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ⓘ Al di là del principio di piacere




Al di là del principio di piacere
                                     

ⓘ Al di là del principio di piacere

Al di là del principio di piacere è un saggio di Sigmund Freud scritto nel 1920 in cui tratta dei temi dellEros e del Thanatos, ovvero rispettivamente la "pulsione di vita" e la "pulsione di morte".

                                     

1. Il dualismo di Empedocle

Freud formula il conflitto psicologico in termini dualistici fin dai suoi primi scritti, ma è solo in questo testo che egli presenta un simile conflitto mediante concetti desunti dal pensiero di Empedocle, il quale parla dun dissidio cosmico fra i princìpi o forze di Amore o Amicizia e Odio o Discordia.

"Empedocle di Agrigento, nato allincirca nel 495 a.C., si presenta come una figura fra le più eminenti e singolari della storia della civiltà greca Thanatos tende a far tornare il vivente a una forma desistenza inorganica. Queste sono pulsioni. Eros rappresenta per Freud la pulsione alla vita, mentre Thanatos quella della distruzione. Qualora lautodistruzione diventasse oggetto di malattia però Thanatos diviene il nome del conflitto che si crea tra energia negativa autodistruzione e positiva la rabbia del Thanatos viene utilizzata per distruggere la malattia stessa."

"Thanatos non compare negli scritti di Freud, ma egli, a quanto riferisce Jones, lavrebbe talvolta usato nella conversazione. Luso nel linguaggio psicoanalitico è probabilmente dovuto a Federn."

                                     

2. Sabina Spielrein e Barbara Low

Su esplicita influenza di Sabina Nikolaevna Špilrejn, citata in nota nel libro del 1920, per Freud Thanatos segnala il desiderio di concludere la sofferenza della vita e tornare al riposo, alla tomba. Concetto che non deve essere confuso con quello di destrudo, vale a dire con lenergia della distruzione che si oppone alla libido.

Thanatos è il principio di costanza, accennato fin dal capitolo sette de Linterpretazione dei sogni 1899 e che adesso, sotto linflusso del pensiero di Schopenhauer, diventa identico al principio del Nirvana proposto da Barbara Low: le eccitazioni della mente, del cervello, dell"apparato psichico" non vengono più solo sgomberate, tenute costanti al più basso livello possibile, bensì estinte, eliminate sino al grado zero della realtà inanimata.

                                     

3. La coazione a ripetere

Nel testo del 20 Freud sostiene che "nella vita psichica esiste davvero una coazione a ripetere la quale si afferma anche a prescindere dal principio di piacere." Sulla falsariga del motto errare humanum est, perseverare autem diabolicum, essa viene definita per quattro volte "demoniaca" ; è riscontrabile nella nevrosi traumatica dei reduci della prima guerra mondiale oppure di chi tende a rivivere o reinterpretare gli eventi più violenti.

Freud collocò la coazione a ripetere fra i sintomi della nevrosi: si ripete il sintomo nevrotico invece di ricordare, si ripete per non ricordare, con quello che Freud chiama "leterno ritorno delluguale". Per la relazione tra pulsione e coazione a ripetere, Freud notò che le coazioni tendono come la pulsione a una ripetizione assoluta e atemporale, mai definitivamente appagata, e che tendono a sparire quando un fatto viene riportato a conoscenza del paziente. Dalla rimozione di una pulsione a muoversi ovvero a ricordare un fatto doloroso o traumatico, la coazione a ripetere trae lenergia per imporsi sulla volontà cosciente dellIo. La coazione a ripetere diventa il punto di partenza della terapia psicoanalitica. Occorre ricordare per non ripetere gli errori del passato, gli stessi dubbi e conflitti per tutta la vita, in amore, in amicizia, nel lavoro.

Freud rileva questa coazione anche nelle circostanze più ordinarie e naturali, persino nel gioco dei bambini come quello con il rocchetto usato dal suo piccolo nipote di diciotto mesi. Il bimbo, lanciando il rocchetto lontano da sé, simboleggia la perdita della madre e, ritraendo il rocchetto a sé, rappresenta il ritorno della madre. Imparerebbe così a padroneggiare lassenza materna attraverso un duplice movimento, che è sempre seguito dalla vocalizzazione di un "oooo." ted. fort, "via!", quando il rocchetto è lontano, e da un "da" ted. da, "Eccolo!", quando il rocchetto è di nuovo vicino.

Dopo lesposizione duna serie di ipotesi in particolare lidea che ogni individuo ripete le esperienze traumatiche per riprendere il controllo e limitarne leffetto dopo il fatto, Freud considera lesistenza di un essenziale desiderio o pulsione di morte, riferendosi al bisogno intrinseco di morire che ha ogni essere vivente. Gli organismi, secondo questidea, tendono a tornare a uno stato preorganico, inanimato – ma vogliono farlo in un modo personale, intimo.



                                     

4. Conclusione

In definitiva, "sembrerebbe proprio che il principio di piacere si ponga al servizio delle pulsioni di morte. A questo punto sorgono innumerevoli altri quesiti cui non siamo in grado attualmente di dare una risposta. Dobbiamo aver pazienza e attendere che si presentino nuovi strumenti e nuove occasioni di ricerca. E dobbiamo esser disposti altresì ad abbandonare una strada che abbiamo seguito per un certo periodo se essa, a quanto pare, non porta a nulla di buono. Solo quei credenti che pretendono che la scienza sostituisca il catechismo a cui hanno rinunciato se la prenderanno con il ricercatore che sviluppa o addirittura muta le proprie opinioni."

                                     

5. Implicazioni

Uno psicoanalista con competenze pure di antropologia filosofica come Sciacchitano sostiene che "la vera psic individuava nello psichico un nucleo patogeno fisso, qualcosa che non si scarica mai, ma continua a ripetersi identicamente a se stesso e insensatamente, cioè fuori da ogni intenzionalità soggettivistica e contro ogni teleologia vitalistica. Ce nera abbastanza per far crollare ogni illusione terapeutica. Parecchi allievi a questo punto abbandonarono il maestro che toglieva avvenire, come si dice terreno sotto i piedi, alle loro illusioni umanitarie".

Dal 1920 sino al 1939, anno della sua morte, Freud non cambierà più idea. Ciò significa che il fondatore della psicoanalisi asserirà la sostanziale "inguaribilità" del disagio psichico per lo stesso arco di tempo, un ventennio, in cui egli precedentemente aveva affermato lesatto contrario.

Wilhelm Reich, in La funzione dellorgasmo 1927 e Analisi del carattere 1925, propose una propria ipotesi di confutazione alla teoria della pulsione di morte.