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ⓘ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile




Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e lo sviluppo economico sostenibile
                                     

ⓘ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e lo sviluppo economico sostenibile

L ENEA è un ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dellenergia, dellambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile, vigilato dal Ministero dello sviluppo economico. Commissariato nel settembre 2009, commissariamento terminato il 22 dicembre 2015, presidenti storici sono stati Colombo, Cabibbo, Rubbia e Paganetto.

                                     

1. Storia

La storia dellENEA è stata molto articolata e costellata di scioglimenti, commissariamenti e riorganizzazioni successive, in gran parte collegate alla travagliata vicenda della produzione dellenergia nucleare in Italia e alle politiche energetiche complessive del Paese.

                                     

1.1. Storia Le origini: il CNRN 1952-1959

Il Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari CNRN nasce nel 1952 allinterno del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR allo scopo di acquisire e diffondere conoscenze scientifiche sulle applicazioni pacifiche dellenergia nucleare. Fanno parte del CNRN Edoardo Amaldi, Bruno Ferretti, Felice Ippolito professore di Geologia Applicata allUniversità di Napoli e ling. Vittorio De Biasi. Alla presidenza è chiamato Francesco Giordani professore di Chimica allUniversità di Napoli ed ex-presidente dellIRI sotto il fascismo negli anni tra il 1939 e il 1943.

Nel 1953 si decide anche di costruire un acceleratore di elettroni e lIstituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN, che era stato istituito l8 agosto 1951, viene trasferito per questioni economiche sotto lamministrazione del CNRN. Parte così la realizzazione dei laboratori di Frascati sotto la direzione tecnico-scientifica dellINFN in particolare del prof. Giorgio Salvini ma con il finanziamento e la disponibilità di personale del CNRN. La realizzazione dellElettrosincrotrone viene completata nel 1959.

LINFN rimarrà per molti anni allinterno del CNRN e poi del CNEN occupandosi della ricerca fondamentale e usando circa un quarto delle sue risorse economiche. Le traversie del CNRN/CNEN avranno quindi una costante ricaduta sulla ricerca nucleare fondamentale italiana e questa mancata separazione tra ricerca di base e applicata causerà difficoltà nella valutazione dei risultati e nelle scelte sui finanziamenti.

Nel 1955 la Edison una società privata produttrice di energia elettrica inizia a programmare la costruzione della prima centrale elettronucleare in Italia un impianto monoreattore PWR da 257 MW di potenza elettrica netta ubicato a Trino per cercare di affermare il diritto dei privati a effettuare operazioni del genere e a contrastare le tendenze alla nazionalizzazione dellenergia elettrica. Nel 1956 anche lENI propone al Governo italiano la costruzione di una centrale elettronucleare.

Nel 1956 la presidenza del CNRN passa al senatore Basilio Focaccia "assolutamente digiuno di problemi nucleari". Nello stesso anno nasce ad Ispra anche il Centro Ricerche Euratom oggi Centro comune di ricerca, che è la prima infrastruttura per la ricerca del CNRN e viene ordinato un reattore nucleare sperimentale CP5 da 5MW alla American Car and Foundry. Nel 1957 si firmano i trattati di Roma che istituiscono il Mercato Europeo Comune e nasce così la Comunità europea dellenergia atomica CEEA o Euratom, un organismo che si affianca ai vari enti o commissioni nazionali senza sostituirli e assorbendo grandi quantità di finanziamenti pubblici anche italiani.

Sempre nel 1957 Adriano Buzzati Traverso ordinario di genetica presso lUniversità di Pavia diviene il direttore della neonata Divisione Biologica del CNRN, istituita allo scopo di studiare gli effetti delle radiazioni: nei bienni 1959–60 e 1960–61 vengono organizzati due corsi di specializzazione sugli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti a Pavia.

Nel 1958 vengono avviate le procedure per la costruzione delle altre due centrali nucleari italiane: una dellENI a Latina-Borgo Sabotino di tipo gas-grafite da 220 MW - 200 MW netti in rete - commissionata allazienda inglese Nuclear Power Plant Co."N.P.P.C." con la collaborazione e la direzione dei lavori dellAgip Nucleare e una dellIRI di tipo BWR da 150 MW commissionata allamericana General Electric al Garigliano. Avviene così che le tre centrali in costruzione usino tre tecnologie completamente diverse.

Nel 1959 nasce, nei pressi di Roma, il Centro Ricerche Casaccia assorbendo alcuni laboratori ubicati presso lUniversità di Roma e altri enti. Sempre nel 1959 viene inaugurato ad Ispra il reattore CP5 costato più di tre milioni di dollari.

                                     

1.2. Storia Dal CNRN al CNEN

Nel 1960 il Parlamento italiano trasforma il CNRN in Comitato Nazionale per lEnergia Nucleare CNEN, distaccandolo definitivamente dal CNR. Il presidente è il ministro dellIndustria che nel 1960 era Emilio Colombo mentre Ippolito continua a ricoprire il ruolo di Segretario Generale. Nello stesso anno il Governo italiano cede a condizioni abbastanza svantaggiose allEuratom il Centro Ricerche di Ispra e il reattore CP5 dopo soli pochi mesi dal suo completamento. La trattativa viene condotta in maniera poco trasparente e lesito causa grandi proteste sui giornali le dimissioni del direttore del centro di Ispra, il Prof. Salvetti.

Gran parte della ricerca tecnologica sviluppata ad Ispra viene trasferita nel Centro della Casaccia, che assume un ruolo ancora più rilevante. La Casaccia diventa il centro più importante per la ricerca nucleare applicata in Italia: i primi laboratori ad entrare in funzione sono il laboratorio di genetica fondato da Adriano Buzzati Traverso insieme a Gian Tommaso Scarascia Mugnozza e il laboratorio di elettronica.

