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ⓘ Lingua francese antica




Lingua francese antica
                                     

ⓘ Lingua francese antica

Il francese antico era il continuum dialettale romanzo parlato nei territori che coprono approssimativamente la parte settentrionale della moderna Francia e parti dei moderni Belgio e Svizzera allincirca dal 900 al 1300. Allora era conosciuto come la langue doïl per distinguerlo dalla langue doc, il cui territorio confinava a nord con quello dellantico francese.

                                     

1.1. Grammatica e fonologia Gallico

Il gallico, uno dei sopravvissuti delle lingue celtiche continentali dei tempi romani, si estinse lentamente durante i lunghi secoli della dominazione romana. Solo una manciata approssimativamente 200 di parole galliche sopravvivono nel francese antica, ad esempio bièvre castoro’, brif talento, astuzia’, grenon baffi’, muchier nascondere’, seüs segugio’ e seuwe soga, fune’. Meno di duecento parole nel francese moderno hanno etimologia gallica; Delamarre 2003, pp. 389–90 ne elenca 167. A causa dellespansione dellImpero romano, il latino cominciò ad essere parlato più spesso, il che spiega la limitata influenza e longevità del gallico.

                                     

1.2. Grammatica e fonologia Latino

In un certo senso, lantico francese cominciò quando lImpero romano conquistò la Gallia durante le campagne di Giulio Cesare, che verso il 51 a.C. erano quasi complete. I Romani introdussero il latino nella Francia meridionale verso il 120 a.C. durante le guerre puniche quando cadde sotto loccupazione romana.

A cominciare dal tempo di Plauto, la struttura fonologica del latino classico subì un cambiamento, che avrebbe prodotto infine il latino volgare, la lingua parlata comune dellImpero romano occidentale. Questa seconda forma differiva fortemente dalla sua corrispondente classica riguardo alla fonologia; e fu lantenata delle lingue romanze, compreso il francese antico. Alcune parole galliche influenzarono il latino volgare e, attraverso questo, altre lingue romanze. Per esempio, il latino classico equus fu sostituito nella parlata comune dal latino volgare caballus ronzino’, preso in prestito dal gallico * caballos cavallo da soma’ cf. bretone kefel, gallese ceffyl, dando il francese cheval, il catalano cavall, loccitano caval, litaliano cavallo, il portoghese cavalo, lo spagnolo caballo e il rumeno cal.

                                     

1.3. Grammatica e fonologia Antico francone

Lantico francone ebbe una vasta influenza sul vocabolario del francese antico dopo la conquista, da parte della tribù germanica dei Franchi, delle porzioni della Gallia romana che costituiscono ora la Francia ed il Belgio durante le invasioni barbariche del V e VI secolo. Il nome français è derivato dal nome di questa tribù. Numerosi altri popoli germanici, inclusi i Burgundi e i Visigoti, erano attivi nel territorio a quel tempo; le lingue germaniche parlate dai Franchi, dai Burgundi e da altri non erano lingue scritte, e a questa distanza è spesso difficile identificare da quale specifica fonte è derivata una determinata parola germanica in francese. I filologi come Pope 1934 ritengono che forse il quindici per cento del vocabolario del francese moderno derivi da fonti germaniche, incluso un gran numero di parole comuni come bosc, bois bosco’ < * busk ; cf. olandese bos, guarder, warder guardare’ < * wardōn stare in guardia’; cf. medio olandese waerden e hache ascia’ < * hāppia ; cf. tedesco Häpe falcetto’). È stato suggerito che anche il passé composé e altri tempi verbali composti usati nella coniugazione francese sono il risultato di influenze germaniche.

Altre parole germaniche nellantico francese apparvero in conseguenza di insediamenti normanni in Normandia durante il X secolo. Gli abitanti di quegli insediamenti parlavano il norreno; e la loro presenza fu legittimata e resa permanente nel 911 sotto Rollone di Normandia. Alcuni termini marinari, segnatamente i quattro punti cardinali, furono presi in prestito anche dallantico inglese attraverso i Normanni.



                                     

1.4. Grammatica e fonologia Primi esempi scritti del francese antico

Sebbene i più antichi documenti che si dicono scritti in francese dopo il Glossario di Reichenau VIII sec. le Glosse di Kassel IX sec. siano quelli dei Giuramenti di Strasburgo trattati e atti costitutivi firmati da re Carlo il Calvo nell842, è probabile che questo testo rappresenti una più antica lingua doïl o gallo-romanza, uno stadio di transizione tra il latino volgare ed il primo romanzo:

La casa reale dei Capetingi, fondata da Ugo Capeto nel 987, inaugurò lo sviluppo della moderna cultura francese, che lentamente ma saldamente affermò il suo ascendente sulle aree più meridionali dellAquitania e di Tolosa. La lingua doïl dei Capetingi, la precorritrice del moderno francese standard, tuttavia, cominciò a divenire lidioma comune dellintera nazione di Francia solo dopo la Rivoluzione francese.

