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ⓘ Variazioni territoriali e amministrative di Abruzzi e Molise




Variazioni territoriali e amministrative di Abruzzi e Molise
                                     

ⓘ Variazioni territoriali e amministrative di Abruzzi e Molise

Questa pagina riassume le variazioni territoriali e amministrative di Abruzzi e Molise dal 1852 al 1963. Viene fatto cenno anche alle ipotesi di distacco-aggregazione di comuni e province che interessano o hanno interessato lAbruzzo e il Molise.

                                     

1.1. Storia Dal Giustizierato al 1799

Gli Abruzzi e Molise costituivano dal 1948 una regione sola sino allo smembramento nel 1963, a seguito della modifica della Costituzione, divenendo due amministrazioni distinte. Il territorio abruzzese e molisano attuale corrisponde più o meno a quello dellantico Sannio, diviso in una Regio la IV dallimperatore Augusto, e poi annessa nel ducato di Benevento e successivamente di Spoleto VI-IX secolo.

Il territorio attuale dellAbruzzo, per confini con i territori esterni, si formò nel 1233 con la costituzione del Giustizierato dAbruzzo voluto da Federico II di Svevia, con capoluogo Sulmona, città favorita allo svevo e in posizione centrale tra il mare e Napoli, dato che LAquila doveva ancora nascere nel 1254. Il toponimo dellAbruzzo provenne dalla Contea dAprutium che includeva il circondario di Teramo. Il toponimo di quella piccola macro regione iniziò ad essere usato per tutto il nuovo giustizierato che, benché unito e comandato da un giustiziere regio, era frammentato in piccole signorie e baronie:

  • Contea di Penne: comprendente lex territorio vestino a nord della Pescara
  • Contea Teatina: con capoluogo Chieti, si estendeva dalla città alla valle del fiume Alento a sud, confinando con Miglianico e Francavilla al Mare, Lanciano, mentre a nord con la Pescara, avendo i feudi di Torrevecchia, Aterno appunto la vecchia Pescara, Casalincontrada, Turrivalignani, Bolognano, Bucchianico, Ripa Teatina
  • Contea di Celano: amministrata dal X secolo dai Conti dei Marsi, comprendente lattuale territorio della Marsica, ex provincia Valeria durante il periodo romano. Il territorio era ripartito anche nella Contea di Carsoli e di Albe, sempre della famiglia Berardi, per dividersi il potere. Nel XV secolo il territorio fu ceduto agli Orsini e poi ai Colonna.
  • Contea dAprutium: comprendete il territorio tra i fiumi Vomano-Vibrata
  • Contea di Manoppello: antico presidio normanno, si accrebbe col conte Ugo Malmozzetto XI secolo e rimase attiva sino al XVII secolo, aveva i feudi lungo la Pescara presso le gole di Popoli. Nel XIV secolo fu amministrata dagli Orsini, che estesero i loro potere sino a Palena e Guiardiagrele.
  • Contea di Palearia: con sede a Isola del Gran Sasso dItalia castello di Pagliara, aveva vari feudi lungo la parte ovest del Gran Sasso dItalia, il più meridionale era Guardiagrele, ceduta nel XIV secolo agli Orsini.
  • Gastaldia e Principato di Sulmona: includeva tutto il territorio della valle Peligna sino a Pescocostanzo e Cocullo. Nel territorio vi erano anche dei piccoli ducati, quello di Bugnara, e presso laltopiano delle Cinque Miglia quello di Castel di Sangro
  • Contea di Aquila: includeva tutto il territorio della valle dAterno attorno LAquila fino a Montereale e a Popoli. Nel territorio era inclusa la baronia di Carapelle Calvisio, che aveva i feudi di Castelvecchio Calvisio, Villa Santa Lucia, Ofena, Castelvecchio Subequo, Calascio.
  • Contea di Popoli: confinante con la valle Peligna presso le gole della Majella, era amministrata nel XIII secolo da Giacomo Cantelmo, il suo fondatore, e aveva i territori di Pacentro, Tocco di Casauria, Vittorito.
  • Signoria di Lanciano: benché non fosse una vera e propria signoria, comprendeva la città capoluogo e il territorio della Frentania presso la valle bassa del Sangro e del Feltrino. Confinava a sud con la signoria di Atessa, ed a nord con Ortona, anchessa territorio libro nel regio demanio, come Lanciano.
  • Signoria del Vasto: confinava col Molise a sud, e prese una decisiva demarcazione territoriale nel XVI secolo con larrivo della famiglia DAvalos, che acquistò i feudi confinanti di Cupello, Casalbordino, Monteodorisio, San Buono, Gissi, estendendosi sino allalta valle del Sangro, col feudo di Colledimezzo e Monteferrante.

