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ⓘ Conclave




Conclave
                                     

ⓘ Conclave

Conclave è un termine che deriva dal latino cum clave, cioè con la chiave" o "sottochiave" che usualmente indica sia la sala in cui si riuniscono i cardinali della Chiesa cattolica per eleggere un nuovo papa, sia la riunione vera e propria. Viene spesso riferito allegoricamente anche a riunioni generiche.

Levento storico che diede il nome di conclave allelezione dei pontefici risale al 1270, quando gli abitanti di Viterbo, allora sede papale, stanchi di anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero a chiave nella sala grande del palazzo papale ne scoperchiarono parte del tetto, in modo da metterli nelle condizioni di decidere al più presto chi eleggere come nuovo pontefice, che fu papa Gregorio X. Un fatto ricordato recentemente nel capoluogo della Tuscia con linaugurazione di un nuovo allestimento che ricorda quelle vicende.

Tuttavia il primo Pontefice eletto cum clave fu papa Gelasio II, eletto il 24 gennaio 1118 allunanimità dei cardinali riuniti nel Monastero di San Sebastiano sul Palatino, luogo segreto e chiuso al pubblico scelto appositamente per evitare interferenze esterne sulla scelta del successore di Pietro si era in piena lotta per le investiture.

                                     

1. Storia

Nei primi anni del cristianesimo lelezione del nuovo pontefice avveniva nellassemblea dei cristiani di Roma, a volte su indicazione stessa del predecessore: è il caso ad esempio di papa Lino, successore di Pietro apostolo. Ci fu anche il caso di papa Fabiano che, secondo una tradizione tramandata, nel 236 venne eletto poiché durante lassemblea una colomba si sarebbe posata sul suo capo, fatto che venne interpretato come segno della volontà divina.

In seguito alleditto di Costantino 313 e al diffondersi della nuova religione nellImpero romano, dal 336, su decisione di papa Marco lelezione fu riservata al clero dellUrbe: come succedeva per i vescovi di altre diocesi, il clero della diocesi di Roma era il corpo elettorale per il vescovo di Roma. Invece di essere votato, il vescovo veniva scelto per consenso generale o per acclamazione. Il candidato veniva poi presentato al populus i capi delle grandi famiglie per lapprovazione o disapprovazione generale. Questa incertezza nelle procedure elettorali di tanto in tanto ha dato luogo a papi rivali o antipapi, e sicuramente diede ampi spazi di manovra alle più potenti famiglie romane che controllavano le scelte e candidavano loro esponenti al soglio di Pietro.

Il diritto dei laici di rifiutare leletto venne abolito dal sinodo lateranense del 769, ma restaurato a favore della nobiltà romana da papa Niccolò I durante un sinodo a Roma nell862. Dall824, inoltre, il papa era sottoposto al giuramento di fedeltà al Sacro Romano Impero Constitutio romana, il cui compito era quello di garantire la sicurezza e la pace pubblica a Roma nella sua veste di "avvocato e procuratore della Chiesa".

Con lespressione saeculum obscurum si individua il cupo e disastroso periodo della storia del papato che va dall888 al 1046 inizio della riforma gregoriana, durante il quale le elezioni papali furono caratterizzate da pesanti pressioni dalle famiglie romane in particolare i Conti di Tuscolo e i Crescenzi che portarono al soglio pontificio alcuni personaggi di basso spessore morale. Contemporaneamente gli imperatori Enrico II ed Enrico III entrarono prepotentemente nelle questioni inerenti alle elezioni pontificie, portando avanti loro candidati, creando pontefici alternativi e costringendo il papato stesso a intraprendere un percorso di riforma. Così nel 1059 papa Niccolò II decise di affidare lelezione ai soli cardinali vescovi e, nel 1179, papa Alessandro III stabilì con il Concilio Lateranense III che dovesse decidere lintero collegio cardinalizio. Era comunque sempre possibile lelezione anche di semplici maschi battezzati.

