta fu costretto a vivere in esilio nei Paesi Bassi fino alla morte.

                                     

1. La famiglia e la gioventù

Guglielmo nacque nel palazzo reale di Berlino il 27 gennaio 1859 dal principe Federico di Prussia futuro imperatore Federico III e da sua moglie, Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, principessa reale del Regno Unito. La madre di Guglielmo, Vittoria, era la zia di Alice dAssia futura moglie di Nicola II di Russia, e sorella del futuro re Edoardo VII del Regno Unito nonché figlia della regina Vittoria del Regno Unito che quindi era la nonna materna di Guglielmo. Al momento della sua nascita, il suo prozio Federico Guglielmo IV era re di Prussia, e suo nonno Guglielmo ne era il reggente. Dal 1861, Guglielmo si ritrovò secondo in linea di successione al trono di Prussia dopo lascesa di suo nonno al trono, e nel 1871 alla creazione dellImpero tedesco divenne anche erede del trono imperiale.

Quando Guglielmo venne alla luce, il parto traumatico di sua madre lo danneggiò fisicamente, portandolo ad avere il braccio sinistro atrofizzato a causa di una paralisi. Nonostante molti esercizi e cure dolorose, larto non guarì mai.

Una certa influenza sul giovane principe fu esercitata dal 1866 dal precettore Georg Ernst Hinzpeter 1827-1907. Questi riteneva che limposizione fosse il miglior modo per insegnare la tolleranza e la compassione.

Ancora minorenne, come futuro imperatore di Germania, Guglielmo ottenne onorificenze russe, austriache e italiane il 24 settembre 1873 fu insignito dellOrdine dellAnnunziata e appena maggiorenne, nel 1877, ottenne lOrdine della Giarrettiera britannico.

Di formazione calvinista, il giovane Guglielmo imparò il francese e linglese ed ebbe anche uninfarinatura di italiano e russo. Frequentò, insieme con il fratello Enrico, il Friedrichsgymnasium Liceo Federico a Kassel e dal 1877 frequentò per quattro sessioni lUniversità di Bonn. Nel 1878 andò a Parigi città nella quale non tornò più e visitò più volte la Gran Bretagna nel 1877 e nel 1878. Negli ultimi tempi del suo soggiorno a Bonn, i sintomi di insofferenza di Guglielmo per lautorità cominciarono a destare preoccupazione; né la madre, donna decisa e autoritaria, riuscì a influenzarne il carattere.

Nel febbraio 1880, Guglielmo si fidanzò con Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg, familiarmente chiamata Dona. I due si sposarono un anno dopo, il 27 febbraio 1881. La consorte si rivelò poi unancora di stabilità nellirrequieta vita dellImperatore.

Nel 1884 Guglielmo fu inviato in visita in Russia, in rappresentanza del nonno imperatore Guglielmo I, ai festeggiamenti per il compimento della maggiore età del principe ereditario Nicola, con il quale strinse una duratura amicizia.

                                     

2. Lascesa e lo scontro con Bismarck 1888-1890

Il 9 marzo 1888, alletà di 91 anni, moriva lImperatore di Germania Guglielmo I. Il figlio, il principe ereditario e padre di Guglielmo, salì al trono assumendo il nome di Federico III. Questi a sua volta, dopo soltanto tre mesi di regno, il 15 giugno 1888, morì a seguito di un cancro alla laringe e Guglielmo, alletà di 29 anni, divenne il nuovo imperatore di Germania.

Non erano trascorsi neanche due mesi dallascesa al trono che Guglielmo II si recò in visita di stato in Russia, la prima di una lunga serie. Tre mesi dopo ottenne un appannaggio annuale di 6 milioni di marchi e al viaggio a San Pietroburgo ne seguirono altri a Stoccolma, Copenaghen, Vienna e Roma. Queste ultime due erano le capitali delle altre due nazioni: Austria e Italia, che assieme alla Germania dal 1882 costituivano la Triplice alleanza. Venne commissionato un nuovo treno imperiale con dodici carrozze e un nuovo panfilo.

Ben presto, però, il carattere di Guglielmo le sue idee si dovettero scontrare con quelle del Cancelliere allora in carica, Otto von Bismarck.

Profondamente scosso dagli scioperi di minatori della primavera del 1889, Guglielmo enunciò al Consiglio prussiano un programma che, attraverso la scuola, avrebbe dovuto difendere i giovani dal socialismo. Soprattutto la lezione di storia doveva servire allo scopo: gli insegnanti avevano il compito di illustrare la pericolosità delle teorie socialdemocratiche.

Nonostante ciò il Kaiser si trovò in forte contrasto con il suo cancelliere, Bismarck, che auspicava una linea dura nei confronti del movimento operaio. Guglielmo credeva, invece, nella necessità di una conciliazione nazionale.

