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ⓘ Neogrammatici




Neogrammatici
                                     

ⓘ Neogrammatici

I Neogrammatici furono un gruppo di linguisti tedeschi dellUniversità di Lipsia che, a partire dagli anni settanta del XIX secolo, diedero un notevole impulso allo sviluppo dellindoeuropeistica fino ad arrivare a definire una prima ricostruzione dellindoeuropeo, definita nei decenni seguenti ricostruzione "classica" e definitivamente sintetizzata nella monumentale opera Lineamenti di grammatica comparata delle lingue indogermaniche di Karl Brugmann e Berthold Delbrück.

Al movimento si fa riferimento anche con le espressioni Scuola neogrammaticale e Scuola di Lipsia.

                                     

1. Esponenti della scuola

I Neogrammatici furono:

  • Hermann Paul 1846-1921
  • Karl Brugmann 1849-1919
  • Wilhelm Braune 1850-1926
  • Berthold Delbrück 1842-1922
  • Eduard Sievers 1850-1932
  • Hermann Osthoff 1847-1909
  • August Leskien 1840-1916

Alla scuola neogrammaticale si riconducono anche gli studi di Otto Behaghel, Adolf Noreen e Karl Verner.

                                     

2. Principi teorici

I Neogrammatici, ispirati dalle contemporanee ricerche nel campo della filologia germanica che approdarono alla definizione della Legge di Grimm e della Legge di Verner, individuarono una serie di leggi che regolavano i rapporti fonetici nel passaggio dallindoeuropeo ricostruito alle lingue indoeuropee storiche; particolare rilievo ha la Legge di Leskien, secondo la quale il cambiamento fonetico, a parità di condizioni, avviene sempre con lo stesso risultato, senza eccezioni. Queste leggi fonetiche operano "con cieca necessità" Osthoff.

I Neogrammatici introdussero anche i principi, complementari alla Legge di Leskien, dellanalogia e del prestito.

I Neogrammatici polemizzarono con il tentativo dei primi comparatisti ad esempio Franz Bopp di individuare una "protolingua" pura che stesse alla base di sanscrito, greco, latino, germanico e persiano. Elaborarono il principio secondo cui la grammatica comparata serve a tracciare analisi diacroniche di lingue appartenenti ad una stessa famiglia. Al contrario, la conseguenza nefasta della ricerca di una lingua originaria e perfetta era, nelle parole di Brugmann, che "le recenti evoluzioni linguistiche erano trascurate, considerate con un certo disprezzo, come periodi esauriti, decaduti, senili". E Brugmann aggiunge che bisogna "una buona volta mettere al bando espressioni così nocive come giovinezza e vecchiaia delle lingue".