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ⓘ Dai-Nippon Teikoku Rikugun




Dai-Nippon Teikoku Rikugun
                                     

ⓘ Dai-Nippon Teikoku Rikugun

L Esercito imperiale giapponese ha costituito la forza di terra del Giappone imperiale dal 1867 fino al 1945, anno della sconfitta nella seconda guerra mondiale. Incorporò anche le forze aeree terrestri nipponiche, in quanto non esisteva una aviazione come forza armata indipendente.

LEsercito imperiale era controllato dallufficio generale dello stato maggiore dellEsercito imperiale e dal Ministero della Guerra giapponese, entrambi i quali erano subordinati allimperatore del Giappone come comandante supremo dellesercito e della marina. In seguito un ispettorato generale dellaviazione dellesercito divenne la terza agenzia di sorveglianza dellesercito. In tempo di guerra o emergenze nazionali, veniva nominato un comando facente funzione dellimperatore, il quartier generale imperiale, un corpo consistente nel capo e vice capo dello staff dellesercito, nel ministro della guerra, nel capo e vice capo dello staff della marina, nellispettore generale dellaviazione militare e nellispettore generale delladdestramento militare.

                                     

1.1. Storia fino alla seconda guerra mondiale Fondazione

Durante il rinnovamento Meiji, le forze militari leali allImperatore Mutsuhito erano samurai provenienti dai domini feudali di Satsuma e di Chōshū. Dopo il successo del rovesciamento dello shogunato Tokugawa bakufu e dellinstaurazione del governo di Meiji, modellato sulle linee europee, un esercito più formale, leale a governo centrale più che ai singoli domini, divenne una necessità per preservare lindipendenza del Giappone dallimperialismo occidentale.

Questo esercito centralizzato, lEsercito imperiale giapponese, divenne ancora più importante dopo labolizione del sistema feudale nel 1871. A riforma dellesercito, il governo istituì la coscrizione su scala nazionale, nel 1873, il quale prevedeva che ogni maschio dai 17 ai 40 anni doveva svolgere un periodo di tre anni di servizio, seguiti da altri due anni nelle prime riserve attive e altri due nelle seconde riserve non attive. Una delle differenze fondamentale tra i samurai e la classe contadina era il diritto a portare armi; questo antico privilegio fu esteso ad ogni uomo della nazione.

                                     

1.2. Storia fino alla seconda guerra mondiale Assistenza straniera

Il nuovo esercito imperiale fu essenzialmente sviluppato con lassistenza di consiglieri francesi, con la seconda missione militare francese in Giappone 1884-1889. Tuttavia, data la vittoria tedesca nella guerra franco-prussiana, il governo giapponese prese anche i prussiani come modello per il loro esercito e assunsero due consiglieri tedeschi per addestrare lo staff generale giapponese dal 1886 allaprile 1890: lufficio generale dello staff dellesercito imperiale, basato sul Generalstab prussiano, venne costituito direttamente dallimperatore nel 1878 e gli venne dato un ampio potere sulla pianificazione e la strategia militare.

Altri consulenti militari stranieri furono il maggiore italiano Pompeo Grillo, che lavorò alla fonderia di Osaka dal 1884 al 1888 seguito dal maggiore Quaratesi dal 1889 al 1890, e il capitano olandese Schermbeck, che lavorò per incrementare le difese costiere dal 1883 al 1886. I giapponesi non ebbero invece consiglieri stranieri tra il 1890 e il 1918, fino alla quarta missione militare francese in Giappone 1918-1919, guidata dal comandante Jacques-Paul Faure, che fu richiesta per assistere allo sviluppo del servizio aeronautico.

                                     

1.3. Storia fino alla seconda guerra mondiale Spedizione di Taiwan

La spedizione a Taiwan del 1874 fu una spedizione punitiva delle forze militari giapponesi in risposta allassassinio di 54 membri dellequipaggio di un vascello mercantile affondato nelle isole Ryūkyū, da parte degli indigeni di Paiwan sulla punta meridionale di Taiwan nel dicembre 1871. Questo fu il primo impiego oltremare dellEsercito e della Marina Imperiali.