Nel corso della controversia si tennero le elezioni al Parlamento tedesco, che determinarono la vittoria dei Socialisti democratici. Vistosi in minoranza, Bismarck sollevò una questione costituzionale. Secondo un vecchio decreto prussiano del 1852 i ministri erano tenuti a consultare il capo del governo prima di consultare il re; cosa che avrebbe impedito al Kaiser di avere rapporti diretti con i ministri. Guglielmo II ordinò allora che venisse emesso un nuovo decreto per revocare quello del 1852 e il 18 marzo 1890 Bismarck, piuttosto che eseguire lordine, diede le dimissioni. Da questo evento si fa tradizionalmente iniziare lera del Guglielminismo.

                                     

3. I cancellierati Caprivi e Hohenlohe 1890-1900

Guglielmo II incaricò alla successione Leo von Caprivi, un onesto militare che non si voleva inoltrare nei labirinti della politica bismarckiana. Entrambi agirono, infatti, demolendo uno dei capisaldi di Bismarck: il trattato di controassicurazione con la Russia, evento che portò a un avvicinamento di questultima alla Francia. Guglielmo in questa decisione si lasciò influenzare dai suoi consiglieri, che ritenevano il trattato incompatibile con le altre intese sottoscritte dalla Germania e, probabilmente, anche dai militari che diffidavano della Russia.

Ben presto, tuttavia, Guglielmo trovò Caprivi incompatibile con i suoi "più vasti disegni", specie dopo che il Cancelliere si era creato nemici in diversi ambienti.

Il risultato fu che nel 1894 Caprivi fu spinto alle dimissioni dall"eminenza grigia" del governo, Friedrich August von Holstein, il quale aveva intenzione di educare Guglielmo attraverso il moderato Chlodwig zu Hohenlohe-Schillingsfürst suo candidato alla Cancelleria. Fu infatti questultimo a essere scelto dal Kaiser quale successore di Caprivi.



                                     

3.1. I cancellierati Caprivi e Hohenlohe 1890-1900 Il telegramma a Kruger

Il 3 gennaio 1896 si verificò il primo di diversi episodi che, protagonista Guglielmo II, avrebbero provocato un peggioramento dei rapporti fra Germania e Gran Bretagna.

In quei giorni la Repubblica boera del Transvaal, dove ingenti risorse umane ed economiche tedesche erano state investite nelle miniere doro, aveva respinto un attacco dal Sudafrica. Laggressione era stata ispirata da Londra per provocare una sollevazione e riportare allImpero britannico la repubblica boera. La stampa nazionalista tedesca protestò contro la Gran Bretagna che da potenziale alleata divenne rivale.

Guglielmo assicurò allo zar Nicola II: "qualunque cosa succeda, non permetterò mai agli inglesi di mettere le mani sul Transvaal". Con tre ammiragli e Hohenlohe, il Kaiser, il 3 gennaio, dopo una riunione in cui furono prospettati vari scenari, decise che la cosa più giusta da fare fosse mandare un telegramma di solidarietà al presidente del Transvaal Paul Kruger.

Gli inglesi protestarono per latto che considerarono linterferenza di un monarca da cui, come nipote della loro regina, si aspettavano invece solidarietà. In seguito Guglielmo nelle sue memorie sostenne di essere stato forzato da Hohenlohe a inviare il messaggio. Fatto sta che dopo lepisodio, che alimentò cocenti polemiche anche fra i giornali e lopinione pubblica dei due Paesi, Guglielmo parlò di vasti stanziamenti per la flotta militare, rendendo lo scenario diplomatico tra i due imperi ancora più cupo.

                                     

3.2. I cancellierati Caprivi e Hohenlohe 1890-1900 La Cina

Nellagosto 1897 Guglielmo, mirando ora a una politica mondiale, dimostrò lutilità che avrebbe avuto una grande flotta. A San Pietroburgo convinse, infatti, Nicola II a confermare che la Russia non si sarebbe opposta alleventuale occupazione tedesca del porto cinese di Kiautschou; e due mesi dopo, cogliendo loccasione delluccisione di due missionari tedeschi, fece occupare la base cinese, ignorando le obiezioni dei suoi consiglieri che temevano un conflitto.

In risposta, la Russia occupò Port Arthur Lüshunkou e il Kaiser in una lettera a San Pietroburgo scrisse: "Russia e Germania allingresso del Mar Giallo possono essere considerate come San Giorgio e San Michele che proteggono la Sacra Croce nellEstremo Oriente e custodiscono le porte del continente asiatico". Quando, tuttavia, la Gran Bretagna occupò a sua volta Weihai, nello Shandong, le reazioni di Guglielmo II furono meno entusiastiche.