Un altro esempio di un primo testo in lingua doïl o gallo-romanza è la Sequenza di SantEulalia, che è probabilmente molto più vicina alla lingua parlata del tempo rispetto ai Giuramenti di Strasburgo basato su lingue diverse. Peraltro, è difficile ricostruire precisamente come questi testi antico-francesi ancora esistenti fossero pronunciati.

                                     

2. Sostantivi

Lantico francese mantenne un sistema di declinazione con due casi, un caso retto ed un caso obliquo, più a lungo di altre lingue romanze ad es. spagnolo ed italiano. Le distinzioni dei casi, almeno nel genere maschile, erano marcate sia sullarticolo determinativo che sul sostantivo stesso. Così, il sostantivo maschile li veisins il vicino’ latino vicīnus /wɪˈkiːnʊs/ > proto-romanzo * vecínos /veˈʦinos/ > fr. ant. veisins /vejˈzĩns/ > fr. mod. voisin /vwazɛ̃/ era declinato nel modo seguente:

Nellantico francese posteriore, queste distinzioni divennero moribonde. Quando le distinzioni erano abbastanza marcate, talvolta sopravvivevano entrambe le forme, con una differenza lessicale: tanto † sendra retto, latino senior quanto seignor obliquo, latino seniōrem sopravvivevano nel vocabolario del francese posteriore come modi diversi di riferirsi ad un signore feudale. Come nella maggior parte della altre lingue romanze, fu la forma del caso obliquo che di solito sopravvisse per diventare la forma del francese moderno: lenfant il bambino’ rappresenta il vecchio accusativo; il caso retto fr. ant. era li enfes. Ma alcuni sostantivi francesi moderni perpetuano il vecchio retto; il francese moderno soeur sorella’ fr. ant. suer, rappresenta il nominativo latino sóror ; la forma fr. ant. obliqua seror, dallaccusativo latino sorōrem, non sopravvive più. Anche molti nomi personali preservano il retto, come indicato dalla loro finale -s, quali Charles, Georges, Gilles, Jacques e Jules.

Come in spagnolo ed in italiano, il genere neutro fu eliminato, e i vecchi sostantivi neutri divennero maschili. Alcuni neutri plurali latini furono però rianalizzati come femminili singolari; ad esempio, il latino gaudium era usato più ampiamente nella forma plurale gaudia, che nel latino volgare fu interpretata come un singolare, e condusse infine al francese moderno joie gioia’ femminile singolare.

I sostantivi erano articolati nelle seguenti declinazioni:

  • Classe IIIc femminile: la none, la nonain, les nonains, les nonains suora’
  • Classe IIIa maschile: li chantere, le chanteor, li chanteor, les chanteors cantante’
  • Classe IIId forme isolate, irregolari: la suer, la seror, les serors, les serors sorella’; li enfes, lenfant, li enfant, les enfanz bambino’; li prestre, le prevoire, li prevoire, les prevoires prete’; li sire, le sieur, li sieur, les sieurs signore’; li cuens, le conte, li conte, les contes conte’
  • Class Ia femminile ibrida: la riens, la rien, les riens, les riens cosa’; la citéz, la cité, les citéz, les citéz città’
  • Classe II maschile: li veisins, le veisin, li veisin, les veisins vicino’; li sergenz, le sergent, li sergent, les sergenz servo’
  • Classe I femminile, senza marcatura dei casi: la fame, la fame, les fames, les fames donna’
  • Classe IIa maschile ibrida: li pere, le pere, li pere, les peres padre’
  • Classe IIIb maschile: li ber, le baron, li baron, les barons barone’

La classe I è derivata dalla prima declinazione latina. La classe II a sua volta deriva dalla seconda declinazione latina. La classe Ia viene per lo più da sostantivi femminili della terza declinazione in latino. La classe IIa generalmente proviene da sostantivi della seconda declinazione terminanti in -er e da sostantivi maschili della terza declinazione; da notare che in entrambi i casi il nominativo singolare latino non terminava in -s, e questo si è preservato nellantico francese.

I sostantivi della classe III mostrano una forma separata nel retto singolare che non ricorre in alcuna della altre forme. I sostantivi della IIIa terminavano in -ÁTOR, -ATÓREM in latino, e conservano lo spostamento di accento; i sostantivi della IIIb parimenti avevano uno spostamento di accento da -O a -ÓNEM. I sostantivi della IIIc sono una creazione del francese antico e non hanno un chiaro antecedente latino. I sostantivi della IIId rappresentano vari tipi di sostantivi latini della terza declinazione con spostamento di accento o maschile singolare irregolare.

                                     

3. Verbi

Il verbo nellantico francese era assai meno distinto dal resto del protoromanzo di quanto fosse il sostantivo. Partecipava della perdita della forma passiva e della riduzione dei futuri latini del tipo amābō amerò’ al protoromanzo * amāre ajo lett. devo amare’, che divenne amerai in antico francese.

