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ⓘ Giulio Alfieri




                                     

ⓘ Giulio Alfieri

Giulio Alfieri è stato un ingegnere italiano attivo nel campo automobilistico. Lavorò con la Maserati dal 1953, dove fu fondamentale per lo sviluppo di autovetture da strada e da competizione tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta.

                                     

1. Biografia

Dopo essersi laureato al Politecnico di Milano, allinizio della sua carriera fu impiegato nellazienda navale genovese Cantieri Navali del Tirreno, dove si occupò di turbine a vapore. Nel 1949 passò alla Innocenti.

Impiegato in Maserati nel settembre del 1953 da Adolfo Orsi, Alfieri si unì allo staff tecnico formato, tra gli altri, da Gioachino Colombo e Vittorio Bellentani.

Alfieri lavorò su motori a sei e otto cilindri usati sulla Maserati A6G54 1955, sulla Maserati 250F 1957, oltre ai propulsori V8 delle vetture da competizione, più tardi usati come base per i motori V6 della Maserati Merak e della Citroen SM 1969. Contribuì anche ai prototipi dei motori V12 da installare sulle Cooper-Maserati per le gare di Formula 1 1966

Alfieri è comunque principalmente ricordato per la progettazione della Maserati 3500 GT 1957 e della Maserati Birdcage 1961, entrambi utilizzanti una lega leggera per la carrozzeria.

Lasciò la Maserati nel 1975; nello stesso anno lavorò per la Lamborghini, con Ubaldo Sgarzi, su motori V8 e V12 1975-1987 e sulla progettazione di una nuova autovettura in materiali compositi. La storia dei materiali compositi in Lamborghini inizia nel settembre del 1982 quando l’ingegnere Giulio Alfieri, General Manager della Nuova Automobili Lamborghini, approfittando di un finanziamento europeo decise di avviare la progettazione e costruzione di una vettura sperimentale in materiali compositi. Per l’occasione decise di assumere l’Ing. Rosario Vizzini, ingegnere aeronautico dell’Alenia che aveva lavorato come consulente presso la Boeing di Seattle WA per la costruzione della deriva degli aerei B-767 in fibra di carbonio. La Countach Evoluzione che però non venne mai ufficialmente presentata in Carbon Fiber Reinforced Plastic CFRP presentava una diminuzione di peso di circa 500 kg rispetto ai modelli Countach di riferimento e sull’anello di velocità di Nardò superò i 330 km/h.

Nel settore motociclistico partecipò alla progettazione della Lambretta 125 Record del 1951 e, in età più matura, realizzò il motore della celebre Laverda 1000 V6 del 1977. Nella prima metà degli anni settanta ricevette lincarico dalla I.A.P. Industriale di ideare e attuare il layout produttivo dello stabilimento Honda Italia di Atessa, entrato in attività nel 1976.

Morì a Modena nel 2002.