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ⓘ Consiglio regionale della Valle d'Aosta




Consiglio regionale della Valle dAosta
                                     

ⓘ Consiglio regionale della Valle dAosta

Consiglio regionale della Valle dAosta / Conseil de la Vallée è la denominazione ufficiale del Consiglio regionale della regione italiana Valle dAosta / Vallée dAoste.

Tale denominazione è rinvenibile nelle leggi costituzionali che hanno approvato e modificato, a partire dal 1948, lo statuto speciale della regione, anche se in alcuni articoli è riscontrabile la dizione comune in italiano di Consiglio regionale o Consiglio Valle.

                                     

1.1. Storia Origini

Lidea di un Consiglio della Valle - ossia di unassemblea rappresentativa di tutti i valdostani dotata di rilevanti poteri decisionali - è strettamente legata, fin dal Basso Medioevo, al forte sentimento di identità comunitaria specifica ed allaspirazione allautodeterminazione e allautonomia che, da sempre, caratterizzano gli abitanti della Valle.

La storia dellautonomia valdostana precedente alla nascita della Repubblica Italiana è strettamente connessa con quella della casa Savoia che già con il suo capostipite, Umberto I Biancamano, concede nel 1032 le prime franchigie, poi notevolmente ampliate e precisate con la Charte des franchises del 1191.

I secoli successivi vedranno lalternarsi dei tentativi sabaudi di uniformare il diritto valdostano a quello dellintero Stato italo-francofono con le fortunate resistenze della nobiltà locale a tali tentativi fin quando, alle soglie della Rivoluzione francese, la "morsa centralizzatrice" del governo di Torino si rivelerà irresistibile.

La questione valdostana riesploderà, quindi, soltanto con lunità dItalia, in concomitanza con la trasformazione dello Stato retto dai Savoia da perfettamente bilingue in quasi completamente italofono.

I tentativi di uniformazione linguistica delle classi dirigenti postunitarie e, soprattutto, del governo fascista, non faranno altro che rafforzare il sentimento identitario dei valdostani.

Nel 1909 nasce la Ligue valdôtaine di Anselme Réan, molto attiva fino allavvento del fascismo, per il quale, ad ogni modo, lautonomismo valdostano rappresenterà sempre una non trascurabile "spina nel fianco".

Dopo larmistizio dell8 settembre 1943, lautodeterminazione regionale della Valle dAosta diviene, progressivamente, una prospettiva sempre più concreta mentre, in quegli anni, la grandissima maggioranza delle forze politiche e di resistenza armata valdostane respinge decisamente la possibilità, balenata dal generale Charles de Gaulle, di annettere la Valle alla Francia.

Le uniche opzioni rimaste, in questa fase storica, sono, dunque, nellambito dello Stato unitario italiano, quella federalista e quella regionalista.

                                     

1.2. Storia Il primo Consiglio

Il primo Consiglio della Valle dAosta libera e autonoma non sarà, paradossalmente, eletto direttamente dal popolo ma, sul modello della Consulta Nazionale e della Consulta regionale siciliana, sarà costituito da rappresentanti designati dai partiti aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale.

La lista dei consiglieri provvisori sarà compilata "dalle direzioni centrali dei partiti, su proposta dei loro organi locali, sentito il Comitato di Liberazione della Valle dAosta" ed approvata dal Consiglio dei ministri il 29 dicembre 1945. Sulla base di tale deliberazione il presidente del Consiglio dei ministri, Alcide De Gasperi, nominerà, con proprio decreto, il 4 gennaio 1946, i primi 25 consiglieri valligiani, fra i quali vi era anche una donna, Maria Ida Viglino, che, in qualità di componente più giovane, svolgerà le funzioni di segretario della prima storica riunione.

Il primo presidente eletto sarà lo storico Federico Chabod, designato dal Partito dAzione, già attivo ed intelligente militante della causa autonomista. Lassemblea eleggerà anche una Giunta valligiana provvisoria composta da un assessore per ogni altro partito del CLN: PSI, Democrazia del Lavoro, PCI, DC, PLI.

                                     

1.3. Storia La prima elezione democratica

Fra il 1948 e il 49 si fanno sempre più forti le pressioni della sinistra - che, nel frattempo, sta dando buona prova di sé, grazie soprattutto al sindaco Fabiano Savioz, nel governo della città di Aosta - per ottenere dal governo nazionale la convocazione delle prime elezioni regionali democratiche e pluraliste.

La data delle elezioni è il 24 aprile 1949. Il sistema elettorale è quello ipermaggioritario entrato in vigore nel 1924 per le elezioni provinciali: assegnazione dei quattro quinti dei 35 seggi alla lista che avesse ottenuto il maggior numero dei voti e del resto alla seconda, con esclusione di tutte le altre. Ammesso anche il voto disgiunto, ossia la facoltà di dare la propria preferenza a candidati di due liste contrapposte.

Vince la lista unitaria DC-UV: 43.6% dei suffragi ed elezione di tutti i propri candidati 28 su 35 consiglieri.

I 7 seggi di opposizione sono conquistati dalla sinistra, che ottiene il 33.2%. Le liste "italianiste" rimangono fuori dal Consiglio, ottenendo, complessivamente, circa un quarto dei voti.

