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ⓘ Santa Maria la Fossa




Santa Maria la Fossa
                                     

ⓘ Santa Maria la Fossa

Santa Maria la Fossa è un comune italiano di 2 618 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Il paese è uno dei luoghi dorigine della Mozzarella di bufala Campana DOP.

                                     

1. Storia

Citato da Tito Livio con il nome di" Fossa Graeca”, e oggi conosciuto con il nome di" Mazzoni”, il territorio ove sorge Santa Maria la Fossa era famoso nellantichità per le coltivazioni di rose.

Chiamato originariamente" Fossa”, il centro abitato sorse attorno allanno mille come casale della città di Capua e raggiunse il suo massimo sviluppo nel periodo longobardo. Venne denominato Santa Maria Minore detta" fossa" presumibilmente in seguito alla costruzione, nel 1084, di una chiesa romanico-longobarda dedicata alla Madonna.

Feudo di Riccardo Filangiero, passò per ordine di Carlo I dAngiò a Guglielmo Stendardo essendo questo feudo, insieme a quelli di Pietrastornina, Quadrapane, Ponticchio, Arienzo, Arpaia, Pomigliano dArco, SantAntimo, Pipone e Frignano ritornati nelle disposizioni della corona a seguito della ribellione del Filangieri, che aveva seguito le sorti di Corradino di Svevia.

Nel 1525 lImperatore Carlo V concesse ai fossatari il privilegio di far pascolare liberamente il bestiame nella zona senza timore di violenza. Per questo motivo, probabilmente, non sono mai state rinvenute tracce di mura intorno allabitato. Dal Settecento Santa Maria la Fossa fu unificata con i centri di Grazzanise e Brezza e nel 1805 contava appena 500 abitanti.

Frazione del Comune di Grazzanise fino al 1906 diventò da allora comune autonomo. Il primo sindaco fu Antimo Abbate, il quale, ritenendo alcuni cittadini disonorevole il suffisso "la Fossa", fece votare al Consiglio comunale il cambio del nome in Santa Maria a Volturno. Il nome però non fu mai effettivamente cambiato.

Durante la seconda guerra mondiale la cittadina fu protagonista di sanguinosi scontri tra le forze tedesche e quelle americane. Nel 1943 il centro abitato fu minato e numerose case vennero incendiate. I bombardamenti aerei distrussero gran parte dellabitato, laeroporto militare di Grazzanise e la polveriera di Carditello che dista solo quattro chilometri dal paese. Un violento combattimento aereo provocò poi labbattimento di due velivoli dellaviazione tedesca uno dei quali cadde nellarea prospiciente la masseria Palummara. Anche la chiesa dedicata alla Madonna Assunta fu parzialmente distrutta insieme al campanile, riedificato più tardi a distanza dalla struttura principale.

Il 1º giugno del 1944 Arturo Giusti fu nominato primo sindaco del dopoguerra dal Comitato di liberazione. Lo stesso Giusti fu poi rieletto nel 1946 dal Consiglio comunale.

