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ⓘ Analisi immaginativa




                                     

ⓘ Analisi immaginativa

L analisi immaginativa si colloca nellambito delle" Tecniche Immaginative”, con altre tecniche che fanno uso dellImmagine Mentale quali il" rêve éveillé dirigé ” di Robert Desoille, l”Oniroterapia” di A. Virel, "lanalisi immaginativa" di L. Peresson, "la psicosintesi" di R.Assagioli o lI.T.P. di L. Rigo. È una forma di psicoanalisi, nella quale si sostiene la necessità di passare dal lavoro terapeutico sulle immagini al lavoro con le immagini. Presenta un

allo stesso tempo viene ritenuta una sintesi fra la profondità della visione psicoanalitica e la efficacia e brevità dei protocolli comportamentisti Massimo Soldati

                                     

1. Storia

Il metodo fu ideato negli anni settanta da Gianmario Balzarini 1945-1986, che fondò nel 1972 la Società italiana di psicoterapia analitica immaginativa SIPAI e nel 1979 a Cremona lIstituto di analisi immaginativa. I suoi collaboratori fondarono in seguito la Società italiana di analisi immaginativa SIAI.

                                     

2.1. Metodo Concetto di immaginario in psicologia

La psicologia ha oscillato tra una concezione dellimmaginazione come fondamento dellattività ideativa, e una nozione di immaginazione come conoscenza particolare e tecnica peculiare dellattività dellartista:

                                     

2.2. Metodo Concetto di immaginario nel pensiero psicoanalitico

Secondo Sigmund Freud, la fantasia è un prodotto tipico di tutta lumanità; essa predomina nellinfanzia, permane nellattività psichica delladulto come compensazione alla frustrazione e ai desideri imposta dalla realtà, prende il sopravvento in due categorie di persone con risultati diversi: da una parte i malati nevrotici, in cui leccesso di fantasia porta ai sintomi e alla malattia; dallaltra gli artisti, nei quali porta alla creazione.

Melanie Klein descrive lo sviluppo della mente infantile, nei primi anni di vita, come la creazione di un mondo fantasmatico interno, intensamente emotivo, popolato dai rapporti tra lIo e gli oggetti buoni. La fantasia, nellaccezione kleiniana, risale alle prime fasi della vita, è radicata nel corpo ed è perciò estranea al linguaggio e nasce piuttosto da una capacità di sentire le cose, ancora prima di poterle pensare e dirle.

Harry Guntrip osserva che i sogni, i giochi dei bambini, le fantasticherie, i miti le leggende dei popoli primitivi, le creazioni della letteratura e dellarte di tutti i tempi dispiegano lattività creativa, inventiva, immaginativa della mente umana; attività che, a differenza della scienza, non mira a una descrizione della realtà esterna attraverso lintelletto, ma piuttosto a una espressione accurata del mondo psichico interno.

Donald W. Winnicott, sostiene che la vita immaginativa ha le sue radici nel corpo, ma, ancora di più rispetto a Melanie Klein, sottolinea che il corpo e la psiche sono ununità inscindibile, nella quale la possibilità di distinguere luno dallaltra dipende solamente dal punto di vista dal quale ci si pone.



                                     

2.3. Metodo Embriologia della mente

Lanalisi immaginativa pone alla base della relazione terapeuta-paziente il transfert, che è lo spostamento di desideri, di affetti primitivi, di pulsioni aggressive e quindi di fantasmi inconsci del paziente sullanalista. Ne deriva quindi che luso privilegiato dellimmaginario ci porta a considerare le fasi più primitive dellesperienza fantasmatica. Daltra parte, limpossibilità di descrivere e di interpretare tali esperienze arcaiche per mezzo di parole che, designandole, possono talora alterare la natura originaria di esse, porta a considerare lacunose e insufficienti le teorie relative alla conoscenza dei fenomeni mentali più precoci e primitivi.

Michael Balint sottolinea che la psicoanalisi per lungo tempo si è basata sul linguaggio del pensiero espresso con le parole, rimanendo con ciò troppo distante dalla possibilità di cogliere direttamente sentimenti e sensazioni, che sono verbalmente intraducibili in quanto geneticamente anteriori rispetto al pensiero verbale.