Durante i secoli spesso si verificò anche lingerenza di re e imperatori che imponevano alcuni candidati o imponevano il veto su altri. Uno dei primi esempi è quello di Ottone I, che nel 964 si fece attribuire da papa Leone VIII il diritto di approvare o meno la scelta del papa, che avrebbe dovuto poi giurare fedeltà allimperatore. Nel 1903, quando si trattò di eleggere il successore di papa Leone XIII, limperatore dAustria pronunciò il suo veto contro il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro. Il collegio cardinalizio respinse il veto ma elesse comunque un diverso candidato, il patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, che divenne Pio X: fu proprio papa Sarto a stabilire che i futuri elettori non avrebbero dovuto accettare mai più alcun "veto".

Nel 1198 i cardinali si riunirono per la prima volta in volontaria clausura ma la decisione dellisolamento della riunione cardinalizia fu stabilita solo nel 1274 dal Concilio di Lione II, con la Costituzione apostolica Ubi Periculum di papa Gregorio X, per impedire i ritardi, i tentativi di influenza esterna le corruzioni che in diversi casi si erano verificati. Un caso eclatante si era avuto appunto dopo la morte di papa Clemente IV nel 1268, quando la città di Viterbo fu sede dellelezione papale del 1268-1271. Dal momento che i 19 cardinali riuniti non riuscivano ad eleggere un papa, dopo 19 mesi di sede vacante la città rinchiuse letteralmente a chiave clausi cum clave i cardinali nel palazzo papale, li mise a pane e acqua e scoperchiò parte del tetto. Nonostante queste costrizioni, peraltro successivamente ridotte, i porporati impiegarono ben 1006 giorni per eleggere Gregorio X.

Con la Costituzione apostolica Ubi Periculum, promulgata proprio da Gregorio X, i cardinali dovevano riunirsi in unarea chiusa e non avevano diritto a stanze singole. Nessun cardinale doveva farsi assistere da più di un servitore, a meno che non fosse infermo. Il cibo doveva essere somministrato attraverso una finestra e dopo tre giorni i cardinali avrebbero ricevuto una sola portata per pasto; dopo cinque giorni avrebbero avuto soltanto pane, vino e acqua. Durante il conclave inoltre nessun cardinale poteva ricevere alcuna rendita ecclesiastica.

Le regole rigide di Gregorio X furono in seguito sospese nel 1276 da papa Adriano V, ma papa Celestino V le ripristinò nel 1294, dal momento che per la sua elezione erano stati necessari ben due anni, e papa Bonifacio VIII le inserì nel Codice di diritto canonico nel 1298. Nel 1562 papa Pio IV emise una bolla papale che introduceva nuovi regolamenti sulla segretezza del voto e altre norme procedurali. Quasi sempre tuttavia i conclavi si sono tenuti a Roma e, a partire dalla sua costruzione alla fine del XV secolo, si sono svolti nella Cappella Sistina in Vaticano.

Papa Gregorio X aveva 65 anni quando arrivò ad Arezzo, alcuni giorni prima del Natale 1275. Ritornava a Roma da Lione, dove aveva convocato e presieduto un Concilio Ecumenico. Da alcuni mesi soffriva di improvvise febbri debilitanti. Arrivò col suo seguito papale e fu ricevuto e ospitato nel nuovo palazzo vescovile di Arezzo, costruito dal vescovo Guglielmo degli Ubertini. Il 10 gennaio 1276 Gregorio morì nellepiscopio. Quindi in Arezzo, esattamente nella Chiesa di San Domenico, fu celebrato il primo Conclave secondo le regole della Ubi Periculum nel gennaio 1276.

Dal 1621 i cardinali potevano eleggere il papa per "ispirazione" o "acclamazione" accordo unanime per ispirazione dello Spirito Santo, per "compromesso" affidando il compito a un ristretto manipolo scelto tra loro, o con "votazioni a schede" la maggioranza prevista era di due terzi. La bruciatura delle schede che vengono usate, effettuata per conservare il segreto sugli schieramenti formatisi, ha dato, dal conclave del 1914, la caratteristica fumata nera in caso di elezione mancata, mentre quando viene raggiunta la decisione sul nome del nuovo pontefice dà la famosa fumata bianca grazie allaggiunta di sostanze chimiche.