In quello stesso anno ebbe inizio la ricostruzione dellabitato e si stabili in località Balzana lazienda agro-zootecnica Cirio che, con 209 ettari di terreni coltivati principalmente a pomodori e barbabietole, contribuì alla ripresa economica e occupazionale della cittadina. Nei primi anni novanta si verificò il fallimento della Cirio e il passaggio di mano allindustriale Dante Passarelli, ritenuto dalla magistratura organico al clan camorristico dei casalesi. Per questo motivo nel 2004 limpresa fu messa sotto sequestro. Poi dissequestrata per la morte dellimprenditore, passò nelle mani dei suoi eredi ed oggi è nuovamente sotto sequestro in quanto i magistrati ipotizzano sia stata a suo tempo acquisita con denaro di provenienza illecita. Si tratta di un complesso agricolo confiscato prima per i 2/3 in quota ideale nell’ambito del processo cd. Spartacus’ a Francesco Schiavone, Sandokan, e Francesco Bidognetti, Cicciott’ e Mezzanotte, ritenuti i capi del clan camorristico di Casal di Principe. La residua parte è stata confiscata definitivamente agli eredi di Dante Passarelli’, fittizio intestatario del complesso agricolo attraverso la società IPAM srl, lo scorso mese di maggio 2017 ed assegnata definitivamente al Comune di S. Maria La Fossa nel mese di dicembre 2017. Questo complesso è costituito da circa 31 terreni agricoli per un totale di 200 ettari di estensione, 20 abitazioni coloniche e 14 edifici rurali capannoni e stalle." Lazienda nasce negli anni 30 e 40, acquistata dalla società Cirio, presidente Paolo Signorini. La Balzana’ presentava la peculiarità di essere una azienda con abitazione per i propri dipendenti. Le abitazioni circostanti lazienda erano 20 mentre allinterno vi erano due abitazioni per il direttore ed il vicedirettore. Ogni abitazione era goduta gratuitamente dai dipendenti ed era composta da 5 vani ed un bagno, oltre ad avere il pollaio, un porcile, ed un forno per il pane. In quegli anni lintera attività produttiva, dalla lavorazione dei campi alla cura e mungitura degli animali, era realizzata a mano. I prodotti dei campi erano trasportati in azienda con carri trainati da cavalli, la fecondazione degli animali veniva effettuata da veterinari dell’azienda che avevano in considerazione il miglioramento genetico e la quantità di produzione di latte. Negli anni 60 l’azienda aveva raggiunto lapice della propria attività con circa 80 dipendenti fissi e oltre 800 dipendenti stagionali. Proprio negli anni 60 si procedeva ad un’ampia trasformazione lavorativa attraverso la meccanizzazione di tutte le fasi lavorative del terreno, limpianto di mungitura, passando dalla stabulazione fissa del bestiame alla stabulazione libera con un aumento di mille capi di bestiame. Lazienda, essendo cresciuta nella sua popolazione, realizzò al proprio interno la scuola elementare, una classe con ununica insegnante per tutte le classi elementari e la chiesa. A tutti i dipendenti era distribuito giornalmente e gratuitamente un litro di latte. In seguito l’azienda fu acquistata dalla S.M.E., azienda a partecipazione statale, che faceva parte del gruppo I.R.I. Con la privatizzazione della SME, lazienda fu venduta a privati, liberando la struttura di tutti gli animali esistenti; ancora successivamente venduta alla IPAM dei fratelli Passarelli, prestanomi della famiglia Schiavone.” L’obiettivo del Comune di S. Maria La Fossa, è quello di valorizzare l’intera struttura per finalità agroalimentare con il recupero di tutte le infrastrutture e i terreni agricoli. Nel 2008 in località Ferrandelle è stata realizzata dal Commissariato di Governo, non senza lopposizione della popolazione e dellamministrazione, la discarica omonima, un sito provvisorio da 500 000 tonnellate di rifiuti attrezzato per consentire la rimozione dei rifiuti giacenti nelle strade della Campania a seguito dellennesima emergenza. Larea, estesa circa 60 ettari, era stata in gran parte confiscata qualche anno prima al boss della camorra Francesco Schiavone ed era destinata ad ospitare una fattoria della legalità. Non lontano dal sito dovrebbe sorgere un altro inceneritore della Campania dopo quello di Acerra, la cui realizzazione è al momento bloccata in seguito ad unindagine della magistratura su una presunta ingerenza della camorra. Sullarea confiscata alla camorra è Stato realizzato il più grande impianto di smaltimento di reflui zootecnici, un centro di documentazione ambientale ed unisola ecologica dopo aver totalmente bonificato dai rifiuti il sito. Questo complesso intitolato a "Pio La Torre", politico e sindacalista ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 è stato inaugurato dal Sindaco pro-tempore Dott. Antonio Papa alla presenza del figlio di Pio La Torre, Franco. Ledificio sorge in località Ferrandelle, nel Comune di Santa Maria la Fossa, su unarea agricola di circa 13 ettari, confiscata a Francesco Schiavone, "Sandokan". "Nel 1982, lanno dellassassinio di mio padre - ha detto Franco La Torre - in Sicilia si parlava di mafia come di una devianza culturale e antropologica, quasi giovanilistica. Pochi mesi dopo lomicidio fu approvata la legge Rognoni-La Torre che introdusse nel Codice penale la previsione del reato di "associazione di tipo mafioso". È possibile, dunque, cambiare. È possibile - ha concluso La Torre - lasciarsi alle spalle lincubo della Terra dei Fuochi e questo centro ne è la prova". La mattinata si è aperta con i saluti del Sindaco Dott. Antonio Papa, di Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, di Alessandro Stefanello, amministratore delegato di "Power Rinasce, del gruppo Intercantieri Vittadello, che nel progetto ha investito 9 milioni, mentre 1.5 milioni sono stati investiti dal consorzio Agrorinasce, con fondi del Ministero dellInterno. Tra le testimonianze, anche quelle della senatrice Rosaria Capacchione e del senatore Ciro Falanga, componenti della Commissione parlamentare antimafia, di Gianna Fracassi, vicesegretaria nazionale Cgil, di Maria Antonietta Troncone, Procuratore Capo Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, del viceprefetto Imma Fedele, presidente di Agrorinasce. Il Comune di Santa Maria la Fossa è uno dei pochi comuni della regione Campania, che non è stato sciolto negli ultimi 20 anni per infiltrazione camorristica e, già da parecchi anni 2004-2019 il bilancio comunale chiude sempre in positivo.

