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ⓘ Immaginazione




Immaginazione
                                     

ⓘ Immaginazione

Per immaginazione, traduzione del termine eikasia, sintende la capacità di pensare, indipendentemente da ogni precisa elaborazione logica, il contenuto di un’esperienza sensoriale, in occasione di un particolare stato affettivo e, spesso, riguardante un tema fisso.

                                     

1. Immaginazione e conoscenza

Nel rapporto tra immaginazione e conoscenza nella storia del pensiero si sono alternati momenti in cui si considerava la prima come positivamente accrescitrice e fomentatrice di conoscenza e periodi in cui si vedeva nellimmaginazione un elemento di turbativa e offuscamento della pura conoscenza razionale tale da essere considerata alla fine inutile o dannosa per il processo conoscitivo.

Il termine immaginazione nella storia della filosofia è coinciso ad un certo punto con quello di fantasia e solo nellultimo periodo della storia del pensiero le due parole sinonime vengono usate in modo differenziato.

                                     

1.1. Immaginazione e conoscenza Platone

Platone pensava che la sede dellimmaginazione fosse il fegato che con la sua superficie lucida rispecchiava le immagini sensibili ricevute dallesterno. Nella cosiddetta teoria della linea Platone distingue i quattro gradi della conoscenza dove limmaginazione in greco antico: εἰκασία eikasìa non ha il significato di fantasia ma quello di saper cogliere le immagini percepite come verità inferiori a quelle sensibili ma che tuttavia sono nellambito della conoscenza:

Secondo Platone infatti la riflessione delle immagini poteva originarsi sia dalle apparenze sensibili delle cose esterne sia per opera degli dei attraverso la divinazione dove prendevano forma le immagini trasmesse, riflesse dalla divinità.

                                     

1.2. Immaginazione e conoscenza Aristotele

Per Platone dunque limmaginazione può essere sia "terrena" sia "celeste" mentre per Aristotele, coerentemente al suo carattere filosofico "scientifico", limmaginazione è sempre collegata allimmagine sensibile garantendo così il suo sussidio conoscitivo. Limmaginazione quindi è "un movimento prodotto dalla sensazione in atto".

Limmaginazione cioè, è parte del processo conoscitivo poiché essa contribuisce a formare concretamente limmagine collegata alloggetto percepito in base

  • ai suoi dati sensibili accidentali, che intervengono occasionalmente, ad es. un sapore disgustoso.
  • ai suoi dati sensibili propri, per es. il sapore al gusto, il colore alla vista ecc.
  • ai suoi dati sensibili comuni, per es. la massa, il movimento, la figura

Nel momento della sensazione in atto tuttavia limmagine scompare perché viene sovrastata dalla forza e dalla intensità della percezione sensibile: al contrario quando i dati sensibili sono assenti prevalgono le immagini sotto forma di visioni: questo ad esempio accade nei sogni.

La concezione aristotelica dellimmagine, generata dallimmaginazione, come costantemente collegata allattività sensibile si prolunga per tutta la storia della filosofia antica che non esclude anche la tesi platonica, come accade con Plotino.



                                     

1.3. Immaginazione e conoscenza Plotino

Secondo Plotino il processo di formazione delle immagini, così come lo descrive Aristotele, sbocca nellintelletto che si avvale della immaginazione per elaborare i concetti. Limmaginazione infatti fa parte di quel variegato complesso delle cose sensibili che tende allUno: culmine neoplatonico di tutto il reale.

Allora limmaginazione non è semplicemente una facoltà umana ma un aspetto particolare dellEssere come il nous, lintelletto, e la psiche, lanima.

Quando dallUno promana, si forma, la varietà degli enti sensibili questo avviene per gradi, secondo procedimento di mediazioni il cui ultimo scalino è quello dellanima e in questa il definitivo gradino dellimmaginazione che esalta e dà forma alla materia.

La dottrina neoplatonica su questo aspetto prosegue nel pensiero antico con Sinesio di Cirene e nel Medioevo con Ugo di San Vittore che ripropone, nella sua opera De unione corporis et spiritus, la teoria di Sinesio.

È nellUmanesimo e nel Rinascimento che la dottrina neoplatonica sullimmaginazione viene ampiamente sviluppata da Marsilio Ficino e Giordano Bruno.