                                     

1.4. Storia fino alla seconda guerra mondiale Rivolta di Satsuma

Non sorprendentemente, il nuovo ordine portò ad una serie di rivolte da parte dei samurai scontenti. Una delle maggiori ribellioni, la ribellione di Satsuma, fu guidata da Saigō Takamori, che di divenne ben presto una guerra civile. Questa ribellione fu soppressa velocemente dai coscritti dellappena nato Esercito imperiale, i quali usavano armi e tattiche occidentali, sebbene il cuore di questo nuovo esercito era la forza di polizia di Tokyo, formata per lo più da ex- samurai.

Un rescritto imperiale ai soldati e marinai direttamente dallimperatore del 1882 affermò lindubbia lealtà allimperatore di tutte le forze armate e asserì che ogni comando dei propri ufficiali superiori era lequivalente di un comando diretto dellImperatore stesso. Da allora, i militari servivano il Giappone in unintima e privilegiata relazione con listituzione imperiale.

I leader militari ricevettero lonore del diretto accesso allimperatore e lautorità di trasmettere i suoi pronunciamenti direttamente alle truppe. La relazione amichevole tra i coscritti e gli ufficiali, in particolare gli ufficiali minori che provenivano maggiormente dalla classe contadina, tendeva ad avvicinare i militari alla gente comune. Nel tempo, la maggior parte della gente cercò nei militari la guida agli accadimenti nazionali più che nei politici.

Negli anni novanta dellXIX secolo, lEsercito imperiale giapponese era diventato il più moderno esercito in Asia, ben addestrato, ben equipaggiato e con un buon morale. Tuttavia, esso era semplicemente una forza di fanteria, mancante di cavalleria e artiglieria, entrambi presenti nei contemporanei europei. I pezzi dartiglieria, che erano prodotti in America e in altre nazioni europee, presentavano due problemi: erano scarsi e il ridotto numero che era accessibile aveva differenti calibri, causando dei problemi con i rifornimenti di munizioni.



                                     

1.5. Storia fino alla seconda guerra mondiale Prima guerra sino-giapponese

La prima guerra sino-giapponese fu un conflitto combattuto tra lImpero cinese della dinastia Qing e lImpero del Giappone per il controllo della Corea. La guerra mostrò la debolezza dellesercito dei Qing e i giapponesi giunsero ad una sicura vittoria. Essa fu dovuta al nuovo stile occidentale dellesercito di coscritti giapponesi che era ben equipaggiata e ben addestrata in confronto con la controparte cinese. Il risultato principale fu il passaggio del ruolo di potenza dominante in Asia dalla Cina al Giappone, e una sconfitta fatale per la cadente dinastia Qing. I giapponesi misero in campo una forza di 120 000 uomini in due armate e cinque divisioni.

                                     

1.6. Storia fino alla seconda guerra mondiale Ribellione dei Boxer

Tra il 1899 e il 1900, gli attacchi dei Boxer contro gli stranieri in Cina si intensificarono e in seguito sfociarono nellassedio alle legazioni diplomatiche a Pechino. Unalleanza internazionale formata da truppe britanniche, francesi, russe, tedesche, italiane, austro-ungheresi, statunitensi e giapponesi furono inviate a liberare i diplomatici. I giapponesi provvidero ad inviare il contingente più numeroso; 20 840 uomini con 18 navi da guerra. Rispetto al numero totale, 20 300 uomini erano truppe dellEsercito imperiale della 5ª Divisione di Fanteria sotto il generale Yamaguchi Motoomi mentre i rimanenti 540 uomini erano marinai della Marina imperiale giapponese. I ribelli usarono le tradizionali arti marziali cinesi per opporsi alle tattiche e armi degli eserciti moderni. Questo li portò ad essere soprannominati "Boxer" dagli occidentali. Anche se ufficialmente condannavano il movimento, i Boxer erano ufficiosamente supportati da Cixi, limperatrice vedova. Alla fine i boxer furono catturati e giustiziati. Limperatrice fu costretta a fuggire quando gli eserciti stranieri entrarono nella Città Proibita.



                                     

1.7. Storia fino alla seconda guerra mondiale Guerra russo-giapponese

La Guerra russo-giapponese fu il risultato della tensione tra lImpero russo e lImpero del Giappone, soprattutto per le rivali ambizioni sulla Manciuria e la Corea. I giapponesi inflissero pesanti perdite ai russi; tuttavia, mentre la marina annientava le flotte russe nelle battaglie del Mar Giallo e di Tsushima le forze di terra non furono in grado di infliggere una sconfitta decisiva allarmata russa. La grande dipendenza dalla fanteria e lassenza di adeguata cavalleria e artiglieria portò i giapponesi a subire pesanti perdite tra le proprie fila, specialmente durante lAssedio di Port Arthur.