La Cina, tuttavia, alla fine del 1899 si oppose alla presenza degli occidentali sul proprio territorio e sfruttò la ribellione dei Boxer per tentare di allontanare le potenze straniere. Durante la crisi fu ucciso un diplomatico tedesco e Guglielmo II il 27 giugno 1900 pronunciò il famoso discorso degli Unni, con il quale, paragonando i suoi soldati agli Unni di Attila, salutò il contingente in partenza per la Cina. Il discorso fu ovviamente oggetto di critiche da parte della stampa internazionale, soprattutto di quella inglese.

                                     

3.3. I cancellierati Caprivi e Hohenlohe 1890-1900 Il viaggio in Palestina

Lattivismo del Kaiser non risparmiò il Mediterraneo. Accompagnato dalla consorte, dal ministro degli Esteri Bernhard von Bülow e dallamico Philipp zu Eulenburg, allepoca ambasciatore a Vienna, Guglielmo partì nel 1898 per la Palestina, territorio dellImpero ottomano. Il viaggio conseguì il duplice effetto di aumentare linteresse dellImperatore per la Turchia e nello stesso tempo di incoraggiare linquietudine dei francesi, dei russi e in particolare degli inglesi, che si vedevano minacciati nelle loro linee di navigazione marittime principali. Né i timori si placarono quando, due mesi dopo, i turchi concessero ai tedeschi la costruzione di un porto e di una linea ferroviaria sulla costa orientale del Bosforo.

                                     

4. Il cancellierato Bülow 1900-1909

La politica mondiale della Germania, con il nuovo cancelliere Bernhard von Bülow e con lammiraglio Alfred von Tirpitz, fu contraddistinta da un forte riarmo navale. Costoro, assieme a Guglielmo, cercarono di inculcare sogni di potenza marittima nel popolo tedesco e riuscirono a far passare al Reichstag ben 3 leggi di costruzione navale, due delle quali, quella del 1900 e quella del 1908, durante il cancellierato di Bülow.

                                     

4.1. Il cancellierato Bülow 1900-1909 La Crisi di Tangeri

Il riarmo della flotta tedesca portò inevitabilmente a un allarme della Gran Bretagna, potenza navale per eccellenza, e ad un peggioramento dei rapporti già provati dal telegramma Kruger tra le due nazioni. Conseguentemente ci fu un avvicinamento fra la Gran Bretagna e la Francia, nemica storica della Germania, che portò alla firma dell Entente cordiale, stipulata l8 aprile 1904. Laccordo stabilì tra laltro che il Marocco sarebbe entrato nella sfera dinfluenza francese.

La Germania volle ostacolare lintesa e Guglielmo, anche se molto timoroso, il 30 marzo 1905, alle prime avvisaglie di un accentuarsi della pressione francese sul Marocco, sbarcò dimostrativamente a Tangeri. Durante la visita comunicò il suo interesse affinché il Marocco rimanesse indipendente dalle nazioni europee.

Gran Bretagna e Francia reagirono negativamente e la tensione salì fino al punto in cui il governo francese, nel timore di una guerra, fu costretto a far dimettere il ministro degli Esteri Delcassé, acerrimo nemico della Germania. Il governo di Parigi accolse, inoltre, la proposta tedesca di una conferenza internazionale sul Marocco. Fu una vittoria diplomatica della Germania e lo stesso giorno delle dimissioni di Delcassé, Guglielmo II conferì al conte Bülow, che aveva gestito la crisi, il titolo di Principe. Il Kaiser sperò a questo punto di aver impedito alla Francia lacquisizione di una nuova grande colonia. Tuttavia, la conferenza che si tenne ad Algeciras in Spagna nel 1906, trovò la Germania isolata sulle sue posizioni intransigenti.

La tensione internazionale salì al punto che Guglielmo II, in un colloquio con Bülow nei giardini della Cancelleria, ai primi di aprile, espresse la convinzione che se la Germania non avesse fatto qualche concessione, si sarebbe giunti alla guerra, le cui probabilità di successo con Francia e Russia alleate e la Gran Bretagna contro erano molto scarse. Pregò quindi il Cancelliere di preservarlo da un conflitto che la Germania non desiderava. Ad Algeciras la posizione tedesca si ammorbidì e prevalsero le ragioni della Francia che iniziò il processo di colonizzazione del Marocco, portato poi a termine sei anni dopo.



                                     

4.2. Il cancellierato Bülow 1900-1909 Lincontro di Björkö

In questo contesto, il più importante tentativo che fece Guglielmo II per fermare laccerchiamento che si stava formando attorno alla Germania fu fatto in una località russa del Golfo di Finlandia, a Björkö. Lì Guglielmo si incontrò con Nicola II di Russia, il 24 luglio 1905. Il Kaiser, senza accordarsi sui particolari con Bülow, firmò con lo Zar un accordo in base al quale ognuno dei due Paesi si impegnava ad aiutare laltro nel caso fosse stato attaccato da una terza potenza, ma solo in Europa.