                                     

2.1. Architetture religiose Basilica Maria SS. Assunta in Cielo

La basilica di Santa Maria la Fossa, intitolata allAssunta fu edificata nellanno 1084 da alcuni nobili capuani, sui resti di una chiesa longobarda, essa rappresenta nel meridione uno dei monumenti più belli ed importanti del medioevo.

Detta basilica, non compare nellelenco delle chiese che il papa Alessandro 3°1159-1181 riconobbe sotto la giurisdizione dellArcivescovo di Capua Alfano1163-1183 riportata nella bolla pontificia CUM EX INIUNCTO dell1 Marzo 1173. Invece nellinventario delle chiese dellArcidiocesi di capua tassate dalla santa sede fatto redigere dallArcivescovo Stefano 1363-1380 il 17 dicembre 1375, la chiesa di Santa Maria la Fossa compare insieme a quella di S.Erasmo e di S.Nicola; e di essa dice che è tenuta a versare alla reverenda Camera Apostolica limporto di otto tarì RECTORIA ECCLESIAE SANCTAE MARIAE DE FOSSAE IN TERENIS OCTO.

La facciata romanica della chiesa, prima degli eventi bellici del 1943, era preceduta da un nartece con archi a tutto sesto retti da mezze colonne di spolio, con annesso campanile lato sinistro. In quel tempo chiunque fosse ricercato dalla legge e trovasse rifugio dentro il perimetro delle colonne, godeva del diritto di asilo e pertanto non poteva essere arrestato.

La Basilica di S.Maria la Fossa con tre navate terminanti in tre absidi, dopo anni di accorti e sapienti restauri, è ritornata a vivere mostrando immagini architettoniche e pittoriche ricche di storia e di fede: colonne, capitelli, affreschi che risalgono tra lundicesimo e il sedicesimo secolo di ottima fattura e un antichissimo fonte Battesimale risalente allundicesimo secolo. Tra gli affreschi più antichi nella navata centrale troviamo S.Stefano del dodicesimo secolo, le opere della misericordi del tredicesimo, la madonna del cardellino, lannunciazione, la Madonna del Coniglio su un pilastro di destra, sullo stesso pilastro anteriore una Madonna dello stesso periodo, mancante della parte inferiore spicconta per linserimento di un pulpito

Interessante un dipinto su tavola raffigurante lassunzione della Vergine Maria, commissionato dal sacerdote Vincenzo Maffia. Di Straordinario valore artistico sono le statue del Crocifisso, della Madonna Assunta, di San Michele del 1755 e il busto di San Restituto opera dello scultore napoletano Giacomo Colombo tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo. Vanno ricordati anche gli studi su più antichi documenti pergamenacei di S.Maria la Fossa risalenti alldodicesimo secolo conservati nellArchivio Diocesano di Capua.

Fino a prima dell’anno 1797 la Chiesa arrivò a possedere ben 144 moggi di terreno.

Nel passato la Chiesa godette di fama per la colonna del suo cereo pasquale, un vero e proprio capolavoro d’arte. Il cereo poi, riferiscono gli storici, pesava ben 133 libbre, e pare che fosse più grande e più bello di quello della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, che ne pesava 80.

Per l’uso e la manutenzione del cereo di Santa Maria la Fossa si spendevano le rendite di quattro moggi di terreno.