                                     

1.8. Storia fino alla seconda guerra mondiale Prima guerra mondiale

LImpero giapponese entrò in guerra nella Triplice intesa. Anche se furono fatti dei piani per inviare una forza di spedizione di 100 000 - 500 000 uomini in Francia, alla fine lunica azione in cui il Giappone fu coinvolto fu lattentamente pianificato e ben eseguito assedio di Tsingtao, una concessione tedesca in Asia, nel 1914.

                                     

1.9. Storia fino alla seconda guerra mondiale Periodo tra le due guerre

Tra il 1917-1918, il Giappone continuò ad estendere la sua influenza e i suoi privilegi in Cina attraverso dei prestiti. In seguito al collasso dellImpero russo nella Rivoluzione dottobre, durante lIntervento in Siberia, lEsercito imperiale inizialmente pianificò di inviare più di 70 000 uomini ad occupare la Siberia a ovest del lago Bajkal. Lo staff generale dellesercito vide il collasso zarista come unopportunità di liberare il Giappone da ogni minaccia russa in futuro, impossessandosi della Siberia e formando uno Stato cuscinetto indipendente. Il piano però fu annullato soprattutto per la forte opposizione degli Stati Uniti.

Nel luglio 1918, il presidente Wilson chiese al governo giapponese di inviare 7 000 uomini come parte di una coalizione di 24 000 soldati come supporto della Forza di Spedizione Americana in Siberia. Dopo un dibattito animato nella Dieta Nazionale del Giappone, il governo del primo ministro Masatake Terauchi accettò di inviare 12 000 uomini ma sotto il comando giapponese, anziché come parte di una coalizione internazionale. Giappone e Stati Uniti inviarono le loro forze in Siberia per appoggiare gli uomini dellArmata Bianca, guidata da Aleksandr Vasilevič Kolčak contro i bolscevichi dellArmata Rossa.

Una volta raggiunta la decisione politica, lEsercito imperiale prese il pieno controllo sotto il capo dello staff generale Mitsue Yui e, per il novembre del 1918, più di 70 000 soldati giapponesi occuparono tutti i porti le maggiori cittadine del Territorio del Litorale e dellest della Siberia.

Nel giugno 1920, lAmerica e i suoi alleati della coalizione si ritirarono da Vladivostok dopo la cattura e lesecuzione di Aleksandr Kolčak da parte dei Bolscevichi. Tuttavia, i giapponesi decisero di rimanere, primariamente per paura di una diffusione del Comunismo così vicina al Giappone e alle sue colonie, Manciuria e Corea. Lesercito giapponese diede supporto militare al governo provvisorio del Priamure, con sede a Vladivostok, contro la Repubblica dellEstremo Oriente, sotto controllo di Mosca.

La presenza continuativa del Giappone interessò gli Stati Uniti, che sospettavano che i giapponesi avessero dei piani di conquista sulla Siberia e lestremo oriente della Russia. Soggetta ad unintensa pressione diplomatica da parte di Stati Uniti e Regno Unito, e affrontando unopposizione interna, dovuta al costo economico e umano, lamministrazione del primo ministro Katō Tomosaburō fece ritirare le forze giapponesi nellottobre 1922.

                                     

1.10. Storia fino alla seconda guerra mondiale Ascesa del militarismo nel Periodo Shōwa

Negli anni 20, lEsercito imperiale del Giappone si espanse rapidamente e entro il 1937 poteva contare su una forza di 300 000 uomini. Diversamente dai paesi occidentali godeva di unampia indipendenza dal governo. Sotto i dettami della Costituzione Meiji, il ministro della Guerra era tenuto a rendere conto solo allimperatore Hirohito e non al governo eletto dal popolo. Infatti, lamministrazione civile giapponese necessitava del supporto dellesercito per governare. Lesercito controllava le candidature al Ministero della Guerra e nel 1936 una legge stabilì che solo un generale in servizio attivo poteva ottenere quel posto. Come risultato di ciò, si ebbe che la spesa militare, in proporzione al budget nazionale, crebbe sproporzionatamente tra gli anni venti e trenta, e diverse fazioni vicine ai militari influenzarono la politica estera giapponese.