Allinizio degli anni 60 viene sviluppata e costruita a Frascati una nuova macchina acceleratrice di particelle elementari denominata ADA Anello Di Accumulazione da 250 MeV che sarà la capostipite di tutti gli altri anelli di accumulazione che verranno costruiti nel mondo. Sempre negli anni 60 il CNEN realizza a Frascati, in collaborazione con EURATOM, il laboratorio Gas Ionizzati che è il primo nucleo di ricerca italiano ad occuparsi dei problemi della fusione termonucleare ed apre un centro a Bologna che orienta i suoi obiettivi allinformatica configurandosi come uno dei maggiori Centri nazionali di calcolo scientifico.

Contemporaneamente il CNEN si propone anche come struttura di sviluppo tecnologico in stretto collegamento con lindustria, per la progettazione e realizzazione di impianti nucleari e impianti per il ciclo del combustibile.

In questo settore il primo progetto avviato dal CNEN sempre sotto la guida del segretario generale Ippolito è denominato PRO e sorprendentemente riguarda la realizzazione di un reattore di un tipo ancora diverso dalle tre centrali in costruzione. PRO sta infatti per Progetto Reattore Organico, una tecnologia basata su uranio arricchito raffreddato con un fluido organico. Era una tecnologia su cui si lavorava solo negli USA e di cui si sapeva ancora poco ma si decide comunque di partire non con degli studi di base ma direttamente con la progettazione del reattore. Questa tecnologia fu abbandonata negli USA nel 1962 e fallì anche ad Ispra determinando una crisi irreversibile di quei laboratori.

Il secondo progetto varato dal CNEN è il PCUT e cioè il" Progetto Ciclo Uranio Torio” che allepoca era una tecnologia assolutamente marginale. Si decide comunque di realizzare un impianto per il riprocessamento del torio irraggiato. Non essendo in costruzione in Italia alcun reattore autofertilizzante a ciclo uranio-torio, limpianto che finirà per costare una trentina di milioni di dollari doveva servire a riprocessare del combustibile irraggiato in una piccola centrale statunitense quella di Elk River che poi andava riconsegnato agli statunitensi a fronte di un corrispettivo di un solo milione di dollari. Limpianto, denominato impianto ITREC, venne costruito nel centro ricerche della Trisaia a Rotondella in Basilicata.

Il terzo progetto è quello riguardante la costruzione di un impianto di riprocessamento degli elementi di combustibile nucleare esauriti provenienti non solo dai reattori di ricerca italiani ma anche da quelli del resto dEuropa. Il progetto, chiamato EUREX, viene avviato con la costruzione nel 1963 dellimpianto a Saluggia ma in seguito fallisce visto che le richieste di ritrattamento dal resto dEuropa risultano minime limpianto verrà chiuso definitivamente nel 1983.

Nel novembre del 1962 vengono nazionalizzate le aziende operanti nella produzione, commercializzazione, distribuzione e trasporto di energia elettrica e viene istituita lENEL. Ippolito entra a far parte del consiglio di amministrazione dellENEL e per legge si deve dimettere dallincarico di Segretario Generale del CNEN. Lo fa ma si fa subito riassumere come consulente con gli stessi compiti.

Nel 1962 entra in funzione la centrale di Latina, nel 1963 quella di Sessa Aurunca e nel 1964 quella di Trino. Le tre centrali furono pagate molto care e produssero energia nettamente più costosa di quella prodotta da impianti convenzionali a quel tempo il petrolio costava solo 2 dollari al barile ma furono utili per ottenere una conoscenza approfondita dei problemi connessi allesercizio di impianti di questo tipo.

Nellagosto del 1963 il segretario del partito socialdemocratico Saragat sferra, tramite i giornali, un attacco alla validità economica della costruzione delle tre centrali nucleari e pochi giorni dopo un suo collega di partito, il deputato Preti, bolla il piano quinquennale del CNEN come un insieme di "iniziative azzardate". Lirregolarità della posizione di Ippolito e cioè lincompatibilità ENEL-CNEN viene usata per sospenderlo dallincarico nel CNEN. Subito dopo viene istituita una commissione di indagine ministeriale. Laccertamento di irregolarità amministrative nella gestione del CNEN e di assunzioni di personale" segnalato” da politici che poi, in due casi, non si presenta neanche al lavoro porta allapertura di un processo penale nei confronti di Ippolito. È bene notare che, legalmente, il primo responsabile delle irregolarità amministrative è il presidente Emilio Colombo che però," stranamente”, non viene rinviato a giudizio.

Ippolito viene sostituito, nominando vicepresidente, nel febbraio 1964, il professor Carlo Salvetti.

Il 29 ottobre 1964 Felice Ippolito viene condannato a 11 anni e 4 mesi di prigione senza le attenuanti generiche, il che sembra a molti osservatori una pena sproporzionatamente alta. In appello la pena verrà ridotta a cinque anni e tre mesi e, dopo due anni e venti giorni trascorsi nel carcere di Rebibbia, Ippolito viene liberato. Infine, nel 1968, riceverà la grazia dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, lo stesso che aveva avviato la campagna contro di lui. Bisogna notare che allincirca nello stesso periodo avvengono sia lattentato il 27 ottobre 1962 al presidente dellENI Enrico Mattei che larresto l8 aprile 1964 per "peculato" di Domenico Marotta, direttore dellIstituto Superiore di Sanità ISS, nato da un finanziamento della Rockefeller Foundation e che aveva avuto ottimi risultati di ricerca e una gestione efficiente. Questi eventi sono stati spesso interpretati come azioni ispirate dagli Stati Uniti dAmerica e appoggiate dal Governo italiano per limitare lo sviluppo e lautonomia scientifica e tecnologica dellItalia e per difendere gli interessi degli USA a venderci tecnologie nucleari e a sostenere le loro compagnie petrolifere. Non va dimenticato inoltre che Mattei e Ippolito avevano anche avuto un ruolo determinante rispettivamente nell"accordo tripartito" e nellavvio del progetto del sottomarino "Guglielmo Marconi".

