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ⓘ Fonti di energia rinnovabile




Fonti di energia rinnovabile
                                     

ⓘ Fonti di energia rinnovabile

Le fonti di energia rinnovabile sono delle fonti energetiche ricavate da risorse energetiche rinnovabili, ovvero quelle risorse che sono naturalmente reintegrate in una scala temporale umana, come la luce solare, il vento, la pioggia, le maree, le onde ed il calore geotermico. Lenergia rinnovabile fornisce spesso energia in quattro aree importanti: produzione di energia elettrica, riscaldamento/raffreddamento ad aria ed acqua, trasporti e servizi energetici rurali, non erogati tramite una rete di distribuzione.

                                     

1. Descrizione

Sulla base del rapporto REN21 del 2016, le energie rinnovabili hanno contribuito per il 19.2% al consumo globale di energia degli esseri umani ed al 23.7% per la loro generazione di elettricità nel 2014 e 2015, rispettivamente. Questo consumo di energia è suddiviso come l8.9% proveniente dal biocombustibile, il 4.2% come energia termica moderna biomassa, geotermico e solare, il 3.9% da energia idroelettrica ed il 2.2% lelettricità da vento, solare, geotermico e biocombustibile. Gli investimenti mondiali nelle tecnologie rinnovabili ammontavano ad oltre 286 miliardi di dollari nel 2015, con paesi come la Cina e gli Stati Uniti che investivano pesantemente in energia eolica, idrica, solare e biocarburanti. A livello globale, ci sono circa 7.7 milioni di posti di lavoro associati alle industrie delle energie rinnovabili, con il solare fotovoltaico come il più grande datore di lavoro rinnovabile. A partire dal 2015 in tutto il mondo, oltre la metà di tutta la capacità installata è stata rinnovabile.

Alcune sono considerate "inesauribili", nel senso che si rigenerano almeno alla stessa velocità con cui vengono consumate oppure non sono "esauribili" nella scala dei tempi di "ere geologiche". Fanno eccezione alcune risorse energetiche che pur essendo rinnovabili sono esauribili; ad esempio le foreste sono considerate rinnovabili ma possono esaurirsi a causa di un eccessivo sfruttamento di tali risorse da parte delluomo.

Le risorse energetiche rinnovabili esistono su vaste aree geografiche, a differenza di altre fonti energetiche, concentrate in un numero limitato di paesi. Il rapido dispiegamento di energie rinnovabili e lefficienza energetica si traducono in una significativa sicurezza energetica, mitigazione dei cambiamenti climatici e benefici economici. I risultati di una recente revisione della letteratura hanno concluso che quando gli emettitori di gas serra GHG iniziano ad essere ritenuti responsabili dei danni derivanti dalle emissioni di gas serra che provocano cambiamenti climatici, un alto valore per la mitigazione della responsabilità fornirebbe potenti incentivi per il dispiegamento di tecnologie energetiche rinnovabili. Nei sondaggi internazionali sullopinione pubblica esiste un forte sostegno alla promozione di fonti rinnovabili che contribuisce a più del 20% dellapprovvigionamento energetico. Si prevede che i mercati nazionali delle energie rinnovabili continueranno a crescere fortemente nel prossimo decennio e oltre. In alcuni paesi ed in almeno due paesi, lIslanda e la Norvegia generano tutta la loro energia elettrica utilizzando già energia rinnovabile, e molti altri paesi hanno lobiettivo di raggiungere il 100% di energia rinnovabile in futuro. Ad esempio, in Danimarca il governo ha deciso di convertire lenergia totale elettricità, mobilità e riscaldamento / raffreddamento in energia rinnovabile al 100% entro il 2050.

Le energie rinnovabili, assieme allenergia nucleare, sono dunque forme di energia alternative alle tradizionali fonti fossili che sono invece considerate energie non rinnovabili e molte di esse hanno la peculiarità di essere "energie pulite", ovvero di non immettere nellatmosfera sostanze inquinanti e/o climalteranti quali ad esempio la CO 2. Per tale motivo, sono alla base della cosiddetta "politica verde". Inoltre le energie rinnovabili permettono luso di metodi sostenibili per il loro sfruttamento; in tal caso, il loro utilizzo non pregiudica le stesse risorse naturali per le generazioni future.

Mentre molti progetti di energia rinnovabile sono su larga scale, le tecnologie rinnovabili sono adatte anche alle aree rurali e remote ed ai paesi in via di sviluppo, dove lenergia è spesso fondamentale per lo sviluppo umano. Lex Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha affermato che lenergia rinnovabile ha la capacità di sollevare le nazioni più povere verso nuovi livelli di prosperità. Poiché la maggior parte delle fonti rinnovabili forniscono energia elettrica, limpiego di energie rinnovabili viene spesso applicato in concomitanza con unulteriore elettrificazione, che presenta diversi vantaggi: lelettricità può essere convertita in calore ove necessario generando temperature più elevate rispetto ai combustibili fossili, può essere convertita in energia meccanica ad alta efficienza ed è pulito al punto di consumo. Oltre a tale elettrificazione con energia rinnovabile è molto più efficiente e quindi porta ad una significativa riduzione del fabbisogno di energia primaria, perché la maggior parte delle energie rinnovabile non ha un ciclo del vapore con perdite elevate le centrali elettriche hanno generalmente perdite del 40-65%.

I sistemi di energia rinnovabile stanno diventando rapidamente più efficienti e più economici. La loro quota di consumo totale di energia è in aumento. La crescita del consumo di carbone e petrolio potrebbe finire entro il 2020 a causa di un aumento dellutilizzo di fonti rinnovabili e gas naturale.

                                     

1.1. Descrizione Risorse rinnovabili

Le risorse rinnovabili, siano esse materiali o energetiche, sono risorse naturali che, per caratteristiche naturali o per effetto della coltivazione delluomo, si rinnovano nel tempo ovvero ad un tasso di rinnovamento maggiore o uguale al tasso di consumo/utilizzo e possono essere considerate inesauribili, ovvero possono risultare disponibili per lutilizzo da parte delluomo pressoché indefinitamente.

Per quanto attiene alle risorse "coltivabili" foreste, pascoli e generalmente suoli agricoli, il mantenimento delle caratteristiche di rinnovabilità può dipendere anche dalle tecniche di coltivazione e dal tasso di sfruttamento del suolo.

Una risorsa rinnovabile si dice anche "sostenibile", se il tasso di rigenerazione della medesima è uguale o superiore a quello di utilizzo. Tale concetto implica la necessità di un uso razionale delle risorse rinnovabili ed è particolarmente importante per quelle risorse - quali, ad esempio, le forestali - per le quali la disponibilità non è indefinita, rispetto ai tempi devoluzione della civiltà umana sulla Terra, quali invece, ad esempio, le fonti solari o eoliche.