LEsercito imperiale giapponese era originariamente conosciuto come "Esercito" rikogun ma dopo il 1928, come conseguenza dello spostamento dellesercito verso un nazionalismo romantico e per conseguire le sue ambizioni politiche, si cominciò a riferirsi ad esso come all"Esercito imperiale" kōgun, soprattutto per iniziativa del bellicoso generale Sadao Araki.



                                     

1.11. Storia fino alla seconda guerra mondiale La "macchina bestiale" la Cina

Nel 1931, lEsercito imperiale giapponese aveva una potenza di 198 880 ufficiali e soldati, divisi in 17 divisioni. LIncidente di Mukden, presunto attacco alla ferrovia giapponese da parte di banditi cinesi, fu molto probabilmente orchestrato dallesercito giapponese per accusarne i cinesi e legittimare il proseguimento delle ostilità. Le azioni dei militari, largamente indipendenti dalla leadership civile, portarono allinvasione della Manciuria, nel 1931 e in seguito alla Seconda guerra sino-giapponese nel 1937. Con lapprossimarsi della guerra, linfluenza dellEsercito imperiale sullimperatore scemò, mentre crebbe linfluenza della Marina imperiale. Nonostante ciò, nel 1938, lesercito si era espanso fino ad avere 34 divisioni. Durante la guerra in Cina, lEsercito imperiale si comportò spesso con selvaggia e incontrollata brutalità; in particolare loccupazione di Nanchino nel dicembre 1937 fu caratterizzata da violenze, saccheggi e uccisioni in massa di militari e civili; osservatori sul posto dellalleato tedesco, non esitarono a definire le truppe imperiali nipponiche "una macchina bestiale".

                                     

1.12. Storia fino alla seconda guerra mondiale Seconda guerra mondiale

Nel 1941, lEsercito imperiale possedeva 51 divisioni e varie unità, tra cui artiglieria, cavalleria, contraeree e corazzate, per un totale di 1 700 000 uomini. Allinizio della Seconda guerra mondiale la maggior parte dellesercito giapponese si trovava in Cina, dove erano stanziate 27 divisioni. Altre 13 divisioni avevano come obiettivo quello di proteggere il confine del Manchukuò, per respingere un eventuale attacco sovietico. Tuttavia, dal 1942, diversi soldati furono inviati ad Hong Kong 23ª Armata, nelle Filippine 14ª Armata e nella Malesia britannica 25ª Armata. Entro il 1945 vi erano 5 milioni e mezzo di soldati nellEsercito imperiale.

Dal 1943, le truppe giapponesi soffrirono di grave scarsità di rifornimenti; in special modo la mancanza di cibo, medicine, munizioni ed armamenti per colpa dellinterdizione dei sottomarini alleati nelle rotte giapponesi del Pacifico portò ad una pericolosa rivalità con la Marina Imperiale. La mancanza di rifornimenti impedì ad un gran numero di caccia di continuare il servizio aeronautico per mancanza di parti di ricambio e "due terzi dei soldati giapponesi morì di malattie o fame."

                                     

1.13. Storia fino alla seconda guerra mondiale Fanatismo e crimini di guerra

Per tutta la Seconda guerra sino-giapponese e la Seconda guerra mondiale, lEsercito imperiale si guadagnò una triste reputazione per il suo fanatismo e per la sua brutalità contro i prigionieri di guerra e i civili come per esempio nel massacro di Nanchino. Dopo la resa del Giappone nellestate del 1945, molti ufficiali e uomini arruolati dellEsercito imperiale furono processati e puniti per numerose atrocità e crimini di guerra. Nel 1949, i processi furono conclusi con un totale di 5 700 casi indagati.

Il generale Tomitarō Horii emise, nel 1941, una "Guida per i soldati nei Mari del Sud", la quale ordinava alle truppe di non saccheggiare o uccidere i civili. Lintento era prevenire le atrocità che lEsercito commise in Cina; tuttavia solo gli uomini sotto il suo diretto comando seguirono queste direttive.

