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ⓘ Economia politica




Economia politica
                                     

ⓘ Economia politica

Sia i mercantilisti che François Quesnay si proponevano di indirizzare la politica, e in parte vi riuscirono. Tra i classici, Smith e Ricardo, dopo aver esaminato i processi di produzione e di distribuzione del reddito, discussero ampiamente della politica fiscale più adatta a favorire lo sviluppo economico; Marx trasse dalla sua analisi il programma politico del primo partito comunista.

A partire dalla fine del XIX secolo si tentò invece di pervenire ad una separazione tra economia e politica. Léon Walras propose una distinzione tra: economia politica pura determinazione dei prezzi, economia politica sociale distribuzione della ricchezza ed economia politica applicata teoria della produzione agricola, industriale e commerciale e cercò di dare alla prima lo stesso impianto oggettivo e rigoroso della fisica. Nel 1890 John Neville Keynes padre di Maynard propose la distinzione tra economia positiva la descrizione del funzionamento di un sistema economico come è, economia normativa la valutazione di ciò che è desiderabile, dei suoi costi e benefici e arte economica lindividuazione di azioni atte ad ottenere ciò che appare desiderabile. Negli stessi anni, Alfred Marshall iniziò ad usare il termine economics insieme e in alternativa a political economy.

Nel XX secolo il notevole sviluppo della matematica e della fisica e, in particolare, la loro assiomatizzazione sempre più estesa, suggerirono ladozione di un approccio assiomatico anche per leconomia, nel tentativo di dare ad essa pieno status di "scienza".

Nel 1932 Lionel Robbins propose la definizione di economia già citata e, al tempo stesso, affermò che leconomia può essere scienza se le sue proposizioni sono dedotte da un insieme di postulati tratti da fatti incontestabili basati sullesperienza.

Lo sviluppo della modellistica matematica ha conferito gradualmente maggiore importanza alla capacità predittiva di una teoria piuttosto che al realismo delle ipotesi iniziali. Coerentemente, Milton Friedman ha affermato che nessuna evidenza empirica può fornire la prova della validità di unipotesi, ma linsieme degli assunti iniziali delleconomia positiva, in sé arbitrario, può essere giudicato valido solo se consente di dedurne previsioni confermate dallesperienza. Non importa, ad esempio, che gli assunti della concorrenza perfetta o del monopolio puro appaiano irrealistici, o che gli uomini daffari non usino, in realtà, prendere le loro decisioni sulla base delle curve del costo o del ricavo marginali; quello che conta è che da assunti anche apparentemente irrealistici si possano dedurre previsioni corrette.

Secondo Herbert Simon, peraltro, Friedman ha solo tentato di "trasformare in virtù" la mancanza di fondamenti empirici della teoria economica neoclassica, mentre lirrealismo delle ipotesi comporta che le ricerche empiriche smentiscano spesso la teoria. In particolare, secondo Simon, la teoria neoclassica si discosta da altre scienze sociali meglio fondate per tre aspetti sostanziali: passa sotto silenzio il contenuto degli obiettivi e dei valori, postula la coerenza globale dei comportamenti, sostiene che i comportamenti siano oggettivamente razionali in rapporto ad un ambiente circostante che si suppone interamente noto sia nel presente che nel suo futuro.

Il dibattito è aperto.

                                     

1. Rami principali

Leconomia politica ha iniziato ad essere distinta da altre scienze sociali molto gradualmente. Solo verso la metà del XIX secolo si sono avute le prime cattedre di economia politica ; ma si è ormai consolidato un corso di studi che prevede, di massima, le seguenti principali articolazioni.

                                     

1.1. Rami principali Microeconomia

La microeconomia si propone di studiare il comportamento dei singoli soggetti economici consumatori e imprese e di dedurre da esso una teoria della formazione degli aggregati economici in particolare domanda e offerta aggregate e dei prezzi dei beni.

Esamina in primo luogo il processo attraverso il quale consumatori e produttori compiono le loro scelte; alla trattazione tradizionale, elaborata dalleconomia neoclassica, si aggiungono ormai da tempo la teoria delle decisioni in condizioni di incertezza e la teoria dei giochi.

Studia quindi le condizioni sotto le quali linterazione tra singoli soggetti economici può avvenire in modo efficiente prima in singoli mercati, poi nellintero sistema economico teoria dellequilibrio economico generale. Si considerano, a tal fine, sia le diverse forme di mercato, sia i cosiddetti fallimenti del mercato.

Estende, infine, tali considerazioni fino a formulare la cosiddetta economia del benessere, che mira a definire una situazione di ottimo sociale ed a studiarne requisiti e caratteristiche.

                                     

1.2. Rami principali Macroeconomia

La macroeconomia prende le mosse direttamente dai principali aggregati economici, per studiare le loro interdipendenze.