Questi territori, divisi anche naturalmente da passi, forche, montagne, gole e fiumi, assunsero un carattere di micro regioni a sé stanti, che prevale ancora oggi dal punto di vista culturale, etnoantopologico e orografico. Il territorio del Giustizierato dAbruzzo con Carlo I dAngiò venne ripartito in due tronconi, con punto divisorio il fiume Aterno-Pescara: a nord lAbruzzo Ulteriore, con capoluogo LAquila e a sud lAbruzzo Citeriore, con capoluogo Chieti. LUlteriore include il territorio aquilano, quello teramano, il marsicano, il sulmonese, il vestino pennese e quello di Rieti a confine con laquilano; mentre il Citeriore la parte di Chieti, i feudi della Majella orientali come Guardiagrele e Palena, il territorio ortonese-lancianese e vastese, estendendosi sino allAltosannio del Molise, con lAlto Volturno, includendo i territori di Agnone, Vastogirardi, Rionero Sannitico, Castel San Vincenzo.

Nel XVI secolo con larrivo di Carlo V, molti territori che godevano di libertà nel regio demanio, vennero infeudati, e andarono a costituirsi altri micro-territori amministrati da baronie, andò a costituirsi ad esempio uno "stato Farnesiano" perché posseduto dal marchese Ottavio Farnese e Margherita dAustria, nel teramano esisteva inoltre il ducato di Atri, istituito nel XIII secolo da questa famiglia, che tentò per vari decenni di impossessarsi anche di Teramo, che comprendeva i territori a sud del Vomano sino al confine con la Pescara. Nel XVIII secolo gran parte del territorio era andato perduto, e rimaneva solo la roccaforte di Atri.

La suddivisione in "province" era di natura geografica e storica: gli Abruzzi Ultra I, Citra e il Molise dellAltosannio erano separati dai fiumi Pescara e Trigno, mentre lAbruzzo Ultra II era diviso in restanti province tramite le alte vette dellAppennino abruzzese, dal Terminillo fino ai Monti della Meta, passando per i Monti della Laga, il Gran Sasso dItalia e la Majella. Con loccupazione francese del 1799, a Vasto ci fu un curioso esperimento governativo, quando venne istituita la repubblica Vastese per volere di Gioacchino Murat re di Napoli, che avrebbe dovuto ricalcare proprio i principi governativi della Repubblica Partenopea.

                                     

1.2. Storia Riordinamento amministrativo francese

Nel 1809 i francesi riordinarono lamministrazione del territorio del Regno di Napoli, comprendendo anche lAbruzzo, che venne ripartito in Abruzzo Ultra I Teramo e Penne, Ultra II LAquila e Avezzano e Citra. Vennero creati dei distretti e dei circondari, che durarono sino al 1860, quando questi vennero riordinati in circondari. I distretti francesi principali erano:

Abruzzo Ulteriore I

  • Distretto di Avezzano
  • Distretto di Penne, tra il 1837-48 per i moti insurrezionali di De Caesaris fu amministrato da Città SantAngelo
  • Distretto di Teramo - cessione del territorio di Ancarano al Regno delle Due Sicilie
  • Distretto di Cittaducale
  • Distretto di Sulmona