Diversi motivi sono stati teorizzati per spiegare il comportamento brutale e senza pietà dimostrato da molti membri dellEsercito Imperiale verso i loro avversari o civili non giapponesi. Uno di questi motivi è probabilmente il comportamento che essi stessi subirono. LEsercito Imperiale era conosciuto per il severo trattamento che i soldati ricevevano già allinizio delladdestramento, tra cui percosse, attività non necessarie estremamente dure, mancanza di cibo e altre violenze o dure pratiche di disciplina. Ciò andava contro allo Scritto Imperiale ai Soldati e Marinai del 1882 che ordinava agli ufficiali di trattare con rispetto i subordinati. Solo dopo nel 1943, i comandanti generali si resero conto che queste brutalità avevano effetti sul morale ne ordinarono la fine, un ordine che fu aggirato o ignorato. Lo spirito del gyokusai "morte gloriosa" ordinava ai soldati attacchi suicidi con le baionette, quando il tiro di preparazione dellartiglieria da campagna non era ancora finito.

La reputazione dellEsercito Imperiale durante la Guerra del Pacifico di saper resistere in condizioni impossibili e di rifiutare la resa anche nelle situazioni più disperate è dovuta al basso numero di giapponesi sopravvissuti nelle numerose battaglie in tutto il Pacifico; 921 catturati su una guarnigione di 31 000 uomini nella Battaglia di Saipan, 17 di 3 000 uomini nella Battaglia di Tarawa, 7 400-10 755 di 117 000 uomini nella Battaglia di Okinawa, con un gran numero di suicidi sul campo di battaglia. Nellarea sud-ovest del Pacifico ben più di 1 000 uomini si suicidarono sia nel 1942 che nel 1943, circa 5 100 nel 1944 e più di 12 000 nel 1945, e avrebbero potuto essere di più se non fosse stato per le malattie che colpirono i militari. La propaganda dei volantini lanciati dagli aerei americani parlava del 20% dei membri delle guarnigioni fatti prigionieri, con circa un prigioniero ogni 6 000 volantini sganciati; i giapponesi invece distribuivano volantini "senza scrupoli", che avvertivano sulla mancanza di volontà da parte degli americani di fare prigionieri. LEsercito Imperiale era solito dipingere le truppe americane come crudeli e senza pietà, definendole come 鬼畜米英 Kichiku Beihei, letteralmente Bestie Demoniache Americane e Inglesi, e informare le sue truppe che gli americani avrebbero violentato tutte le donne catturate e torturato gli uomini, portando così a trattamenti brutali dei prigionieri di guerra, come nella Marcia della morte di Bataan, e a suicidi di massa di soldati e civili giapponesi durante la Battaglia di Saipan e di Okinawa.

                                     

1.14. Storia fino alla seconda guerra mondiale Quartier generale imperiale e potere dellImperatore nellepoca Shōwa

Durante la prima parte del periodo Shōwa, secondo la Costituzione Meiji, lImperatore aveva il "comando supremo dellEsercito e della Marina" articolo 11. Hirohito era dunque legalmente il comandante supremo del Quartier generale imperiale, fondato nel 1937, nel quale venivano prese le principali decisioni militari.

La fonti principali, come le memorie di Hajime Sugiyama e i diari di Fumimaro Konoe e Kōichi Kido, descrivono in dettaglio i molti incontri non formali che lImperatore ebbe con il suoi capo dello staff e ministri. Questi documenti mostrano che egli si teneva informato su tutte le operazioni militari e frequentemente interrogava i suoi generali e chiedeva dei cambiamenti.

Secondo gli storici Yoshiaki Yoshimi e Seiya Matsuno, Hirohito autorizzò, con un ordine specifico trasmesso dai Capi dello Staff dellEsercito, come Kanin Kotohito o Hajime Sugiyama, luso di armi chimiche contro i civili e i soldati cinesi. Egli autorizzò luso, per esempio, di gas tossico in 375 casi separati durante la battaglia di Wuhan nel 1938. Alcune armi furono autorizzate anche durante la battaglia di Changde.

Secondo gli storici Akira Fujiwara e Akira Yamada, limperatore Hirohito fece anche interventi importanti in alcune operazioni militari. Per esempio, fece pressione sul maresciallo Hajime Sugiyama quattro volte tra gennaio e febbraio del 1942 per incrementare le forze delle sue truppe e attaccare Bataan. Nellagosto 1943, lImperatore accusò Sugiyama di non essere stato in grado di fermare lavanzata americana nelle isole Salomone e chiese ai generali di considerare altri luoghi dove cominciare un attacco.

Solo in casi rari o di speciale importanza, le decisioni venivano prese dal consiglio imperiale. Il governo imperiale usò questa speciale istituzione per sancire linvasione della Cina, sulla guerra nel Pacifico e sulla resa del Giappone stesso. Nel 1945, eseguendo la decisione presa nella conferenza imperiale, lImperatore Shōwa per la prima nella storia volta informò in persona, via radio, tutti i giapponesi della resa agli Stati Uniti, come ultimo compito come Comandante in Capo delle forze giapponesi.

