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ⓘ Latifondo




                                     

ⓘ Latifondo

Le dimensioni di una tenuta agricola a partire dalle quali le si attribuisce lappellativo di latifondo variano da paese a paese, a seconda della storia e della densità di popolazione di questultimo.

A titolo di esempio, in Italia dove in media unazienda agricola ha 5-6 ettari si considera solitamente latifondo una tenuta agricola che supera i 100 ettari 1 km². Mentre in America Latina dove in media unazienda ha 25-30 ettari un latifondo, per essere ritenuto tale, deve superare i 500 ettari 5 km². In un paese grande come il Brasile, per esempio, si considera latifondo un terreno superiore ai 1.000 ettari 10 km².

Alcuni latifondi raggiungono dimensioni tali, specie nellAmerica del sud, da costituire veri e propri feudi.

                                     

1. Il latifondo in Europa

Tipico del sistema dell Ancien régime, in Europa Occidentale il latifondo venne progressivamente superato tra il XVIII ed il XIX secolo grazie alla diffusione del capitalismo nella conduzione delle aziende agricole.

Tuttavia restò a lungo radicato nelle aree periferiche degli stati più reazionari. Si tratta dei paesi dellEuropa mediterranea: Spagna, Portogallo e Italia ed in quelli dellEuropa centrale ed orientale, nei paesi dellest ed in Russia.

Si può dire che tutti gli stati europei ad est della linea di demarcazione immaginaria che passava, grosso modo, lungo lElba e, andando verso sud, lungo i confini occidentali della Boemia fino allAdriatico allaltezza di Trieste, avessero unagricoltura legata al latifondo.

                                     

1.1. Il latifondo in Europa Il latifondo in Italia

Il fenomeno del latifondismo ha avuto grande rilievo in passato in Italia centro-meridionale ed era frequentemente legato alla malaria per la presenza anche di zone paludose non bonificate: i latifondi erano utilizzati per colture tradizionali, senza particolare cura allinnovazione o erano semplicemente usati per il pascolo. Il proprietario spesso si curava solo di avere una buona rendita, trascurando i dettagli agricoli. Per questo motivo lagricoltura praticata nei latifondi era spesso ma non sempre molto arretrata.

I latifondi erano particolarmente diffusi nel Mezzogiorno, dove i latifondisti vivevano lontani dalle loro terre, risiedendo a Napoli e Palermo. Con labolizione della feudalità nel 1806, i terreni fino a quel momento in mano alla nobiltà divennero del Demanio, pur persistendo il fenomeno del latifondo. Dopo la riforma agraria del 1950, i latifondi non possono superare i 300 ettari 3 km². Prima di allora non erano rari, soprattutto nel Meridione, i latifondi che superavano i 1.000 ettari 10 km². A partire dalla riforma, il latifondo è andato progressivamente scomparendo fino a non esistere più ai giorni nostri.

Particolarmente significativo era il caso della Sicilia, la quale fino alla riforma aveva unagricoltura totalmente basata sul latifondo. Infatti, prima del 1950, i latifondi con estensione superiore ai 500 ettari 5 km² erano 228. Per di più il 20.6 % dei terreni agricoli dellisola erano di proprietà dei 282 maggiori latifondisti siciliani.

Fino alla riforma alcuni latifondisti possedevano migliaia di ettari. Celebre è il caso della famiglia Torlonia che possedeva i terreni agricoli abruzzesi della Piana del Fucino, si trattava di un latifondo di oltre 14.000 ettari 140 km² che venne diviso tra 5.000 famiglie di contadini senza terra.

                                     

2. La piantagione in America Latina

Il latifondo è diffusissimo in Sud America dove, complici una minore pressione demografica, intere regioni sono scarsamente coltivate o adibite allallevamento estensivo. La relativa abbondanza di terra, rispetto agli altri continenti, ha comportato che solo alcune zone privilegiate siano coltivate intensivamente.