Le risorse rinnovabili presentano vantaggi, di cui i maggiori sono senza dubbio lassenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo e la loro inesauribilità. Lutilizzo di queste fonti non ne pregiudica dunque la disponibilità nel futuro e sono preziose per ottenere energia riducendo al minimo limpatto ambientale. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili di tipo energetico, si considerano tali:

  • lirraggiamento solare per produrre energia chimica, energia termica ed energia elettrica;
  • le maree le correnti marine in genere;
  • il vento fonte di energia meccanica ed energia elettrica;
  • le precipitazioni utilizzabili tramite il dislivello di acque fonte idroelettrica.
  • le biomasse combustione, in appositi impianti per generazione termica e cogenerazione di calore ed elettricità;

In senso lato, si possono considerare "fonti" rinnovabili anche i "pozzi" termici utilizzabili per il raffrescamento passivo degli edifici: aria se a temperatura inferiore a quella dellambiente da raffrescare - raffrescamento microclimatico; terreno raffrescamento geotermico; acqua nebulizzata raffrescamento evaporativo; cielo notturno raffrescamento radiativo.

Le fonti di energia rinnovabili associate a tali risorse sono lenergia idroelettrica, solare, eolica, marina e geotermica. Lutilizzo di tali fonti è spesso sostenibile. Al contrario, le energie "non rinnovabili" possono esaurirsi nel giro di poche generazioni umane, da una parte a causa dei lunghi periodi di formazione e dallaltra parte a causa dellelevata velocità alla quale vengono consumati.

È utile sottolineare come le forme di energia presenti sul nostro pianeta ad eccezione lenergia nucleare, lenergia geotermica e quella delle maree hanno quasi tutte origine dallirraggiamento solare, infatti:

  • lenergia delle biomasse può essere considerata energia solare immagazzinata chimicamente, attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana;
  • senza il Sole non esisterebbe il vento, che è causato dal non uniforme riscaldamento delle masse daria, e con esso lenergia eolica;
  • lenergia idroelettrica, che sfrutta le cadute dacqua, non esisterebbe senza il ciclo dellacqua dallevaporazione alla pioggia, innescato dal Sole;
  • i combustibili fossili carbone, petrolio e gas naturale derivano dallenergia del sole immagazzinata nella biomassa milioni di anni fa attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana.
                                     

2. Energia rinnovabile, sostenibile e fonti alternative

Se la definizione in senso stretto di "energia rinnovabile" è quella sopra enunciata, spesso vengono usate come sinonimi anche le locuzioni "energia sostenibile" e "fonti alternative di energia". Esistono tuttavia delle sottili differenze:

  • Fonti alternative di energia sono in genere fonti di energia alternative a fossili e nucleari da fissione; rientra tra queste, anche lenergia nucleare da fusione, considerata alternativa alluso di idrocarburi e carbone, ed alluso di fonti energetiche che sfruttano la fissione nucleare. Comprendono dunque anche le energie rinnovabili.
  • Energia sostenibile è una modalità di trasformazione ed uso dellenergia che permette uno sviluppo sostenibile: ricomprende dunque anche laspetto dellefficienza degli usi energetici.

La normativa europea Direttiva 2009/28/CE ha provveduto a fare chiarezza circa quali fonti siano effettivamente considerate rinnovabili, in modo da evitare classificazioni opinabili o poco scientifiche.

La legge italiana ha recepito, attraverso il Decreto Legislativo 28 del 03/03/2011, i contenuti della Direttiva 2009/28/CE, compresa la parte relativa alle definizioni. A tutti gli effetti di legge quindi, anche in Italia le fonti di energia rinnovabile sono: lenergia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

Rientrerebbero in questo campo dunque:

  • solare fotovoltaico
  • energia solare
  • solare termico e termodinamico
  • energia da biomasse o agroenergie
  • cippato
  • energia geotermica
  • olio di alghe
  • energia idroelettrica
  • energia eolica
  • oli vegetali
  • biocarburanti, gassificazione, biogas
  • energia talassotermica OTEC
  • energia a gradiente salino osmotica
  • energia marina
  • energia delle correnti marine
  • energia del moto ondoso
  • energia mareomotrice o delle maree
  • energia aerotermica
  • energia o cogenerazione da acqua di falda
  • gas di discarica
  • gas residuati dai processi di depurazione.

Una distinzione che spesso viene fatta in tale ambito è quella tra fonti rinnovabili "classiche" essenzialmente energia idroelettrica e geotermica e fonti rinnovabili "nuove" anche dette NFER ", tra cui vengono generalmente incluse lenergia solare, eolica e da biomassa.

Nellambito della produzione di energia elettrica le fonti rinnovabili vengono inoltre classificate in fonti programmabili e fonti non programmabili, a seconda che possano essere programmate in base alla richiesta di energia oppure no. Secondo la definizione del Gestore dei Servizi Energetici GSE, anche conosciuto come GRTN, nel primo gruppo rientrano impianti idroelettrici a serbatoio e bacino, rifiuti solidi urbani, biomasse, impianti assimilati che utilizzano combustibili fossili, combustibili di processo o residui ", mentre nel secondo gruppo non programmabili si trovano impianti di produzione idroelettrici fluenti, eolici, geotermici, fotovoltaici, biogas ".

Talvolta, in alcuni ambiti, anche risparmio energetico ed efficienza energetica sono considerate - per estensione - "fonti rinnovabili", sebbene a rigore tali tematiche facciano parte dellutilizzo razionale dellenergia, e non della loro produzione. Taluni, ancora, considerano questi due aspetti, legati alluso piuttosto che alla produzione, allinterno della categoria dell energia sostenibile.

La tematica si intreccia anche con il problema del riscaldamento globale e delle emissioni di CO 2: una definizione parallela di energie rinnovabili riguarda quindi anche il fatto che esse non contribuiscano allaumento delleffetto serra pur fra difficoltà di effettiva verifica delle emissioni effettive e reali di tutta la filiera energetica/produttiva, sebbene anche in questo caso sia più rigoroso parlare di energia sostenibile, essendo laccento posto sugli effetti ambientali della produzione di energia, piuttosto che sulle fonti da cui viene ottenuta.



                                     

2.1. Energia rinnovabile, sostenibile e fonti alternative Il caso dellincenerimento dei rifiuti

A proposito dellincenerimento dei rifiuti in Italia anche detta "termovalorizzazione", è da notare che solo in Italia in violazione delle direttive europee in materia viene considerata rinnovabile totalmente lenergia prodotta dalla termovalorizzazione laddove l UE considera invece "rinnovabile" solo la parte organica dei rifiuti ovvero gli scarti biodegradabili. Fonte rinnovabile, per la UE, significa quindi riproducibile dal Sole attraverso la fotosintesi e la catena trofica.