Riassumendo:

  • Nicola II nel 1059 con la bolla In Nomine Domini riservò lelezione ai soli cardinali vescovi.
  • In seguito il papa è eletto dal clero e dal popolo romano sotto il controllo del potere civile o della pressione di fazioni politiche.
  • La Ubi Periculum venne sospesa da papa Adriano V nel 1276 su richiesta di alcuni cardinali e quindi addirittura revocata da papa Giovanni XXI nel settembre dello stesso anno, con la costituzione Licet felicis recordationis, salvo essere ripristinata quasi completamente da papa Celestino V con la bolla Quia in futurum, del 28 settembre 1294 e successivamente inserita integralmente da papa Bonifacio VIII nel Codice di Diritto Canonico nel 1298.
  • Il Conclave venne di fatto istituito da papa Gregorio X che, di certo memore di quanto accaduto a Viterbo durante la sua elezione, promulgò la Costituzione apostolica Ubi Periculum nel corso del Concilio di Lione II 1274; in sintesi si stabiliva che i cardinali elettori, ciascuno con un solo accompagnatore, dieci giorni dopo la morte del papa, si riunissero in una grande sala del palazzo ove risiedeva il papa defunto e fossero lì segregati; qualora dopo tre giorni non fosse avvenuta lelezione, ai cardinali sarebbe stato ridotto il vitto ad una sola portata per pasto; dopo altri cinque giorni il vitto sarebbe stato ulteriormente ridotto a pane, vino ed acqua; inoltre, durante tutto il periodo della Sede vacante le rendite ecclesiastiche dei porporati erano trasferite nelle mani del Camerlengo, che le avrebbe poi messe a disposizione del nuovo papa.
  • Nel 1179 Alessandro III estese lelezione a tutti i cardinali; Canone Licet de evitanda discordia del concilio Lateranense III leletto doveva raccogliere i 2/3 dei voti.
  • Gregorio XV 1621-1623 diede due rinnovate Costituzioni per lelezione pontificia, in balia dei tre grandi stati cattolici di allora, Aeterni Patris e Decet Romanorum Pontificem, che ribadivano la clausura e la maggioranza dei due terzi; il voto doveva essere segreto.
  • Giustiniano 527-565 sottomise lelezione del papa allapprovazione imperiale Vigilio 540 e Pelagio 543 fino al 731 Gregorio III.
  • Il canone XV del Concilio di Nicea I 325 d.C. introduce il divieto per i diaconi, i presbiteri ed i vescovi, di trasferirsi da una diocesi ad unaltra. Ciò viene interpretato in modo da vietare ai vescovi e al clero non romano laccesso al soglio pontificio. Questinterpretazione fu spesso disattesa ad esempio, con Papa Formoso e poi rigettata. Il canone fu, poi, formalmente e sostanzialmente, abolito.
  • Dal 1970, con il compimento dellottantesimo anno di età, i cardinali perdono il diritto di eleggere il Romano Pontefice e quindi anche il diritto di entrare in conclave lettera apostolica di papa Paolo VI Ingravescentem Aetatem
  • Primi secoli della storia ecclesiastica: il pontefice è eletto dal clero romano o indicato dal predecessore. I vescovi suburbicari ratificano la scelta ed il popolo, per acclamazione, approva o meno il candidato.
  • Le potenze cattoliche continuarono a intromettersi con il diritto di veto, che venne abolito da papa Pio X con la Costituzione Commissum nobis del 20 gennaio 1904.
                                     

2. Lo svolgimento del conclave

Le procedure da seguire per lo svolgimento del conclave sono cambiate nel corso dei secoli: attualmente sono regolate dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996.

                                     

2.1. Lo svolgimento del conclave La Missa pro eligendo Romano Pontifice e l’ingresso nella Cappella Sistina

Il giorno fissato per linizio del conclave, tutti i cardinali si riuniscono nella basilica di San Pietro, dove celebrano la Missa pro eligendo Romano Pontifice. Il pomeriggio stesso i cardinali elettori, in abito corale, si recano in processione cantando le litanie dei santi e il Veni Creator Spiritus, dalla Cappella Paolina verso la Cappella Sistina, dove, nei giorni dellinterregno, sono stati allestiti i banchi per la votazione nel coro, è stata eseguita la bonifica totale da qualsiasi mezzo audiovisivo o di trasmissione allesterno ed è stata montata la stufa nella quale verranno bruciati appunti e voti degli elettori e verrà data, attraverso i segnali di fumo, una fumata nera per ogni avvenuta votazione, fino a quando non verrà raggiunto il quorum previsto, che verrà indicato allesterno con una fumata bianca.