Questultima clausola dellaccordo, che doveva essere ratificato dai rispettivi governi, fece trasecolare Bülow. In caso di una guerra anglo-tedesca, infatti, la Germania, con una flotta insufficiente a proteggere le sue colonie le sue coste si sarebbe trovata esposta alle azioni della ben più potente flotta inglese. Nello stesso tempo la Russia non avrebbe potuto con una piccola flotta e con un esercito inservibile contro lInghilterra difendere la Germania. Inoltre, grazie a quella clausola che limitava il teatro dellalleanza allEuropa, la Russia avrebbe potuto rifiutarsi di attaccare lImpero britannico in Asia, e infine, sosteneva Bülow, laccordo avrebbe peggiorato i rapporti fra Germania e Gran Bretagna, istigando questultima a pericolose contromisure.

Guglielmo II insistette per far ratificare laccordo a cui teneva moltissimo, ma Bülow minacciò di dare le dimissioni. Guglielmo scrisse allora al Cancelliere una lettera accorata in cui dichiarava di essere prostrato e di non capire latteggiamento del suo migliore e più intimo amico: "il giorno dopo larrivo delle sue dimissioni, il Kaiser non sarebbe più in vita" scrisse. Lettera di fronte alla quale Bülow decise di rimanere.

Anche in Russia, tuttavia, si sollevarono problemi sul testo del trattato che non risultò compatibile con lalleanza franco-russa. Il patto rimase, così, un accordo di massima fra due monarchi, praticamente privo di qualsiasi valore legale.

Due anni dopo, nel 1907, lAccordo anglo-russo sulla spartizione delle sfere dinfluenza in Asia fra Londra e San Pietroburgo eliminava qualsiasi motivo di attrito fra le due potenze, e anche ogni speranza a Guglielmo II di chiudere unintesa con la Russia.

                                     

4.3. Il cancellierato Bülow 1900-1909 Il Caso Daily Telegraph

Forse lepisodio più clamoroso sul tipo di politica estera che conduceva Guglielmo fu quello dellintervista al giornale inglese Daily Telegraph pubblicata il 28 ottobre 1908.

Con lintento di avvicinarsi al cuore degli inglesi Guglielmo II si definì ingenuamente uno dei pochi tedeschi amici dellInghilterra. Paventò il pericolo del Giappone e dichiarò di essere lideatore dei piani militari che avevano condotto lesercito inglese alla vittoria sui Boeri. Lintervista provocò in Gran Bretagna ironia e ilarità, ma in Germania sollevò uno scandalo per leccessivo personalismo dellImperatore che portò a uno scontro istituzionale fra Guglielmo II da un lato e Bülow e il parlamento dallaltro.

Travolto dalle critiche, il Kaiser parlò di abdicare e convocò il principe ereditario Federico Guglielmo. Lavvilimento, tuttavia, durò poco e il documento impostogli da Bülow con il quale si impegnava per il futuro a rispettare le regole costituzionali, portò, in definitiva, a una rottura fra i due. Lanno dopo, infatti, il Cancelliere si dimise.



                                     

5. Il cancellierato Bethmann 1909-1917

Guglielmo II sostituì Bülow con Theobald von Bethmann-Hollweg, un amico di vecchia data e un amministratore più che un uomo dazione. Una persona tranquilla che assecondasse lImperatore il quale, vista lavversione generale alle sue idee, cominciava a disinteressarsi della politica.

Nel 1910 Guglielmo II promosse la scienza naturale moderna con garanzie finanziarie statali, mentre, sul piano culturale, si dedicò presso la sua villa a Corfù lAchilleion agli scavi archeologici, che nella primavera del 1911 portarono al rinvenimento di una testa di Gorgone in marmo del VII secolo a.C.

                                     

5.1. Il cancellierato Bethmann 1909-1917 La crisi di Agadir

Anche come conseguenza del graduale isolamento della Germania, nel maggio del 1911, la Francia occupò Fez, in Marocco che divenne di fatto protettorato francese. Guglielmo era riluttante ad aprire una nuova crisi internazionale ma il suo ministro degli Esteri, Alfred von Kiderlen-Waechter, lo convinse a opporsi allazione di Parigi. Venne quindi inviata, come atto dimostrativo, una nave da guerra nel porto marocchino di Agadir. Si aprì così la cosiddetta Crisi di Agadir durante la quale, a luglio, Kiderlen pretese dalla Francia in cambio del disinteressamento tedesco sul Marocco lintero Congo francese.