Tale posizione è condivisa da gran parte dei movimenti ambientalisti, per i quali deve essere scartata da tale computo lenergia prodotta dai rifiuti solidi urbani, in quanto questi sono prodotti anche con materie prime fossili o prodotti sintetici non biodegradabili. La sola parte organica dei rifiuti sarebbe dunque da considerarsi realmente "rinnovabile".

                                     

2.2. Energia rinnovabile, sostenibile e fonti alternative Il caso del nucleare

Sebbene "non fossile", lenergia nucleare non è annoverabile fra le rinnovabili poiché basata sullo sfruttamento di riserve combustibili limitate di origine minerale, in particolare per quanto riguarda lenergia da fissione e il ciclo di reazione che si basa sulluranio-235 come combustibile ovvero in pratica il ciclo quasi esclusivamente sfruttato allo stato attuale. Sono peraltro ormai noti da diversi decenni ma finora di limitato utilizzo per problemi tecnici e di sicurezza cicli di reazione nucleare autofertilizzante che, sfruttando il più abbondante uranio-238 più del 99% del totale, promettono di prolungare la durata delle riserve di minerale. Analogo discorso può essere fatto a proposito delluso del torio-232, combustibile nucleare naturale più abbondante delluranio che sarebbe utilizzabile sia in reattori tradizionali che in autofertilizzanti.

Anche la Commissione europea si è espressa affermando che il nucleare non è considerabile come fonte rinnovabile.

In prospettiva più lontana è allo studio lo sfruttamento dellenergia nucleare da fusione nel ciclo del deuterio e trizio: prodotta a partire da elementi in pratica inesauribili in natura, è pertanto anche da considerarsi energia rinnovabile secondo la definizione data sopra.

Unargomentazione per avallare non tanto la "rinnovabilità" quanto la "sostenibilità" dellenergia nucleare è la mancata produzione di anidride carbonica durante il processo di fissione nelle centrali nucleari. Viene tuttavia evidenziato che lo scavo del minerale, la sua raffinazione, larricchimento, il riprocessamento e lo stoccaggio delle scorie radioattive comportano comunque elevati consumi energetici e quindi una certa produzione di CO 2, sebbene ciò avvenga in misura diversa anche per la produzione da altre fonti energetiche.

                                     

2.3. Energia rinnovabile, sostenibile e fonti alternative Il caso della geotermia

Anche sulla classificazione dellenergia geotermica non esiste uniformità di giudizio, in quanto è stata rilevata e osservata la possibilità di esaurimento di un campo geotermico. Inoltre la produttività dei pozzi tende a diminuire nel tempo, anche del 30% in dieci anni. A causa dellesaurimento che dopo un certo numero di anni possono subire i campi geotermici, sono stati avviati esperimenti per tentare operazioni di ricarica.

                                     

3. Fonti rinnovabili classiche

Le cosiddette fonti rinnovabili "classiche" sono state sfruttate per la produzione di energia elettrica fin dallinizio delletà industriale. Esse includono essenzialmente lenergia idroelettrica e lenergia geotermica.

Le prospettive di uso futuro delle fonti rinnovabili classiche dipendono dallesplorazione delle risorse potenziali disponibili, in particolare nei paesi in via di sviluppo e dalle richieste in relazione allambiente e allaccettazione sociale.

                                     

3.1. Fonti rinnovabili classiche Energia idroelettrica

Tra le più antiche fonti rinnovabili utilizzate si trova certamente lenergia idroelettrica, che è una fonte di energia pulita e rinnovabile ricavata dalla forza delle acque. Il flusso dacqua di un lago, un fiume o un bacino artificiale, opportunamente convogliato attraverso apposite condutture, può trasformare la sua forza in energia di pressione e cinetica. Questa energia, in seguito, alimenta un generatore che la converte in elettricità.

È stata la prima fonte rinnovabile ad essere utilizzata su larga scala, basti pensare che la prima diga della storia fu costruita dagli antichi egizi 6.000 anni fa per convogliare le acque del Nilo e dopo fu sfruttata con i mulini ad acqua. Il suo contributo alla produzione mondiale di energia elettrica è, attualmente, del 18%. Lenergia prodotta da fonte idroelettrica, che ebbe un ruolo fondamentale durante la crescita delle reti elettriche nel XIX e nel XX secolo, sta sperimentando una rinascita della ricerca nel XXI secolo. Le aree con più elevata crescita nellidroelettrico sono le economie asiatiche in forte crescita, con la Cina in testa; tuttavia anche altre nazioni asiatiche stanno installando molte centrali di questo tipo. Questa crescita è guidata dai crescenti costi energetici e il desiderio diffuso di generazione energetica "in casa", pulita, rinnovabile ed economica.

Le centrali idroelettriche hanno il vantaggio di avere lunga durata molte delle centrali esistenti sono operative da oltre 100 anni. Inoltre sono "pulite" in quanto producono molte meno emissioni nel loro "ciclo vitale" rispetto agli altri tipi di produzione di energia, sebbene si sia scoperto che le emissioni sono apprezzabili se associate con bacini poco profondi in località calde tropicali. Altre critiche dirette alle grosse centrali idroelettriche a bacino includono lo spostamento degli abitanti delle zone in cui si decide di costruire gli invasi necessari alla raccolta dellacqua e il rilascio di grosse quantità di biossido di carbonio durante la loro costruzione e lallagamento della riserva.

In Italia, secondo i dati di Terna, lidroelettrico produce il 12% del fabbisogno energetico totale, ed è indiscutibilmente lenergia rinnovabile più utilizzata. Le centrali idroelettriche totali sono più di duemila, di cui solo lENEL dispone di circa 500 impianti, per una capacità totale di 14.312 MW. Si tratta di impianti ad acqua fluente, serbatoio o a bacino e di pompaggio, presenti maggiormente nellarco alpino e appenninico. Gli impianti sono presenti un po in tutta Italia 1613 al Nord, 277 al Centro e 172 al Sud, e il più produttivo è a Presenzano, in provincia di Caserta, mentre la regione con più impianti è le Marche con 94 centrali. Come possiamo notare in Italia la situazione non è così negativa, e già si stanno prendendo provvedimenti per il futuro.