Dopo la sostituzione di Ippolito vengono istituite delle commissioni per effettuare una revisione dei programmi che nel 1964 producono i seguenti risultati:

  • Avvio di unattività di ricerca sui reattori veloci che pochi anni dopo porterà allavvio del progetto PEC Prova Elementi di Combustibile. Si tratta di un progetto molto ambizioso che prevede la costruzione di un reattore veloce di prova che doveva entrare in funzione nel 1972.
  • Continuazione del progetto EUREX estendendolo anche al riprocessamento dei combustibili delle centrali di potenza.
  • Cancellazione del progetto per la realizzazione del reattore PRO visti i costi enormi previsti per il suo completamento. Si mantiene invece la ricerca di base sui moderatori e refrigeratori organici.
  • Impegno in un nuovo progetto sul reattore nucleare CIRENE CIse REattore a NEbbia inizialmente lasciato al CISE che lo aveva concepito. Si tratta di un reattore ad uranio naturale in cui il liquido refrigerante è un gas contenente una frazione liquida in sospensione. Il progetto passerà al CNEN nel 1967 quando si deciderà anche di costruire un reattore prototipo da 35 MW.
  • Continuazione del progetto PCUT visto linteresse degli americani ed il contributo già assegnato dallEURATOM. Tuttavia la decisione si rivelerà infelice dato che il progetto causerà un passivo 15 volte maggiore delle previsioni e che gli elementi riprocessati saranno alla fine inservibili per gli americani.

In questi anni il mondo è preso da un grande entusiasmo per le prospettive dellenergia nucleare e lItalia non fa eccezione. Si creano però due schieramenti tecnologici-produttivi. Il primo costituito da FIAT-Tosi-Marelli basato sulla licenza PWR-Westinghouse, e laltro basato sulla licenza BWR General Electric formato dallIRI-Ansaldo e dallENI per il combustibile nucleare.

Il 4 agosto 1967, Ansaldo Meccanico Nucleare dellallora gruppo IRI-Ansaldo e General Electric costituiscono, tramite joint venture, una società Fabbricazioni Nucleari S.p.A. per la fabbricazione di elementi di combustibile in un nuovo stabilimento ubicato a Bosco Marengo in provincia di Alessandria.

Nel 1967 il presidente dellENEL annuncia in modo ufficiale che il suo Ente avrebbe ordinato almeno una centrale elettronucleare allanno.

La lotta tra le Partecipazioni Statali appoggiate dalla lobby genovese e dal PCI e la FIAT è però molto accanita e ritarda le decisioni: continuerà fino alla sconfitta definitiva della FIAT che lascerà il campo nel 1980. Solo nel 1970 lENEL inizia la costruzione della centrale elettronucleare di Caorso 850 MW con la tecnologia BWR:il suo completamento richiederà più di otto anni. È da notare che nel periodo 1967-71 furono costruite 30 centrali in Francia e 15 in Germania).

A rallentare ulteriormente le iniziative italiane concorre in quegli anni una lotta tra lIRI e lENI che tenta di fare tutto da sola accordandosi con una società tedesca per costruire anche i reattori. La ripartizione dei compiti IRI per le centrali ed ENI per il combustibile viene formalizzata dal CIPE nel 1971.

Nel 1971 lINFN viene separato dal CNEN divenendo un ente pubblico con una sua personalità giuridica e nellanno successivo i laboratori di Frascati vennero divisi, non senza problemi, tra CNEN ed INFN.

Nel 1972 nasce la Nucleare Italiana Reattori Avanzati 50% Ansaldo e 50% Agip Nucleare per lo studio e la sperimentazione dei reattori veloci.

Nel 1973, in occasione della guerra del Kippur, i paesi arabi impongono un embargo petrolifero e causano la prima crisi petrolifera con il raddoppio del prezzo del gasolio. Di fronte allevidenza del problema della sicurezza degli approvvigionamenti di idrocarburi il Governo Italiano rilancia il programma nucleare. Il piano chiaramente velleitario vista la situazione industriale italiana verrà definito un paio di anni dopo sotto lallora ministro dellindustria Donat Cattin e prevede la realizzazione di 20 centrali nucleari da 1000 MW al ritmo di due ogni anno.

Negli stessi anni, a Frascati, il CNEN avvia il progetto e la realizzazione della grande macchina per la fusione termonucleare a confinamento magnetico, a geometria toroidale, FT Frascati Tokamak che entrerà in funzione nel 1977.

Nel 1974 un gruppo di ricercatori del CNEN, insieme al professor Scarascia, decide di irraggiare le sementi della varietà di frumento usata per produrre il grano duro frumento Cappelli con neutroni in modo da ottenere una mutazione che avesse caratteristiche più favorevoli. Lesperimento ebbe successo, furono ottenute sementi adatte allo scopo e successivamente ibridizzate con varietà messicane fino ad ottenere una nuova varietà denominata" Creso” dalle caratteristiche eccezionali. Il Creso si imporrà sul mercato ed è ora usato per circa il 90% della produzione nazionale di grano duro.

Il 2 agosto 1975 il CIPE decide di avviare la realizzazione della quinta centrale italiana con una potenza di mille megawatt localizzata a Montalto di Castro.

Comincia però a crescere rapidamente un movimento di opposizione al nucleare trainato da partiti, sindacati, associazioni ed enti locali. Le contestazioni impongono una battuta darresto alla progettazione della centrale, che ottiene il nulla osta soltanto nel febbraio 1979, seguito poi dallavvio effettivo dei lavori nella seconda metà del 1981.

In questo periodo, con la gestione Clementel, il CNEN avvia molte collaborazioni con lindustria pubblica del gruppo IRI finendo però per ridursi al ruolo di semplice finanziatore: in particolare il progetto del reattore nucleare CIRENE viene affidato per la realizzazione industriale al gruppo Ansaldo mentre il progetto PEC per la realizzazione di elementi di combustibile per reattori veloci viene affidato alla NIRA.

Nel frattempo lindustria nazionale viene coinvolta nella realizzazione che durò dal 1974 al 1981 della centrale veloce europea "Superphoenix" presso Lione da parte del consorzio NERSA di cui la EDF deteneva il 51% ed ENEL il 33%.

