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ⓘ Assenso




Assenso
                                     

ⓘ Assenso

Il concetto di assenso, inteso come adesione volontaria della ragione alla realtà rappresentata e percepita in primo grado sensorialmente, risale alla dottrina della Catalessi degli stoici.

Lassenso quindi nello stoicismo è il momento secondario in cui si esplica un giudizio volontariamente espresso dopo una primitiva apprensione, caratterizzata dallevidenza, della realtà tramite i sensi.

"Levidenza empirica è il fondamento della gnoseologia stoica" e così pure di quella epicurea, ma per lo stoicismo essa devessere accompagnata da un atto razionale e volitivo, poiché quando noi trascuriamo la chiarezza dellevidenza e diamo il nostro assenso in modo precipitoso e superficiale al dato sensibile, è il momento che cadiamo nellerrore.

Per evitare che questo accada dobbiamo controllare le nostre passioni e desideri poiché "quando il pathos prevale sul logos viene dato lassenso a rappresentazioni false di ciò che è buono e utile."

"Giacché il ricever rappresentazioni è involontario. Se dalla rappresentazione catalettica si toglie lassenso, si toglie anche la comprensione."

La duplice coesistenza nellassenso di sensibilità e volontà fu ripresa da San Tommaso per operare una distinzione tra

  • le conoscenze rivelate che non basandosi sullapprensione sensoriale richiedono un assenso messo in atto dalla volontà di ciascuno.
  • la conoscenza delle cose terrene e naturali per le quali, per la loro immediata evidenza, sono sufficienti la sensibilità e la ragione,

Mettendo in primo luogo lelemento volontaristico nellassenso Occam giunse alla formulazione del concetto dellerrore collegandolo alla mancanza di evidenza della cosa conosciuta: infatti levidenza non richiederebbe nessun atto volontario di esplicitazione dellassenso: è quando manca levidenza che la nostra volontà deve decidere se assentire o meno sulla verità delloggetto conosciuto, andando così incontro al probabile errore.

Questa interpretazione dellassenso arrivò sino alla filosofia moderna con Cartesio, Spinoza e Locke che lo considerarono come un atto essenzialmente volontario con cui si affermano o si negano le idee che lintelletto presenta.