Nel conclave del 2013, per garantire il "colore" delle fumate, sono stati utilizzati dei fumogeni costituiti:

  • per la fumata nera, da perclorato di potassio, antracene e zolfo;
  • per la fumata bianca, da clorato di potassio, lattosio e colofonia.


                                     

2.2. Lo svolgimento del conclave Il giuramento e l’ extra omnes

Giunti nel coro della cappella, il cardinale decano pronuncerà per tutti gli elettori il giuramento:

Poi ciascun cardinale si reca singolarmente allEvangeliario e pronuncia lultima parte del giuramento:

Posta la mano sul Vangelo, prosegue:

Quando tutti i cardinali avranno pronunciato il giuramento, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie pronuncia la formula:

Questo ordine impone a tutti gli astanti che non siano lo stesso maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, lecclesiastico incaricato di tenere la meditazione e i cardinali elettori, di uscire dalla Cappella Sistina. Usciti gli altri, il maestro chiude la porta di accesso a chiave. Subito dopo l’ecclesiastico conduce la sua meditazione concernente i problemi della Chiesa le qualità che il nuovo eletto dovrà possedere. Dopo la sua meditazione, questi lascia la cappella insieme al maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. Seguono le preghiere, dopo le quali il cardinale decano chiederà se vi sono ancora dubbi relativi alle procedure. Con la chiarificazione degli eventuali dubbi, le operazioni di voto possono cominciare. I cardinali arrivati dopo linizio del conclave sono comunque ammessi. Un cardinale che lascia il conclave potrà essere riammesso solo se si era assentato per malattia e non per qualunque altro motivo.

In passato i cardinali elettori potevano essere accompagnati da assistenti "conclavisti", ora solo un infermiere può accompagnare un cardinale che per motivi di salute necessiti di assistenza, come confermato dal Collegio dei Cardinali.

Per assolvere alle incombenze dellelezione dovranno essere disponibili il segretario del collegio dei cardinali, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, due cerimonieri, due religiosi addetti alla sacrestia pontificia e un ecclesiastico assistente del decano del collegio dei cardinali, tutti preventivamente approvati dal camerlengo di Santa Romana Chiesa e dai suoi tre cardinali assistenti pro tempore. Il camerlengo e i tre cardinali assistenti pro tempore sono obbligati a vigilare che non venga violata la riservatezza, sia prima sia durante sia dopo le operazioni di voto e di spoglio. Per tutta la durata del conclave è imposta la più assoluta segretezza: ai cardinali, ai conclavisti e a tutto il personale presente non è affatto permesso rivelare qualsiasi informazione anche minima in merito allelezione; è fatto assoluto divieto di conversare con persone fuori dal conclave o di comunicare per posta, per radio o per telefono. La violazione del segreto da parte del personale ammesso ad assolvere alle incombenze del conclave è un grave reato, punibile con la scomunica latae sententiae. Ai cardinali inoltre è fatto ordine, graviter onerata ipsorum conscientia, di conservare questi segreti per sempre, anche dopo lelezione del pontefice.

Prima dellinizio del conclave del 2005 furono utilizzate le più sofisticate tecnologie per identificare la possibile presenza di dispositivi di sorveglianza o di intercettazione. La Universi Dominici Gregis vieta espressamente la presenza di giornali, radio e televisione.

                                     

2.3. Lo svolgimento del conclave Gli scrutini

Posto che la Universi Dominici Gregis abolisce le forme di elezione dette per acclamationem seu inspirationem e per compromissum, precedentemente valide ma assai poco comuni, lunica forma di elezione del Romano Pontefice ammessa è per scrutinium. Per la validità dellelezione sono richiesti i due terzi dei suffragi, conteggiati sul numero degli elettori presenti. Nel caso in cui tale numero non sia divisibile per tre viene necessariamente immesso un voto in più.