In Italia però il nucleare non riesce a svilupparsi. Le cause sono molteplici. Ci sono indecisioni strategiche sul tipo di reattori da realizzare e sulla scelta tra acquisto delle licenze allestero da General Electric e da Westinghouse lo sviluppo più lento di una soluzione italiana. Ci sono contrasti su come spartire gli appalti. Cè anche, nel 1976, la decisione del Presidente degli USA, G.R. Ford, di privatizzare il nucleare statunitense con la conseguente perdita della garanzia governativa USA sui finanziamenti internazionali che avrebbero dovuto sostenere il Piano Nucleare Italiano. Ma soprattutto cè la opposizione degli enti locali ad accogliere sul proprio territori i nuovi impianti.

Il Programma viene ridotto prima a 12 centrali da 1000 MW e in seguito a sole 6 centrali.

Il ridimensionamento del Programma Nucleare nazionale mette in crisi le attività del CNEN e nel 1978 la stessa definizione istitutiva del Comitato viene posta in discussione pubblicamente con la presentazione di diverse iniziative di legge per cambiare lassetto istituzionale del CNEN ed in parallelo con iniziative di legge per la creazione di nuovi organismi governativi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili ed in particolare dellenergia solare.

Il 20 ottobre 1978 il ministro dellIndustria, Carlo Donat Cattin, presenta al Consiglio dei ministri un Ddl di iniziativa governativa che prevede lallargamento delle attività del CNEN al settore delle fonti di energia rinnovabile, ed in particolare allenergia solare con la costruzione di un apposito Centro di Ricerca nel mezzogiorno.

A metà del 1978 viene chiamato a presiedere il CNEN il Prof. Umberto Colombo, già Direttore dellIstituto Donegani e delle ricerche della Montedison, membro del Gruppo di Roma sui Limiti dello Sviluppo di Aurelio Peccei.

Nel 1979, in seguito al blocco della produzione petrolifera dellIran per lo scoppio della rivoluzione e la successiva guerra con lIraq, esplode la seconda crisi petrolifera che ripropone la discussione sulla situazione energetica italiana, sulla dipendenza dal petrolio e sulle possibili opzioni alternative. Inoltre nel 1979 avviene lincidente di Three Mile Island che fornisce nuova spinta alle contestazioni ambientalistiche al nucleare.

Il 15 novembre 1979 cè unaudizione del prof. Colombo alla Commissione Industria del Senato sulle prospettive delle energie alternative in Italia. Il prof. Colombo, in accordo con le tesi precedentemente avallate da Donat Cattin, sostiene la necessità nazionale dello sviluppo delle energie alternative e del risparmio energetico e lopportunità di assegnare al CNEN tale compito vista lesistenza nellEnte di competenze e strutture, vista la funzione di cerniera esercitata dallEnte tra il mondo della ricerca e quello dellindustria, e vista la possibilità di riconvertire alcune strutture tecnico-amministrative dellEnte per abbreviare i tempi.

Il CIPE accetta queste tesi sulle fonti rinnovabili al CNEN nel 1980 e stanzia i relativi finanziamenti. La mancata creazione di una nuova istituzione indipendente, come in altri paesi, e lassegnazione al CNEN della competenza sul solare" non mancherà di avere ripercussioni sulla reale possibilità operativa delle strutture preposte dallEnte ad operare sullenergia solare" a fianco”, ma in realtà in una sorta di" conflitto dinteresse” di carattere soprattutto culturale, con le attività ben più consistenti che operavano già da molti anni sul nucleare”.

Il Piano Energetico Nazionale, approvato dal CIPE e dal Parlamento nel dicembre 1981, oltre ad indicare il programma di realizzazione delle nuove Centrali Nucleari per gli anni 90, introduce il concetto di impianto standard o unificato.

Uno degli obiettivi definiti dal Piano è infatti quello di sviluppare un Progetto Unificato Nucleare, basato sul sistema PWR, identico per tutto il pacchetto delle prossime 7 o 8 unità, salvo quegli adattamenti che potranno essere richiesti in relazione ai singoli siti. La prima centrale del Programma Nucleare Unificato dellENEL sarebbe dovuta sorgere al posto della vecchia centrale di Trino e si avviano anche i primi lavori preparativi per il cantiere.



                                     

1.3. Storia Dal CNEN allENEA Energia Nucleare ed Energie Alternative

Il 5 marzo 1982 il CNEN si trasforma in ENEA comitato nazionale per la ricerca e lo sviluppo dellEnergia Nucleare e delle Energie Alternative e si occupa, da quel momento, non più soltanto di energia nucleare ma anche di fonti rinnovabili, uso razionale dellenergia e impatto ambientale. Il presidente è sempre il professor Umberto Colombo. Il direttore generale è Fabio Pistella.

In realtà già dal settembre del 1981 era stato costituito il Dipartimento Fonti Alternative Rinnovabili e Risparmio Energetico FARE, guidato dal professor Ugo Farinelli e vengono costituite al suo interno una divisione per le attività di ricerca sul fotovoltaico e una per gli impianti eolici, fotovoltaici Delphos e di accumulo elettrico.

Nel marzo 1982 lENEA delibera la costruzione del Centro di Portici per le ricerche sul fotovoltaico. Il centro diverrà pienamente operativo nel 1988.

Negli anni seguenti lENEA riceve finanziamenti cospicui a fronte di metà del personale, CNR e ENEA godevano degli stessi finanziamenti la maggior parte dei quali si riversano nelle aziende private attraverso la voce" promozione industriale”. LENEA si caratterizza per il nuovo contratto" privatistico” che lo allontana progressivamente dal mondo della ricerca pubblica. I ricercatori ed i tecnologi vengono incoraggiati a trasformarsi in" gestori di denaro pubblico”, i tecnici in amministrativi. I nuovi dirigenti sono nominati direttamente dal Consiglio di Amministrazione.