Nellultimo decennio inoltre si stanno sviluppando sistemi da installare in mare, come tra laltro avviene anche con i sistemi off-shore delleolico, per sfruttare il potenziale delle onde, delle maree, delle correnti marine o del gradiente di temperatura tra fondo e superficie degli oceani che hanno una potenza di gran lunga superiore a quella che si può trovare sulla terraferma, ma che è stata per troppo tempo sprecata.



                                     

3.2. Fonti rinnovabili classiche Energia geotermica

Lenergia geotermica è lenergia generata per mezzo di fonti geologiche che posseggono elevata temperatura ed è considerata una forma di energia rinnovabile. Si basa sullo sfruttamento del calore naturale della Terra, prodotto naturalmente a causa di processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi quali luranio, il torio e il potassio, contenuti allinterno della Terra. Questa energia viene trasferita alla superficie terrestre attraverso i movimenti convettivi del magma o tramite le acque circolanti in profondità. Le acque sotterranee, venendo a contatto con le rocce ad alte temperature, si riscaldano e in alcuni casi vaporizzano.

Gli impianti geotermici possono essere usati per la produzione di energia elettrica, oppure direttamente per il riscaldamento, rinfrescamento degli edifici e produzione di acqua calda. Questultimi possono essere di due tipi:

  • a sonda orizzontale: le tubazioni in questo caso sono inserite in modo orizzontale nel terreno, e svolgono lo stesso ruolo delle precedenti. Lunico inconveniente è che occuperanno molto più sottosuolo rispetto allaltra tipologia di suolo. Solitamente sono inserite a 2 metri di profondità.
  • a sonda verticale: le tubazioni vengono inserite verticalmente nel terreno fino a profondità di 150 m per il prelievo di calore dal sottosuolo;

La geotermia è la disciplina che si rivolge alla ricerca e allo sfruttamento dellenergia di campi geotermici o di altre manifestazioni utilizzabili dal calore terrestre anche per utilizzi non collegati alla produzione di energia elettrica. Un interessante uso delle acque geotermiche a basse temperature è costituito dallinnaffiamento delle colture di serra o allirrigazione a effetto climatizzante, in grado di garantire le produzioni agricole anche nei paesi freddi.

Lenergia geotermica costituisce oggi meno dell1% della produzione mondiale di energia. È una fonte energetica a erogazione continua e indipendente da condizionamenti climatici, ma essendo il calore difficilmente trasportabile, viene localmente sfruttata. Le centrali geotermiche possono funzionare 24 ore al giorno, fornendo un apporto energetico di base e nel mondo la capacità produttiva potenziale stimata per la generazione geotermica è di 85 GW per i prossimi 30 anni. Tuttavia lenergia geotermica è accessibile soltanto in aree limitate del mondo, che includono gli Stati Uniti, lAmerica centrale, lIndonesia, lAfrica orientale, le Filippine e lItalia. Il costo dellenergia geotermica è diminuito drasticamente rispetto ai sistemi costruiti negli anni settanta. La generazione di calore per il riscaldamento geotermico può essere competitiva in molti paesi in grado di produrlo, ma anche in altre regioni dove la risorsa è a una temperatura più bassa.

                                     

4. Nuove fonti rinnovabili

Il mercato per le tecnologie delle nuove fonti di energia rinnovabile o NFER è forte e in crescita principalmente in paesi come la Germania, la Spagna, gli Stati Uniti e il Giappone. La sfida è allargare le basi di mercato per una crescita continuativa in tutto il mondo. La diffusione strategica in un paese non solo riduce i costi della tecnologia per gli utenti locali, ma anche per quelli negli altri paesi, contribuendo a una riduzione generale dei costi e al miglioramento delle prestazioni.

Le tecnologie che sono ancora in corso di sviluppo includono la gassificazione avanzata delle biomasse, le tecnologie di bioraffinazione, le centrali solari termodinamiche, lenergia geotermica da rocce calde e asciutte Hot-dry-rocks e lo sfruttamento dellenergia oceanica. Tali tecnologie non sono ancora completamente testate o hanno una commercializzazione limitata. Molte sono allorizzonte e potrebbero avere un potenziale comparabile alle altre forme energetiche rinnovabili, ma dipendono ancora dal dover attrarre adeguati investimenti in ricerca e sviluppo.



                                     

4.1. Nuove fonti rinnovabili Energia solare

Lenergia solare ha molti vantaggi poiché è inesauribile, è una risorsa dimmediata reperibilità, è pulita perché ci arriva attraverso i raggi del sole. La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è enorme, circa diecimila volte superiore a tutta lenergia usata dallumanità nel suo complesso. Lenergia solare può essere utilizzata per generare elettricità fotovoltaico o per generare calore Il solare termico

                                     

4.2. Nuove fonti rinnovabili Solare fotovoltaico

Negli anni ottanta e nei primi anni novanta la maggior parte dei moduli fotovoltaici fornivano energia elettrica soltanto per le regioni isolate non raggiungibili dalla rete elettrica, ma circa dal 1995 gli sforzi industriali si sono concentrati in modo considerevole sullo sviluppo di pannelli fotovoltaici integrati negli edifici e centrali allacciate alla rete elettrica. Attualmente la centrale fotovoltaica più grande del mondo si trova in Germania Waldpolenz con 30 MW di picco e un progetto di estensione a 40 MW, mentre quella più grande del nord America si trova presso la Nellis Air Force Base 15 MW. Ci sono proposte per la costruzione di una centrale solare nel Victoria in Australia, che diverrebbe la più grande al mondo con una capacità produttiva di 154 MW. Altre grosse centrali fotovoltaiche, progettate o in costruzione, includono la centrale elettrica "Girrasol" da 62 MW, e il "Parco Solare di Waldpolenz" in Germania da 40 MW.

LItalia ha sinora sostenuto un considerevole sforzo pubblico per alimentare il mercato degli impianti fotovoltaici. Tale sforzo ha riguardato, in buona parte, gli impianti di media-grande taglia dellordine del centinaio di kW e fino a qualche MW connessi alla rete elettrica. Levoluzione della tecnologia, tuttavia, non è stata tale da dischiudere nuove opportunità per questo tipo di applicazione, la cui praticabilità riguarda il lungo periodo ed è subordinata ai risultati della ricerca, in termini di ampio incremento dellefficienza dei componenti e riduzione dei costi.

Un caso di promozione di quei settori di mercato nei quali siano possibili sinergie positive tra le caratteristiche tecniche e di modularità del fotovoltaico le esigenze di altri settori di ampia ricettività potenziale è quello dellintegrazione del fotovoltaico nelledilizia, ritenuto un connubio molto interessante da diversi paesi, tra cui Giappone, Stati Uniti e Germania, per la possibilità di realizzare facciate, tetti, pensiline "fotovoltaiche". Gli obiettivi, dunque, più che di natura energetica, sono di sviluppo e promozione, almeno finché i costi non si saranno fortemente ridotti.