Abruzzo Citeriore

  • Distretto di Vasto.
  • Distretto di Lanciano
  • Distretto di Chieti
                                     

1.3. Storia Riordinamento amministrativo del 1860 sino ad oggi

Nel 1852 ci fu lannessione del comune di Ancarano Teramo dallo Stato della Chiesa, la formazione del Regno dItalia vide sciolti i distretti francesi istituiti nel primo Ottocento, con una nuova riorganizzazione territoriale in circondari e capoluoghi. Il territorio molisano di Venafro venne ripescato dalla provincia di Terra di Lavoro, mentre dei comuni venivano ceduti alla provincia di Benevento, come Pontelandolfo, Casalduni. I circondari erano

Provincia di Aquila degli Abruzzi

  • Circondario di Sulmona
  • Circondario di Aquila degli Abruzzi
  • Circondario di Avezzano

Provincia di Chieti

  • Circondario di Chieti, che aveva il comune di Pescara rione Porta Nuova a sud del fiume
  • Circondario di Vasto
  • Circondario di Lanciano

Provincia di Teramo

  • Circondario di Teramo
  • Circondario di Penne, con Città SantAngelo e Loreto. Il mandamento di Città S.A. aveva il governo del comune di Castellammare Adriatico il rione a nord del fiume del comune attuale di Pescara

Nel 1927 ci fu unimportante modifica al territorio abruzzese, quando venne costituita la provincia di Pescara con riunione del capoluogo in un solo comune, appunto Pescara, la cui parte a sud del fiume era del territorio di Chieti, e quella a nord Castellammare, comune formatosi nel 1807 di Teramo con mandamento di Città S.A. La provincia accorpo il territorio dellex circondario di Penne, andando a prelevare anche i comuni di Manoppello, Caramanico Terme, Popoli, Picciano, Pescosansonesco, e dellaquilano come Bussi sul Tirino. La provincia di Teramo mantenne invece Bisenti, che fino ad allora stava nel circondario Pennese. Modifiche ci furono anche a LAquila, che vide annessi sette comuni quali Sassa, Roio, Paganica, Bagno, Arischia, Lucoli, mentre perdeva il territorio del circondario di Cittaducale, annesso alla neonata provincia di Rieti.

Nel 1947 ci furono delle modifiche: Spoltore tornò ad essere comune autonomo dopo che era divenuta frazione di Pescara, e così avvenne anche per Lucoli, frazione aquilana, con i borghi di San Menna, Collimento, Lucoli alto, San Giovanni. Nel 1948 la Costituzione previde la realizzazione della regione Abruzzi e Molise, tuttavia nel 1963 ci furono delle modifiche che staccarono le due regioni. LAbruzzo manteneva le 4 province, mentre il Molise, che dal 1860 aveva solo la provincia di Campobasso, mantenne questa con i suoi territori, fino allistituzione nel 1970 della provincia di Isernia. Attualmente lAbruzzo confina a nord con le Marche per via del fiume Tronto, con i comuni di Martinsicuro, SantEgidio alla Vibrata, Ancarano, Civitella del Tronto e Valle Castellana. Dalla parte dellAquila confina col Lazio mediante i comuni di Montereale, Cagnano Amiterno, dalla parte della Marsica per mezzo di Carsoli, Oricola, Castellafiume, Balsorano, Civitella Alfedena. Col Molise confine mediante Castel di Sangro e Ateleta, Borrello, Rosello, Castelguidone, Celenza sul Trigno, San Salvo, per mezzo del fiume Trigno-Sangro.