Nel Centro di Frascati le competenze dei nuclei di servizio per lo storico Elettrosincrotrone e per il Tokamak, si sviluppano in altre attività nel campo della superconduttività, della spettroscopia molecolare, dei laser e di innovative macchine acceleratici. Vengono sviluppati e realizzati, per la prima volta in Italia, un laser a centri di colore ed un laser ad elettroni liberi. A partire dal 1985 vengono, inoltre, sviluppati laser di potenza ad eccimeri per utilizzazioni scientifiche ed applicative.

Il 26 aprile 1986 avviene il disastro nella centrale elettronucleare di Černobyl. Limpressione è enorme e parte immediatamente una raccolta di firme per un referendum.

In sostanza i quesiti chiedevano:

  • Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidano nei tempi stabiliti?
  • Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
  • Volete che venga abrogata la norma che consente allENEL di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari allestero?

Il referendum si svolge nel novembre 1987 e la vittoria dei Sì è schiacciante rispettivamente l81%, l80% e il 72%. Questo evento viene usato per dare un colpo definitivo ad ogni residua velleità nucleare, al di là del contenuto specifico dei quesiti referendari. La vittoria dei Sì viene cioè utilizzata come un mezzo per uscire da una situazione difficile vista la riluttanza degli enti locali a concedere lautorizzazione alla costruzione delle centrali nucleari. I lavori a Trino-2 vengono interrotti e successivamente il governo farà chiudere nel 1990 anche le centrali di Caorso e di Trino-1. Contemporaneamente la costruzione della nuova centrale elettronucleare di Montalto di Castro viene riconvertita con spese enormi in termica tradizionale. Più in generale viene cancellato lintero programma nucleare italiano Progetto Unificato Nucleare – PUN e viene cancellata la partecipazione al consorzio NERSA – Superphenix la centrale aveva iniziato a produrre energia solo nel 1985 lavorando a meno del 30% della sua potenza massima. Viene stabilita la chiusura degli impianti ENEA di ricerca sul ciclo del combustibile nucleare impianto EUREX a Saluggia VC, impianto di Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo, impianti IPU e Opec di Casaccia Roma e impianto ITREC nel C.R. Trisaia). Anche la tecnologia dellarricchimento isotopico delluranio mediante laser, che era arrivata alla fase finale di sviluppo, viene abbandonata. Infine il progetto del reattore nucleare CIRENE, arrivato dopo quasi trenta anni di lavoro ad un passo dal suo completamento e costato 600 miliardi di lire di allora, viene definitivamente abbandonato: i costosissimi resti del prototipo stanno ancora nelle vicinanze di Latina.

Nel 1989, a Frascati, viene messa in funzione la macchina a confinamento magnetico di tipo avanzato FTU Frascati Tokamak Upgrade.

                                     

1.4. Storia DallENEA allENEA Ente per le nuove tecnologie, lenergia e lambiente

Labbandono delle attività di ricerca sul nucleare porta nel 1991 a una nuova legge di riforma L. 282 del 25 agosto 1991 dellEnte. Lacronimo viene mantenuto ma il suo significato diventa "Ente per le nuove tecnologie, lenergia e lambiente". Vengono creati tre grandi dipartimenti per la ricerca nel campo delle nuove tecnologie Dipartimento Innovazione ex Area Innovazione, dellambiente Dipartimento Ambiente ex Area Ambiente e dellenergia Dipartimento Energia ex Area Energia.

Il processo di riconversione dellEnte accelera ulteriormente. In questo frangente alcuni ricercatori, principalmente quelli iscritti allassociazione ANPRI, sostennero che il suddetto processo pesasse sulle capacità dei singoli ricercatori e tecnologi con risultati disomogenei, talora eccellenti, ottenuti spesso contro la stessa struttura gerarchica, incapace di fornire obiettivi credibili. Le attività di ricerca cominciano ad essere svolte da gruppi molto più piccoli e flessibili di quelli tipici della ricerca in campo nucleare ma lorganizzazione centralizzata, gerarchica e burocratica dellENEA rimane immutata.

Nel maggio 1993 il prof. Nicola Cabibbo viene nominato presidente dellENEA Governo Ciampi

Nel 1994 lENEA DISP Dipartimento di sicurezza e protezione viene conglobato nella costituenda Agenzia nazionale protezione ambientale ANPA, Legge 61/94, oggi Agenzia per la Protezione dellAmbiente e per i servizi Tecnici APAT, D.Lgs. 300/99. Parte delle risorse vengono così dirottate verso unaltra istituzione più orientata al servizio che alla ricerca, impoverendo la ricerca ambientale nellEnte e nel Paese.

Nel 1998, nellambito del riordino degli enti pubblici di ricerca del Governo di centro-sinistra Prodi, viene predisposta una nuova riforma dellENEA. La" nuova” missione dellEnte d.lgs. 36/1999 assegna allENEA nuove finalità, tra cui la ricerca sullo" sviluppo sostenibile”. LENEA, in ragione della sua peculiarità e della sua complessità strutturale ed organizzativa, non viene inserito nel comparto degli EPR e mantiene la vecchia organizzazione dopo uniniziale proposta di ristrutturazione addirittura in" ente economico” come società per azioni. Lo stesso Governo aveva già promosso inoltre, con la legge Treu, la dislocazione dei ricercatori pubblici presso le piccole e medie imprese mentre analoghi istituti per la mobilità verso altri Enti pubblici di ricerca non vengono attivati. Le successive riorganizzazioni dellEnte e il suo quadro istituzionale anomalo contribuiscono a determinare un progressivo isolamento del personale dal resto del mondo scientifico e un forte deterioramento della sua immagine esterna e interna.

                                     

1.5. Storia La presidenza Rubbia

Nel luglio 1999 il Presidente del Consiglio Massimo DAlema, con ferma convinzione di risolvere i problemi dellEnte, nominò presidente dellENEA il professor Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica nel 1984. Nellagosto 1999 viene perfezionata la nomina del dottor Renato Strada a direttore generale.