Alla notizia, Guglielmo II che era in crociera in Norvegia, protestò con il suo governo per latteggiamento preso e decise di ritornare in patria per seguire più da vicino la crisi: una pericolosa congiuntura che trovò il suo apice nella discesa in campo della Gran Bretagna al fianco della Francia e nella mobilitazione della flotta. Kiderlen tornò allora sui suoi passi e la Germania si dovette accontentare di piccole rettifiche ai confini fra il Camerun tedesco e il Congo francese; consentendo alla Francia il completamento della colonizzazione del Marocco.

                                     

5.2. Il cancellierato Bethmann 1909-1917 Tensione sulla flotta

A questo punto risultava determinante per Guglielmo che la Germania possedesse una flotta tale da avere più peso in situazioni come quella di Agadir e, quando la Gran Bretagna, nel 1912, decise di spostare delle navi dal Mediterraneo al Mare del Nord, il Kaiser appoggiò lammiraglio Tirpitz affinché nelle sedi opportune passasse il progetto della quarta legge navale. Bethmann, però, si oppose impuntandosi, considerando più utile negoziare con Londra. Si creò così una situazione di stallo, fin quando Bethmann, probabilmente grazie anche allintervento della consorte di Guglielmo, dovette cedere; così che limperatore conservò la legge navale e il suo Cancelliere.

                                     

5.3. Il cancellierato Bethmann 1909-1917 Verso la prima guerra mondiale

Verso linizio del 1913, lanno del suo giubileo dargento a 25 anni dalla salita al trono, la sensazione che un conflitto europeo fosse ormai inevitabile cominciò ad assillare Guglielmo II. Tale convinzione fu probabilmente la ragione che lo indusse ad abbandonare i suoi propositi di trattenere lAustria sulla questione dei Balcani. Al ministro degli Esteri di Vienna Leopold Berchtold disse: "Potete confidare che io starò dietro di voi, e che sono pronto a sfoderare la spada ogni volta che la via da voi intrapresa lo renderà necessario".

Quando domenica 28 giugno 1914 fu assassinato lerede al trono dAustria Francesco Ferdinando, Guglielmo era a Kiel per delle regate con il suo yacht Meteor ; il capo di stato maggiore dellesercito, Moltke, era alle terme a Karlsbad e il capo della Marina, Tirpitz, in vacanza in Engadina Svizzera. Assenti le più alte cariche militari, in quei primi giorni di luglio, a Berlino e Potsdam il Kaiser sottovalutò la forza e la volontà bellica dei potenziali nemici. Disse che Nicola II difficilmente avrebbe protetto dei regicidi, che la Russia non era in grado di entrare in guerra e che la Francia era in piena crisi finanziaria e mancava di artiglieria pesante. Fatte queste osservazioni, partì per la consueta crociera estiva in Norvegia.

Il 19 luglio, tuttavia, Guglielmo II avvertì in via confidenziale le due grandi compagnie navali tedesche che gli avvenimenti sarebbero potuti precipitare dopo limminente ultimatum austriaco alla Serbia che fu inviato il 23, e il giorno seguente dette disposizioni per il rientro della flotta a Kiel. Il 27 approvò lazione di Bethmann che aveva respinto la proposta britannica di una conferenza e il mattino dopo prese visione della risposta serba allultimatum austriaco. In considerazione del fatto che il governo di Belgrado aveva accettato quasi tutte le richieste austriache, il Kaiser disse: "Un brillante risultato Una grande vittoria morale per Vienna, che però elimina ogni ragione di guerra". Ciononostante consigliò allAustria di occupare provvisoriamente la capitale serba poco dopo il confine, così da poter lui stesso cominciare una mediazione.

                                     

5.4. Il cancellierato Bethmann 1909-1917 Mobilitazione e guerra

La notizia del bombardamento austriaco di Belgrado determinò la decisione russa di mobilitare lesercito ma, prima che fossero diramati gli ordini relativi, un messaggio dellignaro Guglielmo II indusse lo zar Nicola II a limitare la mobilitazione ai quattro distretti militari lungo la frontiera austriaca, escludendo i tre sul confine tedesco.

Il mattino del 30 luglio 1914, Guglielmo ricevette la notizia della mobilitazione seppure parziale russa e scrisse a margine del messaggio: "Dunque, anchio devo mobilitare". Alla richiesta della Germania alla Russia di revocare la mobilitazione, la Russia rispose che sarebbe stato impossibile.

A questo punto Guglielmo, nelleccitazione del momento, diede sfogo ai suoi sentimenti nelle annotazioni scritte a margine della risposta russa:

I piani militari tedeschi, senza dubbio aggressivi, prevedevano che alla mobilitazione seguisse immediatamente lo sconfinamento verso i potenziali nemici e quindi lo stato di guerra. Di fronte al rifiuto della Russia di revocare la mobilitazione, Bethmann sottopose a Guglielmo II lordine per la mobilitazione generale; ordine che venne firmato dallImperatore alle 17 del 1º agosto 1914. Poco dopo, lambasciatore tedesco a San Pietroburgo consegnava la dichiarazione di guerra, facendo scattare, così facendo, lalleanza franco-russa e la discesa in campo di Parigi.

