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ⓘ Statalizzazione delle ferrovie italiane




                                     

ⓘ Statalizzazione delle ferrovie italiane

La statalizzazione delle ferrovie è un periodo della storia dItalia circoscritto dalla storiografia tra il 1903 e il 1915

Il periodo fu caratterizzato dal dibattito sullopportunità o meno di rinnovare le concessioni ferroviarie di cui alla legge 27 aprile 1885 n. 3048 e, in conseguenza del suo esito e di altri avvenimenti, dallistituzione dell Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato e dai primi anni di attività del nuovo ente.

                                     

1. Storia

L iter parlamentare del disegno di legge e poi la promulgazione e applicazione della legge 22 aprile 1905, n. 137 chiamata legge Fortis dal nome del primo ministro di allora Alessandro Fortis ed entrata in vigore il 1º luglio 1905 e delle sue successive integrazioni fra cui la legge 7 luglio 1907, n. 429 diedero vita allassetto giuridico e organizzativo delle Ferrovie dello Stato.

Esso fu mantenuto - nelle linee fondamentali - fino al 1985, e il primo decennio di esercizio della nuova azienda statale, la gestione di Riccardo Bianchi.

                                     

1.1. Storia La direzione di Riccardo Bianchi

Direttore generale dellazienda F.S. venne designato lingegnere piemontese Riccardo Bianchi, che era stato già direttore generale della Rete Sicula. Questi univa alle qualità di tecnico di grande valore anche grande capacità amministrativa. Bianchi fu coadiuvato, fino al 1907, da un Comitato di amministrazione e poi da un Consiglio di amministrazione, presieduto dal Ministro dei Lavori Pubblici.

Lorganizzazione della nuova rete si presentò molto gravosa. Le condizioni degli impianti fissi e del materiale rotabile ereditati dalle cessate società erano pessime; si rendeva necessario coordinare i regolamenti di esercizio ed unificarli, elaborare il nuovo inquadramento funzionale e disciplinare per il personale che proveniva da società differenti e con differenti regolamenti.

Fu creata una direzione generale, con 13 servizi centrali e 2 ispettorati generali, con sede in Roma; alla periferia vennero istituite 8 direzioni compartimentali.

Il problema più urgente era quello del materiale di trazione e rimorchiato. Allatto della creazione delle F.S., il parco locomotive a vapore era costituito di 2.664 unità, 738 delle quali con più di 30 anni di vita; le carrozze - a 2 o 3 assi - erano 6.985, anchesse vecchie di più di 30 anni; i carri merci ammontavano a 52.778, un quinto dei quali con 40 o più anni di vita. Il primo provvedimento preso per fronteggiare la situazione fu, fra il 1905 ed il 1906, lordinativo per la costruzione di 567 locomotive, di 1.244 carrozze e 20.623 carri. Per tamponare lemergenza vennero acquisite 50 locomotive a vapore inglesi usate di concezione antiquata ma robuste ed affidabili che costituirono poi il gruppo 380 FS.

Vennero incoraggiati gli studi sulla elettrificazione, già esistente sulle linee varesine e su quelle valtellinesi.

Sotto la guida dellingegnere Bianchi le F.S. si misero rapidamente in grado di rispondere alle maggiori esigenze pubbliche. Fra le altre iniziative prese, lattivazione sulle principali linee del segnalamento semaforico e graduale soppressione dei "dischi girevoli", limpianto delle prime cabine di Apparati Centrali Idrodinamici di manovra degli scambi e dei segnali in sostituzione dei più antichi apparati centrali Saxby, dovuti allingegnere Bianchi, la creazione o lammodernamento di grandi stazioni per viaggiatori e per merci, costruzione di nuovo e più moderno materiale rotabile fra cui le prime carrozze a carrelli.

La direzione Bianchi durò 10 anni ma poco dopo la sostituzione con lingegnere De Cornè, le F.S. furono coinvolte nella prima guerra mondiale 24 maggio 1915 - 4 novembre 1918. Uscite seriamente danneggiate nelle aree coinvolte dalle azioni belliche, le Ferrovie dovettero riorganizzarsi per assolvere i propri compiti, aumentati nelle dimensioni tecniche e commerciali, anche per effetto dellacquisizione di nuove linee ex austriache, diversamente attrezzate, e di personale con differenti regolamentazioni. Lavvento del fascismo produsse importanti cambiamenti.

                                     

2. La rete ferroviaria statale

La rete ferroviaria di cui lo Stato assunse la gestione comprendeva linee già della Rete Mediterranea Compartimento Nord: 3055 km e Compartimento Sud: 3257 km, della Rete Adriatica Compartimento Est: 3759 km e della Rete Sicula tutta per complessivi 1122 km, mentre restarono in comune con la Rete Adriatica alcune linee il suo Compartimento Ovest fu riscattato nel 1906, per complessivi 11193 km.

Il personale trasferito alla nuova azienda ammontava a 75871 unità in pianta stabile e circa 21601 unità con contratti a tempo determinato "avventizi".