Rubbia inizia un programma di revisione dei principali obiettivi tecnico-scientifici per definire le nuove priorità dellEnte effettuando innanzitutto un censimento dei progetti in corso: si vede che ce ne sono ben 751 per circa 800 ricercatori. Inaugura poi un nuovo approccio "bottom-up" per lanalisi, lapprovazione e la gestione dei progetti di ricerca tecnico-scientifici, che prevede proposte da parte dei ricercatori valutate poi da Commissioni di esperti scelti dalle strutture tecnico-scientifiche. Dichiara anche di voler ridurre la burocrazia, attuare un decentramento delle responsabilità gestionali con valutazioni periodiche dei risultati raggiunti ed aumentare la circolazione delle informazioni. Si cominciano anche ad effettuare molte riunioni tecniche con la partecipazione di Rubbia e a volte le stesse riunioni del CdA sono precedute da seminari tecnici.

Il 19 ottobre 1999 viene presentato il piano di riorganizzazione dellente.

Il primo novembre 1999 viene istituita in ottemperanza al decreto legislativo n. 79 del 16 marzo 1999 la SOGIN Società Gestione Impianti Nucleari SpA. Si tratta di una Società per azioni con unico socio il ministero dellEconomia e delle Finanze che ha il compito di sovrintendere alla gestione dei rifiuti nucleari e allo smantellamento degli impianti nucleari obsoleti. Il responsabile è un militare, il generale Carlo Jean. Parte del personale ENEA viene trasferito alla SOGIN. A SOGIN vengono conferite le quattro centrali nucleari italiane di Trino, Caorso, Latina e Garigliano.

Il processo di valutazione delle proposte progettuali in ENEA viene avviato nel febbraio del 2000. Nel giugno del 2000 dissapori tra Rubbia e DG portano alla revoca allincarico di questultimo. Il 30 agosto del 2000 viene nominato un nuovo DG, lIngegner Gaetano Tedeschi. Il processo di valutazione dei progetti termina il 15 novembre 2000. Alcuni progetti proposti dalla base vengono approvati e finanziati ma non riceveranno mai le necessarie risorse umane.

Nel novembre del 2000 viene inserito nellultima finanziaria del governo di centro-sinistra un emendamento che recita:" … lENEA è inoltre obbligato a predisporre un piano di ristrutturazione della propria organizzazione e della propria attività finalizzato alla concentrazione su un numero limitato di rilevanti progetti di ricerca, di sviluppo tecnologico e di trasferimento dellinnovazione”. Viene previsto anche il relativo finanziamento di 200 miliardi di lire.

In effetti Rubbia cerca di varare alcuni altri grandi progetti e li segue personalmente, tra cui per esempio" Archimede”, TRADE, Idrogeno e Celle a combustibile e Phocus.

Il progetto Archimede è dedicato alla generazione di energia elettrica da luce solare concentrata solare termodinamico. È il progetto di maggior costo sostenuto nel periodo: approvato dallENEA nel settembre del 2001 viene inizialmente finanziato con 15 milioni di euro, sino ad arrivare a circa 20 milioni di euro. Viene costituito un gruppo di ricerca abbastanza numeroso e affiatato che in due anni produce molti brevetti e un impianto prototipo in Casaccia. Nel 2003 viene formalizzata una joint-venture ENEA-ENEL per la realizzazione del primo impianto industriale a Priolo attualmente in corso di realizzazione.

Il progetto TRADE Triga Accelerator Driven Experiment si propone di risolvere il problema delle scorie nucleari" bruciandole” in un sistema ADS Accelerator Driver System chiamato a volte anche Rubbiatron cioè in reattore sottocritico investito però da un flusso di neutroni prodotto da un acceleratore esterno. In questo modo non solo si eliminano le scorie ma si può anche avere una generazione netta di energia. Il progetto, che prevede di usare il piccolo reattore Triga tuttora funzionante in Casaccia accoppiato ad un ciclotrone, viene varato coinvolgendo 46 partner da 14 paesi e viene approvato e finanziato dalla EU con 23 milioni di euro.

Il progetto Idrogeno verte invece sulla generazione di idrogeno da energia solare e sulle possibili tecnologie di accumulo, mentre il progetto Phocus riguarda un prototipo di impianto fotovoltaico a concentrazione che verrà effettivamente completato nel 2006.

Da queste iniziative appare evidente che Rubbia vuole configurare lENEA come un ente che si occupa di energia, trascurando le altre attività. Questo provoca un certo risentimento nei dirigenti e nel personale che si occupano di altro.

Nellottobre del 2001 Rubbia a causa di contrasti con il CdA rassegna le dimissioni e viene poi subito rinominato Commissario dal Governo di centro-destra Berlusconi

L8 ottobre del 2002 si arriva ad una tregua tra Rubbia e CdA con la nomina a" direttore generale facente funzioni” dellingegner Giovanni Lelli.

Nel 2003 lENEA viene nuovamente riordinato D.Lgs. 3 settembre 2003 n. 257. Il varo della legge porta ad un periodo di gravissima crisi dellente. La legge viene criticata aspramente da Rubbia per esempio in unaudizione del 13 aprile 2005 alla X commissione della Camera per lincredibile rigidità e burocraticità dellorganizzazione. Dice Rubbia: ”Un elemento di criticità è che sia la struttura organizzativa interna che i principali meccanismi di funzionamento vengono rigorosamente definiti dalla legge mentre è demandato al regolamento un insieme di norme attuative anche di estremo dettaglio”.

Un secondo elemento negativo della legge è lattribuzione di quasi tutti i poteri al CdA. Considerando che per la nomina dei membri del Consiglio non viene richiesta alta qualificazione scientifica e manageriale e considerando il loro numero 8 membri esiste unalta probabilità che il CdA non abbia la capacità e laccordo per guidare lEnte. Si ritorna così alla situazione precedente alla riforma del 1999 che era stata modificata a favore dei poteri del presidente proprio dopo aver verificato che portava a frequenti conflitti.

