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ⓘ Estetismo




Estetismo
                                     

ⓘ Estetismo

L estetismo è un movimento artistico ma soprattutto letterario della seconda metà dell800. Rappresentava una tendenza del decadentismo e del tardo romanticismo autonomamente sviluppatasi grazie a figure come Walter Pater, Joris-Karl Huysmans, Charles Baudelaire, i parnassiani e John Ruskin, che trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Oscar Wilde e Gabriele DAnnunzio. Questo movimento è tuttavia riscontrabile anche in vari studi di filosofi o studiosi di discipline umanistiche che ne intendono dare una definizione etimologicamente esatta, dato che si contemplano due categorie riguardanti lestetismo, ossia quella filosofica e quella morale. Nel corso della storia le due categorie si possono riscontrare separate o legate assieme. Esso nasce come movimento che tende a sviluppare le idee proposte dal parnassianesimo, corrente culturale sorta in Francia negli anni 60 dell800, e si fonda sullimperativo del "larte per larte", vedendo dunque in questa lunico e sommo fine della letteratura. Lestetismo è pure una reazione al romanticismo e al suo mimetismo naturale e sentimentale, secondo cui la vita determina larte. Con lestetismo la classica dicotomia vita-arte si risolve nella coincidenza dei due termini, tendendo così a fare della propria vita la prima delle opere darte, fornendo unimmagine di sé totalmente arealistica, estetizzata, artificiosa, ovvero deformata in favore del bello, unico valore morale del movimento. In esso si sviluppa quindi la figura del dandy-esteta, leccentrico che si diverte a stupire il pubblico con atteggiamenti trasgressivi.

                                     

1. Caratteri generali

Nellestetismo morale assume unimportanza fondamentale la forma esteriore, il culto della forma prevale sulla virtù, e si tende a rendere piacevole la vita e la socialità. Nellestetismo filosofico i più importanti pensatori sostengono limpossibilità di conoscere la verità, di possedere lassoluto e di vivere nella virtù, quindi lindividuo non può andare oltre il momento estetico, poiché recepisce solo una parzialità del tutto; inoltre lintuizione prevale sul pensiero e il gusto è preminente alla razionalizzazione. Conseguenza di tutti questi principi è il ricorso alla via e alla vita estetica.

Il principio fondamentale dellestetismo "larte per il gusto dellarte" consiste nel vedere larte come rappresentazione di sé stessa, possedente una vita indipendente proprio come il pensiero, che procede solo per le sue vie. Essa non ha alcun rapporto con lepoca in cui si sviluppa, anzi è spesso contraria ad essa e lunica storia che la concerne è la storia del suo stesso progresso. Nel momento in cui larte rinuncia alla fantasia per la realtà, rinuncia a sé stessa.

Il realismo è visto dagli esteti come un totale fallimento nella ricerca della bellezza, ed essi sostengono ancora che le uniche cose belle sono quelle che non riguardano valori oggettivi ma i gusti e la sensibilità estetica di una persona.

È la vita ad imitare larte e questo non deriva solo dallistinto imitativo della vita ma anche dal fatto che il fine cosciente della vita è quello di trovare espressione, e che larte è lespressione stessa. Da questo consegue anche che la natura stessa si modifica a immagine dellarte. Gli unici effetti che essa può mostrarci sono quelli visibili grazie alla poesia, o nei dipinti. In questo consiste il segreto del fascino della natura, ma anche la sua debolezza.

Lestetismo presenta anche un continuo invito a godere della giovinezza fuggente, un edonismo nuovo in cui lesaltazione del piacere è morbosamente collegata alla corruzione della decadenza e in cui la bellezza è intesa come manifestazione del genio ma superiore, al contempo, al genio stesso, in quanto categoria sovra-umana. In questi termini lestetismo si configura come una "pseudo religione del bello".

È il poeta/artista/genio che vuol trasformare la sua vita in opera darte, sostituendo alle leggi morali le leggi del bello e andando continuamente alla ricerca di piaceri raffinati, effimeri, impossibili per una persona comune anche attraverso lutilizzo di alcool e droghe. Lesteta ha infatti orrore della vita comune, dei ceti inferiori, della volgarità borghese, di una società dominata dallinteresse materiale e dal profitto, e si isola in una Torre davorio, in una sdegnosa solitudine circondato solo da arte e bellezza.

                                     

2. Cenni storici

Nellantica Grecia le forme istintuali dellessere umano venivano celebrate in particolare nei culti orgiastici dedicati a Dioniso, durante i quali si cercava di raggiungere uno stato di estasi che consentisse di entrare in comunicazione col divino, e nel concetto di kalokagathia.

Se successivamente Platone subordinò la forma alla verità e alla giustizia, e lo stesso Cristianesimo lungamente si oppose ad una concezione estetica della vita, sarà quindi con lUmanesimo ed il Rinascimento che germogliarono delle nuove forme di sensibilità al bello, senza mai raggiungere, però, il culto della forma per sé stessa.

Fu il neoclassicismo a ricominciare a celebrare il bello in quanto tale.