                                     

2.1. Storia post seconda guerra mondiale Forza di autodifesa giapponese terrestre

LArticolo 9 della Costituzione giapponese rinuncia al diritto di usare la forza come mezzo per risolvere dispute. Ciò fu stabilito in Giappone per prevenire il militarismo, che portò alla guerra. Tuttavia, nel 1947 fu formata la Forza di Sicurezza Pubblica; in seguito, nel 1954, con le prime fasi della Guerra Fredda, la Forza di Sicurezza fu la base per la creazione della nuova Forza di autodifesa giapponese terrestre. Anche se significativamente più ridotto dellex-Esercito Imperiale giapponese e formalmente con compito strettamente difensivo, essa costituisce lodierno esercito del Giappone.

                                     

2.2. Storia post seconda guerra mondiale Resistenza continuata

Indipendentemente, alcuni soldati dellEsercito Imperiale continuarono a combattere nelle isole sperdute del Pacifico fino agli anni settanta, con lultimo soldato giapponese ad arrendersi nel 1974. Lufficiale dellIntelligence Hiroo Onoda, che si arrese sullisola di Lubang nelle Filippine nel marzo 1974, e Teruo Nakamura, che si arrese nellisola di Morotai in Indonesia nel dicembre 1974, sembrano essere stati gli ultimi due soldati fantasma giapponesi.

                                     

3. Ideologia

Il nazionalismo giapponese permise ai militari di ascendere attorno ad un concetto dellepoca: un Paese ricco ha un Esercito forte. I nazionalisti affermarono che il Giappone, come territorio, era sacro e la sua gente era speciale, motivando ciò attraverso una combinazione tra Zen e diverse forme di Buddhismo giapponese con lo Shintoismo. Il servizio nellesercito giapponese era visto come il servizio allImperatore del Giappone. Ogni soldato credeva che fosse un grande onore morire per lImperatore, per via del credo samurai del "servire" che era profondamente radicato nella cultura dei soldati.

Il concetto dello Yamato-damashii "Spirito Giapponese" diede ad ogni militare un codice di condotta molto semplice: mai essere catturato, mai fermarsi e mai arrendersi. Essere un codardo o essere catturato era un disonore per la propria famiglia, comunità e paese. Ad ogni soldato era stato insegnato a combattere fino alla morte e ci si aspettava egli morisse invece di disonorarsi. Spesso in battaglia, i soldati imperiali urlavano banzai il tradizionale augurio di "lunga vita" per lImperatore prima di attaccare, confidando che il grido esuberante potesse indicare la loro volontà di morire con onore.

Ogni soldato accettava di dover servire stoicamente come parte del proprio Bushidō, rappresentato con lidea della "morte prima del disonore". Sadao Araki, un teorico dellEsercito, strumentalizzò ladattamento contemporaneo del Bushidō come una dottrina "Seishin Kyoiku" "addestramento spirituale" per lesercito stesso. In quanto tale, ogni soldato doveva lasciarsi alle spalle ogni cosa quando cominciava il servizio, necessitando, così, solo dellonore. In realtà, lonore, rappresentato con un nome ed una faccia, rappresentava tutto per un soldato.

Unito a ciò il Bushidō divenne un immenso, religioso rispetto verso lImperatore. Anche se durante le epoche Meiji e Taishō, lImperatore era praticamente soltanto una facciata, con il vero potere nelle mani dei suoi burocrati, egli era ancora considerato una figura divina. In teoria come comandante in capo, lImperatore era solito adeguarsi a ciò che il governo gli "chiedeva" di fare. LImperatore infatti vestiva luniforme da comandante supremo ed era salutato come tale ad ogni cerimonia delle Forze Imperiali.

Allepoca, il governo imperiale poteva mobilitare le forze armate solo se i ministri del gabinetto giungevano ad un consenso unanime. Il ruolo dellImperatore restava nel dare la sua benedizione nellesecuzione e nel vincolare gli ordini. Dato che lImperatore doveva essere presente ad ogni incontro del governo, egli ascoltava in silenzio tutte le argomentazioni fatte dai ministri. Data per scontata la sua benedizione, dopo ogni discussione, le proposte diventavano ordini dellImperatore stesso, esecutivi sul popolo del Giappone.

