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ⓘ Debito pubblico




Debito pubblico
                                     

ⓘ Debito pubblico

Il debito pubblico, attualmente, in economia è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri - quali individui, imprese, banche o Stati esteri - che hanno sottoscritto un credito allo Stato nellacquisizione di obbligazioni o titoli di stato destinati a coprire il fabbisogno monetario di cassa statale, ovvero leventuale deficit pubblico cumulato nel bilancio dello Stato, e la copertura dei relativi interessi.

                                     

1. Descrizione

Quando il debito, dello Stato o di privati, è contratto con soggetti economici di stati esteri, si parla di debito estero, mentre quando è contratto con soggetti economici interni allo stesso Stato si parla di debito interno: normalmente entrambe le componenti sono presenti in misura variabile allinterno del debito pubblico di uno Stato.

Anche altri soggetti pubblici possono emettere titoli di credito rappresentativi del proprio debito, con circolazione dei titoli sia interna che estera. Il debito pubblico può essere dunque suddiviso in debito pubblico dellamministrazione centrale e debito pubblico dellamministrazione periferica enti territoriali e enti locali.

La presenza di un debito nei conti pubblici impone la necessità da parte dello Stato e/o degli enti pubblici locali e territoriali, oltre alla sua copertura finanziaria nei tempi e modalità di scadenza prestabilite dai titoli stessi compresi gli interessi costituendo di fatto una delle voci di spesa pubblica, di tenerlo sotto controllo per non cadere nel rischio di insolvenza sovrana ovvero fallimento dello stesso tipicamente:

  • ricorrendo nel breve periodo a politiche di risanamento dei conti pubblici allinterno di politiche di bilancio pubbliche restrittive o di rigore es. austerità con abbattimento del deficit pubblico o creazione di avanzo primario ad es. tramite aumento delle entrate con aumento delle imposte e/o recupero dellevasione fiscale oppure riduzione della spesa pubblica es. spending review;
  • ricorrendo nel medio-lungo periodo a politiche di bilancio di tipo espansivo ad es. immissione di liquidità o deficit spending stimolando la crescita economica e relativo PIL con aumento del relativo gettito fiscale.
                                     

1.1. Descrizione Debito interno

Il debito interno si contrae quando lo Stato emette titoli di stato a favore degli acquirenti pari alla quantità di moneta corrisposta sulla quale emissione paga il valore nominale più gli interessi stabiliti dai mercati sugli stessi titoli di stato. Gli investitori possono esercitare un ruolo determinante nella politica economica degli Stati, in ragione degli stock di debito posseduti, tramite la compravendita di titoli allasta pubblica o nel mercato secondario per un rifinanziamento oppure per acquisire nuovi titoli di debito. In linea teorica un debito interno è preferibile a un debito estero in quanto i capitali investiti/prestati una volta restituiti possono tornare più direttamente allinterno del sistema economico del paese stimolando i consumi ovvero la domanda e quindi la crescita economica stessa.

                                     

1.2. Descrizione Insolvenza dei titoli di stato

Di solito i titoli di stato sono considerati titoli a basso rischio, equiparati pertanto alla moneta. Tuttavia storicamente non mancano casi di insolvenza sovrana: la Spagna dichiarò bancarotta 16 volte fra metà ottocento e il novecento. Anche la Germania, per evitare il default, ottenne nel 1953 la cancellazione di metà del suo debito da parte di 21 paesi occidentali, confermata poi nel 1990 dopo che la riunificazione tedesca avrebbe annullato la cancellazione di quarantanni prima.

Il governo argentino, nellambito della sua crisi economica a cavallo degli anni 2000, ha rifiutato di pagare i detentori di titoli e ha cambiato moneta, togliendo al peso argentino corso legale. Con questo atto lArgentina, rifiutandosi di pagare i vecchi creditori, ha dichiarato unilateralmente di aver azzerato il debito pubblico nella vecchia valuta. In realtà, lArgentina è stata portata dai creditori di fronte ai tribunali internazionali USA e Germania e inoltre sta subendo unazione mossa presso la Camera Arbitrale ICSID della Banca Mondiale. I bond obbligazioni argentini, a causa del default cessazione dei pagamenti decretato e ancora non risolto, non hanno avuto per qualche tempo accesso al mercato nelle borse internazionali, ma potevano essere trattati solo sul mercato nazionale, soggetto alla legislazione argentina. Sul mercato EuroTLX, accessibile agli investitori italiani, sono attualmente trattate 3 obbligazioni Argentine, due in Euro con scadenza nel 2038 e una in USD con scadenza nel 2038.

Nel 2012 la Grecia, durante la sua crisi economica, ha concordato con i rappresentanti di banche e istituzioni europee una "ristrutturazione" del debito consistente in un forte taglio al capitale e una dilazione delle scadenze.

Anche diverse istituzioni interne di vari stati si sono venute a trovare in situazioni di insolvenza, anche se il fatto che i creditori fossero in prevalenza cittadini del medesimo stato ha attenuato la rilevanza internazionale del problema.

Il tasso dinteresse dei titoli è uno degli indici più immediati per misurare la rischiosità percepita dagli investitori; un altro indice comunque basato sul tasso di interesse che misura la rischiosità relativa percepita, è il cosiddetto spread: esso infatti valuta la differenza di rendimento tra un titolo di stato di un paese, e un titolo di pari caratteristiche emesso da un altro paese, preso come riferimento.