Considera le condizioni di equilibrio dapprima del mercato dei beni domanda di beni per il consumo, relazione tra risparmio e investimenti, poi del mercato monetario domanda e offerta di moneta, determinazione del tasso dinteresse, quindi del mercato del lavoro salari e occupazione, assumendo inizialmente uneconomia chiusa, ovvero senza scambi con lestero, in unottica di breve periodo.

Esamina quindi il funzionamento del sistema economico nel suo complesso, analizzando gli effetti della politica di bilancio e della politica monetaria sullofferta e sulla domanda aggregate.

Lanalisi viene poi estesa per considerare sia gli scambi con lestero economia internazionale, sia lo sviluppo economico di lungo periodo economia dello sviluppo. Tali argomenti tuttavia, vengono approfonditi da discipline che hanno acquisito una loro autonomia.



                                     

1.3. Rami principali Economia internazionale

Leconomia internazionale studia i rapporti economici tra paesi diversi, nonché i modelli analitici che permettono di interpretarli. Prende le mosse da alcuni risultati delleconomia politica classica la teoria dei vantaggi comparati di David Ricardo e li generalizza secondo le linee delleconomia neoclassica, al fine di delineare una teoria del commercio internazionale. Considera poi, avvalendosi anche di concetti tratti dalla macroeconomia, gli aspetti monetari, landamento dei tassi di cambio e gli strumenti per intervenire su possibili squilibri nella bilancia commerciale e nella bilancia dei pagamenti. In tale ambito si lega spesso con la scienza delle finanze. Studia i diversi bilanci statali le operazioni che intervengono con modifiche su di essi: dazi, accordi internazionali e politiche tra stati.

                                     

1.4. Rami principali Economia monetaria

Leconomia monetaria studia le determinanti della domanda e dellofferta di moneta le loro conseguenze sulleconomia reale, tenendo conto sia dellapproccio microeconomico che di quello macroeconomico.

Vengono analizzate le diverse funzioni della moneta, le sue diverse definizioni, il ruolo delle Banche centrali, gli strumenti da esse adottati per attuare una politica monetaria.

                                     

1.5. Rami principali Economia dello sviluppo

Leconomia dello sviluppo si occupa dellandamento di un sistema economico nel lungo periodo.

Tratta della definizione e misurazione dello sviluppo economico, delle principali teorie dello sviluppo dai classici a Schumpeter, alla teoria keynesiana e oltre, dei temi e problemi relativi al sottosviluppo, dellimpatto dello sviluppo sullambiente.

                                     

1.6. Rami principali Politica economica

Le discipline economiche fin qui menzionate si occupano sia delle leggi delleconomia "come è" lapproccio definito "positivo" da Keynes, sia delleconomia come "dovrebbe essere" ciò che appare desiderabile, lapproccio "normativo". Ad esempio, la microeconomia si occupa sia del meccanismo di formazione dei prezzi, sia della definizione e delle condizioni del benessere; la macroeconomia studia il funzionamento di diversi mercati ed analizza le condizioni affinché si possa ridurre la disoccupazione.

La politica economica costituisce un esempio di economia applicata l "arte economica" di Keynes, in quanto si occupa della individuazione di scelte che un governo possa concretamente adottare per realizzare un obiettivo ritenuto socialmente desiderabile aumento del reddito e delloccupazione, contenimento dellinflazione ecc.

A tale scopo si avvale spesso delleconometria, che consente sia di sottoporre a verifica empirica alcune ipotesi teoriche, sia di stimare gli effetti di diverse scelte di politica economica. Col tempo leconometria ha assunto completa autonomia intellettuale e di ricerca al punto che da metodo sperimentale, è divenuta disciplina a sé stante le sue applicazioni dal ristretto ambito della politica economica, si sono estese allanalisi dei mercati finanziari, valutari, nonché al comportamento dei diversi soggetti nei mercati di concorrenza imperfetta, sino alle più moderne analisi sulleconomia della cultura e dei reati di natura economica.



                                     

1.7. Rami principali Economia aziendale

Leconomia aziendale, anchessa una forma di economia applicata, studia il governo economico delle aziende nel senso più generale, dalle imprese di produzione alle organizzazioni senza fini di lucro, alle articolazioni della pubblica amministrazione.

Alcuni tipi di aziende ricevono attenzione particolare; vi sono quindi, ad esempio, uneconomia bancaria ed uneconomia dei media.

                                     

1.8. Rami principali Altre discipline

Molti aspetti delleconomia politica, sia teorica che applicata, vengono sempre più trattati da discipline che acquisiscono una loro autonomia, almeno nel senso che sono oggetto di specifici corsi di insegnamento, convegni, pubblicazioni ecc.

Vi sono quindi lo studio del funzionamento di singoli settori economici, quali leconomia agraria o leconomia industriale, o di singoli mercati, quali leconomia finanziaria o leconomia del lavoro. Si possono anche ricordare leconomia dei beni culturali, leconomia dellinformazione, leconomia della scienza.

                                     
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