Lanalisi immaginativa, parte dalla importanza clinica di interessare il paziente alle proprie sensazioni somatiche. È attraverso il coinvolgimento del corpo, contemporaneamente al recupero della sensorialità e dei suoi vissuti cenestesici profondi, che si potrà creare quel buon contenitore delle ansie e delle proiezioni conflittuali del paziente, per arrivare a internalizzare nuove modalità di funzionamento mentale. La funzione fondamentale del corpo, è di consentire lo schiudersi dellimmaginario individuale, che nulla ha da condividere con le fantasticherie sostanzialmente difensive ed evasive, per diventare linguaggio intimo. autentico e sentito. Nello spazio immaginario, che nellanalisi immaginativa in tal modo viene a formarsi, il bambino crea il suo primo simbolo concreto, e in seguito matura il suo gioco scenico e creativo.

                                     

2.4. Metodo Identità dellanalisi immaginativa

Claudio Widmann ricorda che nelle terapie immaginative moderne la convinzione che le immagini appartengano prevalentemente allinconscio e che possiedano un valore simbolico è assai diffusa. Sottolinea che lanalista, che utilizza i metodi dellanalisi immaginativa, favorisce nel paziente la capacità di comprendere il significato profondo e inconscio delle immagini: non spiega o comunica questo significato al paziente. Le radici antropologiche delle terapie immaginative

Limmagine è la linea di demarcazione del corpo dalla mente e, allo stesso tempo, ciò che li unisce. Susan Isaacs osserva che le prime fantasie vengono elaborate soprattutto su impulsi orali, assieme al gusto, al tatto, su sensazioni cenestesiche, viscerali e su altre sensazioni somatiche. Esse costituiscono pertanto unesperienza corporea, in quanto sono sperimentate nel corpo. Che le radici dellattività mentale affondino nel corporeo è ulteriormente confermato dalla patologia della mente che origina da vissuti precoci: essi hanno nel corpo la loro espressione primaria.

Come afferma Otto Binswanger, luomo non solo possiede un corpo, ma anche è un corpo:

Lanalisi immaginativa ricorre, oltre che alla comunicazione verbale, alla comunicazione del corpo e dellimmaginario. Limportanza accordata al corpo aiuta lanalizzato a comprendere:

Il corpo, nella stanza analitica, è pregnante di messaggi, di comunicazioni non verbali, di sottintesi relazionali, il cui significato non è sempre univoco. È importante che lanalista sappia cogliere il sentimento e lemozione, che comportamenti e atteggiamenti corporei comunicano in momenti particolari della seduta analitica, affinché non esistano semplicemente messaggi muti del corpo, ma intervenendo opportunamente, dia la possibilità al paziente di verbalizzare quello che sta provando, sentendo e sperimentando col corpo.

                                     
  • dell inizio. Al protorazionalismo di Chiattone fanno eco le proposizioni immaginative di Balla e ancora di Depero 1916 secondo una concezione più plastico - meccanicista
  • aveva maturato fin da ragazzo, nonché alla sua straordinaria capacità immaginativa evidenziando un precoce interesse e un ottima capacità nell ideare congetture
  • Psicosomatica Psicotecnica Psicoterapia Psicoterapia con la procedura immaginativa Psicoterapia della Gestalt Psicoterapia transpersonale Psicoterapie corporee
  • maestro elementare, portato a cogliere nel profondo il naturale potenziale immaginativo dell uomo, inteso proprio come dispositivo messo, forse più facilmente
  • Carlson sono state però a loro volta messe in discussione da successive analisi accademiche, in particolar modo da Scott G. Brown, in numerosi articoli
  • ciò avversa soprattutto Tommaso, il quale sosteneva, oltre alla via immaginativa una via intellettiva, intesa come munus ordinarium dono naturale
  • pedagogiche sono articolate in funzione di un potenziamento delle facoltà immaginative e conoscitive della mente, processo che esige una corretta integrazione

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