                                     

1.3. Descrizione Rating

Le agenzie di rating al mondo forniscono le loro valutazioni rating sulla solidità finanziaria anche degli Stati, intese come capacità dello Stato in questione di ripagare o far fronte al proprio debito pubblico o equivalentemente il rispettivo rischio di credito, fornendo indici di maggiore o minore fiducia presi a riferimento dagli investitori nei confronti dellemissione di titoli di stato del paese.

                                     

2.1. Relazioni macroeconomiche Il rapporto Debito/PIL

Più che il valore assoluto del debito, un importante indice della solidità finanziaria ed economica di uno Stato come prescritto anche nel caso del Patto di stabilità e crescita vigente nellUnione europea è il rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo, in quanto PIL in questo caso rappresenta un indice o parametro di quanto lo Stato è in grado di risanare il proprio debito pubblico tramite ad esempio imposizione fiscale e relativo gettito fiscale. In generale dunque uno Stato può avere un debito pubblico elevato, ma anche un PIL elevato es. Stati Uniti senza per questo incorrere in situazioni di pericolo finanziario ovvero rischio insolvenza: quello che importa è il rapporto e landamento reciproco delle due grandezze.

È da notare come il debito pubblico a cui fanno riferimento i Parametri di Maastricht non contempla il cosiddetto debito pubblico implicito ovvero le promesse di spese future degli Stati membri per lo Stato sociale o spesa sociale".

Con riferimento al rapporto tra il debito pubblico e il Prodotto interno lordo, ci sono quattro possibili situazioni in cui può trovarsi lo Stato in un determinato anno:

  • il tasso di crescita del PIL n risulta maggiore del tasso di interesse dei titoli di Stato i, ma cè ancora un disavanzo primario in rapporto al PIL. In tal caso il rapporto debito/PIL convergerà in modo decrescente verso un certo valore che si dice "stato stazionario" se, e solo se, il rapporto debito/PIL iniziale è maggiore dello stato stazionario. In particolare, in tal caso, affinché il rapporto debito/PIL decresca, occorre che PIL cresca a tal punto da rendere la differenza n-i sufficientemente grande e il disavanzo primario sia invece il più piccolo possibile. Se invece il rapporto debito/PIL iniziale è minore dello stato stazionario, il rapporto debito/PIL convergerà sempre verso lo stato stazionario, ma in modo crescente.
  • il tasso di crescita del PIL risulta minore del tasso di interesse dei titoli di Stato e cè pure un disavanzo primario in rapporto al PIL, nel senso che le uscite dello Stato sono maggiori delle entrate in rapporto al PIL. In tal caso il rapporto debito/PIL tenderà a divergere ovvero ad aumentare allinfinito con forte rischio insolvenza nel medio-lungo termine.
  • il tasso di crescita del PIL n risulta minore del tasso di interesse dei titoli di Stato i, ma non cè un disavanzo primario ovvero le entrate sono più delle uscite. In tal caso il rapporto debito/PIL decrescerà annullandosi dopo un certo tempo se, e solo se, il rapporto debito/PIL iniziale è minore dello stato stazionario. In particolare, affinché il rapporto debito/PIL decresca, occorre che la differenza n-i sia sufficientemente piccola e che le entrate siano sufficientemente grandi. Se invece il rapporto debito/PIL iniziale è maggiore dello stato stazionario, il rapporto debito/PIL tenderà ad aumentare allinfinito con aumentato rischio insolvenza.
  • il tasso di crescita del PIL risulta maggiore del tasso di interesse dei titoli di Stato e cè un avanzo primario per cui le entrate sono maggiori delle uscite. In tal caso il rapporto debito/PIL decrescerà rapidamente fino ad annullarsi, abbattendo il rischio insolvenza.
                                     

2.2. Relazioni macroeconomiche Debito pubblico e crescita economica

La maggior parte dei policy-makers sembra ritenere che il debito riduca la crescita economica. Si tratta di unopinione in linea con i risultati di una fiorente letteratura empirica che mostra lesistenza di una correlazione negativa tra debito pubblico e crescita economica. Tuttavia correlazione non implica necessariamente causalità, che potrebbe anche essere invertita. Il legame tra debito e crescita potrebbe infatti scaturire dal fatto che è la ridotta crescita economica a generare elevati livelli di debito pubblico, ad esempio per minor entrate statali dalla tassazione dei contribuenti a parità di spesa.

Ci si trova dunque in una situazione di feedback retroattivo positivo dove allaumentare del debito diminuisce la crescita economica per effetto dellaumentata tassazione effetto spiazzamento e al diminuire della crescita aumenta ancora il debito stesso per minor gettito fiscale dovuto al minor PIL. In linea di massima tende comunque a valere lanalisi del rapporto debito/PIL: se uno Stato ha un forte debito, ma anche un elevato PIL es. Stati Uniti il rischio di insolvenza è minore ovvero comunque relativo alle dimensioni delle due grandezze e al loro reciproco andamento.

Inoltre come appare evidente dalla Statica Comparata del Modello Classico se la propensione allinvestimento da parte delle imprese è inferiore alla propensione marginale al risparmio le persone sono più interessate a investire in titoli piuttosto che a lavorare per cui risulta soddisfatta la disequazione:

1 I ′ r f ″ N − S N) < S r f ′ N {\displaystyle 1\quad I^{}rf^{}N-S_{N})


                                     
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