Lultimo aspetto negativo è la mancanza di un mandato preciso per lENEA come testimoniato dalla impressionante varietà dei compiti attribuitigli dalla legge ben 12 voci.

Gli unici due aspetti positivi della legge sono la previsione della valutazione del Comitato Interministeriale della Valutazione della Ricerca CIVR e laffermazione, nellarticolo 21, che lENEA va inserito in uno dei comparti di contrattazione pubblica: finalmente si avvia il passaggio ad un contratto di lavoro uguale a quello degli altri Enti di Ricerca.

Nel 2003 vengono affidati in gestione alla SOGIN gli impianti di ricerca ormai inattivi da 15 anni sul ciclo del combustibile di Enea. Il 16 settembre 2004, acquisendo il 60% delle azioni di Nucleco S.p.A., si costituisce il Gruppo Sogin. Nel 2005 la SOGIN acquisisce anche limpianto di fabbricazione del combustibile di Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo.

Il 12 febbraio 2004 finisce il periodo di commissariamento e viene insediato un nuovo CdA con presidente il professor Carlo Rubbia Governo Berlusconi.

I contrasti tra il Cda dellEnea e il presidente, Carlo Rubbia, ricominciano. Il dissenso verte soprattutto sulla nomina del direttore generale: Rubbia non intende accettare la nomina definitiva di Giovanni Lelli. Laltro motivo di scontro è il peso da dare ai progetti voluti da Rubbia secondo voci attendibili il CdA vuole assegnargli pochi ricercatori. In particolare il progetto TRADE incontra lopposizione dei membri del CdA Clini e Scibetta nominati dal Ministro dellambiente Matteoli. Nel gennaio del 2005 il progetto viene definitivamente cancellato dal CdA contro il parere di Rubbia.

Il braccio di ferro arriva fino al ricorso al TAR di Rubbia contro il CdA per annullare la nomina di Lelli a direttore generale. Rubbia il 17 giugno 2005 destituisce Lelli, nominato dal CdA, e cerca di nominare direttore generale Francesco Troiani.

Una settimana dopo il CdA di ENEA sconfessa la nomina di Francesco Troiani a direttore generale fatta da Rubbia e conferma invece Lelli.

Seguendo liniziativa di alcuni dirigenti ENEA, circa un terzo dei dipendenti ENEA firma una lettera indirizzata al ministro per chiedere la sostituzione di Rubbia per i problemi organizzativi e dimmagine che il Premio Nobel aveva causato durante la sua permanenza allENEA.

Il 15 luglio 2005, di fronte a tale problematiche, il Governo Berlusconi commissaria lente ed estromette Rubbia, che lascia il suo incarico scrivendo una lettera aperta su La Repubblica.



                                     

1.6. Storia La presidenza Paganetto

Il 29 luglio 2005 viene nominato commissario il professor Luigi Paganetto professore ordinario di economia politica allUniversità degli Studi di Roma "Tor Vergata". Vicecommissari sono il dottor Corrado Clini e Claudio Regis.

Il 14 ottobre 2005 Paganetto conferma Lelli come direttore generale. Nel maggio 2006 con un anno e mezzo di ritardo viene emanato il regolamento di funzionamento dellENEA previsto dalla legge e nel giugno 2006 si inizia lultima riorganizzazione ENEA. Entrambe le cose rimangono comunque sulla carta e lENEA verrà" soppresso” prima che si possa dargli attuazione.

Nel luglio del 2006 LENEA acquisisce il 51% delle azioni di CESI ricerche S.p.A.

Nel novembre del 2006 Paganetto, per cercare di focalizzare le attività, istituisce 18 Grandi Progetti ENEA. Essi però non dispongono né di finanziamenti né di personale proprio. Anche i capi progetto indicati sono temporanei e responsabili solo dello start-up ". I 18 progetti non raggiungeranno mai alcuna consistenza e scompariranno nel nulla.

Nel gennaio 2007 Paganetto viene nominato presidente dellENEA dal Governo Prodi. DG rimane lingegner Lelli fino alla fine del 2007. Nel gennaio 2008 Lelli viene sostituito dallingegner Maurizio Urbani. Sotto la presidenza di Paganetto il 24 febbraio 2009 viene firmato il CCNL del Comparto Ricerca che, dopo un lunga attesa, riporta lENEA nella stessa famiglia contrattuale degli altri enti di ricerca.

                                     

1.7. Storia Il tentativo di ritorno al nucleare e il commissariamento Lelli

Il 2 luglio 2008 il nuovo Governo Berlusconi presenta il "ddl sviluppo". Esso contiene un articolo riguardante lennesima riforma dellENEA in vista del ritorno dellItalia al nucleare. LArt. 37 che definisce il mandato della nuova agenzia ENEA dice infatti che essa è" un ente di diritto pubblico finalizzato alla ricerca e allinnovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dellenergia, con particolare riguardo al settore nucleare, e dello sviluppo sostenibile”. Larticolo 29 della stessa legge inoltre istituisce unAgenzia per la sicurezza nucleare" per la regolamentazione ….delle attività concernenti gli impieghi pacifici dellenergia nucleare. ” I dipendenti di questa agenzia dovevano provenire dallIspra e dallENEA 50 unità per ognuna. Infine lart. 38 definisce le nuove linee di politica energetica dellItalia: cattura e stoccaggio della CO 2, nucleare da fissione, fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

Il 6 marzo 2009 il DG Maurizio Urbani si dimette per contrasti insanabili con i dirigenti ENEA ed il suo posto viene preso come f.f. dal capo del personale Giuseppe Tedesco.

Il 30 giugno 2009 scadono gli incarichi di tutti i capi dipartimento e il DG f.f. Tedesco ne assume temporaneamente le funzioni. In pratica lENEA è completamente decapitato in attesa del varo della nuova legge di riforma da parte del Governo Berlusconi.