                                     

5.5. Il cancellierato Bethmann 1909-1917 Il conflitto

Per la maggior parte della durata della guerra le condizioni psicofisiche di Guglielmo II furono abbastanza precarie. Le opinioni espresse dallImperatore prima dello scoppio del conflitto dimostrano che non nutriva grande fiducia nella vittoria finale.

Dopo essersi opposto ai bombardamenti aerei su Londra, li consentì nella convinzione che venissero colpiti solo obiettivi militari ma, in riferimento al fronte, frasi come "Non fare prigionieri" erano spesso sulle sue labbra.

Il 14 settembre 1914, dopo la sconfitta della Marna, il Kaiser destituì di propria iniziativa il capo dellesercito Moltke e nominò al suo posto Erich von Falkenhayn. Successivamente, allinizio del 1915, Guglielmo II fu chiamato a decidere fra "orientalisti" e "occidentalisti". Fra i primi vi era il capo di stato maggiore austriaco Franz Conrad von Hötzendorf che aveva chiesto delle divisioni tedesche in previsione di unoffensiva contro i russi, fra i secondi vi era Falkenhayn che gliele rifiutò. Guglielmo II confermò la decisione del suo comandante, contribuendo con la sua risoluzione ad alcune importanti sconfitte dellAustria.

                                     

5.6. Il cancellierato Bethmann 1909-1917 La guerra sottomarina

Lo stesso anno, dopo laffondamento del transatlantico britannico Lusitania che trasportava numerosi passeggeri americani, Guglielmo II, nel timore di un intervento degli Stati Uniti a fianco dellIntesa, diede il consenso a Bethmann di ordinare ai sommergibili di non silurare i transatlantici. Inoltre, quando questa misura si dimostrò inefficace, ordinò di sospendere tutta loffensiva sottomarina. Il Grande ammiraglio Tirpitz rassegnò le dimissioni ma il Kaiser non le accettò.

Verso la fine di dicembre del 1916, il capo di stato maggiore tedesco e il suo vice, i generali Paul von Hindenburg e Erich Ludendorff, dichiararono di non poter più assumersi la responsabilità delle operazioni militari se, entro un mese, non fosse stata ripresa la guerra sottomarina indiscriminata.

Bethmann si oppose ma Guglielmo II, il 9 gennaio 1917, decise di riprendere le azioni dei sommergibili. La notizia fu accolta con entusiasmo in Germania e anche la Borsa inviò un telegramma di congratulazioni al Kaiser. La risposta degli Stati Uniti fu la rottura delle relazioni diplomatiche, il 3 febbraio, e la dichiarazione di guerra il 6 aprile 1917.

Compromessa ogni speranza di vittoria netta, il 12 luglio 1917 Bethmann, facendosi portavoce del Reichstag, ebbe un incontro con Guglielmo II per sottoporgli una risoluzione di pace che il Kaiser trovò ragionevole. Una comunicazione telefonica annunciò, invece, che tutto lo stato maggiore si trovava nellimpossibilità di continuare a collaborare con Bethmann. Guglielmo a difesa del suo cancelliere minacciò labdicazione e questi, per evitare uno scontro fra la corona e lesercito, il giorno dopo si dimise.

                                     

6. La sconfitta e lesilio 1918-1941

Il sovrano lasciò così lesercito nelle mani dei due principali comandanti, Hindenburg e Ludendorff, i quali verso la fine della guerra riuscirono a influenzare lapparato politico creando le basi per un regime militare. La rivendicazione del potere da parte dellesercito non danneggiò tanto il Reichstag, quanto piuttosto il Kaiser stesso. Questi diventava sempre più logorroico, andava a passeggio nei boschi, litigava con limperatrice e si lamentava della scarsa considerazione in cui veniva tenuto. Di conseguenza, agli occhi del popolo, il vero leader divenne Hindenburg. Il nuovo Cancelliere Georg Michaelis era infatti unemanazione del potere militare.

Il 26 ottobre 1918, di fronte allimpossibilità di proseguire la guerra, Guglielmo II convocò i due comandanti e parlò a Ludendorff in modo tale da costringerlo a dimettersi. Le dimissioni presentate da Hindenburg furono, invece, respinte. Il giorno dopo, il nuovo imperatore austriaco, Carlo dAsburgo, comunicò a Guglielmo II che aveva deciso di concludere la pace. La notizia indusse il governo tedesco, guidato ora da Massimiliano di Baden, a decidere se accettare le richieste di principio che avevano offerto gli Stati Uniti: il Kaiser decise di accoglierle.

