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ⓘ Microscopio a fluorescenza




Microscopio a fluorescenza
                                     

ⓘ Microscopio a fluorescenza

Un microscopio a fluorescenza, è un microscopio ottico utilizzato per studiare campioni organici o inorganici sfruttando i fenomeni della fluorescenza e della fosforescenza indotti nel campione. I microscopi ottici tradizionali sfruttano invece fenomeni come la riflessione o lassorbimento della luce direttamente illuminante il campione osservato.

                                     

1. La tecnica

I primi utilizzi pratici della tecnica provenivano dallesperienza relativa allutilizzo di luce ultravioletta nellosservazione di campioni microscopici. I problemi derivanti dallutilizzo di lunghezze donda invisibili allocchio umano spostarono presto lattenzione verso losservazione dei fenomeni di fluorescenza indotti nel campione dalle stesse radiazioni. I successivi utilizzi passarono per losservazione di preparati naturalmente passibili di fluorescenza, in genere con strumenti a luce trasmessa, ma col tempo, per differenti motivazioni inerenti allottica strumentale, si passò al microscopio ad epifluorescenza, con la sorgente non allineata con losservatore. Il passo successivo fu la marcatura di campioni non fluorescenti e lutilizzo di lunghezze donda non necessariamente nello spettro UV. Nellutilizzo più diffuso attualmente, il componente di interesse nel campione viene marcato in maniera specifica con una molecola fluorescente, detta fluoroforo alcuni esempi sono la GFP, la fluoresceina o il DyLight Fluor. Il campione viene quindi illuminato con un fascio di luce di una specifica lunghezza donda, che viene assorbita dal fluoroforo, causandone lemissione di luce a lunghezze donda maggiori e quindi di colore diverso dalla luce assorbita. La luce eccitante viene separata dalla luce emessa, che è molto più debole, grazie alluso di un filtro. I componenti tipici di un microscopio a fluorescenza sono: una sorgente di luce, un filtro di eccitazione, uno specchio dicroico, un filtro di emissione. I filtri e gli specchi dicroici sono scelti in base alle caratteristiche di eccitazione ed emissione del fluoroforo utilizzato; in questo modo si può osservare un singolo colore alla volta. Si possono anche comporre immagini a più colori combinando fra loro le immagini a singolo colore, realizzate con differenti fluorofori.

Gran parte dei microscopi a fluorescenza utilizzati sono microscopi ad epifluorescenza, nei quali leccitazione e losservazione della fluorescenza avvengono da sopra epi– il campione, e comunque fuori asse rispetto allosservatore. Questi microscopi sono diventati importanti strumenti nel campo della biologia, aprendo inoltre le porte alla progettazione di microscopi sempre più avanzati e complessi, come il microscopio confocale e il TIRF Total Internal Reflection Fluorescence microscope. Il Vertico SMI combina, infine, la microscopia con la modulazione spaziale dellilluminazione, raggiungendo risoluzioni lineari inferiori ai 10 nanometri 1 nanometro = 1 nm = 1 × 10 −9 m.

I fluorofori possono perdere le loro caratteristiche di fluorescenza quando illuminati; il processo è detto photobleaching. Per evitare il photobleaching, si possono adottare diversi provvedimenti: ad esempio, possono essere usati fluorofori più resistenti, si può minimizzare lilluminazione o, in alternativa, si può utilizzare un particolare tipo di reazione chimica, nota come scavenger chemistry.

                                     

2. Microscopia ad epifluorescenza

La microscopia ad epifluorescenza è un particolare metodo di microscopia a fluorescenza, largamente utilizzato nellambito della biologia. La luce di eccitazione proviene da sopra il campione o da sotto, nei microscopi invertiti e attraversa prima lobiettivo, poi il campione stesso. La fluorescenza che origina dal campione crea la cosiddetta luce di emissione, che viene focalizzata su un rivelatore dallo stesso obiettivo attraverso cui è passato il fascio di eccitazione. La luce di eccitazione è rimossa dal segnale emesso dal campione mediante un filtro, posto tra lobiettivo e il rivelatore.

                                     
  • Il microscopio ottico è un tipo di microscopio che sfrutta la luce con lunghezza d onda dal vicino infrarosso all ultravioletto, coprendo tutto lo spettro
  • Disambiguazione Se stai cercando l omonima costellazione, vedi Microscopio costellazione Il microscopio dal greco: μικρόν mikrón piccolo e σκοπεῖν skopéin
  • da osservare al microscopio ottico in genere colorazioni con anticorpi specifici marcati, da osservare al microscopio a fluorescenza test biochimici
  • Il microscopio confocale è un microscopio ottico, uno strumento scientifico che si basa su una tecnologia volta ad accrescere sensibilmente la risoluzione
  • perpendicolare a questa linea e la lascia inalterata nella direzione parallela ad essa sul piano tangente In un microscopio a fluorescenza a foglio di luce
  • l ingrandimento del microscopio I gruppi fluorofori in questa regione ricevono un elevata intensità di luce che ne fa svanire rapidamente la fluorescenza la quale
  • Selective Plane Illumination Microscopy SPIM è una tecnica di microscopia a fluorescenza presentata nel 2004 da Jan Huisken in cui i rami di illuminazione
  • sia in grado di emettere fluorescenza basta che esso assorba ed emetta energia perché l accettore assorba ed emetta fluorescenza Tale processo è ben schematizzato
  • anticorpi vengono marcati con dei fluorocromi, con l uso del microscopio a fluorescenza si può dimostrare la dinamica degli effetti prodotti dall interazione
  • assegnato a Eric Betzig, William Moerner e Stefan Hell l 8 ottobre 2014 si è premiata la tecnica che consente di ottenere, con un microscopio ottico a fluorescenza
  • Il microscopio invertito è un microscopio con la sorgente di luce ed il condensatore posti in alto, al di sopra del tavolino portaoggetti, mentre gli obiettivi
  • Il microscopio a raggi - X è un microscopio che usa le radiazioni elettromagnetiche nella banda dei raggi - X molli, per produrre delle immagini di oggetti