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ⓘ Economia del dono




Economia del dono
                                     

ⓘ Economia del dono

La locuzione economia del dono, o cultura del dono, indica un sistema economico fondato sul valore duso degli oggetti e dei beni, e imperniato attorno al reciproco scambio.

                                     

1. Caratteristiche

Per valore duso, classicamente si intende la capacità di un bene o di un servizio di soddisfare un dato fabbisogno, o tout court il suo valore di utilità.

Leconomia del dono si contrappone alleconomia tradizionalmente intesa, definita "economia di mercato" o "economia mercantile", che si basa, invece, sul valore di scambio o valore commerciale.

Si potrebbe anche parlare di "economie del dono", al plurale, visto che non ne esiste un modello prestabilito.

Leconomia del dono è basata sullanalisi di società nei tempi passati considerate "primitive", ovvero di comunità economicamente autosufficienti, che producono da sole gran parte di ciò di cui hanno bisogno tipicamente per quanto riguarda agricoltura ed allevamento e che si affidano alleconomia mercantile solo per quei pochi prodotti che non riescono a produrre direttamente, scambiando o rivendendo le eccedenze non necessariamente materiali. Quindi, leconomia mercantile può essere presente, ma è comunque marginale nelleconomia del dono.

La comunità è in sostanziale equilibrio con lambiente esterno, con cui tende ad integrarsi armonicamente.

Il cosiddetto dono è in realtà uno scambio reciproco che ha alcune caratteristiche definite, per quanto esse siano delle convenzioni e non delle regole scritte: lobbligo di dare, lobbligo di ricevere, lobbligo di restituire più di quanto si è ricevuto.

Un tipico esempio di economia del dono è la pratica del potlatch dei nativi americani del Nord-Est oppure quella del Kula degli abitanti delle isole Trobriand.

Nelleconomia di mercato, che si ispira allavere più che al dare, la forma che più si avvicina alleconomia del dono del dare la si trova nellEconomia di Comunione. Essa è stata ideata e fatta realizzare da Chiara Lubich nellambito di circa 700 aziende sparse nel mondo ed aderenti al Movimento dei Focolari. Questa particolare forma, che prevede una inusitata attenzione alle relazioni con i soggetti sia allinterno sia allesterno dellimpresa, destina un terzo del risultato desercizio al consolidamento aziendale, un terzo allazione dellopera nel mondo ed un terzo ad interventi umanitari. Essa si è inizialmente ispirata, come mero strumento per ladesione ai principi del Vangelo proprio di Chiara Lubich, agli iniziali fondamenti della responsabilità sociale dimpresa, introdotti dal "Metodo della Scomposizione dei Parametri", ideato negli anni 1950 dalleconomista italiano Giancarlo Pallavicini, come modalità di calcolo dei risultati non direttamente economici dellattività dimpresa, riguardanti istanze delluomo e del suo ambiente culturale e naturale.

La critica femminista alla cultura patriarcale vede nella Economia del Dono il realizzarsi del principio materno del dare. La Vita è possibile solo grazie al dono ed ai doni che si ricevono dalla madre. Questo era il principio cosmologico alla base delle culture antiche che adoravano una Divinità Femminile. La possibilità di donare è comunque estesa a tutti gli esseri umani, indipendentemente dal sesso o dalla cultura. I valori che si realizzano nella economia di scambio, definita Capitalismo Patriarcale da Genevieve Vaughan, prevedono invece una assenza di relazioni tra i soggetti dello scambio monetario. Quindi la relazione di scambio tendenzialmente distrugge i rapporti sociali umani.

                                     

2. Origine

La locuzione "economia del dono" fu usata per la prima volta dalletnologo francese Marcel Mauss in Essai sur le don 1923-24, uno studio sulla economia di scambio e distribuzione dei doni tra le tribù indiane Tlingit, Haida e Tsimshian e quella Kwakiutl del Nord America.

                                     

3. Economia del dono nella società dellinformazione

Le pratiche di condivisione di coproduzione esistenti allinterno delle comunità on line ed in particolare nel mondo del free software e dellopen source, sono state analizzate anche come pratiche di dono moderno da Marco Aime e Anna Cossetta.

Si tratta di una tematica che fa preciso riferimento alla teoria del dono di Marcel Mauss ed in particolare alla tripartizione donare-ricevere-contraccambiare. Nel caso ad esempio di Wikipedia, chi dona la creazione di una voce o lapprofondimento di unaltra già esistente, compie un dono che viene ricevuto da chi accederà a quelle informazioni e a sua volta contraccambierà, producendo così una forma di conoscenza partecipata. Proprio come nel caso della donazione di sangue, chi dona, dona a degli sconosciuti, che tuttavia non sono estranei, ma sono componenti della stessa comunità di relazione. Comunità però intesa non nel senso della tradizione classica della sociologia, da Ferdinand Tönnies a Max Weber, quanto piuttosto le "comunità immaginate" di Benedict Anderson.



                                     
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