Agli scrutini si accede subito dopo la chiarificazione degli ultimi eventuali dubbi di voto. Nel caso in cui le elezioni inizino il pomeriggio del primo giorno di conclave, vi sarà un solo scrutinio. I giorni seguenti vi saranno due scrutini al mattino e due al pomeriggio, fino allelezione del nuovo papa. Ciascun scrutinio si divide in tre fasi:

  • Scrutinium vere proprieque ;
  • Post-scrutinium.
  • Antescrutinium ;
                                     

2.4. Lo svolgimento del conclave Antescrutinium

Questa prima fase prevede che i cerimonieri preparino e distribuiscano due o tre schede a ciascun cardinale elettore; che lultimo cardinale diacono estragga a sorte, fra tutti i cardinali elettori, tre scrutatori, tre incaricati detti infirmarii che raccolgano i voti dei cardinali infermi presso la Domus Sanctae Marthae e tre revisori; che i cardinali elettori, durante le votazioni, rimangano soli. Subito dopo la distribuzione delle schede, prima che gli elettori scrivano sulla propria scheda, il segretario del collegio dei cardinali, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie ed i cerimonieri escono. Lultimo cardinale diacono chiude e apre la porta ogni volta si renda necessario ad esempio quando gli infirmarii escono con una cassetta per raccogliere i voti dei cardinali infermi presso la Domus Sanctae Marthae, e poi ritornano.

Ciascun cardinale elettore dispone di una scheda di forma rettangolare, con riportata la scritta Eligo in Summum Pontificem, sotto la quale ognuno deve scrivere con grafia non riconoscibile il nome del cardinale a cui intende dare il suo consenso per lelezione a Romano Pontefice.



                                     

2.5. Lo svolgimento del conclave Scrutinium vere proprieque

Quindi un cardinale alla volta si reca, tenendo in mano la scheda piegata in due e ben visibile, presso laltare dove sono presenti i tre scrutatori e unurna con un piatto appoggiatovi sopra. Arrivato dinanzi allaffresco del Giudizio Universale di Michelangelo, pronuncia il giuramento:

e, posta la scheda sul piatto, lo alzerà per lasciarla scivolare allinterno dellurna; quindi tornerà al proprio posto.

Compiute le operazioni di voto, si procede alle operazioni di spoglio. Il primo scrutatore agita le schede nellurna per mescolarle mentre lultimo le conteggia una ad una ponendole in unaltra urna vuota, più piccola. Se il numero non corrispondesse al numero dei cardinali elettori le schede andrebbero bruciate subito, senza spoglio.

Il primo e il secondo scrutatore osservano e leggono in silenzio il nome scritto su ciascuna scheda, mentre lultimo lo pronuncia a voce alta in modo che anche i cardinali elettori possano tenere il conto. Ciascun scrutatore riporta i voti in appositi fogli. Lultimo scrutatore legge le schede e contemporaneamente le fora dalla parte interna, dove si trova la parola "Eligo", per farvi passare un filo. Una volta finito lo spoglio, lultimo scrutatore fa un nodo ai due capi del filo e lo pone in un contenitore.

                                     

2.6. Lo svolgimento del conclave Post-scrutinium

Questultima fase comprende il conteggio dei voti e il bruciamento delle schede nella stufa, solo dopo il secondo scrutinio, eccetto che per il pomeriggio del primo giorno o in caso di avvenuta elezione già al primo scrutinio.