Dopo un anno di discussioni, il "ddl sviluppo" diventa la Legge 23 luglio 2009, n. 99, operativa dal 16 agosto 2009. Questo porta, il 16 settembre 2009, alla fine della presidenza del professor Paganetto e al decreto di commissariamento dellente, firmato dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola: lENEA Ente per le Nuove tecnologie, lEnergia e lAmbiente è quindi sostituita dalla "Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e lo sviluppo economico sostenibile ENEA". Lingegner Giovanni Lelli viene nominato commissario della neonata agenzia, coadiuvato nei suoi compiti da due sub commissari: il dott. Enrico Elli e lAvv. Pietro Maria Putti. Altro effetto immediato della legge è la decadenza del CdA Sogin. Il 4 settembre il ministro Scajola procede al suo commissariamento: Il commissario Mazzuca proviene da Finmeccanica e dallAnsaldo Nucleare.

Il proposito del ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola era quello di costruire 8-10 nuovi reattori e arrivare a una produzione di energia elettrica da nucleare in Italia pari al 25% del totale. A questo scopo vengono anche siglati due accordi internazionali: uno tra Enel-Edf per la costruzione di almeno 4 reattori EPR ed uno tra Ansaldo Nucleare e Westinghouse per la costruzione di altri 4 reattori con la tecnologia americana.

I ricorsi delle regioni su vari aspetti delle leggi ritenuti incostituzionali portano a delle modifiche legislative ma non riescono a bloccare lazione del governo. Di conseguenza LItalia dei Valori il 9 aprile 2010 presenta una proposta di referendum per abrogare il nuovo programma elettronucleare italiano. La data per lo svolgimento del referendum viene fissata per il 12 e 13 giugno 2011. Poco prima del referendum avviene il disastro di Fukushima Dai-ichi presso la centrale nucleare omonima a seguito del terremoto e maremoto del Tōhoku dell11 marzo 2011. Il referendum si tiene ugualmente e il quesito viene approvato con un quorum di circa il 54% di votanti e una maggioranza di oltre il 94% determinando la chiusura del nuovo programma nucleare. Lingegner Lelli mantiene il ruolo di commissario per quasi 5 anni.

                                     

1.8. Storia Il commissariamento Testa

Il 6 agosto 2014 il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi del Governo Renzi nomina commissario Federico Testa, in attesa di una ridefinizione del ruolo dellENEA nellambito di un più generale riordino di tutti gli enti di ricerca pubblici.

Il 1º luglio 2015 entra in vigore la nuova struttura organizzativa dellENEA che prevede la suddivisione della parte tecnico-scientifica in tre dipartimenti: Dipartimento Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare FSN, Dipartimento Tecnologie Energetiche DTE, Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali SSPT. La nuova struttura comprende anche unUnità Tecnica Efficienza Energetica UTEE, unUnità Certificati Bianchi, unUnità Tecnica Antartide, un Istituto di Radioprotezione. A dicembre 2015 la UTEE diventa il quarto dipartimento con il nome di Dipartimento Unità Efficienza Energetica DUEE.

                                     

1.9. Storia Fine del commissariamento

Il 22 dicembre 2015 finisce il commissariamento dellENEA con un provvedimento inserito nel collegato ambientale alla legge di stabilità. Dopo una fase transitoria di alcuni mesi, il 23 marzo 2016 viene nominato un CDA di cui è presidente lo stesso Federico Testa e gli altri due membri sono Alessandro Lanza e Mauro Libè.

                                     

2. Compiti

Tra i principali compiti svolti dellENEA vanno ricordati:

  • studi, ricerche, misure, prove e valutazioni per soggetti pubblici e privati;
  • attività di comunicazione e promozione della ricerca.
  • collaborazione con le regioni e con le amministrazioni per lo sviluppo delle realtà produttive del territorio;
  • responsabile del presidio scientifico e tecnologico in tema di energia nucleare;
  • conduzione di grandi progetti di ricerca, sviluppo e dimostrazione, con prevalente contenuto ingegneristico e tecnologico;
  • trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca a sostegno dello sviluppo nazionale;
  • studi sul grado di sviluppo di tecnologie avanzate, inclusi gli impatti economici e sociali anche in risposta a richieste delle pubbliche amministrazioni;
  • collaborazione con enti ed istituzioni estere inclusa la definizione della normativa tecnica, la partecipazione ai grandi programmi di ricerca e agli organismi internazionali;
  • ricerca di base ed applicata, inclusa la realizzazione di prototipi e lindustrializzazione di prodotti, nei settori dellenergia, dellambiente, delle tecnologie e delle applicazioni nucleari, delle tecnologie delle radiazioni ionizzanti e non;
  • formazione post-universitaria, e collaborazione con le università nazionali ed internazionali;


                                     

3. Sedi, centri e laboratori di ricerca

Oltre alla sede legale di Roma, lENEA dispone in Italia dei seguenti nove centri di ricerca, oltre a diversi laboratori e uffici territoriali, dislocati sul territorio nazionale, ordinati da nord a sud:

  • Centro ricerche Bologna tre sedi;
  • Centro ricerche Casaccia a Roma;
  • Centro ricerche Brindisi;
  • Laboratorio di ricerche di Foggia
  • Centro ricerche Saluggia;
  • Centro ricerche Portici e a Manfredonia Area Sperimentale di Monte Aquilone;
  • Laboratorio di ricerche di Faenza;
  • Centro ricerche S. Teresa a Pozzuolo località del Comune di Lerici;
  • Centro ricerche Brasimone a Lago di Brasimone frazione del Comune di Camugnano;
  • Centro ricerche di Frascati;
  • Centro ricerche Trisaia a Rotondella.
  • Laboratorio di ricerche Ispra;

Lente è inoltre dotato di:

  • 13 Centri di Consulenza per lEnergia e lInnovazione CCEI, distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano come veri e propri "terminali territoriali";
  • un ufficio di rappresentanza a Bruxelles che ha il compito di promuovere e rafforzare limmagine e la partecipazione dellENEA a livello dellUnione europea oltre a fornire informazione, consulenza operativa e supporto logistico alle unità tecniche ENEA.
  • 4 sedi periferiche ;