A questo punto, sulla strada dellarmistizio, la sola speranza per il trono sembrava labdicazione, ma i socialisti erano per la repubblica. Risentito del fatto che il Cancelliere si era rifiutato di pubblicare una lettera e un proclama nei quali assicurava il suo appoggio al governo e alle modifiche istituzionali, nella notte del 29 ottobre, Guglielmo II lasciò Berlino per Spa, in Belgio, sede del quartier generale dellesercito. Qui, fra i suoi generali, fu raggiunto il 1º novembre dal ministro degli Interni prussiano Bill Drews 1870-1938 che gli comunicò delle sempre più numerose richieste per la sua abdicazione. Guglielmo II rispose: "Come può lei, un funzionario prussiano, uno dei miei sudditi che mi ha giurato fedeltà, avere linsolenza e la sfrontatezza di sottopormi una richiesta del genere?".

                                     

6.1. La sconfitta e lesilio 1918-1941 Labdicazione

Il 4 novembre 1918, come risposta allordine di far salpare la flotta per una disperata e inutile battaglia sul mare, i marinai ammutinati occuparono la città di Kiel e nei giorni seguenti la rivolta si diffuse agli altri porti della Germania estendendosi allinterno del Paese. Era scoppiata la Rivoluzione di novembre. Il 7 i ministri socialisti reclamarono ancora labdicazione dellImperatore che rifiutò ordinando che venisse preparato un piano per marciare in Germania alla testa dellesercito e restaurare lordine.

A Berlino la maggioranza socialista al Reichstag chiese labdicazione del Kaiser. Quando questi rifiutò, i deputati si dimisero in blocco dal Parlamento e indissero uno sciopero generale. A Colonia i marinai rivoluzionari presero la città, come già era accaduto a Kiel. Guglielmo II si trovò allora di fronte al collasso del Paese e quando il principe Massimiliano di Baden lo pregò per telefono di abdicare, gli urlò il suo "no" al ricevitore. La sera dell8 novembre lammiraglio Paul von Hintze raggiunse a Spa Guglielmo e gli comunicò che la Marina era ormai fuori controllo.

Il giorno dopo, il 9, scoppiò la rivoluzione a Berlino e Guglielmo fu ancora sollecitato ad abbandonare il trono: a Spa, il Kaiser, che nutriva speranze di potersi mettere a capo dellesercito assieme a Hindenburg e sedare le rivolte, chiese al generale Groener cosa ne pensasse. Questi rispose che non cera operazione militare che potesse avere successo. I rivoluzionari avevano in mano i principali nodi ferroviari e molti soldati avevano abbracciato la causa della rivoluzione. Alle 11 di mattina arrivò un telegramma che annunciava la ribellione dei soldati della piazza di Berlino. A quel punto Guglielmo parve cedere e decise di abdicare, ma solo come imperatore: egli avrebbe comunque conservato il titolo di re di Prussia e sarebbe rimasto con il suo esercito.

Quando per telefono furono trasmesse le sue decisioni a Berlino, Baden per guadagnare tempo aveva già proclamato labdicazione del Kaiser e del principe ereditario. Dopo di che il Cancelliere passò il potere al socialista Friedrich Ebert.

Guglielmo sinfuriò per come erano andate le cose, ma, ormai, tutto era perduto. La strada per la Germania era chiusa dalla rivoluzione e poiché i fermenti minacciavano di estendersi anche tra i soldati stanziati a Spa, il 10 novembre 1918 lex imperatore varcò il confine con i Paesi Bassi. Il giorno dopo la Germania firmava larmistizio.

Il 28 novembre la consorte di Guglielmo II raggiunse il marito nei Paesi Bassi, al castello di Amerongen presso Utrecht. Lo stesso giorno Guglielmo regolarizzò la propria posizione firmando un formale atto di abdicazione che liberava tutti i suoi funzionari dal giuramento di obbedienza. Il principe ereditario rinunciò analogamente ai suoi diritti.

                                     

6.2. La sconfitta e lesilio 1918-1941 Nei Paesi Bassi

Con larticolo 227 del Trattato di Versailles Guglielmo fu accusato di "suprema offesa alle convenzioni internazionali e alla santità dei trattati". Il 4 giugno 1919, a Parigi, il Consiglio supremo decretava che doveva essere processato. Nel gennaio dellanno successivo fu chiesta lestradizione al governo dei Paesi Bassi, che però si rifiutò ripetutamente di concederla, limitandosi a farsi dare dallex imperatore la promessa, poi mantenuta, di astenersi da qualsiasi attività politica.

Nella primavera del 1920 Guglielmo acquistò il palazzo di Doorn dove si stabilì facendosi spedire dalla Germania mobili, libri e ritratti dei suoi antenati, e qui trascorse i restanti ventun anni della sua vita come un nobile di campagna a riposo.