Gli scrutatori assommano i voti che ciascuno ha riportato. Sia che il quorum sia stato raggiunto sia in caso di esito negativo i revisori devono controllare tutte le schede le annotazioni degli scrutatori per vigilare sul loro operato. Se il quorum non è stato raggiunto si procede immediatamente ad una nuova votazione, eccetto che per il primo giorno di conclave. Nel secondo scrutinio i cardinali ripetono le stesse operazioni, ma senza pronunciare di nuovo il giuramento o fare altre ripetizioni. Al termine della seconda votazione, e prima che i cardinali abbandonino la Sistina, le schede del secondo e del primo scrutinio vengono bruciate nella stufa dagli scrutatori, dal segretario del collegio e dai cerimonieri, richiamati dallultimo cardinale diacono. Si fa ordine a ciascun cardinale di consegnare i propri appunti al camerlengo o ai cardinali assistenti, affinché anchessi siano bruciati. È inoltre previsto che il camerlengo e i cardinali assistenti stilino una relazione sullesito di ciascuna sessione di voto, da consegnare al futuro nuovo pontefice in una busta sigillata.

                                     

2.7. Lo svolgimento del conclave Elezione e proclamazione del nuovo pontefice

Se un candidato riceve un numero di voti pari o superiore a due terzi del numero totale dei votanti, lelezione di tale candidato a pontefice è canonicamente valida. Lultimo dellordine dei cardinali diaconi richiama il maestro delle celebrazioni liturgiche e il segretario del collegio cardinalizio. Il decano o il vice decano oppure il primo cardinale dei cardinali vescovi si rivolge alleletto dicendogli:

e, alla risposta affermativa, aggiunge:

Il candidato risponderà con il nome pontificale. Dopo laccettazione si bruciano le schede facendo in modo che dal comignolo visibile da piazza San Pietro esca la classica fumata bianca.

L Ordo rituum conclavis prevede che, se il candidato non è un vescovo, venga subito consacrato; lo stesso Ordo regola le procedure da seguire nel caso leletto risieda fuori del Conclave.

                                     

2.8. Lo svolgimento del conclave Stanza delle lacrime

Dopo la sua proclamazione, il papa neoeletto si ritira nella "Stanza delle lacrime", ovvero nella sacrestia della Cappella Sistina, per indossare per la prima volta i paramenti papali, con i quali si presenterà in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro. Il nome di tale luogo deriva dal fatto che, si presume, in tale stanza il neo-pontefice scoppi in lacrime per lemozione e per il peso della responsabilità del ruolo che è chiamato a svolgere.

Tradizionalmente nella sacrestia sono presenti paramenti papali di tre diverse misure, che possano approssimativamente adattarsi alla taglia del nuovo eletto. Famosa in proposito è la vicenda del neo-eletto Giovanni XXIII, pontefice piuttosto robusto, per adattare al quale gli abiti della taglia più ampia fu necessario tagliarli ampiamente e poi fermarli con spille da balia.

Nel caso teorico che il papa eletto non fosse un cardinale partecipante al conclave, la vestizione del nuovo papa avverrebbe invece sul luogo dellannuncio.



                                     

2.9. Lo svolgimento del conclave Preghiera per il nuovo Pontefice e ossequio dei cardinali

Dopo la vestizione con i paramenti papali, il neoeletto ritorna nella Cappella Sistina e siede alla cattedra. Il cardinale decano invita il nuovo Papa, "eletto alla Cattedra di Pietro", a rileggere un passo del vangelo di Matteo, con il quale Cristo promise a Pietro e ai suoi successori il primato del ministero apostolico.

Dopo la lettura evangelica e la preghiera per il nuovo Papa, i cardinali si accostano al Sommo Pontefice per prestargli latto di ossequio e di obbedienza. Infine viene intonato il canto del Te Deum. A questo punto il conclave è ufficialmente terminato.

                                     

2.10. Lo svolgimento del conclave Annuncio dellelezione

Il cardinale protodiacono si affaccia quindi dalla loggia della Basilica di San Pietro e dà lannuncio della nuova elezione con l Habemus papam ; lo seguirà il nuovo pontefice, preceduto dalla croce astile, che impartirà la solenne benedizione Urbi et Orbi.

Fino allelezione di papa Giovanni Paolo II non era consuetudine che il nuovo pontefice pronunciasse le sue prime parole alla folla riunita in Piazza San Pietro prima della benedizione; già papa Giovanni Paolo I avrebbe voluto parlare alla piazza, ma il cerimoniere glielo negò, facendogli notare che ciò non era previsto dal cerimoniale e dalla tradizione.

