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ⓘ Iliensi




Iliensi
                                     

ⓘ Iliensi

Gli Iliensi erano unantica popolazione nuragica che abitava, in epoca nuragica, nella Sardegna centro-meridionale, poi rifugiatasi nellentroterra durante la dominazione cartaginese e romana in una zona compresa tra i monti del Limbara, il Goceano e i Monti di Alà e lOgliastra.

                                     

1.1. Storia I miti nella storiografia greco-romana

Secondo la leggenda riportata dagli storici greci, letimologia del loro nome è da far risalire a Iolao, leroe che condusse i Tespiadi - figli di Eracle, nati dallunione con le figlie di Tespio re della città-stato di Tespie, in Beozia - in Sardegna, abitata in precedenza dai Tirreni, dove fondò una colonia. Un altro mito narra che gli abitanti di Ilio, meglio nota come Troia, dopo la caduta della città si sarebbero stabiliti in questa zona della Sardegna dove si mescolarono con gli Iolei, da qui il nome di Iliensi. Per Pomponio Mela gli Iliensi erano il popolo più antico dellisola.

                                     

1.2. Storia Età del bronzo

In periodo nuragico il loro territorio si estendeva dalla piana del Campidano chiamata in antichità Piana Iolea fino al fiume Tirso a nord dove iniziava il territorio dei Balari e dove è stata ritrovata liscrizione in caratteri latini ILI-IUR-IN-NVRAC-SESSAR "; Eduardo Blasco Ferrer mette in relazione il loro etnonimo con la radice Iberica *ili-, "insediamento". Erano probabilmente suddivisi in circa 40 tribù, ognuna retta da un re o capo tribù. Questi risiedevano nei nuraghi più complessi, detti "polilobati", come Su Nuraxi di Barumini.

In quello che fu il territorio iliense, di notevole importanza sono i rinvenimenti di reperti micenei ed egei nel Nuraghe Antigori e nel Nuraghe Arrubiu, a conferma degli importanti scambi fra queste due popolazioni del mediterraneo antico. Di particolare interesse sono inoltre i lingotti di rame a pelle di bue, forse provenienti da Cipro, scoperti in varie località sarde, fra cui il cagliaritano, lOgliastra e altre zone centrali. Tra il 1300 e il 1200 a.C., nella Sardegna centro-meridionale venne prodotta un tipo di ceramica grigia chiamata anche grigia sarda ; resti di questa tipologia di ceramiche sono stati rinvenuti a Creta, nel sito di Kommos, e in Sicilia a Cannatello, presso Agrigento.

Secondo larcheologo Giovanni Ugas gli Iliensi erano la più importante popolazione della Sardegna nuragica e sono forse da ricollegare con il popolo del mare degli Shardana, ampiamente citato nelle antiche fonti egizie.

                                     

1.3. Storia Età del ferro

Nelletà del ferro 900 a.C. circa, a seguito di sconvolgimenti sociali, in Sardegna venne introdotto un nuovo tipo di organizzazione politica, non più "monarchica" capi tribù, ma che ruotava intorno al parlamento del villaggio, nel quale unassemblea composta dagli anziani e dalle persone più influenti, si riuniva per discutere sulle questioni più importanti e sulla giustizia.

Secoli dopo Diodoro Siculo scrisse:

                                     

1.4. Storia Dominazione punico-romana

Come testimoniato dalle fonti antiche, sin dal VI secolo a.C. questa popolazione si oppose fieramente alla dominazione cartaginese. Dopo la fine della prima guerra punica, nel 238 a.C. i romani occuparono le principali fortezze puniche della Sardegna, ma le popolazioni dellinterno si opposero duramente anche ai nuovi invasori.

Nel 227 a.C., Sardegna e Corsica divennero la seconda provincia romana la prima era la Sicilia. Lo scoppio della seconda guerra punica le vittorie di Annibale provocarono nuovi fermenti di ribellione in Sardegna dove, dopo la disfatta romana nella battaglia di Canne, il proprietario terriero e militare sardo-punico Ampsicora, aiutato dai Cartaginesi e dagli Iliensi, organizzò una nuova rivolta. Nel 215 a.C. i ribelli furono sconfitti e massacrati nella battaglia di Decimomannu da Tito Manlio Torquato e così Cartagine perse definitivamente lisola.

Nel periodo romano gli Iliensi e i Balari continuarono a resistere e così nel 177 a.C. il console Tiberio Sempronio Gracco mise in atto una dura repressione che portò alluccisione e alla riduzione in schiavitù di circa 80.000 sardi. Gli Iliensi, comunque, non si piegarono mai del tutto e con letà imperiale e linizio di una fase di maggior penetrazione romana nellisola, si rifugiarono nei monti della Barbagia Barbaria e in quelli dellOgliastra.



                                     

1.5. Storia Alto medioevo

Lentroterra le sue popolazioni rimasero delle spine nel fianco anche per i Vandali che, dopo aver conquistato Cartagine, nel 456 occuparono le città costiere dellisola, senza però riuscire ad espugnare quellarea. Ed ebbero difficoltà anche i bizantini, imponendo facilmente il loro dominio sullisola, tranne che nei territori di Iliensi e Balari, le cui incursioni cessarono solo nel 594, quando uno dei loro più importanti capi, il cattolico Ospitone, fu convinto da papa Gregorio I San Gregorio Magno a fare la pace con i bizantini e far predicare il Cristianesimo tra la sua gente.

                                     

2. Fonti antiche

  • Pausania, Periegesi della Grecia, X, 17, 5: "I cartaginesi, nel periodo in cui erano più potenti, per mezzo della loro flotta sottomisero tutti coloro che si trovavano in Sardegna, ad eccezione degli Iliesi, localizzati nel Marghine e nel Goceano".
  • Gelasio Floris, frate agostiniano nel III libro del suo Componimento 1830, sostiene: ". Che questi - gli abitanti di Tortolì e di Lotzorai, ndr siano li antichi Iiiesi, tanto vantati da Plinio e altri autori, non occorre metterlo in dubbio, né discorrerne più, perché abbastanza lho dimostrato altrove, discorrendo delle colonie venute in Sardegna"

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