                                     

1.4. Immaginazione e conoscenza Giordano Bruno

In Bruno la teoria dellimmaginazione si collega alla mnemonica: un sapere universale dove tutte le particolari nozioni fanno capo a idee, tòpoi, cioè a delle immagini che rimandano ad altre idee che limmaginazione ha il potere di cogliere nella loro somiglianza e affinità.

Se in Aristotele limmaginazione svolgeva una mediazione conoscitiva tra i sensi e lintelletto, e in Platone era una facoltà che metteva in rapporto il mondo delle idee con quello delle cose sensibili, in Bruno la capacità di formare immagini svolge il ruolo di una mediazione universale per la quale "tutto forma ed è formato da tutto… e noi possiamo essere portati a trovare, indagare, giudicare, argomentare, ricordarci di ogni cosa attraverso ogni altra."

                                     

1.5. Immaginazione e conoscenza Empirismo

Per il pensiero inglese del Seicento, attento alla realtà empirica, limmaginazione, priva di ogni riferimento metafisico, come era in Bruno, è confermata come la capacità di stabilire collegamenti anche tra le cose più lontane ma, afferma Francesco Bacone, essa mette in opera "matrimoni e divorzi illegali" tra le cose.

Da questo momento, per tutto il XVII secolo limmaginazione, mescolata con le teorie estetiche barocche del wit arguzia, ingegno, viene relegata nel campo esclusivo della poesia tranciando ogni rapporto con le potenzialità conoscitive razionali con le quali prima veniva connessa.

                                     

2. Immaginazione e arte

La connessione che si opera tra immaginazione ed arte nelletà moderna era del tutto esclusa nel mondo antico dove al più si parlava di fantasia, in particolare nelletà ellenistica, come la capacità del retore e del poeta di abbellire formalmente con immagini il discorso o la poesia.

Quando nelletà moderna il pensiero scientifico si definisce e progredisce ulteriormente, la separazione tra conoscenza e immaginazione si approfondisce per cui questultima viene assimilata alla fantasia, la facoltà che crea la poesia.

                                     

2.1. Immaginazione e arte Vico

Rimangono ignorate nella filosofia del tempo le anticipazioni, rispetto al pensiero kantiano e a quello idealistico, di Giambattista Vico con la sua dottrina degli "universali fantastici": una concezione dellimmaginazione nel suo collegamento con la poesia e con la trasformazione delle forme del sapere espresso dalla società nella storia.;

                                     

2.2. Immaginazione e arte Hobbes

La fantasia secondo Hobbes può svolgersi nei limiti di quella che egli chiama "discrezione", nel senso originario del termine, cioè la capacità di discernere, distinguere razionalmente tra idee e "buon senso" sociale. In tutto il periodo dellempirismo inglese e poi dellilluminismo, arte e poesia hanno una loro funzione solo con il rispetto della convivenza sociale. La fantasia cioè non può esprimersi nellarte senza regole ma deve cercare una legittimazione nella considerazione sociale.

                                     

2.3. Immaginazione e arte Kant

Kant sinserisce nel solco di questa concezione per cui arte e fantasia devono conformarsi alla convivenza sociale: altrimenti la fantasia diventa una "immaginazione che produce immagini senza volerlo".

Il "fantastico", gioca con la fantasia ma è contemporaneamente "giocato" da essa.

Limmaginativo dunque si controlla e pone limiti allirreale mentre la fantasia talora deborda e opera in modo del tutto irrazionale.

Kant quindi riprende la teoria aristotelica della capacità conoscitiva della immaginazione e, entro certi limiti, quella neoplatonica della sua funzione unificatrice in grado di rendere manifesta la omogeneità tra le cose.

Kant distingue tra una:

  • immaginazione riproduttiva, la capacità di far riaffiorare nello spirito oggetti intuiti precedentemente e una;
  • immaginazione produttiva, che coincide con la funzione delle intuizioni pure di spazio e tempo.

In senso più ampio nella Critica del giudizio il libero gioco dellimmaginazione, insieme allintelletto e alla ragione, produce lesperienza del bello e del sublime ma anche, con le concezioni kantiane del "genio" e del "bello" come simbolo della moralità, anticipa le concezioni romantiche dellidealismo di Fichte e Schelling.