I pannelli solari che usano la nanotecnologia, che può costruire circuiti a partire da singole molecole di silicio, potrebbero costare la metà delle tradizionali celle fotovoltaiche, secondo quanto dicono i dirigenti e gli investitori coinvolti nello sviluppo dei prodotti.

                                     

4.3. Nuove fonti rinnovabili Floating solar power

Il solare fotovoltaico galleggiante consiste nalla messa in posa di pannelli che restano sospesi sulla superficie libera di un bacino idrico naturale o artificiale, quali laghi, riserve dacqua, e, più raramente, il mare aperto. Il principale vantaggio di tale tipo di configurazione impiantistica è quello di sfruttare la capacità termica di dispersione del calore del mezzo sottostante come veicolo di raffreddamento dei pannelli, in moda tale da incrementarne il rendimento termodinamico Tuttavia, linstallazione in mare aperto presenta la criticità e il maggior costo di progettazione di impianti in grado di resistere alla salsedine e alla forza dei moti ondosi.

Impianti per questa fonte di energia rinnovabile si trovano nelle seguenti località:

  • il lago artificiale ricavato nellarea di unex miniera di carbone abbandonata ad Huainan.
  • limpianto di Okegawa in Giapppone, attivo dal 2013 e costituito, sul modello di Piolenc, da 4.530 pannelli solari da 260 Watt, per una potenza installata di 1.2MWp, la maggiore al mondo;
  • Piolenc in Francia: formato da 47.000 pannelli, per una potenza equivalente di 17 Mwc installati occupando 17 ettari dei 50 del lago artificiale installati nel 2011;
  • Lac des Toules nel Canton Vallese, limpianto alla maggiore altitudine al mondo installato a 1.810 metri s.l.m., con una potenza nominale installata di 23 Megawattore, in grado di alimentare potenzialmente 6.400 utenze residenziali. Realizzato in tre anni con 2.35 milioni di franchi di contributo del governo federale svizzero, è formato da 2.240 metri quadrati di pannelli in alluminio e polietilene ad alta densità suddivisi in 36 blocchi, in grado di resistere alescursione termica, alle raffiche di vento e secondo dati di targa a più di 50 cm di neve.
                                     

4.4. Nuove fonti rinnovabili Solare termico e termodinamico

I sistemi di riscaldamento solare sono tecnologie di seconda generazione che consistono di collettori termici solari, che hanno lo scopo di raccogliere lenergia radiante proveniente dai raggi solari, e un serbatoio o una cisterna, che ha il compito di accumulare lenergia termica raccolta dai collettori in modo da mantenere la temperatura dellacqua elevata per tempi più lunghi. Tali sistemi possono essere usati per riscaldare lacqua domestica, quella delle piscine o per riscaldare ambienti. Lacqua calda così prodotta può essere usata anche per applicazioni industriali o come sorgente energetica per altri usi, come ad esempio nei dispositivi di raffreddamento.

Il solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria è ormai prossimo alla competitività in diverse applicazioni, soprattutto ove è in grado di sostituire non solo combustibile ma anche impianti convenzionali. Tale tecnologia, a livello internazionale sufficientemente matura, trova in Italia condizioni particolarmente favorevoli, quali lesposizione climatica, lidoneità della maggioranza degli edifici ad uso residenziale che è caratterizzata da una o due unità abitative, la prevalenza nel riscaldamento dellacqua sanitaria delluso dellelettricità 10.000.000 di scaldabagni elettrici. In molte zone climatiche un sistema di riscaldamento solare può fornire una percentuale molto alta dal 50 al 75% dellenergia necessaria a riscaldare lacqua domestica.

La prima centrale solare termodinamica venne realizzata sulla base delle teorie di Giovanni Francia pubblicate a partire dal 1965 sulla rivista scientifica Sapere. Francia realizzerà i suoi primi prototipi sperimentali a SantIlario di Genova a partire dal 1967, pubblicandoli sulla rivista internazionale Solar Energy Journal. Nove anni più tardi, uno specifico gruppo di lavoro della Commissione Europea incaricato di condurre uno studio preliminare, preventivò tre anni per la costruzione e il montaggio di un impianto funzionante denominato Eurelios, iniziato di fatto nel 1977 e concluso nel 1980 ad Adrano, in provincia di Catania, entrato in attività nel 1981 e rimasto in esercizio fino al 1991, scartato dallENEL nonostante il potenziale, per via della scarsa resa produttiva. Il pionieristico progetto di sfruttamento del sole per la produzione energetica di Francia e gli studi pubblicati, ritenuti ancora validi nonostante linsuccesso siciliano, fecero da base ai successivi impianti statunitensi realizzati in California.

Al 1981 risale quindi il completamento del progetto Solar-1, costruito nel deserto del Mojave, a est di Barstow in California. Solar-1 fu operativo dal 1982 sino al 1986. Fu distrutto da un incendio che mandò a fuoco lolio che scorreva come fluido di trasferimento del calore allinterno dei tubi assorbenti su cui i raggi del sole venivano concentrati. Seguì Solar-2 sempre in California. Dal 1985, il cosiddetto SEGS è operativo in California; è costituito da 9 impianti per una capacità totale di 350 MW.

Nel 2007 è entrato in servizio Nevada Solar One, con una potenza di 64 MW e. A partire dal 2010 la BrightSource Energy ha iniziato il cantiere dell’ Ivanpah Solar Electric Generating Station ISEGS, la più grande centrale solare al mondo a torre e campo specchi, basata sull’impianto Eurelios e sui principi di Francia, attraverso un perfezionamento svolto nel campo sperimentale del 2008 nel deserto del Negev in Israele, con una potenza di 392.00 MW. La sua messa in esercizio, inizialmente prevista per il 2013, si procrastinò al 2014 con la denominazione di Ivanpah Solar Power Facility e. Nel gruppo di finanziatori appare anche la nota compagnia Google. Altre centrali solari paraboliche proposte sono le due da 50 MW in Spagna e una da 100 MW in Israele. In Italia, oltre alla riapertura e la riconversione della suddetta struttura Eurelios nel 2011, si realizzò nel 2010 limpianto di produzione Archimede.

                                     

4.5. Nuove fonti rinnovabili Energia eolica

Lenergia eolica è il prodotto della trasformazione dellenergia cinetica del vento in altre forme di energia elettrica o meccanica. Viene per lo più convertita in energia elettrica tramite centrali eoliche. Per sfruttare lenergia del vento vengono utilizzati gli aerogeneratori. Il principio è lo stesso dei vecchi mulini a vento ossia il vento che spinge le pale; in questo caso, il movimento di rotazione delle pale viene trasmesso ad un generatore che produce elettricità.

