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ⓘ Appetizione




Appetizione
                                     

ⓘ Appetizione

L appetizione è un termine proprio della dottrina aristotelica indicato con ὂρεξις inteso come il desiderio o la brama. Successivamente il lemma fu tradotto in latino con appetitus -us, derivato di appetĕre, "aspirare a" e i due termini furono spesso usati come sinonimi. In Aristotele lappetizione è il moto della volontà di un essere che mette in atto lappetito, che si origina dagli impulsi o istinti naturali. Lappetizione è dunque un comportamento tendente allappagamento dei propri fini, la quale, in quanto principio che spinge all’azione, può essere posta sotto il controllo della parte razionale oppure dei sensi.

Comunemente per appetito si intende anche un desiderio di cibo che, se non soddisfatto, può produrre nel tempo la fame, intesa come unimpellente necessità naturale di alimentarsi che si manifesta con sintomi fisiologici, quali i cosiddetti "morsi della fame", e con un deperimento fisico generale che conduce alla morte.

                                     

1. Filosofia

Il significato attribuito da Aristotele allappetizione continua nella Scolastica: per Tommaso dAquino quando intervengono i sensi si parla di appetitus sensitivus vale a dire il desiderio, quando lappetizione si dirige verso un fine consapevole si avrà un appetitus intellectivus il bene conosciuto con lintelletto dove la ragione mette in moto la volontà, altrimenti il moto dellappetizione punterà inconsapevolmente verso beni ignoti.

Nellintento di costruire una morale naturalistica, basata cioè solo su i processi istintivi naturali dellorganismo umano che escluda ogni considerazione di valori assoluti riconosciuti dalla ragione e messi in atto liberamente, Thomas Hobbes è convinto che come il moto dei corpi spiega la fisica così quelli dellanimo, gli appetiti o i respingimenti sono determinati dalla pressione dei corpi esterni che, se favorisce il movimento vitale del corpo animato, che secondo natura tende allautoconservazione, allora si origina lappetizione o al contrario si verifica la reazione dellavversione.

Mentre amore e odio riguardano i corpi presenti, il desiderio appetito e lavversione sono rivolti a cose future. Il bene e il male non sono altro che loggetto del desiderio e dellavversione:

È loggetto buono e cattivo che genera la sensazione di piacere per il bene e quella di dolore per il male:

Una visione quindi meccanicistica delletica basata tutta sul concatenamento necessario dei moti dei corpi che esclude sia la possibilità di una ragione che guidi la scelta morale sia lesistenza della libertà della quale si può parlare solo nel caso che vi sia "assenza di opposizione", di reazione al moto di un corpo animato o inanimato, umano o animale da parte di un corpo esterno.

Nella filosofia di Baruch Spinoza il termine appetito viene sostituito da quello di conatus intendendo con questa parola "lo sforzo col quale ciascuna cosa si sforza di perseverare nel suo essere" per un tempo infinito. Per questo luomo, secondo il principio naturale di autoconservazione, esprime unappetizione che gli permetta di vivere per sempre. Quando il conatus si origina dalla mente si parla di volontà, quando nasce dallintelletto e dai sensi corporei sintende essere appetitus che rappresenta lessenza delluomo che secondo natura desidera necessariamente ciò che favorisce la sua esistenza.

Con Leibniz lappetizione riguarda lattività della monade, quella tensione interiore cioè che fa passare la monade da una percezione a unaltra per sempre nuove visioni delluniverso. La vita interiore della monade infatti consiste nelle rappresentazioni generate da una forza che, in senso metafisico, Leibniz chiama "appetizione". Le diverse rappresentazioni di una monade sono implicite nel suo essere come nella natura del cerchio ci sono tutte le proprietà che se possono dedurre. La monade quindi rappresenta in se stessa tutto luniverso. Ogni monade vive in un mondo suo e soltanto suo; ma ogni monade è nello stesso tempo "specchio vivente delluniverso" in quanto riflette immagini che non vengono dallesterno ma che essa stessa proietta come "centro di forza".

In Kant vi è la distinzione tra unappetizione inferiore diretta a un oggetto sensibile e unappetizione superiore che determina la formazione della legge morale.

                                     
  • molecola né sulla riduzione della assunzione, né sulla riduzione della appetizione craving verso l alcool. G. Nappi, G. Sandrini F. Granella L. Ruiz
  • lo sono. Tra le prime si annoverano: l opinione, i moti dell animo, l appetizione l avversione in breve tutte quelle cose che sono i nostri propri atti
  • rappresentazioni generate da una forza che, in senso metafisico, Leibniz chiama appetizione Le diverse rappresentazioni di una monade sono implicite nel suo essere
  • dell Assoluto, intendendo l autocoscienza hegeliana quale Begierde, cioè appetizione come Umanità, ovvero impeto che agisce nel soggetto umano. Analogamente
  • d Aquino ha trattato ampiamente il tema delle passioni che egli considera appetizioni appetitus sensitivi nate dall immaginazione del bene o del male e quindi
  • principio degli indiscernibili e le qualità della monade: percezione e appetizione 8 - 17 Dato che le monadi non differiscono per quantità, se non differissero

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