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ⓘ Linguistica




Linguistica
                                     

ⓘ Linguistica

La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle sue strutture. Essa include, tra le altre cose, lo studio della grammatica, della sintassi e della fonetica. È una disciplina scientifica, in quanto si basa su approcci empirici e oggettivi. Un linguista è una persona specializzata in linguistica.

                                     

1. Introduzione

La linguistica ha come scopo comprendere e definire le caratteristiche del linguaggio la facoltà mentale delluomo di comunicare attraverso una lingua attraverso lanalisi delle lingue del mondo: un linguista indaga e descrive quindi le strutture delle lingue per capire come sono questultime e cerca di spiegare perché queste sono come sono e perché non sono in altro modo.

Lobiettivo di un linguista quindi non è quello di studiare le lingue per imparare a parlarle, cioè a comunicare con i parlanti di quelle lingue. La distinzione è parallela a quella che sussiste tra un pilota di aeroplani e un meccanico: il pilota conosce i comandi per pilotare il veicolo e come ad ogni pulsante corrisponda una precisa funzione; un meccanico, invece, conosce le singole parti dellaeroplano, come queste siano connesse tra loro e come insieme permettano allaeroplano di volare. Idealmente, un pilota potrebbe non conoscere i circuiti dellaeroplano e come funzionano e viceversa un meccanico potrebbe non essere in grado di guidare un aeroplano. Parallelamente, un poliglotta è simile ad un pilota, mentre un linguista corrisponde al meccanico.

Ancora, il linguista è simile ad un fisico che studia le leggi le forze dei sistema in cui siamo immersi, mentre un conoscitore delle lingue è simile ad un ingegnere edile o ad un architetto, che lavora con questo sistema, ma senza cercare di spiegarlo. Una persona poliglotta è simile allingegnere, dunque, che sa utilizzare bene le formule le forze a sua disposizione; il linguista invece è come il fisico, il cui compito è indagare nella profondità del sistema il sistema linguistico, appunto e non fermarsi alla superficie per sfruttarne lutilizzo.

                                     

1.1. Introduzione Sincronia e diacronia

La linguistica indaga le lingue secondo due aspetti: quello sincronico e quello diacronico. Una lingua o, più in particolare, un fenomeno linguistico possono essere studiati nella loro evoluzione storica, ossia nel loro mutare nel tempo: tale approccio, nonché metodo di analisi linguistica, è chiamato diacronico. La linguistica storica è quella branca della linguistica che si occupa dello studio diacronico delle lingue. Quando invece si osserva e si analizza una lingua o una sua caratteristica in un preciso momento storico sia esso presente o passato, senza interessarsi del suo aspetto diacronico, si conduce unanalisi sincronica. Questultima è condotta dalla linguistica sincronica.

Ogni livello di una lingua dalla fonologia alla semantica e alla pragmatica può essere studiato sia sincronicamente che diacronicamente: ad esempio, è possibile studiare il sistema nominale del latino ossia le declinazioni: quali sono e come sono strutturate per come ci è stato conservato nei testi letterari di un determinato periodo studio sincronico; oppure possiamo ricostruire i mutamenti che hanno portato al sistema nominale latino come lo osserviamo, seguendo la sua storia dal protoindoeuropeo fino al latino studio diacronico.

                                     

1.2. Introduzione Discipline

La linguistica è un campo di ricerca ampio che include varie discipline, alcune delle quali collegate alle varie parti che compongono il sistema lingua. Le principali sottodiscipline della linguistica che corrispondono in linea di massima ai livelli che compongono un sistema lingua sono:

  • e la lessicologia.
  • la pragmatica, che studia le proprietà degli atti comunicativi
  • la semantica, che interessa il significato
  • la sintassi, la quale si occupa della struttura delle frasi
  • la fonetica e la fonologia, che riguardano il sistema di suoni delle lingue
  • la morfologia, che studia la struttura interna delle parole

A seconda dei punti di vista dai quali il linguaggio viene studiato, è possibile inoltre distinguere altre sottodiscipline:

  • la logopedia e la foniatria, che si occupano dei disturbi e patologie legati al linguaggio.
  • la psicolinguistica, la neurolinguistica e linguistica cognitiva, che si occupano delle caratteristiche psico-cognitive e neurologiche del linguaggio
  • la sociolinguistica, la dialettologia, la geolinguistica e letnolinguistica, che si occupano dei vari aspetti sociali e di variazione geografica e dialettale
  • la linguistica storica, che consiste nellanalizzare i fenomeni linguistici da un punto di vista storico
  • la linguistica applicata, la linguistica computazionale e la linguistica forense
  • la tipologia linguistica o linguistica tipologica e la linguistica comparata, il cui obiettivo primario è quello di confrontare le lingue del mondo e individuare le strutture ricorrenti e darne una spiegazione attraverso motivazioni funzionali
  • la linguistica descrittiva, che si occupa di documentare e descrivere le lingue del mondo


                                     

2.1. Teorie linguistiche Teorie generative e teorie funzionali

Molte teorie linguistiche sono state proposte negli ultimi due secoli. Tuttavia, se si osservano le teorie oggi più diffuse, è possibile distinguere principalmente due approcci ai quali tali teorie fanno riferimento: si possono avere teorie generative che si oppongono a teorie funzionali. Purtroppo è difficile delineare dei confini precisi e delle caratteristiche esclusive delluno o dellaltro approccio; inoltre, non è possibile individuare facilmente dei principi che siano davvero condivisi rispettivamente nelle due cornici teoriche.

Nonostante ciò, si può generalizzare dicendo che le teorie generative si basano su una serie di postulati i quali presuppongono che:

  • e che le unità innate di base le quali complessivamente formano quella che viene chiamata Grammatica Universale o semplicemente UG, Universal Grammar siano le stesse per tutti i membri della specie umana. Le teorie generative sono interessate alla competenza del parlante, non alla performance effettiva dello stesso, al reale atto comunicativo.
  • che la competenza di un parlante sia un insieme di regole e unità astratte, prive di dettagli che possono essere derivati da altri fattori,
  • la facoltà umana del linguaggio sia innata, ossia che alla nascita si sia già equipaggiati con delle entità linguistiche di base che permettono allinfante di apprendere la lingua in poco tempo,

Le teorie funzionali, invece, concepiscono il linguaggio come uno strumento funzionale alla comunicazione ed è questa sua funzione che modella e trasforma il linguaggio. Le regolarità del linguaggio non sono quindi spiegate da caratteristiche innate nelluomo, ma dal fatto che le lingue sono usate per comunicare. Le teorie funzionali sono quindi più interessate alla performance e per spiegare i pattern osservati nelle lingue del mondo ricorrono a fattori esterni al linguaggio stesso.

                                     

2.2. Teorie linguistiche Teorie descrittive ed esplicative

Una seconda tipologia di classificazione, parallela alla precedente è stata proposta, ed è quella secondo la quale le teorie linguistiche sono divisibili in teorie descrittive e teorie esplicative. Le teorie descrittive sono teorie che riguardano la descrizione delle lingue, cioè come sono strutturate le lingue. Diversamente, le teorie esplicative sono teorie che spiegano perché le lingue sono in un modo piuttosto che un altro. Descrizione e spiegazione sono quindi intese come due concetti separati, al contrario di quanto generalmente affermato dalle teorie generative: secondo queste infatti, una teoria può e deve essere descrittiva e al contempo permettere di spiegare i fenomeni considerati.

Secondo questa visione, non è possibile concepire una "linguistica teorica" in opposizione ad una "linguistica descrittiva", dato che la distinzione non è appunto tra "teorico" e "ateorico/descrittivo", bensì tra descrittivo ed esplicativo. In altre parole, la descrizione non potrà mai essere "ateorica", ma dovrà necessariamente rifarsi ad una teoria di tipo descrittivo.

                                     

2.3. Teorie linguistiche Universalismo e particolarismo categoriale

Le teorie linguistiche possono essere ulteriormente suddivise a seconda di come concepiscono le categorie linguistiche delle lingue. Le teorie che affermano luniversalismo categoriale si propongono di individuare categorie universali, pertinenti a tutte le lingue, e spiegarne le caratteristiche: per esempio, cercano di individuare la categoria "passivo" in tutte le lingue del mondo, osservandone il comportamento e definendone delle caratteristiche universali che permettano il riconoscimento della categorie stessa in tutte le lingue osservate. Le teorie che invece seguono il particolarismo categoriale sostengono che ogni lingua possegga le sue categorie di qui il termine "particolarismo" e che non sia possibile equiparare una categoria di una lingua con la stessa di unaltra lingua.