                                     

1.4. Storia Dalla Contea di Boiano al riordinamento francese

Il Molise, come lAbruzzo era compreso nel Sannio nella Regio IV, appartenendo da una parte Isernia-Bojano al gruppo dei Pentri, dallaltra Termoli-Larino ai Frentani. Con la conquista longobarda e normanna VII-XI secolo, venne istituito il Contado di Molise o di Boiano, dal nome del capoluogo, che includeva gran parte della provincia di Campobasso, tralasciando la parte di Isernia, amministrata da varie famiglie,e più legata alle sori della Terra di Lavoro. Nel XIV-XV secolo andò accrescendosi sempre di più il centro di Campobasso, che divenne il cuore pulsante della contea, dopo Bojano. La contea era divisa in vari micro-feudi, signorie e baronie, come la Contea di Monteroduni amministrata dai Pignatelli, la Contea di Venafro dei Pandone, il ducato di Castropignano, la Contea di Gambatesa della famiglia Di Capua, che confinava con la Capitanata di Foggia; molti di questi feudi nel XVII secolo andarono in possesso dei Caracciolo di Napoli che istituirono una seconda contea nella contea.

Nel 1809-16 con il riordinamento amministrativo frances,e questi territori frazionati venne riorganizzati in circondari e distretti, che rimasero attivi sono al 1860. Erano:

  • Distretto di Isernia
  • Distretto di Campobasso
  • Distretto di Larino
                                     

1.5. Storia DallUnità dItalia a oggi

Nel 1860 furono ridisegnati i confini con capoluogo Campobasso, benché unito alla regione degli Abruzzi e Molise:

  • Provincia di Campobasso con distretto di Campobasso, Isernia e Larino.

Nel 1948 con la Costituzione veniva decretata listituzione della regione Abruzzi e Molise, ma nel 1963 i politici del Molise vollero creare una regione a sé stante, con lavversione di parecchi costituzionalisti, che non vollero creare regioni che non fossero state in grado di determinare propria autosufficienza politico economica. Per distaccare il Molise dallAbruzzo si ricorse a una legge "ad usum delphini", prevedendo una deroga alla norma che fissava un milione di abitanti come nucleo minimo per costituire una regione. La secessione avvenne con un procedimento non legale, giacché non ci fu consultazione popolare, nessun voto, nessun referendum, e si avviò con la pratica, poiché gli Abruzzi e Molise insieme costituivano circa 2 milioni di abitanti. Ci furono dei vantaggi: un Tavolo Stato Regione e vari Tavoli Europei nel Molise e nellAbruzzo, con possibilità di finanziamenti per lo sviluppo territoriale con infrastrutture e distretti produttivi; in seguito la riduzione dei costi della politica per riduzione di organi politici e amministrativi intermedi. Un Consiglio regionale, invece di due, un Presidente di Regione, invece che due, riduzione di tutte le attuali consulenze.

Nel 1970, dopo forti pressioni da parte degli isernini, si costituì la provincia di Isernia, distaccandosi da Campobasso, senza che i territori di confine con Abruzzo Chieti, Benevento, Caserta e Frosinone subissero cambiamenti. A nord con lAbruzzo i confini vennero stabiliti dal Trigno nella zona media di Termoli-Montefalcone, mentre a confine con LAquila dal fiume Sangro, da Capracotta-Vastogirardi sino a Rionero a sud di Castel di Sangro e Alfedena. A sud i confini con la Puglia foggiana furono dati dalla strada provinciale 178-167-126, la statale 16 Adriatica, e ad ovest di Campobasso dal lago di Occhito presso Macchia Valfortore. A sud i confini con le province di Benevento e Caserta furono delimitati dal massiccio nord del Matese, tra Bojano, Cercemaggiore e Vinchiaturo, e poi da Pozzilli, Venafro e Sesto Campano. La costa molisana è molto breve, comprendente dal confine abruzzese col Trigno a quello pugliese con Marina di Chieuti i comuni di Montenero di Bisaccia, Petacciato, Termoli e Campomarino Lido.

I confini della provincia di Isernia con Campobasso sono dati dai centri andando da nord a sud di Capracotta, Bagnoli del Trigno, Civitanova del Sannio, Frosolone, SantElena Sannita, Cantalupo nel Sannio, Roccamandolfi, che confina a sud con la provincia di Benevento e la stazione sciistica di Campitello Matese CB.