                                     

4. Crescita dellEsercito imperiale

  • 1870: 12 000 uomini
  • 1º Esercito Nazionale: uomini dai 37 ai 40 anni dalla 1ª Riserva
  • 220 000 uomini nellEsercito Nazionale
  • 1885: 7 divisioni, inclusa la divisione della Guardia Imperiale
  • 50 000 uomini nella Riserva di Seconda Linea: come nel precedente ma con ex coscritti della Classe B2
  • 380 000 uomini in servizio attivo e la Riserva di Prima Linea: ex coscritti della Classe A e B1 dopo due anni di attività con esperienza di almeno 17 anni e mezzo
  • Nei primi del 900, lEsercito Imperiale era formato da 12 divisioni, la Guardia Imperiale e altre unita. Queste ultime contengono le seguenti
  • 2º Esercito Nazionale: uomini non addestrati sotto i 20 anni e uomini oltre i 40 anni
  • 4 250 000 uomini in grado di prendere servizio e mobilitarsi
  • 2 divisioni in Giappone la Guardia Imperiale più unaltra
  • 1940: 376 000 uomini attivi con 2 milioni di riservisti divisi in 31 divisioni.
  • 2 divisioni in Corea
  • 1934: lesercito si compone di 17 divisioni
  • 27 divisioni in Cina e Manciuria
  • 12 divisioni in Manciuria
  • Nel tardo 1941: 460 000 uomini attivi in 41 divisioni
  • più 59 brigate equivalenti a
  • 27 divisioni in Cina
  • 2 divisioni in Giappone e Corea
  • Brigate Indipendenti, Brigate Indipendenti Miste, Brigate di Cavalleria, Brigate Anfibie, Reggimenti Indipendenti Misti e Reggimenti Indipendenti
  • 1945: 5 milioni di uomini attivi in 145 divisioni incluse tre della Guardia Imperiale, più numerose unità individuali, con un buon numero di uomini nel Corpo dAviazione volontario
  • incluso il Dai-Nippon Teikoku Rikugun Kōkū Hombu Servizio Aeronautico
  • LEsercito di Difesa giapponese, nel 1945, contava 55 divisioni con 2 milioni di uomini

I militari totali esclusa la Marina imperiale nellagosto 1945 erano 6.095.000, inclusi i 676.863 del Servizio Aeronautico.

                                     

5. Arsenali

LEsercito Imperiale giapponese ebbe diversi arsenali:

  • lArsenale di Osaka: con la Mitsubishi e la Hitachi costruiva carri armati e artiglieria
  • lArsenale di Koishikawa Tokyo
  • lArsenale di Heijo: costruiva, secondo i progetti di Kijirō Nambu, armi per la fanteria
  • lArsenale di Tachikawa: dedicato allo sviluppo e la produzione di aerei per il Servizio Aeronautico
  • lArsenale di Tokyo: il centro amministrativo dellEsercito dove si testavano armi leggere e pesanti
  • lArsenale di Kokura: costruiva, secondo i progetti di Kijirō Nambu, armi leggere e mitragliatrici per la fanteria
  • lArsenale di Sagamihara: assieme alla Mitsubishi, sviluppava e costruiva carri armati
  • lArsenale di Sasebo: con la Mitsubishi costruiva carri armati
  • lArsenale di Mukden: costruiva, secondo i progetti di Kijirō Nambu, armi per la fanteria
                                     

6. Vittime

Durante lesistenza dellEsercito Imperiale giapponese, milioni di soldati morirono, furono feriti o rimasero dispersi.

  • Prima guerra mondiale: 1 455 giapponesi furono uccisi, la maggior parte nellassedio di Tsingtao
  • Spedizione a Taiwan: 543 12 uccisi in battaglia e 531 per malattie
  • Guerra russo-giapponese: Il numero totale di giapponesi morti in combattimento si avvicina ai 47 000 e raggiunge gli 80 000 se si considerano anche le malattie
  • 2 566 000 escluse le morti non in combattimento include gli 1 506 000 di morti in azione
  • Morti
  • Seconda guerra mondiale
  • Prima guerra sino-giapponese: 13 823 morti e 3 973 feriti
  • 672 000 civili morti vittime note
  • 7 500 prigionieri di guerra
  • 810 000 dispersi in azione e presumibilmente morti