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ⓘ Chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco Saverio




Chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco Saverio
                                     

ⓘ Chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco Saverio

La chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco Saverio - già chiesa del Collegio dei Gesuiti di Genova - è un ex edificio religioso del centro storico di Genova, situato in via Balbi 3. Parte dellimpianto ha ospitato fino al 2014 una sezione della biblioteca studentesca dellUniversità degli Studi di Genova.

                                     

1. Storia e architettura

Lex chiesa del Collegio dei Gesuiti fu edificata tra il 1650 e il 1658 da Pietro Antonio Corradi forse su un originario progetto del suo già scomparso maestro Bartolomeo Bianco e sotto la supervisione del rettore del collegio padre Orazio Grassi; a navata unica e quattro cappelle laterali, oggi ospita una parte della biblioteca universitaria.

La decorazione degli interni fu iniziata a partire dal 1666. Lunica zona oggi visibile al pubblico è quella del coro, affrescata da Domenico Piola con la collaborazione del quadraturista bolognese Paolo Brozzi; chi accede al salone di lettura ha la possibilità di godere di una visione molto ravvicinata degli affreschi, così come normalmente capita soltanto ai restauratori mentre lavorano sulle impalcature. Se leffetto dinsieme del ciclo pittorico della chiesa è assai difficile da cogliere in tali condizioni, rimane comunque molto chiaro lintento celebrativo, attento sia alla magnificenza del committente - Francesco Maria Balbi, figlio di Giacomo - sia al programma religioso della Compagnia di Gesù.

Larco trionfale, posto in fondo alla chiesa, reca lo stemma della famiglia Balbi, sorretto e circondato da figure allegoriche ; al di sotto dellarco si trovano quattro figure a monocromo, probabilmente i profeti maggiori. Sulla volta al centro del coro è rappresentato Lincontro di san Francesco Saverio col re del Bongo, secondo la versione di Daniello Bartoli, storico della Compagnia di Gesù; nella realtà il santo incontrò lattendente dello Shōgun del Bungo Giappone. Il dipinto mostra il funzionario imperiale nellatto di tendere con un inchino le mani a San Francesco Saverio, mentre il bonzo - che incarna la "falsa" religione - viene allontanato; i dignitari di corte, sulla sinistra, fronteggiano i compagni del santo, guidati dal portoghese Odoardo Gama. Lepisodio ebbe grande fortuna nellagiografia gesuitica, poiché ben si prestava a simboleggiare la politica di evangelizzazione perseguita accanitamente dalla Compagnia.

Al di sotto dellaffresco centrale uno stuolo di angeli riprende liconografia del concerto celeste, a rafforzare lintento miracolistico della descrizione. La parete centrale sotto la volta è occupata dalle raffigurazioni di Fede cattolica, Sapienza divina, Carità e Fama buona, la cui presenza ribadisce il ruolo missionario della Compagnia di Gesù; sulle pareti laterali sono dipinti i dottori della Chiesa, inseriti in false architetture.

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