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ⓘ Carattere (psicologia)




Carattere (psicologia)
                                     

ⓘ Carattere (psicologia)

Il termine carattere è utilizzato in ambito psicologico per descrivere le motivazioni del comportamento e i tratti di personalità che rendono ogni persona un preciso individuo diverso da un altro.

                                     

1. Descrizione

Quindi con il termine "carattere" si intende quel

ovvero quella

Il settore della psicologia che studia il "carattere" è indicato come caratterologia.

A questo termine, tuttavia, molti psicologi, soprattutto statunitensi, hanno preferito quello di personalità in quanto ciò eviterebbe valutazioni di ordine morale.

Infatti

Ma Enrico Cattonaro rileva comunque un differente contesto di significato tra il termine "carattere" e quello di "personalità":

                                     

2. Storia e significati del termine "carattere" in ambito psicologico

La nozione di "carattere" origina prevalentemente dagli studi di psicologi europei, in particolar modo tedeschi, che seguirono il corso delle scienze umane fondate nel XIX secolo sullopera di autori come Wilhelm Dilthey 1833-1911.

Tenendo presente che, come ricorda Umberto Galimberti,

Una delle prime nozioni del termine la si riscontra nellopera Zur Psychologie des Gestalterfassen Die Müller-Lyersche Figur 1905 dello psicologo italiano Vittorio Benussi 1878-1927. Tale nozione occorreva a distinguere dei differenti "caratteri" indicati come "globali", "misti" e "analitici". Tale classificazione, poi sviluppatasi grazie ai contributi di autori come Walter Ehrenstein 1899−1961 o B. J. Cymbalistyj, identificava nei "globali" coloro che tendevano alla sintesi, a preferire le parti strutturali di una immagine, alle vedute ampie, allapproccio teorico, questi individui "globali" risultavano più facili a subire le illusioni percettive; negli "analitici" coloro che tendevano alla divisione, alla frammentazione del "tutto", a preferire i particolari, costoro erano meno propensi a subire le illusioni percettive; un terzo tipo, detto "misto", corrispondeva invece ad un quadro intermedio rispetto ai due precedenti.

Ludwig Klages 1872-1956, in Prinzipien der Charakterologie 1910, nel 1926 come Die Grundlagen der Charakterkunde utilizzò il termine per differenziare i "caratteri" guidati dagli "istinti" da quelli governati dagli "interessi" ovvero, in questultimo caso, da coloro che possedevano un "Io" più evoluto.

Carl Gustav Jung 1875-1961, in Contribution à létudes des types psycholgiques 1913 e in Psychologischen Typen 1921, in italiano Tipi psicologici, classificò alcuni tipi di carattere, classificazione poi ripresa e sistematizzata dallo psicologo anglo-tedesco Hans Jürgen Eysenck 1916-1997 in The Scientific Study of the Personality 1946 e in The Structure of Human Personality 1970. Da questi studi risulterebbero tre tipi di "carattere":

  • soggetti con carattere "estroverso", dove le preferenze vanno per il mondo esterno, il gruppo sociale, il partner attuale o potenziale, limpegno politico e laffermazione personale immediata, le preferenze vanno per i colori caldi e per il colore rispetto alla forma;
  • soggetti con carattere "introverso", dove si predilige il mondo interiore, quello dei simboli, delle impressioni personali, delle immaginazioni fantastiche, cautela nei rapporti sociali dove risultano alcune inibizioni, laffermazione personale è ricercata sulla lunga scadenza, le preferenze vanno sulle tonalità fredde e per la forma rispetto al colore;
  • soggetti col carattere "ambiverso" dove sono presenti caratteristiche opposte o intermedie rispetto ai due precedenti.

Frédéric Paulhan 1856-1931, in Les caractères 1914, identifica il "carattere" di una persona in base a ciò che fa di questo una persona e non unaltra, quindi la sua particolare natura mentale.

Eduard Spranger 1882-1963, in Lebensformen 1921 ritenne di individuare alcuni "caratteri" denominati come "estetico", "sociale", "politico", "economico" e "religioso" che risulterebbero a fondamento delle differenze individuali. Dalla classificazione di Sprangler originò, negli anni a cavallo del II Conflitto mondiale, il reattivo di Gordon Willard Allport scala dei valori Values scales.

Ernst Kretschmer 1888-1964, in Körperbau und Charakter 1924, tenendo conto della costituzione corporea distinse il carattere "ciclotimico", caratterizzato dalla socievolezza, dalla euforia o dalla depressione, e correlato alla costituzione picnica; il carattere "schizotimico", rigido nei rapporti interpersonali, con tendenze autistiche e correlato alla costituzione leptosomica; a cui, in unopera successiva aggiunse il carattere "atletico", contraddistinto da calma emotiva alternata ad esplosioni emotive e da tenacia, e correlato alla costituzione atletica.

Philipp Lersch 1898-1972, in Der Aufbau des Charakters 1938, descrive il "carattere" come linsieme dinamico delle sue disposizioni persistenti che ne costituiscono limpronta individuale.

Albert Burloud 1888-1954, in Le Caractère 1942, intende il "carattere" laspetto dellindividuo che ne "singolarizza" la personalità.

René Le Senne 1882-1954, in Traité de caractérologie 1945, differenziò invece i lemmi di "carattere" e "personalità", indicando come "carattere" linsieme delle disposizioni congenite radicate in un individuo, mentre "personalità" rappresenterebbe il "carattere" unito ai particolari automatismi acquisiti nel corso della sua vita.

Emmanuel Mounier 1905-1950, in Traité du caractère 1946,

Heinz Remplein 1914-, in Psychologie der Persönlichkeit 1954 rifacendosi allopera di Klages, individuò un carattere "forte" con un forte senso di Sé e una permanente convinzione nelle proprie opinioni e un carattere "debole" con un Sé inadeguato e labile nelle proprie convinzioni.

Solomon Eliot Asch 1907-1996 in Studies of indipendence and submission to group pressure: I. A minority of one against an unanimous majority 1956 individuò due tipi di "carattere", quello "influenzabile" dalle opinioni o pressioni degli altri e quello "indipendente" che utilizza differenti strategie per essere indipendente dalle pressioni di una maggioranza, di un leader o di un partner, questultimo "carattere" conserva una maggiore fiducia in sé stesso.

Wilhelm Reich 1897-1957 evidenzia che le resistenze caratteriali dei suoi pazienti si distinguevano per il modo specifico di agire e reagire nei trattamenti analitici e non per i contenuti. Il carattere traspare nel modo di essere specifico di una persona, si rivela un meccanismo di protezione compatto come unarmatura, che protegge il soggetto dagli stimoli che provengono dal mondo esterno e interno: esso esercita una "economia psicologica funzionale". La conseguenza di questi dati è la teorizzazione della prima caratterologia reichiana in Analisi del Carattere 1933.

                                     
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