Il Romanticismo elaborò con Schlegel e Solger la teoria del creare per il creare, secondo la quale lio umano è limmagine dellIo divino e perciò è in grado di rimodellare continuamente il suo prodotto in piena libertà di azione, incondizionata e disinteressata. Secondo i teorici dellestetismo romantico, vi è una somiglianza tra latto creativo del mondo da parte di Dio e la creazione artistica, dovuta al fare per il gusto di creare, privo di finalità.

                                     

2.1. Cenni storici Lestetismo ottocentesco

Grazie a queste teorie, non condivise da Hegel e da Kierkegaard, lestetismo entrò a pieno diritto nella nuova cultura del decadentismo e del parnassianesimo Gautier, e il precursore del realismo ma attentissimo alla forma estetica Gustave Flaubert, ossia a movimenti per i quali assunsero grande importanza il bello e la forma. Anche la concezione dellarte di Schopenhauer avrà grande importanza.

Se in Inghilterra si mostrarono esteti i vari Swinburne, i preraffaelliti e Wilde, in Francia il parnassiano Gautier, Baudelaire, Verlaine e Apollinaire si allontanarono sempre più dal contenuto perseguendo la forma per la forma. Alcuni come Barbey dAurevilly, Joris-Karl Huysmans, Ernest Dowson e lultimo Wilde tenteranno una conciliazione tra estetismo edonista e paganeggiante e cattolicesimo, in seguito seguita in parte da DAnnunzio ed Henry de Montherlant. Includibili assieme al tardo Montherlant morto nel 1972 tra gli eredi del movimento sono anche Pierre Louÿs e Guillaume Apollinaire. Per tutti "la via dei sensi" era concepita nei "termini della filosofia mistica.

Nei paesi germanici fu soprattutto Nietzsche a proporre luomo del canto e della danza Zarathustra, e a criticare il Cristianesimo perché persegue la santità anziché il bello. Nietzsche contrappose lo spirito dionisiaco a quello apollineo esaltato invece dal Winckelmann intravedendo nel primo la pulsione vitale del cambiamento, basata sul dinamismo e sul continuo rinnovamento dellesteta, che non deve mai fissarsi su una presunta verità pretendendo che sia vera, per non restare imprigionato nelle forme che il desiderio stesso produce da sé.

Politicamente lesteta è conservatore o reazionario, talvolta apolitico, qualche volta socialista libertario Wilde o rivoluzionario a suo modo DAnnunzio dopo il 1900, i futuristi. Vi è in loro lammirazione formale anche verso "tiranni decadenti e sensuali", ad esempio Eliogabalo, Domiziano, Tiberio, Cesare Borgia, o per libertini del passato es. Giacomo Casanova, la simpatia per epoca stanche e raffinate si veda Paul Verlaine e lattrazione per esotismo.

Il culto per la bellezza è sia maschile che femminile, spesso collegato allorientamento sessuale dellartista.



                                     

2.2. Cenni storici DAnnunzio

In Italia, dopo lesperienza della Scapigliatura e quella di Fogazzaro, sarà il contemporaneo DAnnunzio espanderà alcuni concetti di Nietzsche esaltando la libertà creativa, come nel Fuoco, e la vittoria del più forte, come ne La morte del cervo. Lesteta è, per DAnnunzio, colui che cerca di vivere la propria vita come unopera darte, ed egli stesso si pose questobiettivo, di cui sono testimonianza le vicende autobiografiche dei protagonisti dei suoi romanzi. In tal modo lestetismo, più che una formulazione teorica, diventa un vero e proprio stile di vita. Nel romanzo Il piacere, ad esempio, ricco di elementi autobiografici, DAnnunzio pur condannando razionalmente la vacuità di una condotta lasciva, descrive con partecipata ammirazione il modo in cui lesteta Andrea Sperelli si lascia guidare unicamente dal perenne fluire delle sensazioni, senza più seguire un ordine logico né morale.

Rifiutando la mediocrità borghese e la morale conformista del suo tempo, DAnnunzio si creò una vera e propria maschera dellesteta, ovvero dellindividuo superiore, dotato di sensibilità fuori dal comune, che accetta come regola di vita solo il bello. Una delle massime rappresentazioni del suo estetismo fu il Vittoriale degli Italiani, una sorta di museo-abitazione da lui eretto per celebrare leroismo suo le imprese del popolo italiano durante la Prima guerra mondiale.

                                     

2.3. Cenni storici Altre forme di estetismo italiane

Altre teorie importanti nellambito dellestetismo si rivelarono quelle indicate da Ugo Spirito nel suo saggio La vita come arte del 1937, nel quale egli considera lestetismo come un ideale, come un fine, visto che apparteniamo ancora ad una fase di conoscenze incomplete e involute. Ferretti, nel 1940 con il saggio Estetismo, definisce le proprietà fondamentali dellagire umano, caratterizzate dalla trasformazione del mondo, grazie alla quale gli si dà una forma, e conseguentemente lestetismo diventa il fare per ottenere le forme preferite.

La reazione antidannunziana condannò invece lestetismo, se non mantenendolo in forma molto attenuata e spesso parodistica Guido Gozzano.

Il movimento estetico continuò variamente fino a diventare uno dei filoni della filosofia dellarte moderna.