Gli aerogeneratori sono diversi per forma e dimensione; il tipo più diffuso è quello medio, alto circa 50 metri con 2 o 3 pale lunghe 20 metri e in grado di erogare una potenza elettrica giornaliera di 500/600 kW pari al fabbisogno elettrico giornaliero di 500 famiglie. I dati forniti dallIEA Agenzia Internazionale dellEnergia delineano un trend sempre maggiormente crescente, tanto da far prevedere, con buona approssimazione, che essa potrà soddisfare il 20% della domanda di elettricità mondiale nel 2020 e il 50% dellenergia primaria nel 2050.

Leolico ha grossi potenziali di crescita e ha già raggiunto dei bassi costi di produzione, se confrontati con quelli delle altre fonti di energia. È certamente tra le energie rinnovabili quella più diffusa al mondo e ha fatto registrare un incremento di oltre il 30% tra il 2007 e il 2008. Alla fine del 2006 la capacità di produzione mondiale tramite generatori eolici era di 74.223 megawatt e nonostante attualmente fornisca meno dell1% del fabbisogno mondiale, produce circa il 20% dellelettricità in Danimarca, il 9% in Spagna e il 7% in Germania. Tuttavia esistono alcune resistenze al posizionamento delle turbine in alcune zone per ragioni estetiche o paesaggistiche. Inoltre in alcuni casi potrebbe essere difficile integrare la produzione eolica nelle reti elettriche a causa dell"aleatorietà" dellapprovvigionamento fornito. In Italia leolico copre il 20% dellenergia alternativa prodotta e si prevede che avrà una crescente diffusione nei prossimi anni, grazie anche a impianti off-shore più performanti e quelli di formato più piccolo, mini e micro eolico, adatti a soddisfare le utenze medie e piccole.

Negli ultimi anni si sta diffondendo la tecnologia microeolica: un impianto microeolico è un impianto eolico di piccola taglia che trasforma lenergia cinetica del vento in energia elettrica viene utilizzata nelle case e in industrie con consumi energetici modesti.

                                     

4.6. Nuove fonti rinnovabili Energia da biomasse

Da materiali di scarto di origine organica, di natura vegetale e animale, è possibile ottenere una fonte di energia pulita immediatamente utilizzabile. Ai sensi della legislazione comunitaria sulla promozione delluso dellenergia da fonti rinnovabili, con il termine biomassa" deve intendersi "la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dallagricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e lacquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani".

Lutilizzo delle biomasse per fini energetici non contribuisce ad aggravare il fenomeno delleffetto serra, poiché la quantità dellanidride carbonica pubblicata in atmosfera durante la decomposizione, sia che essa avvenga naturalmente sia che avvenga a seguito di processi di conversione energetica anche se attraverso la combustione, è equivalente a quella assorbita durante la crescita della biomassa stessa. Quindi, se le biomasse bruciate sono rimpiazzate con nuove biomasse, non vi è alcun contributo netto allaumento della concentrazione di CO 2 in atmosfera. Questo avviene tutte le volte che si utilizzano residui, ovvero che si proceda a produrre appositamente la biomassa ad esempio colture energetiche, cioè ad estrarre materiale legnoso dai boschi secondo criteri adeguati ad esempio potature, estrazione di materiale legnoso in eccesso per riduzione del rischio di autoincendi e altre tecniche di esbosco per protezione antincendio.

Limpiego delle biomasse in Europa soddisfa una quota piuttosto marginale dei consumi di energia primaria, ma il reale potenziale energetico di tale fonte non è ancora pienamente sfruttato. Nello sfruttamento delle biomasse come fonte energetica, sono allavanguardia i Paesi del centro-nord Europa, che hanno installato grossi impianti di cogenerazione e teleriscaldamento alimentati a biomasse. La Francia, che ha la più vasta superficie agricola in Europa, punta molto anche sulla produzione di biodiesel ed etanolo, per il cui impiego come combustibile ha adottato una politica di completa defiscalizzazione. La Gran Bretagna invece, ha sviluppato una produzione trascurabile di biocombustibili, ritenuti allo stato attuale antieconomici, e si è dedicata in particolare allo sviluppo di un vasto ed efficiente sistema di recupero del biogas dalle discariche, sia per usi termici che elettrici. Nel quadro europeo dellutilizzo energetico delle biomasse, lItalia è in una condizione di scarso sviluppo, nonostante lelevato potenziale di cui dispone.

Il Brasile ha uno dei più grandi programmi per lenergia rinnovabile al mondo, coinvolgendo la produzione di bioetanolo dalla canna da zucchero e letanolo ora fornisce il 18% del carburante automobilistico. Come risultato, assieme allo sfruttamento delle locali profonde riserve petrolifere, il Brasile, che in passato doveva importare una grande quantità di petrolio necessario al consumo interno, ha recentemente raggiunto la completa autosufficienza petrolifera.

La maggior parte delle automobili usate oggi negli Stati Uniti possono utilizzare miscele fino al 10% di etanolo, e i costruttori di motori stanno già producendo veicoli progettati per utilizzare miscele con percentuali più elevate. La Ford, la Daimler AG e la General Motors sono tra le compagnie produttrici di automobili, camion e furgoni "flexible-fuel" letteralmente a "carburante flessibile" che utilizzano miscele di benzina e etanolo dalla benzina pura sino all85% di etanolo E85. Dalla metà del 2006 sono stati venduti circa sei milioni di veicoli E85 compatibili negli Stati Uniti.

Secondo lIEA, le nuove tecnologie bioenergetiche biocarburanti che si stanno sviluppando oggi, in particolare le bioraffinerie per letanolo dalla cellulosa, potrebbero permettere ai biocarburanti di giocare un ruolo molto più importante nel futuro di quanto si pensasse in precedenza. Letanolo da cellulosa si può ottenere da materia organica di piante composta principalmente da fibre di cellulosa non commestibili che ne formano gli steli e i rami. I residui delle coltivazioni come i gambi del mais, la paglia del grano e del riso, gli scarti di legno e i rifiuti solidi cittadini sono sorgenti potenziali di biomassa di cellulosa. Colture dedicate alla produzione energetica, come il panicum virgatum, sono promettenti fonti di cellulosa che possono essere sostenibilmente prodotte in molte regioni degli Stati Uniti.