Caratteristica storica del continente americano, e quindi dellAmerica latina, è il forte legame commerciale con le forze dominatrici europee fin dallepoca coloniale, che indirizzavano la produzione locale al fine di soddisfare i bisogni della "metropoli" europea. Per questo motivo, sin dal XVI secolo, a vaste aree inutilizzate o adibite alla produzione finalizzata al consumo locale, si affiancarono aree intensivamente coltivate - le piantagioni - per la produzione di beni esotici finalizzati allesportazione Furtado, 1993. Il latifondo latinoamericano assume perciò un significato ambivalente e sul quale non vi è mai stato completo accordo. Al latifondo tradizionale, esteso e scarsamente produttivo, si affianca la piantagione, in cui vi è la monocoltura di un solo prodotto. Si tratta di beni coloniali. Nella piantagione, la produttività economica e fisica è alta.

Il sistema delle piantagioni è stato introdotto in America Latina dai colonizzatori spagnoli e portoghesi. Nelle aree dei portoghesi lazienda agricola della piantagione prendeva il nome di Fazenda, mentre in quelle spagnole prendeva il nome di Hacienda. Questa terminologia esiste tuttora ed in particolare la prima è usata in Brasile, mentre la seconda nel resto dellAmerica centrale e meridionale.

I latifondi del Sud America hanno dimensioni assai più ampie di quelle che ci sono in Italia, esse si estendono in genere per migliaia di ettari decine di km² ed alcune raggiungono centinaia, se non migliaia di km².

In Brasile, per esempio, nello Stato di San Paolo le piantagioni di caffè superano mediamente i 600 ettari 6 km², mentre a Cuba le piantagioni di zucchero, trasformate in cooperative dopo la riforma agraria del 1959, sestendono mediamente per 1.286 ettari 12.86 km².

Secondo molti economisti, larretratezza economica dellAmerica Latina è dovuta al latifondo ed al sistema latifondista con tutte le conseguenze sociali e politiche ad esso legato.



                                     

2.1. La piantagione in America Latina Latifondo in Brasile

Tra i paesi dellAmerica Latina il latifondo è particolarmente diffuso in Brasile, dove nel 1998 vi erano 262 grandi latifondisti fazendeiros con un latifondo superiore a 50.000 ha 500 km². Rispetto al 1888, i grandi latifondisti sono però in diminuzione, dato che allepoca i 464 maggiori latifondisti brasiliani possedevano oltre 270.000 km², pari a circa 600 km² ciascuno.

La lobby dei latifondisti viene chiamata bancada ruralista e ha molto peso politico.

                                     

3. Il sistema latifondista: Storia ed Evoluzione

Il sistema latifondista ha le sue radici storiche nel feudalesimo e nelleconomia curtense, anche se era già presente, in una diversa forma, nellAntica Roma.

Esso si è basato a lungo sul modello del sistema di Gutsherrschaft, cioè di signoria fondiaria. Secondo tale modello la proprietà è divisa in due parti: quella destinata alla sussistenza del contadino e quella destinata alla coltivazione dei prodotti del signore che verranno commercializzati. Il beneficiario dei prodotti ricavati sul terreno destinato al padrone è solo ed esclusivamente il signore stesso ed il contadino non riceve alcun compenso se non il diritto a coltivare la terra per la propria sussistenza. In genere il proprietario fondiario risiede lontano dalle sue terre ne lascia la gestione ad un suo uomo di fiducia.

Tale modello nellEuropa occidentale, con la fine della Servitù della gleba, sè trasformato ed i contadini ricevettero un salario a giornata per il lavoro svolto o pagarono una qualche forma daffitto per coltivare la terra. Così gli agricoltori si sono trasformati in braccianti, fittavoli o mezzadri. Questo nuovo modello è definito sistema di Grundherrschaft, cioè di signoria territoriale. Il rapporto tra proprietario terriero ed agricoltore era così completamente mutato.

Nonostante tale trasformazione nellEuropa meridionale il latifondo rimase ed i contadini divennero braccianti senza però che vi fossero forme di colonato mezzadria, affitto.

NellEuropa orientale ed in Sud America, invece, il modello del sistema di Gutsherrschaft è però rimasto molto più a lungo, fino alla fine del XIX secolo.