                                     

2. 1852

In forza di un trattato di ridefinizione dei confini del 26 settembre 1840, pubblicato il 5 aprile 1852, il Regno delle Due Sicilie prese possesso del comune di Ancarano, trasferito dalla delegazione di Ascoli alla provincia napoletana dAbruzzo Ulteriore I in seguito provincia di Teramo; inoltre acquistò il villaggio di Trimezzo che passò dalla comunità di Cascia a quella di Cittareale. Nei pressi dei Monti Gemelli, il confine di Stato venne definito lungo il torrente Castellano, mentre perse i villaggi di Tufo e Capodacqua, ora frazioni di Arquata del Tronto; anche la frazione di Casette passò dalla comunità di Cittaducale Regno delle Due Sicilie a quella di Rieti Stato Pontificio. Variazioni minori interessarono alcune contrade passate dalluno allaltro dei due Stati italiani preunitari.

                                     

3. 1861

Subito dopo lUnità dItalia venne istituita la provincia di Benevento, formata da territori di quattro ex province napoletane: Contado di Molise Abruzzi e Molise, Capitanata Puglia, Principato Ulteriore e Terra di Lavoro Campania. Il decreto luogotenenziale istitutivo del 17 febbraio 1861, firmato da Eugenio di Savoia Carignano, confermava quello garibaldino del 25 ottobre 1860. Abruzzi e Molise cedettero così lAlto Tammaro e lAlto Fortore. A sua volta la Terra di Lavoro cedette parte dellAlto Volturno alla provincia di Campobasso.

                                     

4. 1927

Le variazioni territoriali adottate dal regime fascista, con regio decreto del 2 gennaio 1927, decurtarono Abruzzi e Molise del Cicolano e della conca dAmatrice circondario di Cittaducale. Questo vasto territorio 1.362 km² confluì nella nuova provincia di Rieti, a sua volta sottratta allUmbria 1923 per estendere il Lazio. La cessione fu parzialmente compensata dallannessione di nuovi comuni dellAlto Volturno smembrati dalla soppressa provincia di Terra di Lavoro. Tornò da Benevento a Campobasso il comune di Cercemaggiore, anticamente parte del distretto di Santa Croce di Morcone.

                                     

5. 1945

Con decreto luogotenenziale dell11 giugno 1945 venne istituita la provincia di Caserta che prese il posto dellantica Terra di Lavoro. Abruzzi e Molise restituirono quindi i comuni annessi nel 1927, con la sola eccezione di Cercemaggiore che proveniva invece dalla provincia di Benevento.

                                     

6. Proposte di distacco-aggregazione

Dal 1963 associazioni, partiti e personalità politiche hanno più volte formulato proposte di variazione territoriale delle regioni Abruzzo e Molise. Tali proposte non sono ancora sfociate in iniziative referendarie. Fra le varie proposte si ricordano:

  • lannessione della Val Vibrata, periferica rispetto alla provincia di Teramo cui appartiene, alle Marche;
  • il passaggio delle isole Tremiti dalla Puglia al Molise, spinte dagli stretti legami con la costa di questa regione;
  • la riannessione alla provincia dellAquila del circondario di Cittaducale in seguito al riordino della provincia di Rieti con quella di Viterbo ;
  • la creazione di una regione definita Molisannio mediante lannessione da parte del Molise dellintera provincia di Benevento;
  • la creazione di macroregioni prevista dalla proposta di legge Morassut
  • il passaggio allAbruzzo dellAlto Molise;
  • la creazione di una regione definita Moldaunia mediante lannessione da parte del Molise dellintera provincia di Foggia;
  • la riunificazione delle due regioni;
  • la riunificazione del territorio della valle del Fortore attualmente diviso in una parte pugliese e una campana e la conseguente annessione alla regione Molise per via dei disagi causati rispettivamente dalla gestione delle acque e degli impianti eolici nelle regioni di appartenenza;