                                     

2.2. Architetture religiose Cappella Madonna delle Grazie

Essa era in origine una cappella privata di proprietà della famiglia Giusti; infatti fu fatta edificare nel 1940 da don Francesco Giusti. In seguito è stata donata dalla stessa famiglia alla Parrocchia. L’edificio sacro presenta la classica facciata a capanna: la struttura liscia e compatta è rinserrata da lesene che sostengono un frontone triangolare in aggetto al cui centro si inserisce un rosone entro una cornice modanata. Al centro della facciata si apre un unico portale rettangolare sovrastato dall’immagine della Madonna delle Grazie in marmo scolpito. Al colmo si erge un pilastrino con campana in evidenza.

                                     

3. Luoghi pubblici

Piazza Europa

La piazza più antica e grande del paese che è stata recentemente restaurata.

Area mercato" Federico Del Prete”

Inaugurata dal Sindaco Antonio Papa e dal Giudice Raffaele Cantone realizzata su una area confiscata alla camorra.

Piazza Dante

Piazza nella quale è presente una stele marmorea che ricorda i 100 anni di indipendenza dal comune di Grazzanise.

                                     

4.1. Società Aree naturali

  • Fiume Volturno, dalla località" Porto delle Femmine”.

Il fiume,in epoca antica, è stato via fluviale è rotta commerciale per mercanti amalfitani, napoletani, genovesi, pisani, fiorentini, che provenendo da Castelvolturno vendevano lì le loro merci e poi si dirigevano nellentroterra o proseguivano lungo il fiume verso il centro principale di Capua, distante appena quattro miglia. La barca utilizzata nel fiume è chiamata "u lontro", rettangolare e piatta sotto con la prua leggermente rialzata, lunga dai 2 ai 3 metri.

                                     

4.2. Società Il fuoco di Sant’Antonio

È proprio il fuoco l’elemento che più di tutti, oggi, viene utilizzato per ricordare San’Antonio. In molte zone d’Italia si accendono falò che simboleggiano la volontà di abbandonare tutto ciò che appartiene ai mesi passati e di rinnovarsi a partire dal primo mese del nuovo anno. Lo stesso giorno vengono Benedetti gli animali dal sagrato della chiesa.

                                     

4.3. Società Arriffa della Madonna Assunta

Ogni anno prima della solenne processione della Madonna Maria SS. Assunta in Cielo, la prima domenica di agosto, un carro addobbato percorre le strade del paese per raccogliere prodotti offerti dagli abitanti che vengono poi venduti allasta la sera.

                                     

4.4. Società Furto della statua della Madonna

Una leggenda molto antica è legata alla statua della madonna Assunta alla quale è intitolato il paese. Leggenda vuole che una notte dei ladri del paese vicino, Grazzanise, si introdussero nella chiesa e rubarono la statua della madonna con tutti i suoi ori ed argenti voti di tutti i fedeli. Una volta caricata sulle spalle si incamminarono verso il cimitero dove Santa Maria la fossa è collegata a grazzanise tramite un piccolo ponticello, arrivata in quel punto si dice che la statua diventò talmente pesante che i ladri furono costretti a lasciarla lì. Pensarono di rubare i voti dei fedeli ma appena fecero per prenderli si fecero incandescenti, le loro mani si ustionarono E cominciarono a sanguinare. Scapparono è mai più tentarono l’impresa.

                                     

5. Istruzione

Scuola elementare G. Falcone

Scuola elementare intitolata a Giovanni Falcone, in stile Liberty. Il plesso è stato riportato al suo splendore iniziale, inaugurata nel 2019, è stata edifica una palestra in progetto da molto tempo, ed è una scuola "green" che si autoalimenta energeticamente.

                                     

6. Economia

Fiera settimanale

La fiera settimanale si svolge il sabato mattina allarea Mercato, sorta da un bene confiscato alla camorra, intitolata a Federico del Prete.

Mozzarella di bufala Campana DOP

Santa Maria La Fossa è uno dei luoghi dorigine della mozzarella di bufala campana DOP considerato loro bianco della Campania, infatti è possibile trovare molte aziende bufaline che producono latte di bufala. Ogni anno viene svolta una sagra dedicata a questo prodotto tipico del luogo.

                                     

7. Sport

Calcio

LASD Santa Maria La Fossa è stata una squadra calcistica. Fondata nel 2010 dal suo presidente Arch. Enrico Roberto Martino partendo dalla terza categoria è arrivata in promozione nella stagione 2015-2016, nella stagione 2014-2015 ha vinto la Coppa Campania di prima categoria battendo il Salernus in finale ai rigori.