Il latino aveva certi verbi ad accento variabile basato sul sistema di accentazione latina, che dipendeva dalla lunghezza vocalica. Così, la forma con rizotonia ámō amo’, in cui laccento tonico cadeva sulla radice del tema, cambiava nella forma con rizoatonia amāmus amiamo’, in cui laccento si ritrasse sulla vocale tematica. Poiché la tonicità latina influenzava le vocali dellantico francese, questo spostamento tonico creò in antico francese molti verbi forti con dittongo mobile o cambio vocalico. La forma rizotonica ámō produsse ai m, mentre quella rizoatona amāmus produsse a mons. Ci sono almeno 11 tipi di alternanze; esempi di questi vari tipi sono aim, amons ; achat compro’, achetons compriamo’; adois tocco’, adesons tocchiamo’; mein conduco’, menons conduciamo’; achief, achevons ; conchi espello’, concheons espelliamo’; pris apprezzo’, proisons apprezziamo’; demeur dimoro’, demourons dimoriamo’; muer muoio’, mourons moriamo’; apui appoggio’, apoions appoggiamo’. Nel francese moderno quasi tutti questi verbi sono stati livellati, generalmente con la forma rizoatona che predomina ma il moderno aimer/nous aimons è uneccezione. Rimangono tuttavia alcune alternanze, in quelli che sono ora noti come verbi irregolari, quali je tiens, nous tenons o je meurs, nous mourons.

In generale, i verbi del francese antico mostrano molta meno riformazione analogica che in francese moderno. La prima persona singolare del francese antico aim, ad esempio, viene direttamente dal latino amō, mentre il moderno aime ha una -e analogica aggiunta. Le forme del congiuntivo aim io ami’, ains tu ami’, aint lui/lei ami’ sono preservazioni dirette del latino amem, amēs, amet, mentre le forme moderne jaime, tu aimes, il aime sono state completamente riformate sulla base di verbi nelle altre coniugazione. Anche il passato remoto mostra unestesa riformazione e semplificazione nel francese moderno in confronto al francese antico.

Il piuccheperfetto latino era preservato nel primissimo antico francese come un tempo passato con un valore simile a un preterito o ad un imperfetto. Ad es. Sequenza di SantEulalia, 878 d.C. avret < habuerat aveva avuto’, voldret < voluerat aveva voluto’ anche lantico occitano preservava questo tempo, con un valore condizionale.



                                     

3.1. Verbi Esempio di verbo regolare in -er

Forme non finite:

  • Infinito: durer
  • Participio passato: duré
  • Participio presente: durant

Verbo ausiliare: avoir

                                     

3.2. Verbi Esempio di verbo regolare in -ir

Forme non finite:

  • Participio presente: fenissant
  • Participio passato: fenit
  • Infinito: fenir

Verbo ausiliare: avoir

                                     

3.3. Verbi Avoir avere

Forme non finite:

  • Participio presente: aiant
  • Participio passato: eut
  • Infinito: avoir più anticamente aveir

Verbo ausiliare: avoir

                                     

3.4. Verbi Estre essere

Forme non finite:

  • Participio passato: estét
  • Participio presente: estant
  • Infinito: estre

Verbo ausiliare: avoir?

                                     

4. Dialetti

Dal momento che il francese antico non consisteva di un unico modello, varianti amministrative in competizione tra loro erano propagate dalle corti e dalle cancellerie provinciali.

Il francese di Parigi era uno di numerosi modelli, che includevano:

  • il borgognone della Borgogna, allora un ducato indipendente la cui capitale era a Digione;
  • il vallone, concentrato intorno a Namur nellodierna Vallonia;
  • lantico normanno, parlato nella Normandia, le cui principali città erano Caen e Rouen. La conquista normanna dellInghilterra portò molti aristocratici di lingua normanna nelle Isole Britanniche. La maggior parte delle più antiche parole normanne talora chiamate "francesi" nella lingua inglese riflettono linfluenza di questa variante della lingua doïl che divenne un canale per lintroduzione nel regno anglo-normanno, come anche il controllo anglo-normanno dellAngiò e della Guascogna e di altri possedimenti continentali. La lingua anglo-normanna rifletteva una cultura condivisa su entrambi i lati della Manica. Alla fine, questa lingua declinò e cadde, diventando il cosiddetto francese legale, un gergo parlato dagli avvocati che era usato nel diritto inglese fino al regno di Carlo II. Il normanno, tuttavia, sopravvive ancora in Normandia e nelle Isole del Canale come lingua regionale;
  • il piccardo della Piccardia, le cui principali città erano Calais e Lilla. Si diceva che la lingua piccarda iniziava alla porta est della Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, tanto vasta era la sua influenza;
  • il gallo della Bretagna, la lingua romanza del Ducato di Bretagna.


                                     

4.1. Dialetti Lingue derivate

Questa lingua doïl è lantenata di parecchie lingue parlate oggi, che comprendono:

  • Francoconteese
  • Champenois
  • Francese cajun
  • Francese belga
  • Francese metropolitano Francia metropolitana
  • Francese del Québec
  • Bourguignon-Morvandiau
  • Francese svizzero
  • Francese acadiano
  • Francese
  • Normanno
  • Guernesiais
  • Jèrriais
  • Gallo
  • Lorenese
  • Poitevin
  • Piccardo
  • vallone
  • Saintongeais