                                     

6.3. La sconfitta e lesilio 1918-1941 I rapporti con il nazismo

Nel 1931, prima dellascesa del nazismo, Guglielmo si confidò con il nipote Luigi Ferdinando affermando che Adolf Hitler era il capo di un forte movimento che rappresentava tutta lenergia della nazione tedesca.

Due anni dopo, al momento della presa del potere nazista, venne firmato un accordo con Hermann Göring con il quale veniva concesso a Guglielmo e ai suoi figli un appannaggio a condizione che si astenessero dal criticare il Terzo Reich. Tuttavia, di fronte alle persecuzioni agli ebrei del 1938, Guglielmo affermò: "Per la prima volta mi vergogno di essere tedesco". Ciononostante, nel 1940, inviò le congratulazioni a Hitler per la sua vittoria nella Campagna di Francia.

                                     

6.4. La sconfitta e lesilio 1918-1941 La fine e i funerali

Ormai anziano, lanno dopo, il 4 giugno 1941, Guglielmo II morì per complicazioni polmonari. Hitler offrì la traslazione della salma in Germania con lintento di tenere grandi funerali di stato poiché lex Kaiser rimaneva il simbolo della Germania e dei tedeschi durante la precedente guerra mondiale. Ciò nonostante, come da disposizioni e volontà di Guglielmo II di non tornare mai in Germania fino a quando non fosse stata restaurata la monarchia, la salma rimase nei Paesi Bassi le autorità di occupazione nazista si organizzarono per un funerale militare in forma ristretta, con alcune centinaia di persone presenti. Tra le persone a lutto cerano il feldmaresciallo August von Mackensen, che decise di indossare la sua vecchia uniforme imperiale degli Ussari, lammiraglio Wilhelm Canaris e il reichskommissar per i Paesi Bassi Arthur Seyss-Inquart, insieme ad alcuni altri consiglieri militari. Tuttavia, la richiesta del decaduto Kaiser di non mostrare la svastica le altre insegne naziste al suo funerale venne ignorata, come attestato dalle fotografie dellevento scattate da un fotografo olandese.

Guglielmo II fu quindi sepolto nel mausoleo di Doorn, che da allora è diventato un luogo di pellegrinaggio per i monarchici tedeschi; piccoli ma entusiasti e fedeli gruppi di loro si riuniscono ogni anno in occasione dellanniversario della sua morte per rendere omaggio allultimo imperatore tedesco.

                                     

7. Matrimoni ed eredi

Guglielmo sposò Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg nel 1881. Ebbero sette figli:

  • Federico Guglielmo Vittorio Augusto Ernesto 1882-1951, Principe Ereditario, sposò Cecilia di Meclemburgo-Schwerin;
  • Guglielmo Eitel Federico Cristiano Carlo 1883-1942, sposò Sofia Carlotta di Oldenburg;
  • Vittoria Luisa Adelaide Matilde Carlotta 1892-1980, sposò Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg.
  • Oscar Carlo Gustavo Adolfo 1888-1958, sposò Ina Maria di Bassewitz-Levetzow;
  • Adalberto Ferdinando Berengario 1884-1948, sposò Adelaide di Sassonia-Meiningen;
  • Gioacchino Francesco Umberto 1890-1920, sposò Maria Augusta di Anhalt;
  • Augusto Guglielmo Enrico Gunther Vittorio 1887-1949, sposò Alessandra Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg;

A seguito della morte della prima moglie, l11 aprile 1921, Guglielmo sposò in seconde nozze la principessa Erminia di Schönaich-Carolath, vedova, nata principessa Reuss di Greiz.

                                     

8. Promotore delle arti e delle scienze

Guglielmo fu un entusiasta promotore delle arti e delle scienze, come del resto delleducazione pubblica e del welfare sociale. Egli in persona sponsorizzò la Società Kaiser Wilhelm per la promozione della ricerca scientifica; essa era finanziata con contributi di privati e dallo stato e comprendeva un gran numero di istituti di ricerca di scienza pura ed applicata. LAccademia Prussiana delle Scienze, invece, non poté evitare le pressioni del Kaiser e perdette sotto il regno di Guglielmo II parte della propria autonomia quando venne costretta ad incorporare programmi di ingegneria.

Guglielmo supportò i modernizzatori quando tentarono di riformare il sistema di educazione secondaria prussiana, che era ancora tradizionalmente rigida, elitaria, politicamente autoritaria ed immutata nel progresso delle scienze naturali. Come protettore ereditario dellOrdine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo, incoraggiò i tentativi dellOrdine di portare la Germania allavanguardia delle pratiche medicinali moderne, attraverso gli ospedali le scuole di medicina dellOrdine in Germania. Guglielmo mantenne questultima posizione anche dopo il 1918 in quanto essa era collegata al capo di casa Hohenzollern e non alla carica di imperatore tedesco.