Severino Caveri, UV, sarà presidente della Giunta regionale; Vittorino Bondaz, avvocato democristiano, presidente dellassemblea.

Tra le "ossessioni" della nuova politica valdostana, un posto di rilievo spetta certamente al miglioramento delle comunicazioni, nel tentativo di far arretrare lisolamento ereditato dalla natura e dalle scarse realizzazioni del passato. In tale quadro, il conte Lora Totino iniziava, fin dal marzo del 46, in mancanza di qualsiasi autorizzazione, lo scavo del traforo del Monte Bianco. La causa del traforo verrà patrocinata, nel Parlamento nazionale, dal deputato Farinet.

La prima legislatura sarà particolarmente deludente, tantè che tutto il quinquennio non sarà sufficiente a far vedere la luce alla prima legge regionale della Valle dAosta.

I forti ostacoli allattuazione dello Statuto frapposti dal governo di Roma porteranno alla fine dellalleanza DC-UV.



                                     

2. Composizione del Consiglio

Il Consiglio Regionale si compone di 35 membri. Questi, detti consiglieri vengono suddivisi nelle cinque commissioni permanenti la cui composizione è determinata con criterio di proporzionalità rispetto alla consistenza dei gruppi del Consiglio ed in ogni commissione deve essere rispettato il rapporto tra maggioranza e minoranza. Ogni commissione è costituita da sette consiglieri, salvo deroga relativa alla prima commissione che, nella XIV legislatura conta 11 componenti: ciascun consigliere ha diritto di essere assegnato ad almeno una commissione. Queste sono nominate dal Consiglio con votazione palese, su proposta del suo Presidente, sentita la Conferenza dei Capigruppo e, dal momento della loro costituzione, sono veri e propri organi del Consiglio regionale, disciplinati dal Regolamento interno. Le cinque Commissioni sono:

  • II Commissione permanente - Affari generali
  • IV Commissione permanente - Sviluppo economico
  • V Commissione permanente - Servizi sociali
  • I Commissione permanente - Istituzioni e autonomia
  • III Commissione permanente - Assetto del territorio

A queste si aggiunge la Commissione per il Regolamento che è composta da un rappresentante di ciascun gruppo consiliare ed è presieduta dal Presidente del Consiglio. Alle riunioni partecipano anche i componenti dellUfficio di Presidenza due Vicepresidenti e due Consiglieri Segretari. Il Consiglio può deliberare la costituzione di commissioni consiliari speciali o dinchiesta per lesame di particolari questioni: tali commissioni durano in carica fino al compimento del loro mandato, ma non oltre il termine della legislatura.

                                     

2.1. Composizione del Consiglio XIV legislatura dal 1º luglio 2013 al 25 giugno 2018

Sono 19 54% gli eletti alla loro prima Legislatura in Consiglio, 14 40% quelli confermati della XIII Legislatura e 2 6% i Consiglieri già eletti in precedenti legislature. Letà media è di 49 anni, come allinizio della scorsa Legislatura. Il neo Consiglio vede la presenza di cinque donne 14% dellAssemblea. Il 20% degli eletti erano amministratori locali in carica al momento delle elezioni. In base alla professione, le categorie maggiormente rappresentate sono il settore pubblico 8 Consiglieri e quello privato 7; gli insegnanti sono 5, i liberi professionisti 4, gli imprenditori 4, i pensionati 4, gli autonomi 2, e uno studente.

La XIV legislatura vede succedersi per quattro Presidenti del Consiglio: Emily Rini 2013-2014, Marco Viérin 2014-2016, Andrea Rosset 2016-2018 e Joel Farcoz 2018. La composizione dei gruppi consiliari resta invariata fino al giugno 2016 quando il consigliere Elso Gérandin lascia lUnion Valdôtaine Progressiste per aderire al gruppo misto; qualche mese dopo due consiglieri lasceranno lUnion Valdôtaine per costituire il gruppo "Pour Notre Vallée". Il marzo del 2017 è il mese dei grandi cambiamenti: a seguito della sospensione per lapplicazione della legge severino quattro consiglieri lasciano il Consiglio Valle; i consiglieri appartenevano ai gruppi: Partito Democratico - Sinistra VdA, Stella Alpina 1 consigliere, il supplente aderisce allUV, Union Valdôtaine 1 consigliere, il supplente entra in AC-PNV. Sempre nel mese di marzo due consiglieri lasciano la Stella Alpina e costituiscono il gruppo EPAV. A settembre i gruppi di AC-PNV e Stella Alpina danno vita ad un unico gruppo consiliare. Sempre in autunno il consigliere Alberto Bertin lascia il gruppo Alpe e costituisce con i due consiglieri del gruppo misto il gruppo Coalition Citoyenne - MOUV. A seguito delle elezioni politiche del 2018, i due consiglieri del Movimento 5 Stelle lasciano il partito per aderire al gruppo misto, gruppo nel quale passa anche un altro consigliere dellUVP. Qualche mese prima delle fine della legislatura, il gruppo CC-MOUV si scioglie: due consiglieri fondano Impegno Civico e uno, con un componente del gruppo misto, al fonda MOUV.

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