                                     

4.7. Nuove fonti rinnovabili Energia marina

Con energia marina sintende lenergia racchiusa in varie forme nei mari e negli oceani. Può essere estratta con diverse tecnologie e, ad oggi, sono stati sperimentati diversi sistemi ed alcuni sono già in uno stadio precommerciale. Tramite particolari tecniche, si sfruttano le potenzialità offerte dal mare quali il moto ondoso, il movimento dellaria al di sopra delle onde, le maree o la differenza di temperatura tra il fondo e la superficie. Limpiego di questa fonte, comunque, è ancora abbastanza complicato e al momento piuttosto costoso.

In termini di sfruttamento dellenergia degli oceani, unaltra delle tecnologie di terza generazione, il Portogallo ha la prima centrale a onde marine commerciale al mondo, l Aguçadora Wave Park, in costruzione dal 2007. La centrale userà inizialmente tre macchine Pelamis P-750 in grado di generare 2.25 MW e i costi sono stimati intorno agli 8.5 milioni di euro. Nel caso si rivelasse un successo, altri 70 milioni di euro saranno investiti prima del 2009 in altre 28 macchine per generare 525 MW. Sono stati annunciati in Scozia nel febbraio del 2007 finanziamenti per una centrale a onde marine dal Governo scozzese, per un costo di oltre 4 milioni di sterline, come parte di un pacchetto di investimenti di 13 milioni di sterline per lenergia oceanica in Scozia. La centrale sarà la più grande al mondo con una capacità di 3 MW generata da quattro macchine Pelamis.

Nel 2007 la prima centrale al mondo ad energia mareomotrice di concezione moderna viene installata nello stretto di Strangford Lough in Irlanda. Il generatore sottomarino da 1.2 MW, parte dello schema per il finanziamento per lambiente le energie rinnovabili nellIrlanda del Nord, approfitterà del veloce flusso di marea fino a 4 metri al secondo nel braccio di mare. Anche se ci si aspetta che il generatore produca abbastanza energia per rifornire un migliaio di case, le turbine avranno un impatto ambientale minimo, poiché saranno quasi completamente sommerse e il movimento dei rotori non costituisce un pericolo per la fauna selvatica poiché girano a una velocità relativamente bassa.

In Italia è stato recentemente sperimentato un sistema di sfruttamento dellenergia marina circa 200 metri al largo di Torre Faro, sullo Stretto di Messina dove le correnti marine raggiungono mediamente velocità di 1-3 metri al secondo. Un sistema a turbina sommersa, denominata Kobold, riesce a trasformare la corrente marina in energia elettrica per una capacità di 24-30 kW. Le turbine sono state costruite con pale ampie 5 metri, poste in bassa profondità 2-3 metri, ancorate sul fondo e ad una piattaforma superficiale.

                                     

5.1. Valutazioni Impatto ambientale delle fonti rinnovabili

Sono fonti di energia che possono permettere uno sviluppo sostenibile alluomo, per un tempo indeterminato, e ritenute privi della possibilità di danneggiare la natura tranne in alcuni casi.

Rinnovabile e sostenibile sono tuttavia concetti che vengono spesso confusi. Unenergia rinnovabile non è detto infatti che sia anche sostenibile; un esempio di tale differenza può essere visto nelle centrali legate a grandi bacini idroelettrici. Recentemente sono stati lanciati allarmi in tal senso, anche da parte di gruppi di agricoltori e da associazioni come la LIPU.

Alcune di queste fonti in particolare quella solare possono permettere a ogni modo la microgenerazione e la generazione distribuita, ossia essere prodotte in piccoli impianti domestici distribuiti sul territorio che possono soddisfare il bisogno energetico di una singola abitazione o piccolo gruppo di abitazioni. Questo permetterebbe di risparmiare lenergia che si perde nella fase di distribuzione di energia elettrica, per esempio sugli elettrodotti, sebbene comporti anche la necessità di ridefinire la struttura della rete elettrica nazionale.

                                     

5.2. Valutazioni Dibattito e controversie

È comune oggetto di discussione, tra addetti ai lavori e non, il fatto che sia realmente possibile soddisfare tutto lattuale fabbisogno energetico del pianeta solo con il potenziale energetico proveniente da fonte rinnovabile, in particolare nei paesi maggiormente industrializzati; permangono ad esempio problemi riguardo "laleatorietà" o "intermittenza" e "non programmabilità" di molte delle fonti di energia rinnovabile in particolare solare fotovoltaico ed eolico, che impongono un ripensamento globale delle reti elettriche e la necessità di costruire grandi infrastrutture per lo stoccaggio dellenergia, come ad esempio bacini idroelettrici di pompaggio o la costruzione con materiali rari o inquinanti di accumulatori elettrochimici. È da precisare che il problema della intermittenza della fonte non è detto si ripercuota in una pari intermittenza degli impianti utilizzanti tale fonti. Un esempio classico è quello idroelettrico, che ha superato il problema della intermittenza delle precipitazioni meteoriche andando ad utilizzare gli accumuli di tale fonte. Similmente la tecnologia solare termodinamica può operare prelevando lenergia da accumulatori di calore. La superiorità delle due tecnologie sta nel basso costo energetico dietro alle rispettive tecniche di accumulo potenziale per quello idroelettrico, termico per quello solare termodinamico e nel secondo caso, che tale accumulo avvenga prima della problematica efficienza di conversione in pregiata energia elettrica. Il problema dello stoccaggio risulta infine fondamentale per il settore dei trasporti e in particolare per aerei e navi, per il quale sono attualmente allo studio sistemi come quello delle celle a combustibile per limmagazzinamento dellenergia necessaria.

In particolare secondo i sostenitori delle energie rinnovabili lintegrazione o mix di più fonti rinnovabili in un unico sistema di produzione energetico alternativo, supportato da una rete elettrica di tipo smart grid, sarebbe in grado di garantire una completa/parziale transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili sopperendo al problema dellintermittenza/incostanza delle energie rinnovabili e ai limiti intrinseci di disponibilità di ciascuna fonte, risolvendo completamente/parzialmente il problema energetico globale, con il costo per kW destinato a scendere per effetto delleconomia di scala. In realtà siamo in presenza di un tentativo di scaricare sulla collettività problematiche gestionali che tradizionalmente sono state in carico ai produttori. Per esempio, gli operatori eolici, invece di operare secondo una logica industriale che cerchi di valorizzare il proprio prodotto, offrendolo quando il cliente gliela paga di più, il che significa organizzarsi per provvedere in proprio a spianare i picchi di erogazione ed accumulare per spostare lerogazione verso orari in cui cè effettiva richiesta, hanno spinto per una legislazione che paga lincentivo anche in caso di mancato utilizzo della propria energia. In sostanza la situazione rappresentata è conseguenza di una distorsione delle regole del libero mercato, che avrebbe incentivato i produttori a risolvere a priori il problema della intermittenza della loro fonte., prelevando soluzione da una ampia gamma di tecnologie sperimentate e disponibili. Una prima tendenza in questa direzione più razionale ed efficiente si può osservare in Belgio, ove si prevede di costruire una isola atollo su cui costruire le turbine eoliche ed un impianto idroelettrico; le turbine eoliche, quando cè vento, pompano fuori lacqua dallinterno dellatollo. Limpianto idroelettrico invece genera energia elettrica a richiesta, sfruttando lenergia dellacqua fatta fluire per riempire nuovamente latollo.

