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ⓘ Lingua occitana antica




                                     

ⓘ Lingua occitana antica

L occitano antico, o provenzale antico, fu la più antica forma della lingua occitana, della quale si trovano esempi in scritti risalenti dallVIII al XV secolo. La lingua catalana si allontanò dallantico occitano fra lXI ed il XV secolo. Fu la prima lingua romanza con un corpus letterario, nonché la lingua usata dai trovatori, ed ebbe unenorme influenza sullo sviluppo letterario di altre lingue europee, specialmente le varietà romanze e quelle della poesia lirica. Sullargomento peraltro non vi sono molti studi.

In seguito a ciò che Pierre Bec chiama "la decadenza della lingua", verso il XV secolo, lantico occitano si evolve nel medio-occitano od "occitano di transizione" XV-XVI secolo e poi nelloccitano moderno dal XVI al XIX secolo. I testi sono di forme e destinazioni varie: religiosi, amministrativi e letterari e sono spesso chiamati scripta.

                                     

1. Denominazione

Nel XIII secolo lantico occitano riceve dai catalani il nome di lemosi limosino; nello stesso periodo gli scrittori italiani la denominano proensal provenzale, in riferimento alla provincia romana Gallia meridionale. Questultimo termine conoscerà un successo postumo nel XIX secolo quando i romanisti e filologi lo riprenderanno per designare la lingua dei trovatori, non senza creare ambiguità con il dialetto specifico provenzale. Dante gli dà il nome di lingua doco, che in francese diventa lingua doc, in contrasto con la lingua del sì italiano e la lingua doïl francese del Nord.

                                     

2. Fonetica

La pronuncia dellantico occitano è stata ricostruita in funzione delle evoluzioni successive della lingua, mentre alcuni la leggono secondo le regole della pronuncia moderna.

Le principali isoglosse che distinguono la lingua occitana da quella francese sono le seguenti:

  • Conservazione di -a tonica in sillaba libera, che il francese normalmente palatalizza in è di timbro largo.
  • Conservazione di -a finale atona velarizzata modernamente fino ad -o nei dialetti della zona centrale, di contro alla sua riduzione francese in -e prima evanescente ed oggi muta.
  • Assenza di dittongamento spontaneo delle vocali larghe ę ed ǫ, normali evoluzioni da ĕ ed ŏ latine, toniche libere, mentre il francese dittonga ĕ in ie ed ŏ in uo > ue ridotto poi ad ö.
  • Assenza assoluta di dittongamento delle vocali strette e ed o, mentre il francese dittonga e in ei > oi oggi pronunciato uà e o in ou > eu oggi pronunciato ö.
  • Conservazione del dittongo au, tanto tonico quanto atono, mentre il francese lo riduce ad o.
  • Lenizione delle consonanti occlusive sorde intervocaliche limitata al primo grado passaggio di /p t k / a /b d g, mentre il francese procede al secondo grado, giungendo per lo più sino al dileguo t > d > dh; k > g > j.
                                     

3. Lessico

Il solo vocabolario esaustivo dellantico occitano risale alla prima metà del XIX secolo: tra il 1836 e il 1845 compare il Lexique roman di François Raynouard in 6 volumi. Allinizio del secolo successivo, Emil Levy vi aggiunge il suo Provenzalisches Supplementwörterbuch in 8 volumi, 1894-1924. Il progetto per un Dictionnaire de loccitan médiéval è stato lanciato a Monaco a partire dal 1997.

                                     

4. Storia

I testi più antichi

I testi considerati come le più antiche testimonianze dellantico occitano sono la Cançao de sancta Fides de Agen e il Poema su Boezio Boecis, entrambi risalenti allXI secolo. Seguiranno nello stesso secolo le carte conservate nella regione di Tolosa.