                                     

2.4. Immaginazione e arte Idealismo

In Schelling la funzione cognitiva dellimmaginazione diventa centrale nella sua dottrina svolgendo la funzione unificatrice del reale con lideale, della Natura con lo Spirito ed esprimendosi nellarte che diviene organo della filosofia.

Con Hegel per la prima volta limmaginazione viene distinta dalla fantasia: la prima ha una semplice funzione riproduttiva di immagini, mentre la seconda ha una vera e propria capacità creativa poiché essa è "immaginazione simboleggiante, allegorizzante e poetante".

Nellambito del romanticismo dellimmaginazione elaborò una teoria approfondita soprattutto Friedrich Schlegel che la chiamava "il respiro dellanima", attribuendogli una funzione teoretica e pratica di tutto il mondo delluomo in modo tale che la storia dellautosviluppo della coscienza umana coincide con quella dellimmaginazione e dei suoi prodotti artistici.

Per tutta la seconda metà dellOttocento, dopo la crisi dellidealismo, si attribuirà allimmaginazione, con motivazioni diverse da quelle di Schlegel, proprio questa funzione: la possibilità di ricostruire la storia della coscienza delluomo attraverso le sue produzioni artistiche le sue manifestazioni storiche.

Ai primi del Novecento Benedetto Croce nel Breviario di estetica 1913 conferma la distinzione tra fantasia e immaginazione, perché questa è artistica e laltra extra-artistica e Giovanni Gentile riprenderà la distinzione crociana affermando che la fantasia "è puro sentimento e inattuale forma soggettiva dello spirito".



                                     

3. Il pensiero contemporaneo sullimmaginazione e sullimmaginario

Nel Novecento unelaborazione approfondita dellimmaginazione è stata condotta dal giovane Jean Paul Sartre prima nellopera Limmaginazione del 1936 e successivamente ne Limmaginario del 1940.

Sulle tracce della fenomenologia di Husserl, Sartre sostiene che limmaginazione ha un potere "irrealizzante" nei confronti delle cose, tale che attraverso essa si realizza la capacità della coscienza di andare oltre la materialità e quindi di esprimere la propria libertà.

Questa concezione sartriana, ma basata su una ripresa utopica del marxismo e dellhegelismo, è anche in Ernst Bloch ma soprattutto avranno rilievo nel corso del Novecento due importanti teorie sullimmaginazione: quella di G. Bachelard, che si può collocare nel mezzo tra la psicologia analitica di Jung e lantropologia strutturalistica, e quella di Lacan che si fonda su una nuova interpretazione di Freud.

                                     

3.1. Il pensiero contemporaneo sullimmaginazione e sullimmaginario Limmaginario

A cominciare da questi due autori assistiamo a una nuova terminologia: non si parla più di immaginazione ma di "immaginario" intendendo non più basare lo sguardo sulla facoltà immaginativa quanto sui suoi prodotti: i miti, i sogni, la poesia cercando non tanto di interpretarli quanto piuttosto di analizzarli nella loro struttura interiore

Mentre Bachelard vede nellimmaginario qualcosa di complementare al pensiero scientifico per Lacan invece si deve trattare dellimmaginario in un modo del tutto nuovo: limmaginario sarebbe il luogo psicologico delle false immagini che lIo produce di se stesso, lo specchio dove si riflette non quello che siamo ma quello che vorremmo essere.

Queste false immagini di sé sono però inevitabilmente costrette a fare i conti con la realtà generando continue sconfitte e delusioni. Se vogliamo ritrovare la vera storia dellio dobbiamo invece collegarla a quello che Lacan chiama il "simbolico" rappresentato dal linguaggio e dalla sua valenza sociale.

                                     

4. Immaginazione motoria

Lo psicologo Stephen M.Kosslyn ha condotto studi approfonditi sulla percezione, scoprendo la dimostrazione che a livello neurocellulare limmaginare visivamente delle cose non è differente dal vederle. Questo assunto è la base della pratica di immaginazione motoria che consiste in una simulazione mentale di azioni e viene usata in ambito sportivo, riabilitativo, psicoterapico.