A metà del primo decennio del XXI secolo la possibilità di far fronte al fabbisogno energetico mondiale utilizzando soltanto le fonti rinnovabili appariva un traguardo lontano, secondo uno studio condotto dallIEA, l Agenzia Internazionale dellEnergia nel 2006, le fonti rinnovabili fornivano in quellanno soltanto l1% dellenergia usata dal pianeta. Secondo lo stesso studio, nel 2030, nonostante una loro crescita invocata da più parti, lincremento del ricorso a fonti rinnovabili salirebbe soltanto al 2%. Il Giappone, per esempio, ritenuta la "patria "delle rinnovabili, prevede di attuare per il 2015 una produzione di energia rinnovabile che passerebbe dall1.3% attuale a soltanto l1.9%. Anche in Italia, del resto, tali fonti potranno fornire un apporto davvero molto basso:

Al tempo, si calcolò che, con la tecnologia di allora, per sostituire in gran parte luso dei combustibili fossili occorrerebbe ad esempio costruire celle fotovoltaiche su una superficie grande quanto lUmbria circa 7000 km² senza però contare corridoi e piazzole per la manutenzione, accumulatori e centrali per compensare la discontinuità del solare, ecc., celle che inoltre resterebbero comunque inattive durante la notte. Le altre fonti rinnovabili sembravano discontinue e poco sfruttabili, si pensava perciò che il possibile contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico italiano è troppo piccolo, e non potrà mai sostituire i combustibili fossili.

Queste previsioni sono però state abbondantemente smentite dai fatti successivi, nel 2013 la generazione italiana di energia da parte di fonti rinnovabili inclusi circa 12 TWh da biomasse, inserite nel termoelettrico, circa 106.8 TWh, risulta pari al 38.5% della produzione nazionale e al 33.7% della domanda nazionale. Quindi più di un kilowattora su tre richiesto in Italia è prodotto da fonti pulite.

Nella relazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo del 22/01/2012 si afferma che in Europa nel 2012 la percentuale di energia finale consumata rappresentata da energie rinnovabili è arrivata al 13% e dovrebbe aumentare ulteriormente, salendo al 21% nel 2020 e al 24% nel 2030.

La veloce corsa economica in direzione delle energie rinnovabili secondo alcune critiche, non tiene conto degli importanti impatti ambientali che queste potrebbero comunque avere soprattutto in riferimento allaumento esponenziale di richiesta di metalli rari con le relative problematiche di estrazione e smaltimento.

                                     

6. Produzione italiana di energia elettrica da fonti rinnovabili

Per lungo tempo fino a circa i primi anni sessanta la produzione energetica italiana è stata in larga parte rinnovabile, grazie in particolare alle centrali idroelettriche dellarco alpino e, in misura minore, dellAppennino oltre a quote minori relative alla geotermia in Toscana. Oggi tuttavia, a causa dellaccresciuta richiesta di energia, nonché al quasi esaurimento della possibilità di nuove grandi installazioni idroelettriche, le rinnovabili rappresentano quote minori della produzione.

Nel 2012 lItalia ha prodotto circa 92.2 TWh di energia elettrica da fonti rinnovabili, pari al 26.9% del fabbisogno nazionale lordo, con il 12.8% proveniente da fonte idroelettrica, 1.6% dal geotermico, 3.9% eolico, 5.5% fotovoltaico, il 3.6% da biomasse. Con tali valori, circa il 90% della produzione rinnovabile è prodotto con impianti definiti "programmabili".

Con tali valori, lItalia risulta essere il terzo produttore di energia elettrica da fonti rinnovabili nellUE-15.

È da notare, tuttavia, che solo negli ultimi anni la produzione rinnovabile italiana è cresciuta in maniera significativa grazie ad una sensibile crescita delle fonti eolica, fotovoltaica e da combustione di biomassa, in quanto per lungo tempo tale produzione era costituita essenzialmente solo dalle fonti idroelettrica e geotermica, di fatto quasi giunte alla saturazione del potenziale economicamente sfruttabile in Italia. Inoltre, nonostante gli incentivi, lItalia deve anche fare i conti con ritardi legislativi e, soprattutto, di adeguatezza delle reti di distribuzione, in particolare per quanto riguarda linserimento di fonti caratterizzate da elevata aleatorietà e non programmabilità, quali ad esempio leolico e il fotovoltaico.

Il gestore della rete elettrica ad alta tensione Terna ha reso noto il dato relativo al nuovo record di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili stabilito il 21 maggio 2017 arrivando a produrre l87% del totale.

                                     

7. Interventi di promozione da parte dellUE

La Commissione europea ha presentato una comunicazione sulle energie rinnovabili in cui studia come ridurre i costi grazie a un approccio più coordinato a livello UE delinea la politica da attuare dopo il 2020. Riuscire a generare più energia sfruttando il vento, il sole, le maree, la biomassa, le risorse idroelettriche e geotermiche aiuta lUE a dipendere meno dalle importazioni di energia e a rilanciare linnovazione e loccupazione. Sarebbe possibile far calare i costi favorendo la concorrenza sul mercato energetico dellUE. La progressiva eliminazione delle sovvenzioni per i combustibili fossili e la revisione della tassazione dei prodotti energetici dovrebbero incentivare gli investimenti nelle tecnologie a basse emissioni di CO 2 anidride carbonica.

Allo stesso tempo, il sostegno alle energie rinnovabili dovrebbe essere gradualmente ridotto o eliminato per incitare questo settore a diventare più concorrenziale con le altre fonti energetiche in unottica a lungo termine. Anche i regimi di sostegno nazionale dovrebbero essere modificati per promuovere la riduzione dei costi; uniformarli in tutta lUE e semplificarli ridurrebbe i costi amministrativi a carico dellindustria. LUE dovrebbe spingere a produrre energia eolica e solare là dove costa meno, come fanno già le imprese per altri prodotti e servizi. Così gli Stati membri potranno acquistare energia eolica o solare da un altro paese UE o extra-UE spendendo meno di quanto dovrebbero investire per sviluppare le fonti alternative sul loro territorio.