                                     

3. La normativa vigente

Le modifiche più consistenti nella normativa per il conclave sono state effettuate da Paolo VI Ingravescentem aetatem 1970 e Romano Pontifici Eligendo 1975, che ha escluso dal conclave i cardinali ultraottantenni e fissato in 120 il numero dei componenti del collegio elettorale.

Giovanni Paolo II, con la Universi Dominici Gregis del 1996, pur confermando le modalità essenziali in vigore, ha stabilito un nuovo luogo per i cardinali in clausura nella Domus Sanctae Marthae, sempre in Vaticano; ha, inoltre, eliminato le possibilità dellelezione per acclamazione e per compromesso ormai comunque in disuso da alcuni secoli, recuperando infine il ruolo dei cardinali che hanno già compiuto ottantanni: la loro funzione, però, è semplicemente spirituale. Partecipano, infatti, solo alle fasi preliminari dellelezione e guidano le preghiere della Chiesa Universale.

Benedetto XVI, con il motu proprio De Aliquibus Mutationibus dell11 giugno 2007 e con il motu proprio Normas Nonnullas del 22 febbraio 2013, ha apportato alcune modifiche: una di queste sancisce che la maggioranza dei voti per lelezione del Papa deve essere pari ai due terzi dei cardinali votanti per tutti gli scrutini. A partire dal 34º scrutinio o 35º se si era votato anche il giorno di apertura del Conclave si deve procedere al ballottaggio tra i due nomi che nellultimo scrutinio hanno ottenuto la maggioranza dei voti: lelezione avviene sempre con maggioranza di almeno i due terzi dei cardinali con voce attiva, dai quali vanno esclusi i due cardinali che sono al ballottaggio. Si è così corretta una norma sancita da Giovanni Paolo II ma già dichiarata possibile in passato da papa Paolo VI che prevedeva una riduzione del quorum alla maggioranza assoluta a partire dal 34º o 35º scrutinio qualora ci fosse stato su tale modo di procedere il consenso dei Cardinali elettori.

                                     

4. Statistiche

Da papa Clemente XIV 1769 a papa Giovanni Paolo I 1978, tutti i papi eletti erano al loro primo conclave, infatti erano stati elevati alla porpora cardinalizia dal loro immediato predecessore.

                                     
  • 1667. Il 2 giugno si riunì il conclave in cui entrarono 61 cardinali, raggiunti, in seguito, da ulteriori 3. Il Conclave durò dal 2 al 20 giugno 1667.
  • Il conclave del 1623 venne convocato a seguito della morte del papa Gregorio XV, avvenuta a Roma l 8 luglio 1623. Si svolse nella Cappella Sistina dal
  • assente nell elenco dei partecipanti a questo conclave The Cardinals of the Holy Roman Church - Conclave del 1591 ma lo dichiara presente nella voce
  • Il conclave del 1655 venne convocato a seguito della morte di papa Innocenzo X e si concluse con l elezione di papa Alessandro VII. Il conclave iniziò
  • parteciparono al conclave ma solo 63 presenziarono alle votazioni finali. Infatti Virginio Orsini e Carlo Bonelli morirono durante il conclave rispettivamente
  • L ormai papa emerito Benedetto XVI non prese parte al conclave Hanno diritto di voto in conclave i cardinali che non abbiano compiuto l ottantesimo anno
  • Il conclave del 1689 venne convocato il 23 agosto a seguito della morte di papa Innocenzo XI e si concluse il 6 ottobre con l elezione di Alessandro VIII
  • Il conclave del 2005 venne convocato a seguito della morte di papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile dello stesso anno. Si svolse nella Cappella
  • Il conclave del 1389 venne convocato a seguito della morte di papa Urbano VI e si concluse con l elezione di papa Bonifacio IX. Fu l unico conclave della
  • assente nell elenco dei partecipanti a questo conclave The Cardinals of the Holy Roman Church - Conclave del 1592 ma lo dichiara presente nella voce
  • Gregorio XII. Fu uno dei conclavi del periodo del Grande Scisma d Occidente. Quattordici cardinali presenti a Roma entrarono nel conclave in Vaticano il 18 novembre